Il Silmarillion

Di

Editore: Bompiani

4.1
(7324)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 446 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Svedese , Olandese , Finlandese , Russo , Polacco , Norvegese , Danese , Sloveno , Ceco , Rumeno

Isbn-10: 884523293X | Isbn-13: 9788845232930 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Saba Sardi ; Curatore: Christopher Tolkien , Marco Respinti ; Illustratore o Matitista: Ted Nasmith

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il Silmarillion, iniziato nel 1917 e la cui elaborazione è stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. "Opera prima", dunque (ma anche "ultima", e di tono assai diverso, ben più elevato delle altre), essa costituisce il repertorio mitico di Tolkien, quello da cui è derivata, direttamente o indirettamente, la filiazione delle sue favole, da Lo Hobbit a il Signore degli Anelli, da Il cacciatore di Draghi ai racconti di Albero e foglia.
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  • 1

    Creo que haber estado dos meses para acabarlo es reseña suficiente; sin embargo, supongo que no es tan horrible cuando es tan aclamado. No había conseguido terminar nada de Tolkien, lo admito, esto ya ...continua

    Creo que haber estado dos meses para acabarlo es reseña suficiente; sin embargo, supongo que no es tan horrible cuando es tan aclamado. No había conseguido terminar nada de Tolkien, lo admito, esto ya era personal. Creo que hay dos diálogos en toda la novela, se hace insoportable y cuesta mucho de seguir. Hay algún trozo mejor que otro pero me quedo únicamente con el primer capítulo.

    ha scritto il 

  • 4

    Abitare nel mito

    Il Silmarillon è il sostrato mitologico da cui nascono e si sviluppano i romanzi e i racconti di Tolkien. Nel corso di una vita, questo tizio qui ha costruito un universo fantastico, con la sua cosmog ...continua

    Il Silmarillon è il sostrato mitologico da cui nascono e si sviluppano i romanzi e i racconti di Tolkien. Nel corso di una vita, questo tizio qui ha costruito un universo fantastico, con la sua cosmogonia, i suoi dei, la sua religione, i suoi riti, la geografia, la storia, la lingua, gli usi e i costumi e ci ha abitato. E sono certa che ci sono stati momenti in cui Tolkien ha sentito più reale il mondo di Arda di qualunque realtà del nostro mondo - universo. D'altro canto il mondo-della-realtà-così-com'è doveva subirlo, invece la sua Arda poteva plasmarla a suo piacimento, esserne il supremo demiurgo, Iluvatar, il signore del tema primigenio. E quando si è il dio supremo dev'essere davvero difficile, che so, fare la fila alla posta per pagare la bolletta della luce.
    Per quanto mi riguarda, io, da atea convinta, provo un profondo rispetto per questi personaggi della letteratura che non si sono limitati a descrivere il mondo, o a interpretarlo, ma l'hanno ricreato, sotto forma di un universo coerente e compiuto. Tolkien, Lovecraft, Asimov e altri. Che invidia provo per i demiurghi che possono rifugiarsi nei loro mondi più veri del vero e che nostalgia per tutto ciò che di incompiuto e di non narrato si sono lasciati dietro.
    Bisognerebbe continuare ad abitare in Arda, continuare a narrare storie della Terra di Mezzo, bisognerebbe inventarsi altre Tinuviel, e Turin e Tinghol, e Galadriel e bisognerebbe ancora dare la caccia a Melkor, nuotare con Ulmo, vivere un istante a Valinor e svanire nelle nebbie delle aule di Mandos.
    Bisognerebbe, insomma, che la vita avesse un senso, e un tempo, quando gli uomini inventavano i miti, erano i miti a fondare il senso.
    Che fortunato Tolkien, ma anche che sfortunato: un uomo del senso mitico destinato a nascere nell'epoca e nella civiltà più profana della storia del mondo, nell'epoca senza senso e senza mito.

    ha scritto il 

  • 5

    Appena finito il libro, sono ripartito da capo per ripassare perchè non volevo perdermi nulla. In realtà ciò è impossibile perchè le informazioni contenute in questo testo sono tantissime. Sembra di l ...continua

    Appena finito il libro, sono ripartito da capo per ripassare perchè non volevo perdermi nulla. In realtà ciò è impossibile perchè le informazioni contenute in questo testo sono tantissime. Sembra di leggere un testo storico ma con uno stile pazzesco (elegante, snello ma anche molto immaginifico e con un gusto un po' retrò) e una trama decisamente avvicente. Molto utili per seguire gli sviluppi sono le numerose appendici (mappa, indice dei nomi, un piccolo vocabolario, qualche albero genealogico). Le storie raccontate riguardano soprattutto la prima era dell'universo Tolkeniano. Giunto ad un certo punto della lettura non ho potuto fare a meno di procurarmi i Racconti Incompiuti che saranno la mia prossima lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Silmarillion va semplicemente letto. Lasciate perdere i nomi degli elfi tutti simili e se non vi ricordate tutte le parentele poco importa (anche se io avevo fatto una mappa dell'albero genealogico ...continua

    Il Silmarillion va semplicemente letto. Lasciate perdere i nomi degli elfi tutti simili e se non vi ricordate tutte le parentele poco importa (anche se io avevo fatto una mappa dell'albero genealogico delle famiglie reali, ma ero 'n attimino nerdy riguardo a Tolkien).
    Inventare e scrivere la nascita di un mondo intero, a partire dalla musica voluta da un unico demiurgo e intonata dagli dei è di una meraviglia e dolcezza infinite, e a volte mi perdo sognando che quel mondo possa esistere davvero da qualche parte e ci siano, lontano all'Ovest le dee delle stelle e della terra che intonano canzoni per far crescere cose belle e illuminare il cielo.

    ha scritto il 

  • 5

    人物太多、結構太龐大,起初看不到五十頁就無法再翻下去,但魔戒系列唯獨此書沒看過有些遺憾,故自11/13再拿出來ㄧ鼓作氣看完了。雖然角色們名字不好記,但記起來故事就引人入勝。

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il Silmarillion, un’altra delle opere di inestimabile valore lasciata a noi in eredità dal Professore. E’ una raccolta di eventi che trattano della creazione del mondo creato da Tolkien, Arda, della ...continua

    Il Silmarillion, un’altra delle opere di inestimabile valore lasciata a noi in eredità dal Professore. E’ una raccolta di eventi che trattano della creazione del mondo creato da Tolkien, Arda, della sua ascesa e poi decadenza, e del suo mutare nel corso del tempo.
    Probabilmente, questa, è una delle opere più complesse mai scritte dal Professore, data l’entità dei fatti e la miriade di personaggi che popolano la storia.
    La sua struttura è ben precisa. Il Silmarillion si divide in cinque parti, ognuna personalmente indirizzata alla spiegazione e il racconto di eventi concatenati tra loro.
    In principio troviamo l’Ainulindalë, la Musica degli Ainur. Questa parte tratta della creazione del mondo, attraverso la splendida musica concepita da Eru Ilùvatar e dagli Ainur, per l’appunto, suoi figli.
    In seguito troviamo il Valaquenta, che si preoccupa di spiegare al lettore la vera essenza dei Valar e dei Maiar, descrivendoli quali esseri soprannaturali, divinità.
    Ancora dopo vi è il Quenta Silmarillion che tratta gli eventi che attraversano e precedono la Prima Era del mondo. Penultima è l’Akallabêth che racconta l’ascesa e caduta di Nùmenor durante la Seconda Era.
    E, alla fine, troviamo la storia degli Anelli del Potere e della Terza Era, riassunta in breve.

    Con questo libro, Tolkien ci apre un mondo. Se prima, leggendo il Signore degli Anelli, molte cose non erano chiare e/o spiegate in breve nelle Appendici, con Il Silmarillion ci ritroviamo proprio a rivivere tutti gli eventi di Arda, dal principio.
    La storia è ben strutturata e attraversa gli eventi in modo temporale, senza tralasciare nulla. Tolkien ci presenta questa suprema entità, Eru Ilùvatar, che concepisce la musica che darà origine al mondo, insieme ai suoi figli.
    Poiché Tolkien era un uomo molto religioso, di fede, spesso si può riscontrare nei racconti di quest’opera una lieve somiglianza con gli eventi della Bibbia. Sicuramente si può dire che l’autore sia stato ispirato da quest’ultima, anche se direi che Il Silmarillion è molto più coerente.
    Ci si potrebbe aprire una lunga parentesi su questo, ma sorvolerò.
    Ci ritroviamo, quindi, in questo universo del tutto nuovo, con una divinità suprema, quale Eru Ilùvatar, i suoi figli, i Valar, i Maiar (aiutanti dei Valar) e l’essenza del male, Melkor (Vala corrotto dall’oscurità).
    Dalla creazione in poi, il malvagio tenterà di corrompere il mondo, provocando catastrofi e guerre.
    L’inizio della storia dei primi nati (gli elfi) si concentra su i Silmaril, gioielli molto preziosi creati da Feanor nel periodo in cui i Noldor sono a Valinor. In essi è racchiusa l’essenza dei due alberi, Telperion e Laurelin, che illuminavano la terra beata.
    Da queste tre gemme nasce tutta la storia, piena di perigli e di dolore, di sofferenza, ma anche di amore e speranza.

    Melkor, con l’aiuto di Ungoliant (una Maia corrotta da lui stesso, così come Sauron) distrugge questi alberi della luce e in seguito ruba i gioielli forgiati da Feanor, provocando tormenti, facendo così abbattere una maledizione su tutti i figli di quest’ultimo.
    Così, tutta la vicenda vortica intorno a questi splendidi gioielli che i figli di Feanor vogliono assolutamente indietro. Purtroppo, l’avidità porta quasi tutti alla rovina, infatti durante la vicenda più personaggi muoiono per tradimento, fratricidio o scontri con altre razze.
    Alla fine, però, i Silmaril vengono perduti (a parte quello custodito da Earendil il bello).
    Dalla vicenda degli elfi, finita, se vogliamo, in tragedia, si passa a quella degli uomini di Numenor, che tradiscono i Valar e muoiono tutti a causa di Sauron, che aveva soggiogato l’ultimo Re di Numenor, Ar-Pharazon.
    In conclusione, poi, si parla dell’origine e della fine degli Anelli creati dallo stesso Sauron, arrivando fino all’inizio della Quarta Era.
    Molteplici personaggi sono protagonisti di questo racconto ma, personalmente, alcuni mi sono entrati dentro più di altri, e devo ammettere che leggendone le avventure mi sentivo parte di esse, ho pianto e riso.
    Vorrei quindi ricordare Fingolfin, supremo Re dei Noldor, che affronta Morgoth da solo e gli provoca profonde ferite che non si rimargineranno mai, perendo poi sotto i colpi del martello Grond.
    Poi la vicenda di Beren e Luthien, molto suggestiva e, se vogliamo, romantica.
    Poi troviamo lo sventurato Tùrin, maledetto dallo stesso Morgoth poiché era figlio di Hùrin, uno dei più grandi tra gli uomini, che aveva osato prendersi gioco del malvagio al suo stesso cospetto. E durante la caduta di Gondolin, come non ricordare il gesto coraggioso di Glorfindel, nobile tra gli elfi, che salva il proprio popolo in fuga uccidendo un Balrog di Morgoth, morendo nel farlo.

    Questo libro e pregno di emozioni e forti sentimenti, ma anche di metafore e giusti insegnamenti. Molto complesso, vero, ma i suoi messaggi traspaiono evidentemente e arrivano al cuore.
    Insegna coraggio, fiducia nel prossimo, tolleranza. E, inoltre, è carico di speranza.
    Io ho adorato questo libro, come adoro ogni singola opera di Tolkien. Più lo leggo e più non mi stancherei mai di farlo. La sua scrittura è brillante e coinvolgente, una manna dal cielo per chi come me adora immergersi totalmente nella lettura, desiderando di far parte della storia.
    In conclusione, posso dire con certezza che questo libro entra nella top ten dei miei preferiti e mai vi uscirà. Tutti dovrebbero leggere le opere di Tolkien, a mio parere, poiché trasmettono tanti messaggi positivi e fanno bene al cuore.

    ha scritto il 

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