Il Silmarillion

Di

Editore: Rusconi

4.1
(7295)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 452 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Svedese , Olandese , Finlandese , Russo , Polacco , Norvegese , Danese , Sloveno , Ceco , Rumeno

Isbn-10: 8818064177 | Isbn-13: 9788818064179 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Francesco Saba Sardi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
NOTA:

L'edizione Rusconi acquista l'ISBN 88-18-06417-9 a partire dalla 4° ristampa del 1985, e lo conserva fino alla 7° ristampa del 1988.

A partire dall'8° ristampa del 1989, i volumi divengono cartonati, con ISBN 88-18-12049-2. La copertina rimane quella di Piero Crida (ma con caratteri gialli) fino al 1996. A partire dalla 14° ristampa del 1997 la copertina è nera, con un'illustrazione di Luca Michelucci.

http://www.anobii.com/books/01bb888af8db95989a/
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  • 5

    Appena finito il libro, sono ripartito da capo per ripassare perchè non volevo perdermi nulla. In realtà ciò è impossibile perchè le informazioni contenute in questo testo sono tantissime. Sembra di l ...continua

    Appena finito il libro, sono ripartito da capo per ripassare perchè non volevo perdermi nulla. In realtà ciò è impossibile perchè le informazioni contenute in questo testo sono tantissime. Sembra di leggere un testo storico ma con uno stile pazzesco (elegante, snello ma anche molto immaginifico e con un gusto un po' retrò) e una trama decisamente avvicente. Molto utili per seguire gli sviluppi sono le numerose appendici (mappa, indice dei nomi, un piccolo vocabolario, qualche albero genealogico). Le storie raccontate riguardano soprattutto la prima era dell'universo Tolkeniano. Giunto ad un certo punto della lettura non ho potuto fare a meno di procurarmi i Racconti Incompiuti che saranno la mia prossima lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Silmarillion va semplicemente letto. Lasciate perdere i nomi degli elfi tutti simili e se non vi ricordate tutte le parentele poco importa (anche se io avevo fatto una mappa dell'albero genealogico ...continua

    Il Silmarillion va semplicemente letto. Lasciate perdere i nomi degli elfi tutti simili e se non vi ricordate tutte le parentele poco importa (anche se io avevo fatto una mappa dell'albero genealogico delle famiglie reali, ma ero 'n attimino nerdy riguardo a Tolkien).
    Inventare e scrivere la nascita di un mondo intero, a partire dalla musica voluta da un unico demiurgo e intonata dagli dei è di una meraviglia e dolcezza infinite, e a volte mi perdo sognando che quel mondo possa esistere davvero da qualche parte e ci siano, lontano all'Ovest le dee delle stelle e della terra che intonano canzoni per far crescere cose belle e illuminare il cielo.

    ha scritto il 

  • 5

    人物太多、結構太龐大,起初看不到五十頁就無法再翻下去,但魔戒系列唯獨此書沒看過有些遺憾,故自11/13再拿出來ㄧ鼓作氣看完了。雖然角色們名字不好記,但記起來故事就引人入勝。

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il Silmarillion, un’altra delle opere di inestimabile valore lasciata a noi in eredità dal Professore. E’ una raccolta di eventi che trattano della creazione del mondo creato da Tolkien, Arda, della ...continua

    Il Silmarillion, un’altra delle opere di inestimabile valore lasciata a noi in eredità dal Professore. E’ una raccolta di eventi che trattano della creazione del mondo creato da Tolkien, Arda, della sua ascesa e poi decadenza, e del suo mutare nel corso del tempo.
    Probabilmente, questa, è una delle opere più complesse mai scritte dal Professore, data l’entità dei fatti e la miriade di personaggi che popolano la storia.
    La sua struttura è ben precisa. Il Silmarillion si divide in cinque parti, ognuna personalmente indirizzata alla spiegazione e il racconto di eventi concatenati tra loro.
    In principio troviamo l’Ainulindalë, la Musica degli Ainur. Questa parte tratta della creazione del mondo, attraverso la splendida musica concepita da Eru Ilùvatar e dagli Ainur, per l’appunto, suoi figli.
    In seguito troviamo il Valaquenta, che si preoccupa di spiegare al lettore la vera essenza dei Valar e dei Maiar, descrivendoli quali esseri soprannaturali, divinità.
    Ancora dopo vi è il Quenta Silmarillion che tratta gli eventi che attraversano e precedono la Prima Era del mondo. Penultima è l’Akallabêth che racconta l’ascesa e caduta di Nùmenor durante la Seconda Era.
    E, alla fine, troviamo la storia degli Anelli del Potere e della Terza Era, riassunta in breve.

    Con questo libro, Tolkien ci apre un mondo. Se prima, leggendo il Signore degli Anelli, molte cose non erano chiare e/o spiegate in breve nelle Appendici, con Il Silmarillion ci ritroviamo proprio a rivivere tutti gli eventi di Arda, dal principio.
    La storia è ben strutturata e attraversa gli eventi in modo temporale, senza tralasciare nulla. Tolkien ci presenta questa suprema entità, Eru Ilùvatar, che concepisce la musica che darà origine al mondo, insieme ai suoi figli.
    Poiché Tolkien era un uomo molto religioso, di fede, spesso si può riscontrare nei racconti di quest’opera una lieve somiglianza con gli eventi della Bibbia. Sicuramente si può dire che l’autore sia stato ispirato da quest’ultima, anche se direi che Il Silmarillion è molto più coerente.
    Ci si potrebbe aprire una lunga parentesi su questo, ma sorvolerò.
    Ci ritroviamo, quindi, in questo universo del tutto nuovo, con una divinità suprema, quale Eru Ilùvatar, i suoi figli, i Valar, i Maiar (aiutanti dei Valar) e l’essenza del male, Melkor (Vala corrotto dall’oscurità).
    Dalla creazione in poi, il malvagio tenterà di corrompere il mondo, provocando catastrofi e guerre.
    L’inizio della storia dei primi nati (gli elfi) si concentra su i Silmaril, gioielli molto preziosi creati da Feanor nel periodo in cui i Noldor sono a Valinor. In essi è racchiusa l’essenza dei due alberi, Telperion e Laurelin, che illuminavano la terra beata.
    Da queste tre gemme nasce tutta la storia, piena di perigli e di dolore, di sofferenza, ma anche di amore e speranza.

    Melkor, con l’aiuto di Ungoliant (una Maia corrotta da lui stesso, così come Sauron) distrugge questi alberi della luce e in seguito ruba i gioielli forgiati da Feanor, provocando tormenti, facendo così abbattere una maledizione su tutti i figli di quest’ultimo.
    Così, tutta la vicenda vortica intorno a questi splendidi gioielli che i figli di Feanor vogliono assolutamente indietro. Purtroppo, l’avidità porta quasi tutti alla rovina, infatti durante la vicenda più personaggi muoiono per tradimento, fratricidio o scontri con altre razze.
    Alla fine, però, i Silmaril vengono perduti (a parte quello custodito da Earendil il bello).
    Dalla vicenda degli elfi, finita, se vogliamo, in tragedia, si passa a quella degli uomini di Numenor, che tradiscono i Valar e muoiono tutti a causa di Sauron, che aveva soggiogato l’ultimo Re di Numenor, Ar-Pharazon.
    In conclusione, poi, si parla dell’origine e della fine degli Anelli creati dallo stesso Sauron, arrivando fino all’inizio della Quarta Era.
    Molteplici personaggi sono protagonisti di questo racconto ma, personalmente, alcuni mi sono entrati dentro più di altri, e devo ammettere che leggendone le avventure mi sentivo parte di esse, ho pianto e riso.
    Vorrei quindi ricordare Fingolfin, supremo Re dei Noldor, che affronta Morgoth da solo e gli provoca profonde ferite che non si rimargineranno mai, perendo poi sotto i colpi del martello Grond.
    Poi la vicenda di Beren e Luthien, molto suggestiva e, se vogliamo, romantica.
    Poi troviamo lo sventurato Tùrin, maledetto dallo stesso Morgoth poiché era figlio di Hùrin, uno dei più grandi tra gli uomini, che aveva osato prendersi gioco del malvagio al suo stesso cospetto. E durante la caduta di Gondolin, come non ricordare il gesto coraggioso di Glorfindel, nobile tra gli elfi, che salva il proprio popolo in fuga uccidendo un Balrog di Morgoth, morendo nel farlo.

    Questo libro e pregno di emozioni e forti sentimenti, ma anche di metafore e giusti insegnamenti. Molto complesso, vero, ma i suoi messaggi traspaiono evidentemente e arrivano al cuore.
    Insegna coraggio, fiducia nel prossimo, tolleranza. E, inoltre, è carico di speranza.
    Io ho adorato questo libro, come adoro ogni singola opera di Tolkien. Più lo leggo e più non mi stancherei mai di farlo. La sua scrittura è brillante e coinvolgente, una manna dal cielo per chi come me adora immergersi totalmente nella lettura, desiderando di far parte della storia.
    In conclusione, posso dire con certezza che questo libro entra nella top ten dei miei preferiti e mai vi uscirà. Tutti dovrebbero leggere le opere di Tolkien, a mio parere, poiché trasmettono tanti messaggi positivi e fanno bene al cuore.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro

    Raramente ho letto una cosmogonia così affascinante come quella di J.R.R. Tolkien che con Il Silmarillion lascia respirare la fantasia di tutti noi. Immaginare che il mondo (il suo mondo) sia accompa ...continua

    Raramente ho letto una cosmogonia così affascinante come quella di J.R.R. Tolkien che con Il Silmarillion lascia respirare la fantasia di tutti noi. Immaginare che il mondo (il suo mondo) sia accompagnato da una Grande Musica lascia sbalorditi e meravigliati, come se si tornasse all'epoca di quando eravamo bambini e sognavamo i racconti fantastici. Ci sono punte di bellezza romantica, come ad esempio nella storia di Luthien e Beren, ma anche forza e combattimento, contro il male, non solo del "classico" Sauron, conosciuto dal tradizionale pubblico de Il Signore degli Anelli, ma anche e, soprattutto, di Morgoth, il male che ha dominato quel mondo per lunghissmo tempo. Mi sono letteralmente perso in questo racconto del Professore, ho anche faticato perchè in più di un punto si chiede uno sforzo notevole di comprensione ed empatia nel rispetto della spiegazione dei fatti occorsi dall'inizio dei giorni alla terza era. Credo che per leggere con piacere Il Silmarillion sia necessario aver letto prima sia Lo Hobbit che il Signore degli Anelli; solo in questo modo l'approccio alla "bibbia" di Tolkien potrà essere fecondo, ma questa è una opinione personalissima. Consigliatissimo a chi ama veramente Tolkien.

    ha scritto il 

  • 5

    Pur non essendo il mio libro preferito lo considero uno dei migliori libri che siano stati scritti.
    Non si tratta però di un'opinione ma di un dato oggettivo: come giudicare altrimenti un'opera in cui ...continua

    Pur non essendo il mio libro preferito lo considero uno dei migliori libri che siano stati scritti.
    Non si tratta però di un'opinione ma di un dato oggettivo: come giudicare altrimenti un'opera in cui l'Autore (che pure era un solo uomo!) ha fatto da solo quello che nel corso della storia ha richiesto secoli ad intere civiltà, vale a dire la creazione di una mitologia, di svariate lingue (complete e funzionali, non quel centinaio di parole che serve solo a far scena in molti libri moderni) e di un mondo che ad anni di distanza rimane sicuramente il meglio definito e più vivo tra tutti i mondi fantastici mai descritti in qualsivoglia forma.
    E scusate se è poco.

    ha scritto il 

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