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Il Pianeta di Mr. Sammler

Di

Editore: Garzanti (Romanzi, 5)

3.9
(96)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 274 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Francese

Isbn-10: A000010135 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Letizia Ciotti Miller

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
Un tempo i saggi abitavano le solitudini del deserto; oggi, forse abitano le solitudini della città. Un tempo comunicavano in stile oracolare; oggi usano le tecniche pudiche dell'insinuazione e dell'allusione. Non hanno né compiti né statuti precisi; vivono, si direbbe, in vacanza dalla loro vita; sono usi rammendarsi le calze o prepararsi da soli il caffè, traendo da questi piccoli lavori, resi necessari dalla crisi del personale domestico nelle metropoli, un piccolo, delizioso senso di indipendenza; ironicamente vedono nel minimo incidente il riflesso di problemi generali, e durante le loro passeggiate nelle vie della città, invase da una pericolosa insania, osservano i comportamenti degli uomini con occhio insieme dilatato e affettuoso. I saggi di cui parliamo sono una famiglia letteraria creata, su modelli forse labili, dallo scrittore americano Saul Bellow, e il Mr. Sammler di questo volume ne è uno dei più notevoli rappresentanti. Le eleganze della mente non cambiano il mondo, e tuttavia Mr. Sammler non può vietarsi di esercitarle. La sua ironia di matrice ebraica disegna tutto un ricamo leggero di schizzi intellettuali, di paradossi e di gaiezze, quasi i giochi zen di un occidentale: è un modo di durare, e di alleviare il dolore, che non nasconde tuttavia lo spessore di storia, di stragi di cultura di un esule dall'Europa e di uno scampato agli stermini. Il pianeta di Mr. Sammler è un romanzo di sottile impianto intellettuale e, cosa anche più rara, un libro di intenzione etica, di iniziazione alle modeste e turbate forme di saggezza ancora possibili.
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  • 4

    Abbandonarsi

    Ero giovane quando lo lessi, ero al mare e andavo a letto presto, con un libro. Ricordo una lettura faticosa con un bisogno di lasciarsi andare, di abbandonarsi alle pagine, senza porsi troppi perchè. Le stesse sensazioni che ho provato più recentemente con Bellow : abbandonarsi senza resistenze ...continua

    Ero giovane quando lo lessi, ero al mare e andavo a letto presto, con un libro. Ricordo una lettura faticosa con un bisogno di lasciarsi andare, di abbandonarsi alle pagine, senza porsi troppi perchè. Le stesse sensazioni che ho provato più recentemente con Bellow : abbandonarsi senza resistenze alla lettura, al personaggio, all'affabulazione, il premio arriva, garantito

    ha scritto il 

  • 4

    Il pianeta di Mr.Sammler naturalmente è la terra, luogo che rischia di diventare sempre più inospitale, per cui secondo alcuni (come per il Dr. Govinda Lal che segue le orme di H.G. Wells) presto potrebbe essere abbandonato per la luna.
    Il pianeta di Mr. Sammler è l’America, e in particolar ...continua

    Il pianeta di Mr.Sammler naturalmente è la terra, luogo che rischia di diventare sempre più inospitale, per cui secondo alcuni (come per il Dr. Govinda Lal che segue le orme di H.G. Wells) presto potrebbe essere abbandonato per la luna.
    Il pianeta di Mr. Sammler è l’America, e in particolare lo è New York dopo essere scampato miracolosamente ad Aushwitz e alla barbarie nazista e poi a quella dell’antisemitismo nella Polonia già liberata. Ma anche in questo nuovo pianeta i segni della decadenza della civiltà si fanno sempre più evidenti. E’ un mondo che sta perdendo senso, un mondo destinato alla rovina, che Sammler cerca faticosamente di interpretare, senza volerlo per questo giudicare.
    Il pianeta di Mr. Sammler è la sua famiglia ebraico-newyorkese: quella del ricco nipote Elya medico e affarista forse con frequentazioni mafiose, ma ora moribondo in ospedale. Fu lui ad accogliere (e ancora di fatto mantiene) il vecchio zio intellettuale e la sua stramba figlia Shula in fuga dall’Europa devastata. Ed è quella dei figli di Elya, viziosi, edonisti e sbalestrati, ma che considerano il vecchio zio come la voce della saggezza e confidano a lui e solo a lui (come fosse una specie di giudice-sacerdote di famiglia) i propri segreti e debolezze, per altri indicibili.
    Elya sta morendo, la nuova America sta morendo, l’intero pianeta sta morendo, ma zio Sammler è già stato a contatto con la morte, è sopravvissuto e si sente predestinato a sopravvivere ancora (o meglio, “a durare”, un po’ più degli altri) anche “a tutto questo caos e alle sue abbrutite buffonate”. Perché noi tutti abbiamo un contratto con Dio, anche se pochi rispettano le sue condizioni. Che noi tutti conosciamo nel profondo del nostro cuore, se vogliamo riconoscerci ancora come esseri umani, appartenenti a questo pianeta.
    Rileggerlo, dopo molti anni, ne è valsa la pena.

    ha scritto il 

  • 3

    ostico da digerire. Non c'è un vero e proprio inzio e non c'è una vera e propria fine. Non posso definirlo brutto perchè tale non è, non posso definirlo bello perchè non mi è piaciuto. Troppa filosofia e troppi concetti che mal si sposano con un testo che vuole definirsi narrativo. Metto un tre s ...continua

    ostico da digerire. Non c'è un vero e proprio inzio e non c'è una vera e propria fine. Non posso definirlo brutto perchè tale non è, non posso definirlo bello perchè non mi è piaciuto. Troppa filosofia e troppi concetti che mal si sposano con un testo che vuole definirsi narrativo. Metto un tre stelle, un giudizio a metà, magari fra qualche anno proverò a rileggerlo... o forse no.

    ha scritto il 

  • 5

    Inizio questo libro e dopo due pagine comincio a farmi qualche nota; ma dopo altre due pagine rinuncio: è talmente denso che dovrei riscrivermelo tutto! Rilettura unica via.


    Ennesimo miracolo letterario di Saul Bellow, che riesce a scrivere un bellissimo romanzo con personaggi credibili, t ...continua

    Inizio questo libro e dopo due pagine comincio a farmi qualche nota; ma dopo altre due pagine rinuncio: è talmente denso che dovrei riscrivermelo tutto! Rilettura unica via.

    Ennesimo miracolo letterario di Saul Bellow, che riesce a scrivere un bellissimo romanzo con personaggi credibili, trama funzionalmente dosata, dotato di un impianto filosofico con profondità da fondale oceanico che viene a dispiegarsi in perfetta armonia con gli altri elementi costitutivi.
    Mr. Sammler, ebreo polacco, prima snob frequentatore dei salotti bene della Londra anteguerra, poi sopravvissuto all'Olocausto facendosi strada nudo fra nudi cadaveri, trascinandosi fuori dalla fossa comune dove invece rimane sua moglie, vive ormai ultrasettantenne nella New York di fine anni '60.
    Mr. Sammler che non ama le spiegazioni, incline al soliloquio, riflette sulla civiltà moderna che osserva col suo unico occhio buono e qui vediamo il Bellow grande cantore della follia della metropoli, di tutta la sua nevrosi, del malessere che ne attanaglia gli abitanti - la lucidità, la cura del dettaglio con cui l'autore dipinge questa realtà provocano impressioni acute, vivide, universali -, con laceranti interrogativi su individualismo e società di massa. E' qui il cardine su cui ruota il romanzo: “è negli ultimi due secoli che la maggioranza della gente nei paesi civilizzati ha rivendicato il privilegio di essere degli individui”, dice Sammler; e, si domanda poi, quali frutti sono stati raccolti? Soprattutto dolore, sofferenza, nuove nevrosi, probabilmente perchè la società in cui questo individualismo ha vissuto il suo sviluppo in realtà lo nega, spingendo sulla rappresentazione di sé, sulla teatralità, sull'essere interessanti quando invece (fosse anche solo a livello inconscio) percepiamo la nostra inadeguatezza ad essere umani, a dovere essere umani.
    E' il rapporto del sé con la comunità la vera ossessione di Sammler, lui che di fatto è ritornato dalla tomba, esperienza che lo ha reso “deforme”: è l'esperienza della morte, la morte di cui non possiamo sapere nulla perchè siamo vivi, dice a un certo punto, la morte che in noi vivi provoca i sentimenti dolorosi del lutto che altro non sono che un'espressione dell'amore, cioè di un sentimento che appartiene alla vita; ne abbiamo tuttavia la consapevolezza, come afferma Sammler nel finale con quel ripetuto “noi conosciamo”.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro complicato, ricco, pieno di parole, concetti, povero di azione, quasi un monologo. "...gli individui come Sammler (...) Anche se offesi, dolenti, in qualche dove sanguinanti, non esprimevano apertamente alcuna collera, non si mettevano a piangere in preda alla tristezza, ma traducevano i ma ...continua

    Libro complicato, ricco, pieno di parole, concetti, povero di azione, quasi un monologo. "...gli individui come Sammler (...) Anche se offesi, dolenti, in qualche dove sanguinanti, non esprimevano apertamente alcuna collera, non si mettevano a piangere in preda alla tristezza, ma traducevano i mali del cuore in delicata, addirittura penetrante osservazione." (pag. 44)

    ha scritto il 

  • 5

    Mr. Sammler's Planet, del 1970, è a mio gusto il miglior libro di Bellow, quello meglio strutturato, il più convincente, con un protagonista memorabile e uno dei migliori ritratti della mentalità hippie che abbia mai incontrato in un romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    ostico

    Quanto è stato difficile per me leggere questo libro.
    Non leggevo un autore come Bellow da forse un paio d'anni e la mancanza di testi seri si è fatta sentire.
    Non merita qualche stellina in più solo perchè non c'è una vera e propria storia dietro queste 270 e passa pagine, ma viene d ...continua

    Quanto è stato difficile per me leggere questo libro.
    Non leggevo un autore come Bellow da forse un paio d'anni e la mancanza di testi seri si è fatta sentire.
    Non merita qualche stellina in più solo perchè non c'è una vera e propria storia dietro queste 270 e passa pagine, ma viene descritta una situazione che è proscenio di alcune discussioni filosofiche sulla vita e sull'uomo. Bello, belle le idee, ma se volevo un pò di filosofia andava la mia scelta su altri testi e comunque un pò troppo discernimento in un romanzo, roba che neanche l'Eco dei migliori anni. Insomma bei ragionamenti, forse addirittura in questo libro vi è la Verità assoluta, ma per il momento non la cerco e non intendo che qualcuno me la sveli, almeno per ora... potrebbe farmi più male che bene. Profeta senza patria.

    ha scritto il 

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