Il Risveglio

Di

Editore: Einaudi (Centopagine, 46)

3.9
(271)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8806046233 | Isbn-13: 9788806046231 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Erina Siciliani

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Per quanti anni ho dormito?"

    Il triste risveglio di una giovane donna, moglie e madre, che si accorge di essere parte di un meccanismo sociale da cui non può più sottrarsi. Pagine scritte da una donna per altre donne. Essendo cos ...continua

    Il triste risveglio di una giovane donna, moglie e madre, che si accorge di essere parte di un meccanismo sociale da cui non può più sottrarsi. Pagine scritte da una donna per altre donne. Essendo così poco noto in Italia, un ringraziamento alla casa editrice che ha deciso di ripubblicarlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Madame Bovary creola

    Una Madame Bovary creola. E' così che Melania G. Mazzucco definisce Edna Pontellier, la protagonista de "Il risveglio". Ed è proprio a Madame Bovary che ho pensato costantemente leggendo il romanzo di ...continua

    Una Madame Bovary creola. E' così che Melania G. Mazzucco definisce Edna Pontellier, la protagonista de "Il risveglio". Ed è proprio a Madame Bovary che ho pensato costantemente leggendo il romanzo di Kate Chopin pubblicato nel 1899 ed ora incluso anche nella collana "Le Sfingi" di Nova Delphi. "Il risveglio", uscito proprio alla fine del secolo XIX, suscita immediatamente scalpore e scandalo. I critici lo stroncano senza alcuna pietà bollandolo come "morboso, malsano, indecente, volgare". Un romanzo che veicola messaggi deviati e velenosi soprattutto per le giovani generazioni. Un giudizio così implacabile ed irreversibile da indurre la Chopin ad abbandonare la sua carriera letteraria...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/chopin-kate-il-risveglio.html

    ha scritto il 

  • 4

    In realtà non è un libro davvero così bello e appassionante. Le vicende narrate sono un vecchio cliché per noi lettori moderni: lei, bella e intelligente, sposata con un uomo che non la ama davvero pe ...continua

    In realtà non è un libro davvero così bello e appassionante. Le vicende narrate sono un vecchio cliché per noi lettori moderni: lei, bella e intelligente, sposata con un uomo che non la ama davvero per quello che è e relegata a fare la consorte, la madre, finalmente si sveglia e comincia ad esigere i suoi spazi, i suoi meriti, la sua felicità - ma ogni suo tentativo di ribellione, ogni suo spasimo di individualità e indipendeza verrà soffocato, spesso ancora prima di nascere. Edna Pontellier è l'ennesima Emma Bovary della letteratura.
    Eppure è diversa.
    Prima di tutto è meno odiosa dell'amica francese. E' molto più razionale, intelligente, capace. Meno ingenua e nevrotica. Si ha davvero l'impressione che il matrimonio abbia troncato e mandato allo spreco tutte le sue potenzialità - mentre la Bovary mi è sempre parsa un esserino insulso.
    E poi, è la sua sensibilità ad essere diversa. In Edna c'è già il germoglio dell'emancipazione, della modernità; Edna ce la potrebbe fare, ce la potrebbe fare davvero a ribellarsi, a riprogettare la sua esistenza, ad affermare la sua personalità. Anzi, più volte si ha l'impressione che ce la stia già facendo, che ogni giorno faccia un passo avanti su quella strada ancora poco battuta dell'emancipazione femminile, e che di lì a breve la vedremo arrivare alla meta o almeno in sua prossimità.
    E' per questo che la fine, del romanzo e di Edna, delude e dispiace. Sorprende, anche, perché se è vero che fin dall'inizio lo spettro di Emma Bovary si aggira malaugurante per casa Pontellier, è vero anche che, appunto, Edna ci illude di poter concludere diversamente la sua storia.
    Per questo, per l'aver trattato un cliché letterario ricorrente in maniera originale e credibile, e per la narrazione comunque piacevole e scorrevole, si merita quattro stelline.

    ha scritto il 

  • 4

    Ha veramente un suo fascino, questo libro. Lo posso paragonare alla scia che si lascia dietro una bellezza di tipo ambiguo: evocativa, sinuosa e non condivisibile perché assolutamente libera o indipen ...continua

    Ha veramente un suo fascino, questo libro. Lo posso paragonare alla scia che si lascia dietro una bellezza di tipo ambiguo: evocativa, sinuosa e non condivisibile perché assolutamente libera o indipendente da qualsiasi vincolo, crudele proprio per questo. Quella scia che intontisce e allo stesso tempo contraria, distanzia: perché io, ad esempio, non potrei mai accettare nella mia vita una persona come Edna. Non vorrei mai essere nei panni di Raoul o Etienne, i suoi figli. Edna Pontellier incarna un concetto assoluto e sublime, ma talmente carico di sé da divenire eccessivo e irreale.
    Termini come "compromesso" o "connubio" le sono estranei, una volta che prende coscienza di sé. Ciò però la aliena anche dalla vita in cui siamo coinvolti noi tutti ed è per questo che la capisco ma non la approvo e allo stesso tempo dico che Il risveglio è comunque un romanzo meritevole.

    Rimetto in gioco in una ripetizione un po' sgraziata gli aggettivi già usati prima. "Evocativo", perché lo stile di Kate Chopin è davvero elegante. M'immagino un vestito sobrio, ma con quel tocco in più del tutto femminile e raffinato che risalta e finisce per dare lustro come lo si da ai contorni decorati di uno specchio. La Chopin non è affatto un portento di sentimenti che esplodono, non nell'espressione di certo: assomiglia allo stesso mare "sinuoso" (appunto) che descrive, dove se il secondo prima c'è una linea e quiete regolare nell'ordine della narrazione, poi accade quell'onda che diffonde per il terreno un tremolio, e poi ci sarà un'altra onda e alla fine toccando parrà quasi che non avesse fatto altro che picchiettare sotto la superficie.
    Non per nulla sceglie un'ambientazione che la aiuta di certo: ancora prima che il vero sfondo sia la vita interiore di Edna, già un soggiorno al mare apre il romanzo breve. Ombrellini da sole che sovrastano passeggiate a braccetto sulla riva, chiacchiericci allegri e fannulloni, amache dondolanti e cieli stellati di notte silenziose e fresche.
    Bisogna ammettere che leggerlo a fine Dicembre gli dà persino una marcia in più, visto che io devo ripararmi sotto le coperte per avere un sedicesimo della calura che hanno loro.
    Tutto ciò non varrebbe ugualmente se non ci fossero soprattutto i segni di una voce protagonista la cui vita si sta risvegliando proprio in quel momento.
    Infatti ci facciamo accompagnare per mano da Edna, e quando lasciamo i mesi estivi per tornare in città, sempre in Edna siamo confinati: dentro la sua voce interiore, che vedo aver diviso parecchio l'opinione dei lettori.
    Io già in parte ho detto della mia disposizione verso di lei proprio all'inizio, ma mi pare giusto allargare un attimo l'argomento. Ho conosciuto una persona che ha vissuto la schiusura del proprio "fiore" in modo simile. C'è davvero poco che possa eguagliare lo spettacolo dell'assistere al risveglio della propria persona dopo anni e anni di sonno apatico: Edna dice basta, se ha voglia di uscire nonostante sia giorno di visite a casa, esce, non si fa trovare e non le importa. Piano piano, insomma, si libera dalle catene delle convinzioni e del buon senso del vivere in società. Evidente però che il suo bisogno di un'autentica libertà ha delle pretese fondamentalmente egoiste: Edna assomiglia ad un'adolescente che vive se stessa, senza curarsi che il tempo ha fatto il suo gioco, e non è più da sola. Non si è mai da soli quando si ha ben due figli piccoli a carico. Vorrebbe poter fare quello che più le pare e piace, arriva a dire di non essere disposta a sacrificarsi per nessuno, nemmeno per i figli.
    Ma questa è una mazzata.
    Perché se io fossi Raoul o Etienne, eh, vorrei non dover avere proprio lei come madre. Madre intelligente, viva, bellissima, ma inadatta. L'incostanza di una vita come la sua, dedita al gustare il "delirio della vita", la noncuranza del calpestare chi le è vicino hanno una loro logica, è una scelta di vita, seguire solo i propri desideri, seguire se stessi in tutto e per tutto fregandosene di chiunque altro. E io dico di sì, che può pure nuocere a un marito che non ama, è la vita, sarebbe stato meschino continuare, ma non, non sti poveri bambini.
    E lo sa anche lei, perché l'appello di Madame Rotignolle, per quanto sia sgradevole nel suo essere la classica madonna-madre, la moglie perfetta, ha un richiamo che non è affatto sbagliato: "pensi ai bambini, Edna, pensi ai bambini".
    C'è un risveglio anche della donna, dopotutto è un romanzo che è difficile non inserire in una corrente femminista, assomiglia ad un passaggio che necessità quasi di un completamento, di una presa di coscienza di livello ancora superiore. Allo stesso tempo ne è anche indipendente, è un percorso del tutto finito, direi perfino assoluto, e la sua assolutezza - come in tutti questi casi simili - esercita su di me comunque un fascino che mi limito a contemplare come si contempla un lavoro quasi ad arte, ma non appartenente alla vita che desidero condurre.
    La vita condotta comunque in questo biglietto per un tuffo di 160 pagine non è stata male: ci si circonda di personaggi definiti a puntino, di avventure mai noiose e di provocazione gustosa che inevitabilmente fa riflettere.
    Da qui torno al punto di partenza chiudendo in maniera circolare, quasi come Il risveglio: è una lettura fascinosa e allo stesso tempo assolutamente non condivisibile, e a ultima pagina voltata, ancora più fascinosa proprio perché non condivisibile.
    Intricati giri di psicologica istantanea.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è stato scritto nella seconda metà del XIX secolo in un luogo non propèriamente noto per i diritti delle donne, e la scrittrice riesce a centrare tutta l'azione sui pensieri e sulla gradu ...continua

    Questo libro è stato scritto nella seconda metà del XIX secolo in un luogo non propèriamente noto per i diritti delle donne, e la scrittrice riesce a centrare tutta l'azione sui pensieri e sulla graduale emancipazione di pensiero della protagonista che passa ad essere da brava casalinga devota al marito uomo in affari ad una donna lbera. Quello che è interessante, veramente interessante, è che Edna alla fine raggiunge uno stato di liberazione che non è fisico, o perlomeno, non completamente fisico, ma soprattutto mentale. Edna alla fine è una donna libera, libera di scegliere per sè stessa e non farsi influenzare dalla morale comune, la percezione di dover essere una brava madre e quant'altro. Edna è libera di non dover dipendere da nessuno. Leggendo questo libro mi è venuto veramente da chiedere se davvero Anna Karenina e Emma Bovary sarebbero finite sotto un treno o con la bocca piena di arsenico se la scrittrice fosse stata una donna. E se questo tipo di atteggiamento, rivolta quindi punizione, non sia il risvolto degli ultimi residui di una società maschilista e repressiva che ancora oggi si manifesta su tematiche come l'aborto, la contraccezione, e via dicendo.

    ha scritto il 

  • 3

    Durante una vacanza Edna Pontellier, moglie e madre, si innamora di un altro uomo. La scoperta di questo nuovo sentimento, un sentimento autentico rispetto al legame che ha col marito e coi figli, è c ...continua

    Durante una vacanza Edna Pontellier, moglie e madre, si innamora di un altro uomo. La scoperta di questo nuovo sentimento, un sentimento autentico rispetto al legame che ha col marito e coi figli, è causa del suo risveglio.
    Ma non è una storia d'amore: il nuovo amore di Edna è solo l'input per il suo cambiamento, perché si svegli e trovi se stessa, non più come moglie e madre (ruoli in cui non si riconosce, comunque: il suo matrimonio è un incidente e per i figli non sacrificherebbe mai la sua vita), ma come donna indipendente al di fuori del ruolo che la società le impone.
    Per questo è stato considerato un libro rivoluzionario. Più di cent'anni dopo, quando delle donne adultere e indipendenti non c'è più da sconvolgersi, resta comunque una storia discreta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Romanzo di valore, sì, ma...

    Questo testo, "The Awakening", è senz'altro uno di quelli che contano, innovativo non tanto per il contenuto - la vicenda, alla fin fine, di una donna adulterina - ma per il contesto sociale in cui è ...continua

    Questo testo, "The Awakening", è senz'altro uno di quelli che contano, innovativo non tanto per il contenuto - la vicenda, alla fin fine, di una donna adulterina - ma per il contesto sociale in cui è stato scritto (e da cui non è stato accettato), e per il fatto che la protagonista, Edna Pontellier, non venga punita per il suo adulterio. Non si tratta, infatti, della "decostruzione" di una donna quale poteva essere ad esempio il "Madame Bovary" di Flaubert, bensì della "crescita" emotiva e spirituale di una donna - americana, sicura di sé, sorridente - che arriva a scoprirsi come individuo e come "body", a emanciparsi sempre più dall'ambiente in cui vive. La vicenda si snoda nella sonnolenta e multietnica Louisiana di fine '800, tra Grand-Isle e New Orleans. Edna Pontellier, la protagonista, appartenente a una benestante famiglia borghese, vive un'esistenza apparentemente perfetta, fra ricevimenti, un marito premuroso, due bambini da crescere e amiche con cui conversare. Tuttavia lei, proveniente dal Kentucky e di famiglia presbiteriana, non riesce ad abituarsi ai costumi più aperti e spontanei della gente di origine creola: fin dall'inizio è dunque una "outsider". Dimostra inoltre sentimenti ambivalenti non tanto per suo marito - sposato ben più per convenzione che per amore - quanto per i suoi stessi figli: un attimo è madre affettuosa, un attimo sembra lasciarli a loro stessi. Darebbe la vita per loro, dice, ma non se stessa. Edna si configura dunque come una donna intrinsecamente indipendente: l'amore per il bel giovane Robert prima e l'allontanamento di suo marito e dei figli poi, e in più la musica di Mademoiselle Reisz (musica che dona alla sua anima un linguaggio con cui parlare), finiscono col risvegliare la sua mente e i suoi sensi. Si rende conto di essere un individuo capace di pensare, di prendere decisioni, di reinventarsi: un individuo che non è forzatamente sottomesso a suo marito, che non è una sua proprietà (come le convenzioni del tempo auspicavano). Il risveglio del corpo di Edna, infine, avviene tra le braccia di Alcée Arobin. Lei diviene una donna che "si dà a chi le pare quando le pare". Una donna capace di badare a se stessa, che non ha paura di uscire da sola di notte, che si dedica a lavori maschili come i traslochi, che dipinge con successo e dunque può iniziare a guadagnarsi da vivere senza dover dipendere dal suo sposo. Una donna finalmente presente a se stessa, raggiante pur se giudicata quasi pazza, autoconsapevole, che può baciare un uomo per piacere e non perché costretta. Il suo ultimo grande atto di affermazione, dopo la fine dell'amore, sarà il suicidio: un richiamo verso il mare, quel mare che avvolge tutto e che infine la abbraccerà come un amante.
    In tutto questo, la storia contiene dei passi di grande bellezza e suggestione, specie verso il finale. Si ha l'impressione che non accada nulla, il romanzo è piuttosto lento in effetti, ma il rumore e l'andamento sono un po' come le onde di un calmo mare all'alba, di quelle che si infrangono sulla battigia e paiono sussurrare. C'è, in realtà, un movimento che è tutto interiore.
    E tuttavia, pur consapevole di tutto questo e del valore intrinseco che quest'opera si porta dietro, io non sono riuscita a entrare in questo romanzo. Lo stile è scorrevole ma distaccato, fin troppo, e ha tenuto a distanza anche me lettrice. Edna - pur splendido personaggio - l'ho guardata, l'ho capita, non ho provato empatia. E ancora pur comprendendo perfettamente le differenze storiche, sociali, i diversi scopi, i diversi risultati, comprendendo insomma che non c'entrano niente uno con l'altro se non superficialmente, a me "The awakening" continua a sapere troppo di "Madame Bovary". Questo mi dà fastidio e non ci posso fare niente.

    http://momentoletterario.blogspot.it/2013/03/il-risveglio.html

    ha scritto il 

  • 3

    Presi questo libro perchè consigliato tra i libri scolastici del liceo. Ai tempi non dovetti leggerlo e quindi ha vagato nella mia libreria fino ad un paio di settimane fa. Ora che l'ho finito, però n ...continua

    Presi questo libro perchè consigliato tra i libri scolastici del liceo. Ai tempi non dovetti leggerlo e quindi ha vagato nella mia libreria fino ad un paio di settimane fa. Ora che l'ho finito, però non riesco a capire come mai fosse in quella lista di libri! C'è da dire che descrive un grande scorcio sulla posizione della donna alle fine dell'Ottocento. Parliamo infatti della vita a New Orleans di quel tempo e in particolare , all'inizio del romanzo, dell'estate al mare di una famiglia altolocata di quei tempi. Passano così il loro tempo tra bagni, passeggiate e frequenti chiacchierate, descrivendo in particolare le abitudini della signora Pointellier , che si scoprirà essere la protagonista del romanzo. Lei è all'inizio del romanzo la classica donna di famiglia, circondata da servitù,e da persone di "alto livello" che come loro hanno deciso di trascorrere la loro estate a Grande Isle. Tra queste persone conosce Robert Lebrun , un suo coetaneo che si trova lì con la madre e che è il proprietario dei cottages, dove alloggiano tutte le famiglie. Il rapporto tra la signora Pointellier e Lebrun si stringe, formando un legame di forte amicizia, avendo lui la figura di una sorta di accompagnatore per donne d'alta società. Questo rapporto di amicizia si porta avanti finchè lui non decide di partire improvvisamente per il Messico, interrompendo così la sua permanenza a Grande Isle. Tornati a New Orleans la signora POintellier, ripensando ai momenti passati con Robert, prende in mano la sua vita e inizia a trovare modi per impegnarsi, come la pittura,una sua dote sopita dal tempo. Continua a tenersi in contatto con le nuove amicizie fatte quell'estate e soprattutto con Madamoiselle Reitz, un'anziana pianista che vive da sola e attraverso la quale riuscirà a mantenersi indirettamente in contatto con Robert, leggendo a sua insaputa le lettere che lui manda alla Reitz. Già la passione nascosta per Robert contribuisce alla sua rinascita, ma più di tutto la notizia del ritorno di Robert. Comincia a fantasticare su quello che potrà diventare il loro rapporto, quasi dimenticandosi della presenza di suo marito(che intanto è partito per lavoro a New York) e dei due figli. Presa da quest'entusiasmo decide di comprare con i suoi risparmi una casetta nuova,come se volesse distogliersi dalla sudditanza che vive nei confronti del marito. L'incontro con Robert le dona un'ondatata di voglia di indipendenza e libertà e che lei sfogherà anche nei suoi incontri frequenti con Alcèè Arobin, a discapito dei suoi reali sentimenti per Robert. Un giorno Robert però, torna e tutte le sue speranze, felicità e illusioni, si trasformano nei suoi più grandi timori e rassegnazioni!Un finale a sorpresa molto delicato e per niente sconcertante, sebbene particolare ! Non sono ancora riuscita a farmi un'opinione completa sul romanzo in quanto il personaggio mi piace solo a tratti: il suo femminismo è talmente esasperato da scadere nell'egoismo, finendo col mettere da parte anche i suoi figli, oltre che il marito. E' come se solo nell'ultima parte del romanzo la protagonista rinsavisca, ritornando ad un equilibrio che però gradualmente si risolve nel finale! Io lo consiglierei , è stato un libro tranquillo anche se pieno di significato. Il personaggio della signora Pointellier ( o signorina data l'età e la sua voglia di libertà) non mi ha continto completamente, anche se rispecchia le spontanee indecisioni di una donna della sua epoca, rappresentando il baluardo di tutte le donne dell'epoca che invece hanno da semrpe trattenuto tutte le loro emozioni!

    ha scritto il 

  • 4

    El despertar de las mujeres

    El descubrimiento de una nueva vida. Probablemente pionera del sentir feminista en los tradicionalistas estados del sur de Estados Unidos, donde las mujeres eran totalmente dependientes de sus maridos ...continua

    El descubrimiento de una nueva vida. Probablemente pionera del sentir feminista en los tradicionalistas estados del sur de Estados Unidos, donde las mujeres eran totalmente dependientes de sus maridos y la maternidad era todo lo que se esperaba de ellas.
    Edna descubre que puede enfrentarse a la vida con valentía, tal como se enfrentó al mar, cuando comprobó que dos fuertes brazadas la hicieron flotar y sentirse capaz de nadar, tras haber entrado en el agua como un niño tambaleante. A partir de entonces su vida será diferente y encaminada a encontrar su lugar en el mundo, si esto fuera posible.

    ha scritto il 

  • 5

    La nera letteratura del Sud

    La letteratura degli Stati Uniti, si sa, è tanto vasta quanto lo è il territorio. Non sentiamo molto parlare degli Stati del Sud, eppure la storia e la schiavitù li ha arricchiti di una cultura unica. ...continua

    La letteratura degli Stati Uniti, si sa, è tanto vasta quanto lo è il territorio. Non sentiamo molto parlare degli Stati del Sud, eppure la storia e la schiavitù li ha arricchiti di una cultura unica.
    La Louisiana è patria di intrecci variegatissimi, la lingua creola e francese si sono fuse in un unico dialetto e il sapore francese e americano si sente in ogni vicolo della città, così come la musica dei neri.

    Kate Chopin è una di quelle scrittrici che conosciamo a malapena in Italia. Vissuta nella seconda metà dell’Ottocento a New Orleans, patria del jazz e della buona cucina, Kate non ebbe vita facile.
    A ventinove anni suo marito morì lasciandole dodicimila dollari di debiti della piantagione che stava fallendo e sei figli di cui occuparsi. Fece quello che si addiceva ad una brava donna del Sud: si rimboccò le maniche e cominciò, da sola, ad occuparsi della piantagione.
    Le fatiche e la solitudine portarono Kate a prendere la penna in mano. Nacque così The Awakening (Il Risveglio), suo lavoro più famoso e dei brevi racconti che descrivono a pieno la realtà che viveva: la propria terra. Tra questi racconti, nei quali molto spesso i protagonisti sono femminili, viene raccontata anche la realtà della schiavitù dei “negri” d’America.
    Sono quei racconti per cui quasi verrebbe la voglia di sedersi su una sedia a dondolo davanti al camino. E iniziare a leggere, a voce alta.

    La storia de "La bella Zoraïde" viene narrata come una ninnananna dalla vecchia Manna-Loulou "nera come la notte" che "la raccontò alla padrona nel dolce dialetto creolo, la cui misura e il cui fascino non v'era parola inglese che riesca a esprimere." La bella Zoraïde era la dama di compagnia di Madame Delarivière ed era talmente affascinante che la padrona l'aveva cresciuta accanto a sé. La sua pelle "cafè-au-lait" ed i suoi modi eleganti incantavano tutti a New Orleans, tanto che la padrona sperava di darla in sposa a Monsieur Ambroise, cameriere personale del dottore.
    Ma la bella Zoraïde s'innamorò perdutamente di Mézor, vedendolo ballare il bamboula in Congo Square, scenario della musica Afro Americana. Madame Delarivière proibì alla schiava di vedere ancora quel "negro" ma "sapete come sono i negri", continuò Manna-Loulou con un sorriso un po' triste. "Non c'è padrona o padrone, o re, o prete, che impedisse loro di amare, quando vogliono. E quei due trovarono il modo e la maniera".
    La bella Zoraïde rimase incinta e lo sfortunato ballerino fu venduto in Georgia, o nelle Caroline. La tristezza della giovane non prese però il sopravvento, rincuorata dall'imminente nascita di una bambina che avrebbe stretto a sé.
    Ma l'egoismo e la cattiveria degli uomini spinsero la padrona a sottrarre dalle calde braccia della madre il fagottino appena nato e allo sguardo perduto di Zoraïde che chiedeva dove fosse la sua bambina, la risposta fu: "To piti à toi, li mouri", "la tua bambina è morta".
    Madame, togliendo la bambina alla madre, aveva sperato di riavere accanto la sua giovane e bella cameriera, che un tempo riusciva a portarle allegria. Ma da allora la sua bella cameriera soffrì un dolore che mai avrebbe potuto alleviare, e da quell'istante, le uniche parole che riuscì a pronunciare furono "Li mouri, li mouri".
    Un giorno una serva entrò nella stanza in cui Zoraïde sedeva a cucire e sul letto accanto a lei vide un mucchietto di stracci a forma di un neonato in fasce. Sul mucchietto aveva alzato la zanzariera e con la mano cercava di cullarlo.
    Quando la padrona si accorse della sofferenza che aveva causato alla sua cara dama, decise di riportarle la bambina. Ma quando Zoraïde si trovò di fronte quella bambina la spinse via, stringendosi al seno il mucchietto di stracci. La piccola fu rimandata alla piantagione, dove non conobbe mai l'amore di una madre.
    La bella Zoraïde diventò per tutti Zoraïde la folle che invecchiò tenendosi stretta il suo mucchietto di stracci, "la sua piti".

    ha scritto il 

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