Il Risveglio

Di

Editore: Einaudi (Centopagine, 46)

3.9
(277)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8806046233 | Isbn-13: 9788806046231 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Erina Siciliani

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sensuale e struggente scoprirsi in una gabbia dorata. Rabbia e dolore perché sembra che questa donna non possa trovare vie d'uscita. Difficile, per me, leggerlo nella quotidianità faticosa, che però, ...continua

    Sensuale e struggente scoprirsi in una gabbia dorata. Rabbia e dolore perché sembra che questa donna non possa trovare vie d'uscita. Difficile, per me, leggerlo nella quotidianità faticosa, che però, almeno in parte, e' frutto di una mia scelta.

    ha scritto il 

  • 4

    "Per quanti anni ho dormito?"

    Il triste risveglio di una giovane donna, moglie e madre, che si accorge di essere parte di un meccanismo sociale da cui non può più sottrarsi. Pagine scritte da una donna per altre donne. Essendo cos ...continua

    Il triste risveglio di una giovane donna, moglie e madre, che si accorge di essere parte di un meccanismo sociale da cui non può più sottrarsi. Pagine scritte da una donna per altre donne. Essendo così poco noto in Italia, un ringraziamento alla casa editrice che ha deciso di ripubblicarlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Madame Bovary creola

    Una Madame Bovary creola. E' così che Melania G. Mazzucco definisce Edna Pontellier, la protagonista de "Il risveglio". Ed è proprio a Madame Bovary che ho pensato costantemente leggendo il romanzo di ...continua

    Una Madame Bovary creola. E' così che Melania G. Mazzucco definisce Edna Pontellier, la protagonista de "Il risveglio". Ed è proprio a Madame Bovary che ho pensato costantemente leggendo il romanzo di Kate Chopin pubblicato nel 1899 ed ora incluso anche nella collana "Le Sfingi" di Nova Delphi. "Il risveglio", uscito proprio alla fine del secolo XIX, suscita immediatamente scalpore e scandalo. I critici lo stroncano senza alcuna pietà bollandolo come "morboso, malsano, indecente, volgare". Un romanzo che veicola messaggi deviati e velenosi soprattutto per le giovani generazioni. Un giudizio così implacabile ed irreversibile da indurre la Chopin ad abbandonare la sua carriera letteraria...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/chopin-kate-il-risveglio.html

    ha scritto il 

  • 4

    In realtà non è un libro davvero così bello e appassionante. Le vicende narrate sono un vecchio cliché per noi lettori moderni: lei, bella e intelligente, sposata con un uomo che non la ama davvero pe ...continua

    In realtà non è un libro davvero così bello e appassionante. Le vicende narrate sono un vecchio cliché per noi lettori moderni: lei, bella e intelligente, sposata con un uomo che non la ama davvero per quello che è e relegata a fare la consorte, la madre, finalmente si sveglia e comincia ad esigere i suoi spazi, i suoi meriti, la sua felicità - ma ogni suo tentativo di ribellione, ogni suo spasimo di individualità e indipendeza verrà soffocato, spesso ancora prima di nascere. Edna Pontellier è l'ennesima Emma Bovary della letteratura.
    Eppure è diversa.
    Prima di tutto è meno odiosa dell'amica francese. E' molto più razionale, intelligente, capace. Meno ingenua e nevrotica. Si ha davvero l'impressione che il matrimonio abbia troncato e mandato allo spreco tutte le sue potenzialità - mentre la Bovary mi è sempre parsa un esserino insulso.
    E poi, è la sua sensibilità ad essere diversa. In Edna c'è già il germoglio dell'emancipazione, della modernità; Edna ce la potrebbe fare, ce la potrebbe fare davvero a ribellarsi, a riprogettare la sua esistenza, ad affermare la sua personalità. Anzi, più volte si ha l'impressione che ce la stia già facendo, che ogni giorno faccia un passo avanti su quella strada ancora poco battuta dell'emancipazione femminile, e che di lì a breve la vedremo arrivare alla meta o almeno in sua prossimità.
    E' per questo che la fine, del romanzo e di Edna, delude e dispiace. Sorprende, anche, perché se è vero che fin dall'inizio lo spettro di Emma Bovary si aggira malaugurante per casa Pontellier, è vero anche che, appunto, Edna ci illude di poter concludere diversamente la sua storia.
    Per questo, per l'aver trattato un cliché letterario ricorrente in maniera originale e credibile, e per la narrazione comunque piacevole e scorrevole, si merita quattro stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    Ha veramente un suo fascino, questo libro. Lo posso paragonare alla scia che si lascia dietro una bellezza di tipo ambiguo: evocativa, sinuosa e non condivisibile perché assolutamente libera o indipen ...continua

    Ha veramente un suo fascino, questo libro. Lo posso paragonare alla scia che si lascia dietro una bellezza di tipo ambiguo: evocativa, sinuosa e non condivisibile perché assolutamente libera o indipendente da qualsiasi vincolo, crudele proprio per questo. Quella scia che intontisce e allo stesso tempo contraria, distanzia: perché io, ad esempio, non potrei mai accettare nella mia vita una persona come Edna. Non vorrei mai essere nei panni di Raoul o Etienne, i suoi figli. Edna Pontellier incarna un concetto assoluto e sublime, ma talmente carico di sé da divenire eccessivo e irreale.
    Termini come "compromesso" o "connubio" le sono estranei, una volta che prende coscienza di sé. Ciò però la aliena anche dalla vita in cui siamo coinvolti noi tutti ed è per questo che la capisco ma non la approvo e allo stesso tempo dico che Il risveglio è comunque un romanzo meritevole.

    Rimetto in gioco in una ripetizione un po' sgraziata gli aggettivi già usati prima. "Evocativo", perché lo stile di Kate Chopin è davvero elegante. M'immagino un vestito sobrio, ma con quel tocco in più del tutto femminile e raffinato che risalta e finisce per dare lustro come lo si da ai contorni decorati di uno specchio. La Chopin non è affatto un portento di sentimenti che esplodono, non nell'espressione di certo: assomiglia allo stesso mare "sinuoso" (appunto) che descrive, dove se il secondo prima c'è una linea e quiete regolare nell'ordine della narrazione, poi accade quell'onda che diffonde per il terreno un tremolio, e poi ci sarà un'altra onda e alla fine toccando parrà quasi che non avesse fatto altro che picchiettare sotto la superficie.
    Non per nulla sceglie un'ambientazione che la aiuta di certo: ancora prima che il vero sfondo sia la vita interiore di Edna, già un soggiorno al mare apre il romanzo breve. Ombrellini da sole che sovrastano passeggiate a braccetto sulla riva, chiacchiericci allegri e fannulloni, amache dondolanti e cieli stellati di notte silenziose e fresche.
    Bisogna ammettere che leggerlo a fine Dicembre gli dà persino una marcia in più, visto che io devo ripararmi sotto le coperte per avere un sedicesimo della calura che hanno loro.
    Tutto ciò non varrebbe ugualmente se non ci fossero soprattutto i segni di una voce protagonista la cui vita si sta risvegliando proprio in quel momento.
    Infatti ci facciamo accompagnare per mano da Edna, e quando lasciamo i mesi estivi per tornare in città, sempre in Edna siamo confinati: dentro la sua voce interiore, che vedo aver diviso parecchio l'opinione dei lettori.
    Io già in parte ho detto della mia disposizione verso di lei proprio all'inizio, ma mi pare giusto allargare un attimo l'argomento. Ho conosciuto una persona che ha vissuto la schiusura del proprio "fiore" in modo simile. C'è davvero poco che possa eguagliare lo spettacolo dell'assistere al risveglio della propria persona dopo anni e anni di sonno apatico: Edna dice basta, se ha voglia di uscire nonostante sia giorno di visite a casa, esce, non si fa trovare e non le importa. Piano piano, insomma, si libera dalle catene delle convinzioni e del buon senso del vivere in società. Evidente però che il suo bisogno di un'autentica libertà ha delle pretese fondamentalmente egoiste: Edna assomiglia ad un'adolescente che vive se stessa, senza curarsi che il tempo ha fatto il suo gioco, e non è più da sola. Non si è mai da soli quando si ha ben due figli piccoli a carico. Vorrebbe poter fare quello che più le pare e piace, arriva a dire di non essere disposta a sacrificarsi per nessuno, nemmeno per i figli.
    Ma questa è una mazzata.
    Perché se io fossi Raoul o Etienne, eh, vorrei non dover avere proprio lei come madre. Madre intelligente, viva, bellissima, ma inadatta. L'incostanza di una vita come la sua, dedita al gustare il "delirio della vita", la noncuranza del calpestare chi le è vicino hanno una loro logica, è una scelta di vita, seguire solo i propri desideri, seguire se stessi in tutto e per tutto fregandosene di chiunque altro. E io dico di sì, che può pure nuocere a un marito che non ama, è la vita, sarebbe stato meschino continuare, ma non, non sti poveri bambini.
    E lo sa anche lei, perché l'appello di Madame Rotignolle, per quanto sia sgradevole nel suo essere la classica madonna-madre, la moglie perfetta, ha un richiamo che non è affatto sbagliato: "pensi ai bambini, Edna, pensi ai bambini".
    C'è un risveglio anche della donna, dopotutto è un romanzo che è difficile non inserire in una corrente femminista, assomiglia ad un passaggio che necessità quasi di un completamento, di una presa di coscienza di livello ancora superiore. Allo stesso tempo ne è anche indipendente, è un percorso del tutto finito, direi perfino assoluto, e la sua assolutezza - come in tutti questi casi simili - esercita su di me comunque un fascino che mi limito a contemplare come si contempla un lavoro quasi ad arte, ma non appartenente alla vita che desidero condurre.
    La vita condotta comunque in questo biglietto per un tuffo di 160 pagine non è stata male: ci si circonda di personaggi definiti a puntino, di avventure mai noiose e di provocazione gustosa che inevitabilmente fa riflettere.
    Da qui torno al punto di partenza chiudendo in maniera circolare, quasi come Il risveglio: è una lettura fascinosa e allo stesso tempo assolutamente non condivisibile, e a ultima pagina voltata, ancora più fascinosa proprio perché non condivisibile.
    Intricati giri di psicologica istantanea.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è stato scritto nella seconda metà del XIX secolo in un luogo non propèriamente noto per i diritti delle donne, e la scrittrice riesce a centrare tutta l'azione sui pensieri e sulla gradu ...continua

    Questo libro è stato scritto nella seconda metà del XIX secolo in un luogo non propèriamente noto per i diritti delle donne, e la scrittrice riesce a centrare tutta l'azione sui pensieri e sulla graduale emancipazione di pensiero della protagonista che passa ad essere da brava casalinga devota al marito uomo in affari ad una donna lbera. Quello che è interessante, veramente interessante, è che Edna alla fine raggiunge uno stato di liberazione che non è fisico, o perlomeno, non completamente fisico, ma soprattutto mentale. Edna alla fine è una donna libera, libera di scegliere per sè stessa e non farsi influenzare dalla morale comune, la percezione di dover essere una brava madre e quant'altro. Edna è libera di non dover dipendere da nessuno. Leggendo questo libro mi è venuto veramente da chiedere se davvero Anna Karenina e Emma Bovary sarebbero finite sotto un treno o con la bocca piena di arsenico se la scrittrice fosse stata una donna. E se questo tipo di atteggiamento, rivolta quindi punizione, non sia il risvolto degli ultimi residui di una società maschilista e repressiva che ancora oggi si manifesta su tematiche come l'aborto, la contraccezione, e via dicendo.

    ha scritto il 

  • 3

    Durante una vacanza Edna Pontellier, moglie e madre, si innamora di un altro uomo. La scoperta di questo nuovo sentimento, un sentimento autentico rispetto al legame che ha col marito e coi figli, è c ...continua

    Durante una vacanza Edna Pontellier, moglie e madre, si innamora di un altro uomo. La scoperta di questo nuovo sentimento, un sentimento autentico rispetto al legame che ha col marito e coi figli, è causa del suo risveglio.
    Ma non è una storia d'amore: il nuovo amore di Edna è solo l'input per il suo cambiamento, perché si svegli e trovi se stessa, non più come moglie e madre (ruoli in cui non si riconosce, comunque: il suo matrimonio è un incidente e per i figli non sacrificherebbe mai la sua vita), ma come donna indipendente al di fuori del ruolo che la società le impone.
    Per questo è stato considerato un libro rivoluzionario. Più di cent'anni dopo, quando delle donne adultere e indipendenti non c'è più da sconvolgersi, resta comunque una storia discreta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Romanzo di valore, sì, ma...

    Questo testo, "The Awakening", è senz'altro uno di quelli che contano, innovativo non tanto per il contenuto - la vicenda, alla fin fine, di una donna adulterina - ma per il contesto sociale in cui è ...continua

    Questo testo, "The Awakening", è senz'altro uno di quelli che contano, innovativo non tanto per il contenuto - la vicenda, alla fin fine, di una donna adulterina - ma per il contesto sociale in cui è stato scritto (e da cui non è stato accettato), e per il fatto che la protagonista, Edna Pontellier, non venga punita per il suo adulterio. Non si tratta, infatti, della "decostruzione" di una donna quale poteva essere ad esempio il "Madame Bovary" di Flaubert, bensì della "crescita" emotiva e spirituale di una donna - americana, sicura di sé, sorridente - che arriva a scoprirsi come individuo e come "body", a emanciparsi sempre più dall'ambiente in cui vive. La vicenda si snoda nella sonnolenta e multietnica Louisiana di fine '800, tra Grand-Isle e New Orleans. Edna Pontellier, la protagonista, appartenente a una benestante famiglia borghese, vive un'esistenza apparentemente perfetta, fra ricevimenti, un marito premuroso, due bambini da crescere e amiche con cui conversare. Tuttavia lei, proveniente dal Kentucky e di famiglia presbiteriana, non riesce ad abituarsi ai costumi più aperti e spontanei della gente di origine creola: fin dall'inizio è dunque una "outsider". Dimostra inoltre sentimenti ambivalenti non tanto per suo marito - sposato ben più per convenzione che per amore - quanto per i suoi stessi figli: un attimo è madre affettuosa, un attimo sembra lasciarli a loro stessi. Darebbe la vita per loro, dice, ma non se stessa. Edna si configura dunque come una donna intrinsecamente indipendente: l'amore per il bel giovane Robert prima e l'allontanamento di suo marito e dei figli poi, e in più la musica di Mademoiselle Reisz (musica che dona alla sua anima un linguaggio con cui parlare), finiscono col risvegliare la sua mente e i suoi sensi. Si rende conto di essere un individuo capace di pensare, di prendere decisioni, di reinventarsi: un individuo che non è forzatamente sottomesso a suo marito, che non è una sua proprietà (come le convenzioni del tempo auspicavano). Il risveglio del corpo di Edna, infine, avviene tra le braccia di Alcée Arobin. Lei diviene una donna che "si dà a chi le pare quando le pare". Una donna capace di badare a se stessa, che non ha paura di uscire da sola di notte, che si dedica a lavori maschili come i traslochi, che dipinge con successo e dunque può iniziare a guadagnarsi da vivere senza dover dipendere dal suo sposo. Una donna finalmente presente a se stessa, raggiante pur se giudicata quasi pazza, autoconsapevole, che può baciare un uomo per piacere e non perché costretta. Il suo ultimo grande atto di affermazione, dopo la fine dell'amore, sarà il suicidio: un richiamo verso il mare, quel mare che avvolge tutto e che infine la abbraccerà come un amante.
    In tutto questo, la storia contiene dei passi di grande bellezza e suggestione, specie verso il finale. Si ha l'impressione che non accada nulla, il romanzo è piuttosto lento in effetti, ma il rumore e l'andamento sono un po' come le onde di un calmo mare all'alba, di quelle che si infrangono sulla battigia e paiono sussurrare. C'è, in realtà, un movimento che è tutto interiore.
    E tuttavia, pur consapevole di tutto questo e del valore intrinseco che quest'opera si porta dietro, io non sono riuscita a entrare in questo romanzo. Lo stile è scorrevole ma distaccato, fin troppo, e ha tenuto a distanza anche me lettrice. Edna - pur splendido personaggio - l'ho guardata, l'ho capita, non ho provato empatia. E ancora pur comprendendo perfettamente le differenze storiche, sociali, i diversi scopi, i diversi risultati, comprendendo insomma che non c'entrano niente uno con l'altro se non superficialmente, a me "The awakening" continua a sapere troppo di "Madame Bovary". Questo mi dà fastidio e non ci posso fare niente.

    http://momentoletterario.blogspot.it/2013/03/il-risveglio.html

    ha scritto il 

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