Il Vangelo secondo Biff

Amico d'infanzia di Gesù

Di

Editore: LIT - Libri in tasca

4.1
(2326)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 574 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Polacco , Portoghese , Spagnolo

Isbn-10: 8865830018 | Isbn-13: 9788865830017 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Brovelli

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Tutti sanno come è nato e come è morto Gesù. La stella cometa, la mangiatoia, i Re Magi; e poi la passione, la crocifissione. Ma che cosa ha combinato dall'infanzia ai trent'anni? Su richiesta del Messia, a duemila anni dalla sua morte, un angelo fa resuscitare il suo migliore amico, Levi detto Biff, a cui spetta il compito di scrivere un nuovo Vangelo che racconti finalmente la vera storia di Gesù di Nazaret. E quella di Biff è un'epopea ricca di miracoli, viaggi, scoperte, per non parlare di demoni, morti viventi, kung fu, folli monaci tibetani e pupe da sballo. Forse nemmeno l'astuzia e la devozione del migliore amico riusciranno a risparmiare al Salvatore il suo tragico destino, ma Biff non permetterà che si sacrifichi e ascenda al cielo senza aver lottato per impedirlo!
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  • 1

    Del 2002.
    Abbandonato a pagina 107 su 430.
    Ho trovato forzati tutti i dialoghi, nessuno divertente (anche se si vede che lo vorrebbero essere). Qualcosa c'è di interessante, ma non abbastanza. ...continua

    Del 2002.
    Abbandonato a pagina 107 su 430.
    Ho trovato forzati tutti i dialoghi, nessuno divertente (anche se si vede che lo vorrebbero essere). Qualcosa c'è di interessante, ma non abbastanza.

    ha scritto il 

  • 4

    Torah! Torah! Torah!

    Dopo quasi duemila anni nella polvere, Levi detto Biff viene riportato in vita, affidato alle cure energiche dell’angelo pasticcione Raziel, e riceve dall’alto un incarico a dir poco prestigioso: dovr ...continua

    Dopo quasi duemila anni nella polvere, Levi detto Biff viene riportato in vita, affidato alle cure energiche dell’angelo pasticcione Raziel, e riceve dall’alto un incarico a dir poco prestigioso: dovrà occuparsi della stesura di un nuovo Vangelo a proprio nome incentrato sulla figura di Gesù Cristo, suo migliore amico in Galilea sin dalla più tenera età e fino alla drammatica conclusione della sua esperienza terrena. L’apprendistato dell’allora aspirante Messia ci viene così narrato senza filtri, dall’allenamento nella pratica miracolistica svolto resuscitando lucertole all’immancabile pretesa di impersonare un eroe a scelta (Davide, Mosé, se stesso) nei giochi di ruolo tra bambini, e dalla superbia dell’adolescente saputello in materia di sacre scritture alla spasmodica ricerca della verità sulla sua missione celeste, con una fragilità, un’insicurezza e un candore che non si potrebbero immaginare più umani. Ad accompagnarlo passo dopo passo ecco dunque Biff, fedele compagno di una vita “escluso a sorpresa dai vangeli ufficiali”, in quel Nuovo Testamento “posticcio” aggiunto alla Bibbia da “quattro testimoni di dubbia affidabilità”. Nuove fantasmagoriche avventure sono così vagheggiate dalla prospettiva privilegiata di un testimone irresistibile che non impiegherà molto a delinearsi, anche e soprattutto, come attore coprotagonista in scena. Seguiamo i due ragazzini ebrei in un viaggio di oltre tre lustri lungo i minacciosi itinerari della Via della Seta, all’inseguimento dei tre savi che visitarono il bambino divino nella mangiatoia e che dovrebbero avere tutte le risposte indispensabili riguardo la sua più autentica natura: un lungo e tortuoso percorso verso la piena conoscenza di sé, agevolato dagli incontri con il (fiabesco) Baldassarre in una misteriosa fortezza di roccia nell’attuale Afghanistan, complice un manipolo di sensuali cortigiane dagli occhi a mandorla e i nomi chilometrici, con il rigorosissimo Gaspare in un monastero sulle alture cinesi, e con lo svitato Melchiorre, maestro di meditazioni, in India. Solo al termine di questa pirotecnica sfilza di peripezie – dallo scontro con divinità degli inferi all’incredibile amicizia con uno yeti, e dai sanguinosi sacrifici di innocenti alla dea Kali all’abecedario tantrico del Kamasutra – Gesù potrà tornare a casa con l’irriducibile consapevolezza del Cristo e potrà dare forma al suo breve ministero in terra così come ci è sempre stato tramandato, diretto a velocità supersonica verso un destino già scritto.

    .
    E’ in queste parole del vangelo di Giovanni, citate nella postfazione, che va ricercata la scintilla da cui è scaturita questa nuova, ardita esplorazione narrativa di Christopher Moore. Ancora una volta lo scrittore dell’Ohio si cimenta con virtuosismo e spirito ironico con una parodia, anche se il risultato appare assai più misurato e decisamente meno farsesco di quanto non raccontino gli entusiasti estimatori – numerosissimi – che hanno aiutato “Il Vangelo Secondo Biff” a raggiungere l’agognato status di cult book. Non ci sono dubbi che il romanzo sia effettivamente brillante e spesso divertente, merito di un narratore guascone e di un eroe tenerissimo e per ampi tratti distante anni luce dal canone dell’agiografia universale. Non mancano, stando al tenore di alcuni tra i commenti qui sotto, le anime candide che puntualmente si indignano e parlano magari di lesa maestà, trincerate in maniera patetica dentro le quattro mura fasulle di tanto cattivo catechismo. Allo stesso modo non sono mosche bianche quelli che sottolineano – come un merito o una colpa, fa lo stesso – l’irriverenza di un testo che irriverente non è e nemmeno aspira ad essere. La verità è che il libro in questione è un’operina deliziosa e tutto sommato cauta, non la migliore dell’autore statunitense ma senz’altro una delle sue più misurate e coerenti, dove le digressioni fantastiche sono funzionali alla morale scelta e non appaiono, a dirla tutta, neanche così strampalate come potrebbe sembrare a una prima, distratta fruizione. Gli insegnamenti del Budda, di Lao Tzu e Confucio, i precetti dell’induismo, persino l’ecumenico invito all’amore fraterno nel testamento spirituale di un improbabile profeta come l’uomo delle nevi (per nulla abominevole), si incastrano alla perfezione nel quadro di un addestramento alla tolleranza e alla non violenza che copre come per magia il lungo iato nella vita del Messia. Così “Il Vangelo Secondo Biff” può essere letto come il libro che, con ogni probabilità, doveva essere nelle intenzioni di Moore: un anomalo romanzo di formazione. E la storia di un’educazione sentimentale anche, con il contributo indispensabile dell’eroina – riscattata dalla fama ingiusta di meretrice – Maria Maddalena, anzi, Maddi. C’è qua e là, è vero, quel tocco satirico gentile e un po’ dada à la Brian di Nazareth, ma resta disciplinato, non straborda mai nella burla fine a se stessa e può vantare una solida ricerca e documentazione a monte. Queste le maggiori note di merito di un testo piacevolissimo ma solo a tratti davvero esplosivo (su tutte, le pagine dedicate alla prima avventura in oriente, quella nella fortezza di Baldassarre) che nelle battute conclusive praticamente dimentica gli inserti grotteschi con l’angelo teledipendente Raziel e si fa persino serioso, attento a ricalcare quasi mimeticamente le vicende più note del ministero di Cristo (dal battesimo per mano del cugino Giovanni alle nozze di Cana, dal discorso della montagna all’exploit nel tempio e la Passione) così da guadagnare punti in chiave programmatica ma perdendo parte del suo fascino.

    Mezza stella in più per le fantastiche citazioni, anche inventate, piazzate per introdurre ogni svolta significativa nel racconto. La migliore a mani basse (“Gesù era un bravo ragazzo, non meritava questa merda”) viene da una canzone di John Prine dal titolo illuminante, “Jesus The Missing Years”.

    (7.6/10)

    ha scritto il 

  • 1

    l'ho finito... finalmente...

    Raramente ho leggo un libro più stupido, noioso e superficiale di questo.
    Mi aspettavo di trovare un racconto esilarante, divertente e pure dissacrante ma mi sono trovato in mano un libro vuoto, creti ...continua

    Raramente ho leggo un libro più stupido, noioso e superficiale di questo.
    Mi aspettavo di trovare un racconto esilarante, divertente e pure dissacrante ma mi sono trovato in mano un libro vuoto, cretino, scritto da un mediocre e un ignorante in termini teologici. Se vuoi scrivere un libro su un argomento del genere magari informati, parla con qualche esperto, soprattutto perchè la parodia è un atto di amore verso un testo.
    Un romanzo a tratti irritante per le trovate adolescenziali e idiote. Roba da far cadere le braccia e chiedersi cosa aveva in testa l'editore quando l'hanno pubblicato.
    Ma soprattutto... se non conosci l'ironia, l'umorismo e non hai la minima capcità dissacratoria non imbarcarti in un impresa del genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Indimenticabile....

    Sono sempre stata prevenuta sui libri "comici" perchè proprio non mi piacciono, una battuta ci sta, due pure... ma poi mi stufo, figurarsi con oltre 400 pagine! Per questo nonostante ennemila commenti ...continua

    Sono sempre stata prevenuta sui libri "comici" perchè proprio non mi piacciono, una battuta ci sta, due pure... ma poi mi stufo, figurarsi con oltre 400 pagine! Per questo nonostante ennemila commenti positivi su Christopher Moore non mi ero mai decisa a leggerlo, poi ho letto alcune recensioni che mi hanno fatto dubitare (Timoria... te possino!!!), sono andata in libreria, ho letto le prime 3 pagine e quando sono arrivata alla cassa per pagarlo stavo ancora ridendo :-)

    E' sicuramente un libro umoristico, ma di quell'umorismo intelligente che rimane tale fino alla fine, e Moore è un genio a riuscire a non scadere nel banale per tutte le oltre 400 pagine del libro.

    E' anche un romanzo, una storia dolce di amore e amicizia che ripercorre gli anni di Gesù a partire dall'infanzia e che mai sono stati raccontati; i personaggi sono esilaranti... Biff è ironico, sarcastico, adorabile, e pure l'angelo cretino non è da poco :)

    Ed è anche la storia del cristianesimo e di tutte le religioni, perchè tutte hanno un unico denominatore comune pur con nomi diversi. Sono gli uomini a farne strumento di odio.

    Insomma... fantatico

    «Un Vangelo dopo tutto questo tempo? E chi è l’autore?».
    «Levi detto Biff».
    Raziel lasciò cadere lo straccio e si raddrizzò. «Dev’esserci
    un errore».
    «Viene direttamente dal Figlio».
    «C’è un motivo se Biff non è mai stato menzionato negli
    altri libri, lo sai? È un totale…».
    «Non dirlo».
    «Ma è una testa di cazzo».

    ha scritto il 

  • 1

    Una truffa!

    Pensavo di leggere qualcosa con ironia simile a "brian di nazareth"..mi aspettavo troppo senza dubbio, ma questo libro non ironizza affatto, quello che accade invece è che si prenda tremendamente sul ...continua

    Pensavo di leggere qualcosa con ironia simile a "brian di nazareth"..mi aspettavo troppo senza dubbio, ma questo libro non ironizza affatto, quello che accade invece è che si prenda tremendamente sul serio! Lo scopo di questo libro mi pare che sia quello di compiacere cattolici ferrei che vogliono credere di riuscire a fare dell'autoironia..ma è tutto terribilmente politicamente corretto!

    ha scritto il 

  • 3

    deludente

    Forse perché in tanti me lo consigliavano , l'ho trovato invece ,spesso troppo noioso , soprattutto poi nella parte dei magi . Da due stelle scarse , migliora giusto nel finale , meritando la terza s ...continua

    Forse perché in tanti me lo consigliavano , l'ho trovato invece ,spesso troppo noioso , soprattutto poi nella parte dei magi . Da due stelle scarse , migliora giusto nel finale , meritando la terza stella.

    ha scritto il 

  • 3

    Tanto rumore per poco

    La postfazione riassume perfettamente il libro: una storiella che in alcuni tratti (pochi) fa sorridere per il resto abbastanza pesantino

    ha scritto il 

  • 2

    Interessante e divertente la prima parte, noiosi e prolissi i capitoli sui Magi, confusa e frettolosa la fine.
    Sono rimasta delusa perché il giudizio generale qui su aNobii era molto alto e mi aspetta ...continua

    Interessante e divertente la prima parte, noiosi e prolissi i capitoli sui Magi, confusa e frettolosa la fine.
    Sono rimasta delusa perché il giudizio generale qui su aNobii era molto alto e mi aspettavo di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Una bella storia

    Come sarebbe stato sentire la storia di Gesù raccontata direttamente dal suo migliore amico? E' il punto cardine del romanzo (sottolineato più volte) di Christopher Moore, che presenta la versione di ...continua

    Come sarebbe stato sentire la storia di Gesù raccontata direttamente dal suo migliore amico? E' il punto cardine del romanzo (sottolineato più volte) di Christopher Moore, che presenta la versione di Levi detto Biff, vissuto a fianco del Messia a partire da quando ne fa conoscenza a sei anni (con un Figlio di Dio intento a giocare a riportare in vita le lucertole uccise dai suoi fratellini) fino alla sua tragica morte sulla croce.

    Personalmente penso che, come sempre, quando si tratta di temi per i più "delicati" come quello delle figure religiose, si possa correre il rischio scontato del cadere tanto nel banale e nel volgare (andando ad urtare la sensibilità di una parte di persone) quanto del produrre un qualcosa che, per usare un eufemismo, viaggia "chiappe strette e spalle al muro" con una narrativa forzatamente indirizzata al voler salvare capra e cavoli. Moore presenta il suo libro come un testo umoristico, facendolo aprire da una ben articolata prefazione in cui sceglie di giocare a carte scoperte con il lettore, proprio per non precludersi nulla e rimarcando il fermo intento a voler proseguire su una strada che vada esattamente in mezzo ai due confini sopra menzionati.

    La storia è una bella storia, raccontata da una persona che si è documentata per scriverla e capace di dipingere un mondo così lontano dal nostro immaginario in una maniera ironica ma anche molto molto toccante. Ci ho visto un po' di Saramago e del suo "Vangelo secondo Gesù Cristo" nel personaggio di un Messia alla ricerca del suo destino, con la consapevolezza sì dell'essere il Figlio di Dio ma con l'altrettanto banale ma efficace domanda che si pone "E quindi? Che dovrei fare?".

    Gesù e Biff viaggiano, affrontano avventure con meravigliose iperboli che da un lato fanno sorridere nella loro sfacciata semplicità, dall'altro fanno riflettere e (almeno a me) interrogare il lettore. La ricerca della consapevolezza attraverso tre grandi saggi, il venire a contatto con filosofie, religioni e pensieri diversi: questa è la formazione che il giovane Gesù si carica sulle spalle nel suo cammino, potendo contare sulla battuta pronta di Biff, che si definisce l'inventore stesso del concetto di "sarcasmo".

    Non si tratta della storia delle religioni, non si tratta di avere dei preconcetti dietro al prendere in mano una storia che si apre con un Biff incazzato nero con l'angelo Reziel che lo resuscita e lo obbliga a scrivere un vangelo. Si tratta semplicemente dell'accettare l'idea di lasciarsi raccontare una favola, secondo me una favola, che contiene tanti spunti interessanti e cose buone nei messaggi che lascia.

    Penso che quando un libro riesce a farti porre delle domande e riesce a farlo con un sorriso, beh, non ci sia altro da aggiungere se non "chapeau".

    "Che c'è" chiese lui. "Cosa?", "Maestro, tu stai camminando sull'acqua" disse Pietro. "Ho appena mangiato" rispose il Messia. "Bisogna aspettare un'ora prima di entrare. Potrebbero venirmi i crampi. Che c'è, nessuno di voi ha una madre?"

    ha scritto il 

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