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Il Signore delle Mosche

Di

Editore: Mondadori

4.0
(13812)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 241 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Francese , Polacco , Russo , Catalano , Svedese , Portoghese , Giapponese , Greco , Galego , Ceco , Farsi , Coreano , Olandese , Estonian

Isbn-10: A000101012 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle

Genere: Fiction & Literature , Social Science , Teens

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Descrizione del libro
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  • 4

    Semplice e terribile al contempo. Sotto molti aspetti è un'opera che sente tutti i suoi anni, eppure, riesce ancora a ritrarre perfettamente la natura istintiva e irrazionale dell'uomo. Tutto cambia p ...continua

    Semplice e terribile al contempo. Sotto molti aspetti è un'opera che sente tutti i suoi anni, eppure, riesce ancora a ritrarre perfettamente la natura istintiva e irrazionale dell'uomo. Tutto cambia perché nulla cambi, insomma. Consigliato a chi ama le metafore della modernità e i viaggi nell'interiorità, sconsigliato a chi pensa che il libro più famoso di un premio nobel non valga una lettura solo perché ha settantanni.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L’uomo produce il male come le api producono il miele

    http://sfogliandolibri.blogspot.it/2015/05/luomo-produce-il-male-come-le-api.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Durante un viaggio un aereo cade su un'isola uccidendo tutti i passeggeri fuorché alcuni ragazzi che devono iniziare a vivere da soli. La loro avventura non può che essere una metafora della società, ...continua

    Durante un viaggio un aereo cade su un'isola uccidendo tutti i passeggeri fuorché alcuni ragazzi che devono iniziare a vivere da soli. La loro avventura non può che essere una metafora della società, un po’ pessimista dato che lo stesso Golding, premio nobel, afferma che “l'uomo produce il male come le api producono il miele”.

    I ragazzi che vivono nell'isola iniziano a creare una sorta di “mini-sooietà”, cui capo, inizialmente, è Ralph. Egli è stato eletto democraticamente ed è colui che detiene la parola per primo durante le assemblee (caratteristica principale della democrazia) in cui ognuno espone i propri pensieri e desideri. È Ralph che deve, inizialmente, cercare di far combaciare questi desideri con il bene della “mini-società”. Il tema del bene comune, della morale e del bene individuale, dell'egoismo infatti caratterizza tutto il romanzo. Oltre Ralph, simbolo del buon politico democratico vi sono altri personaggi, simboli di altrettante inclinazioni e caratteristiche umane. Jack, ad esempio, è “l'ombra” (ci tengo a sottolineare l'uso delle virgolette) di Ralph, anch'egli aspira ad essere il leader ma lo fa percorrendo una via totalmente diversa da quella di Ralph. Usa la violenza, la superstizione e l'affermazione data da atteggiamenti intimidatori ed aggressivi nei confronti dei bambini più piccoli e più suscettibili. Egli non può che essere il simbolo del politico che sfrutta la sua posizione per interessi e inclinazioni personali, è il simbolo del politico che per arrivare al “potere” percorre la via della violenza e della repressione.
    Ruggero è la sua spalla, ancor più violento di Jack. Vi sono poi Piggy, simbolo della razionalità, che viene deriso da tutti e difeso inizialmente solo da Ralph; Sam ed Eric, gemelli inseparabili che non hanno più individualità al punto che vendono chiamati Sammeric, simbolo di quelle persone che non riescono ad essere autonome completamente e tendono ad unirsi e seguire ciò che gli altri dicono; Simone, infine, è il simbolo dello spirito o meglio dell'aspetto della spiritualità insita, a parer mio, in ogni uomo. Simone soffre di attacchi di epilessia che alterano la sua mente e la sua visione della realtà così come il suo rapporto con gli altri che finiscono per non dargli più ascolto. Forse anche questo fatto è una metafora, del fatto che spesso dimentichiamo di dar ascolto alla nostra parte interiore e più profonda sommersi da “fattori materiali”. Egli arriva addirittura a parlare con Il Signore delle Mosche (non spiego volutamente chi è) e ne segue un discorso ricco di significato.

    La situazione infine degenera (non spiego volutamente nemmeno questo) fino ad arrivare ad un punto di non ritorno.

    I bambini, simbolo (prima delle teorie freudiane) di innocenza e purezza divengono in questo romanzo brutali, capaci di gesti inimmaginabili, contrari non solo all'educazione e alle “leggi civili” ma anche alla moralità e alla legalità in genere.

    Penso che anch'esso sia un libro che tutti debbano leggere, forse in due periodi distinti della vita in modo da poterlo capire appieno e trarre le proprie conclusioni.

    ha scritto il 

  • 4

    "...piangeva per la fine dell'innocenza, la durezza del cuore umano". La cruda natura dell'uomo, non già in età adulta ma sin da bambino. Come la violenza possa "intromettersi" in un gruppo di bambin ...continua

    "...piangeva per la fine dell'innocenza, la durezza del cuore umano". La cruda natura dell'uomo, non già in età adulta ma sin da bambino. Come la violenza possa "intromettersi" in un gruppo di bambini per il solo scopo di avere potere: l'istinto animale, selvaggio prende sopravvento su tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    "...piangeva per la fine dell'innocenza, la durezza del cuore umano". La cruda natura dell'uomo, non già in età adulta ma sin da bambino. Come la violenza possa "intromettersi" in un gruppo di bambin ...continua

    "...piangeva per la fine dell'innocenza, la durezza del cuore umano". La cruda natura dell'uomo, non già in età adulta ma sin da bambino. Come la violenza possa "intromettersi" in un gruppo di bambini per il solo scopo di avere potere: l'istinto animale, selvaggio prende sopravvento su tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    «HAI PAURA?»

    Scrive Sant’Agostino nel primo libro, capitolo VII, delle Confessioni: «Però le deboli membroline dei pargoletti sono innocenti, ma non l’animo già. Perché con quest’occhi ho veduto e preso esperiment ...continua

    Scrive Sant’Agostino nel primo libro, capitolo VII, delle Confessioni: «Però le deboli membroline dei pargoletti sono innocenti, ma non l’animo già. Perché con quest’occhi ho veduto e preso esperimento d’un fantolino astioso: è non sapeva parlare, ma faceva il visaccio al suo compagno di latte».
    In questo estratto Sant’Agostino cerca di evidenziare come l’essere umano, sin dai suoi primordi, manifesti in sé un elemento malvagio e peccaminoso; proprio quello che Golding vuole esprimere in questo suo gran bel romanzo. Esso, infatti, assume i caratteri di un vero e proprio esperimento antropologico e sociologico, dove il tentativo di analisi delle tendenze introspettive malvage, e distruttive, dell’essere umano si intreccia con un altrettanto tentativo di analisi, da parte di Golding, su come tali tendenze possano poi manifestarsi all’interno di un gruppo sociale.
    La storia è quella di un manipolo di ragazzini che, conseguentemente ad un incidente aereo, si trovano soli, ed abbandonati, su un’isola disabitata. Ed ecco, dunque, che, all’interno di questo gruppo sociale, vengono a delinearsi delle dinamiche interpersonali, e paure ancestrali, attraverso le quali comprendiamo i profili psicologici, e gli stati d’animo, dei diversi personaggi: Ralph, Jack, Piggy e gli altri.
    Vediamo, dunque, come sorgerà la necessità, all’interno del gruppo, di costituire un assetto ordinato attraverso il tentativo, almeno iniziale, di darsi delle leggi e cercare di rispettarle; ma vediamo anche come, poi, non tarderà molto a manifestarsi quella tendenza al male, e al caos, presente nell’essere umano, di cui Golding ci vuole dipingere un quadro con questo suo scritto. Infatti, uno in particolare dei personaggi principali, diventerà la vera e propria icona negativa della storia, un vero e proprio coacervo di aspetti riprovevoli, quali l’invidia, l’affermazione affannosa del proprio ego, la ricerca spasmodica del potere ed il tentativo di conseguirlo attraverso la sopraffazione del prossimo.
    Per concludere, il titolo stesso dell’opera, scelto da T.S. Elliot, che ne fu l’editore nel 1954, è già sintomatico della malvagità di cui Golding ci vuole parlare.
    Molto, molto bello!

    ha scritto il 

  • 5

    Questo romanzo ci mette allo specchio, sfata il mito del "buon selvaggio", ci fa comprendere come ogni essere umano sia fatto con gli stessi ingredienti e appena un pizzico di diversità nelle dosi.
    Se ...continua

    Questo romanzo ci mette allo specchio, sfata il mito del "buon selvaggio", ci fa comprendere come ogni essere umano sia fatto con gli stessi ingredienti e appena un pizzico di diversità nelle dosi.
    Senza gli istinti primordiali, senza aggressività e spirito di competizione la storia della nostra specie non sarebbe neppure iniziata, ma se non conosciamo e teniamo sotto controllo questi istinti rischiamo l'estinzione. Il pregio maggiore di ognuno di noi è la consapevolezza di se stesso e questo romanzo credo che aiuti.
    "Io ho paura. Ho paura di noi. Voglio tornare a casa. O Dio, voglio tornare a casa!"
    ...riletto dopo qualche anno, ho verificato una mia teoria:
    In ogni gruppo composto da più 6/7 persone ognuno si specializza in un proprio ruolo:
    Emerge un leader, poi un suo antagonista, uno o più gregari, e almeno un "paria". Ruoli più o meno velati e nascosti ma sempre efficaci. E se viene meno chi ne ricopre uno, subito un altro ne prende il posto, che si tratti di un gruppo di amici, della squadra di calcetto, dello staff in un ufficio o del coro parrocchiale.
    Io vi consiglio questa lettura.

    ha scritto il 

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