Il Silmarillion

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili, 1228)

4.1
(7462)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 682 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Svedese , Olandese , Finlandese , Russo , Polacco , Norvegese , Danese , Sloveno , Ceco , Rumeno

Isbn-10: 8845272400 | Isbn-13: 9788845272400 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Francesco Saba Sardi ; Curatore: Christopher Tolkien , Marco Respinti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il Silmarillion, iniziato nel 1917 e rimasto incompiuto, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le successive opere narrative di Tolkien. Vi si narrano gli eventi della Prima Era, alla quale di continuo si rifanno, come a un necessario antecedente e a una chiave interpretativa, i personaggi e le avventure del Signore degli Anelli. I tre Silmaril, nucleo simbolico della narrazione, la cui perdita e tentata riconquista costituiscono lo schema della vicenda, sono gemme tenute in altissimo conto dagli Elfi, ma concupite anche da Melkor-Morgoth, primo Signore Oscuro, perché contengono la Luce dei Due Alberi di Valinor distrutti dall’avversario. Vera e propria mitologia, Il Silmarillion, che comprende cinque racconti legati come i capitoli di un’unica “storia sacra”, narra la parabola di una caduta: dalla “musica degl’inizi”, il momento cosmogonico, alla guerra, eroica quanto disperata, di Elfi e Uomini contro il Nemico. Un’opera unica nel suo genere, forse l’unico tentativo compiuto in tempi recenti di costruire un vero e proprio edificio mitico, nel linguaggio, sublime e semplice insieme, che è proprio dell’antico epos.
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  • 5

    Tolkien al suo meglio

    Leggere "Il Silmarillion" richiede concentrazione. Se incastriamo la lettura tra un impegno e l'altro e non prestiamo sufficiente attenzione rischiamo di perderci dopo le prime dieci pagine. Una molti ...continua

    Leggere "Il Silmarillion" richiede concentrazione. Se incastriamo la lettura tra un impegno e l'altro e non prestiamo sufficiente attenzione rischiamo di perderci dopo le prime dieci pagine. Una moltitudine di personaggi che si succedono in generazioni di abitanti prima di Aman e poi della Terra di Mezzo, i fondamenti stessi della mitologia tolkeniana (l'universo di Arda nasce dal canto) e infiniti motivi e trame che si ritroveranno in tutte le altre opere del Professore.
    Da leggere con quaderno e penna alla mano per non lasciarsi sfuggire un solo, mirabolante dettaglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Epica

    Il Silmarillion sta al Signore degli Anelli come l'Antico Testamento sta al Vangelo.
    È qui che si coglie appieno la grandiosità dell'universo creato da Tolkien, con la teogonia, le Terre Imperiture, l ...continua

    Il Silmarillion sta al Signore degli Anelli come l'Antico Testamento sta al Vangelo.
    È qui che si coglie appieno la grandiosità dell'universo creato da Tolkien, con la teogonia, le Terre Imperiture, le antiche razze, la dinastia dei re elfici, le diverse lingue... Tutto frammentato e distante rispetto alla narrazione tutto sommato lineare della saga dell'anello, ma tremendamente epico e affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni tanto è bello tuffarsi di nuovo nell'epicità dei libri di Tolkien, nella loro poesia che ti trasporta nel tempo e nel suo mondo così ricco e complesso. Il Silmarillion è la storia della Terra di ...continua

    Ogni tanto è bello tuffarsi di nuovo nell'epicità dei libri di Tolkien, nella loro poesia che ti trasporta nel tempo e nel suo mondo così ricco e complesso. Il Silmarillion è la storia della Terra di Mezzo con la S maiuscola, dalla genesi, il Canto di Ilùvatar, fino alla conclusione, che corrisponde alla fine de Il Signore degli Anelli. Nonostante i molti personaggi, non ho avuto nessuna difficoltà a comprenderlo, mi ha assolutamente affascinata, nei punti più sublimi come in quelli più bui. Questo perché, finalmente, sono riuscita a cogliere tutti quegli aspetti che negli altri libri rimanevano misteriosi. Ho adorato il modo in cui tante cose si spiegano, e il nuovo significato che, letto il Silmarillion, prende la conclusione proprio del Signore degli Anelli. L'ha resa ancora più malinconica di come mi pareva fin da piccola.

    ha scritto il 

  • 3

    Premetto di essere colpevole, non ho colto del tutto questo libro... Sono una grande appassionata del fantastico mondo di Tolkien, e leggerei volentieri anche una sua lista della spesa se ne avessi la ...continua

    Premetto di essere colpevole, non ho colto del tutto questo libro... Sono una grande appassionata del fantastico mondo di Tolkien, e leggerei volentieri anche una sua lista della spesa se ne avessi la possibilità, ma questo libro è stato davvero difficile per me da leggere. So di essere io nel torto, ma ho trovato estenuante questa lettura, mi sono fermata a poco più della metà, e nonostante io stessa mi sia cimentata nella creazione di alberi genealogici e riassunti che mi aiutassero a seguire meglio la storia, molte volte non sono riuscita a seguirla! Ho messo tre stelline perché non me la sento di metterne né di più né d meno...Proverò di sicuro a rileggerlo tra qualche anno, spero di affrontarlo in modo migliore, sappiate comunque che bisogna assolutamente essere dei grandi appassionati per leggere il Silmarillion, altrimenti perdete solo tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    La Bibbia della Terra di Mezzo

    Il Silmarillion è la Bibbia della Terra Di Mezzo, che ci narra non soltanto gli Inizi (come tutto iniziò, in una sorta di narrazione davvero genesiaca), ma tutte e Tre le Ere della Terra di Mezzo, fin ...continua

    Il Silmarillion è la Bibbia della Terra Di Mezzo, che ci narra non soltanto gli Inizi (come tutto iniziò, in una sorta di narrazione davvero genesiaca), ma tutte e Tre le Ere della Terra di Mezzo, fino ad arrivare alla distruzione dell'Unico Anello. Sono ancora sconvolto da questa lettura che non riesco a definire in una solo genere, qualcosa che cambia qualunque pensiero o concezione voi aveste mai avuto leggendo solo Il Signore degli Anelli, vi si apriranno nuovi occhi, rileggerete tutto con altre vedute, rimarrete fedeli in eterno a quel grandioso ed inimitabile scrittore che è Tolkien (perché non muore mai), e non vedrete l'ora di leggere tutte le sue opere, per meglio approfondire tutto ciò che riguarda la sua strepitosa ed immaginifica e grandissima epopea fantasy che poi non è che l'introduzione alla nostra reale vita da uomini.

    ha scritto il 

  • 5

    Inarrivabile

    Il libro più Epico che sia mai stato scritto. La storia di Beren e Luthien tocca le più alte vette iperboree della liricità. Sublime.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro di più faticosa lettura rispetto a "Il signore degli anelli", perché non incentrato sulle vicende di pochi personaggi prescelti dal narratore ma su quelle di vari personaggi, le cui storie si in ...continua

    Libro di più faticosa lettura rispetto a "Il signore degli anelli", perché non incentrato sulle vicende di pochi personaggi prescelti dal narratore ma su quelle di vari personaggi, le cui storie si intersecano a quelle di altri personaggi, con uno stile che ricorda più la narrazione cronichistica che il romanzo, ma non meno affascinante. Nella prima parte dell'opera Tolkien ci illustra la creazione del mondo, che avviene attraverso i canti degli Ainur, esseri beati diretti dall'unico Dio, Iluvatar, che poi li manda ad abitare nella nuova terra, Arda,per farla prosperare. Non manca l'angelo caduto, Melkor, Ainur tra i più potenti, che desidera sottrarsi alle direttive di Iluvatar per troppa superbia e brama per impadronirsi di Arda, spodestando il fratello, nominato re supremo dal Dio stesso; così si origina la guerra tra bene e male, che porta gli Ainur infine a rifugiarsi in un'isola, che non conosce il male, Aman. Inizia a tal punto la parte più interessante dell'opera, il Quenta Silmarilion, incentrato sul racconto dei Silmaril, gemme di squisita fattura, robustezza e lucentezza, che provocano guerre fratricide tra gli Eldar e infinite tragedie a chi desidera impossesarsene. Gli Eldar sono gli Elfi, figli di Iluvatar, immortali se non vengono uccisi, che gli Ainur( o Valar) avevano voluto condurre in Aman perché dimorassero con loro in eterna letizia. Le sciagure iniziano quando Melkor, catturato e poi liberato, comincia a mettere zizzania tra i Noldor, una delle stirpi di Elfi piu importante, e i Valar, accusando questi ultimi di tenere gli elfi come prigionieri nell'isola per permettere agli uomini ( di prossima venuta) di impadronirsi del dominio della Terra-di-mezzo. A ciò si aggiunge la sottrazione dei Silmaril, che Melkor ruba al proprietario, Feanor, il figlio di Ingwe re dei Noldor, che li amava come nessun'altra cosa. A seguito di tale sottrazione ( e dell'uccisione del padre) Feanor, esacerbato, decide di abbandonare assieme a gran parte dei Noldor Aman e far rotta per la Terra-di-mezzo, per vendicarsi di Melkor e sconfiggerlo e recuperare le preziose gemme, e lega i figli ad un terribile giuramento, per cui avrebbero dovuto combattere contro chiunque detenesse i Silmaril. Durante la fuga combattono contro un'altra stirpe di Elfi, i Teleri, che non volevano cedere le loro navi, uccidendone una gran parte, e si guadagnano così la maledizione dei Valar. Tra la maledizione e il giuramento muoiono di mala morte quasi tutti gli esponenti di spicco dei Noldor, ossia Feanor, suo fratello Fingolfin, i suoi figli e i figli del terzo fratello di Feanor, Finarfin( eccetto Galadriel, la stessa che incontrerà Frodo nell'altro libro e qui non appare particolarmente saggia ma certo molto fortunata) e i regni da loro costituiti vanno in rovina, compresa la bellissima Gondolin, la città nascosta, a cui si ispirerà poi Minas Tirith. È impossibile sintetizzare tutte le vicende intricate tra i vari figli e parenti di Feanor, Fingolfin e Finarfin. A me personalmente sono piaciuti molto i racconti relativi a Beren e Luthien, sulla prima unione tra uomini ed elfi, quello dei figli di Hurin, esponente di un'altra casata degli uomini e quello di Earendil ed Elwing, entrambi nati da un'unione tra uomini ed elfi, il cui figlio sarà proprio il famoso Elrond padre di Arwen. Earendil ottiene il perdono dei Valar per i Noldor e i Valar stessi intervengono per porre fine al dominio di Melkor nella Terra-di-mezzo, poi definitivamente esiliato nel Vuoto: il bene sembra trionfare. L'ultima parte concerne il racconto delle vicende degli Edain, gli uomini, a cui i Valar avevano fatto dono di un'isola, Numenor, governata per primo proprio dal fratello di Elrond. A causa della loro superbia e delle astuzie di Sauron, uno dei servi più potenti di Melkor, gli uomini si volgono contro i Valar, che provocano una terribile inondazione, in cui perdono la vita quasi tutti. Infine sono narrati gli eventi antecedenti a "Il Signore degli anelli": la fabbricazione degli anelli, il tentativo di Sauron di soggiogare uomini ed altre creature, l'inizio dei regni di Anor e Gondor, fondati da esuli di Numenor, la sconfitta di Sauron ad opera di un'alleanza tra uomini ed elfi. L'ultimo capitolo, che racconta del ritorno di Sauron, di misteriosi movimenti nel Bosco Atro e del tradimento in nuce di Saruman, potrebbe essere l'ideale preambolo de "Il signore degli anelli". Da leggere assolutamente per tutti quelli che hanno amato l'opera più famosa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il cristallo era, per i Silmaril, null'altro che ciò che il corpo è per i figli di Iluvatar: la dimora del suo fuoco interiore, che è in esso e insieme in ogni parte di esso, e che ne costituisce la vita...

    Il Silmarillion è un libro che raccoglie vari racconti che narrano dell'Universo di Arda, il mondo creato da Tolkien, dalla sua nascita alla Terza Era. E' stato definito dallo stesso figlio di Tolkien ...continua

    Il Silmarillion è un libro che raccoglie vari racconti che narrano dell'Universo di Arda, il mondo creato da Tolkien, dalla sua nascita alla Terza Era. E' stato definito dallo stesso figlio di Tolkien, l'opera centrale e più importante scritta dal padre, l'opera che fa da preambolo alla storia più famosa che tutti conosciamo piuttosto bene. Il Silmarillion è composto da una serie di racconti, quindi non va considerato un vero e proprio romanzo ma piuttosto una sorta di epopea mitologica. Il libro, pubblicato postumo, è così diviso:

    Ainulindalë o La musica degli Ainur, in cui si narra della creazione di Eä.
    Valaquenta, in cui si parla dei Valar.
    Il Quenta Silmarillion, corpo centrale del libro, in cui si narra di eventi avvenuti nella Prima Era, tra cui la ricerca dei Silmaril.
    Akallabêth, in cui si racconta della caduta di Nùmenor.
    Infine Gli anelli del potere e la Terza Era, parte conclusiva del volume che riassume eventi della Seconda e Terza Era che fanno da introduzione al Signore degli Anelli.

    Il Silmarillion è un'opera di una complessità e di una bellezza uniche. Come si fa a restare indifferenti al genio di un uomo che creò tutto un mondo fantastico ricco di particolari e di personaggi?
    Credo che per apprezzare un volume del genere sia necessario aver letto almeno Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, perchè in questo caso pur trovandoci a leggere di un mondo che in parte abbiamo già imparato a conoscere ed amare, stavolta Tolkien ne parla in tono molto più complesso e dettagliato, le vicende narrate, i personaggi, sono molto più complessi rendendo il libro più simile ad un racconto mitologico che a un fantasy puro.
    Il libro è diviso in 5 sezioni, di cui la terza costituisce la parte centrale e più corposa della storia. In Ainulindalë e Valaquenta si narra della nascita del mondo di Arda ad opera dei Valar e successivamente vengono descritti i Valar stessi. Nel Quenta Silmarillion l'attenzione si concentra principalmente sulla Prima Era e sui Silmaril, le gemme che racchiudono la luce degli alberi di Valinor. Infine abbiamo il racconto in cui si parla dell'ascesa e della caduta della stirpe dei Nùmenòreani, da cui discende Aragorn, e il racconto conclusivo che narra sotto forma di riassunto gli eventi che conducono alla storia del Signore degli Anelli.
    Il Silmarillion mi è piaciuto moltissimo, nonostante abbia più volte sentito che si trattasse di una lettura pesante, io personalmente l'ho trovato molto scorrevole e di facile comprensione, credo sia un must per gli amanti dell'universo creato da Tolkien e per chi sente costantemente la mancanza della Terra di Mezzo.
    Lo stile di Tolkien qui si fa più maturo, più complesso, ma allo stesso tempo mantiene quel fascino e il tono poetico che lo contraddistinguono e che in alcuni passaggi è di una bellezza assurda. Non posso non menzionare fra tutti il racconto di Beren e Lùthien, una delle storie più belle e poetiche che abbia mai letto!
    Ho amato la dovizia di particolari e le tante nozioni su Arda e sui personaggi. I particolari, i dettagli, che si notano anche dalla mappa, dagli alberi genealogici e dal lessico contenuti alla fine del volume, sono gli elementi che fanno del Silmarillion una vera e propria epopea, il fantasy al suo meglio.
    Non vedo l'ora di continuare a leggere gli scritti di Tolkien che ormai è diventato uno degli scrittori che porto nel cuore. Se avete voglia di entrare in un mondo fantastico, ricco di dettagli, di personaggi indimenticabili e di racconti meravigliosi, allora leggete Tolkien, vi assicuro che vi conquisterà!

    ha scritto il 

  • 5

    Ainulindalë

    Poema epico essenziale per conoscere e capire la mitologia tolkeniana.
    All'inizio ho fatto un po' di fatica a districarmi tra tutti quei nomi ma via via che andavo avanti l'ho amato sempre di più.

    vi ...continua

    Poema epico essenziale per conoscere e capire la mitologia tolkeniana.
    All'inizio ho fatto un po' di fatica a districarmi tra tutti quei nomi ma via via che andavo avanti l'ho amato sempre di più.

    vi lascio con il fantastico incipit

    Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Iluvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, I Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme, mentre gli altri stavano ad ascoltare; ché ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Iluvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli: ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s’accrescevano l’unisono e l’armonia.

    ha scritto il 

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