Il Vangelo secondo Gesù Cristo

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica)

4.4
(4629)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 351 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Tedesco , Catalano , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8807721694 | Isbn-13: 9788807721694 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Nella sua potente riscrittura della storia evangelica, Saramago narra di un Gesù Cristo in tutto e per tutto umano. Il figlio di Dio incarna così i dubbi e le sofferenze propri della condizione universale dell’uomo. Dalla nascita a Betlemme alla morte sul Golgota, affronta le medesime esperienze descritte nel Vangelo, però secondo una prospettiva terrena, forte di spirito critico, senso logico e pietà. Non c’è fede nei miracoli, bensì coscienza di essere in balìa della volontà di potenza di un Dio padre distante e indifferente al dolore che provoca. La serie di disgrazie, stragi e morti che costellano l’esistenza di Gesù, fino al non cercato e non accettato compimento del destino di vittima sacrificale, diventa così un’occasione per riflettere sulla contrapposizione tra bene e male in terra, l’assurdità di fare il giusto tramite l’ingiusto, l’inesorabilità della colpa, l’imperscrutabile senso della vita e la sconcertante ambiguità della divinità.
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  • 4

    Un Gesù più umano (e più vero).

    Quale singolare e inaspettata ironia in questo straordinario Artista!
    Un libro importante in cui l'autore esprime, con stile personalissimo, il suo pensiero sul noto personaggio, descrivendolo in mani ...continua

    Quale singolare e inaspettata ironia in questo straordinario Artista!
    Un libro importante in cui l'autore esprime, con stile personalissimo, il suo pensiero sul noto personaggio, descrivendolo in maniera semplice, mai troppo seria, come merita tutto ciò che è umano, senza inutili solennità e misteri.

    ha scritto il 

  • 3

    José Saramago è stato un grande scrittore e un premio Nobel; io sono una madre di famiglia che, tra una sgobbata e l'altra, si concede il lusso di leggere. Excusatio non petita, accusatio manifesta? C ...continua

    José Saramago è stato un grande scrittore e un premio Nobel; io sono una madre di famiglia che, tra una sgobbata e l'altra, si concede il lusso di leggere. Excusatio non petita, accusatio manifesta? Certamente, ma due parole dal basso vorrei poterle dire, scusandomi (e accusandomi) in anticipo per i il mio bislacco giudizio.
    Non è detto che il vestito che va bene in un'occasione vada bene in tutte le occasioni ; non è detto una tecnica narrativa, giusta e coerente con la trama di un romanzo, vada bene anche per altri romanzi. Saramago utilizza il discorso diretto senza segni d’interpunzione e con un abbondante spargimento di virgole irregolari e di maiuscole indipendenti; va bene, l'ho tollerato in "Cecità", avvincente e apocalittico, l'ho (perfino) goduto nel dissacrante umorismo di "Caino", ma in quest'opera il tedio delle mille parole accatastate l'una sull'altra mi ha sopraffatto. Una scrittura molesta, al limite dell'irrispettoso, non coerente, a mio avviso, né con la materia evangelica trattata né con l'ideale di letteratura "democratica". Ma non era Saramago che nel Saggio sulla lucidità aveva denunciato una politica troppo lontana dalla gente e annidata nei palazzi del potere? E invece, questo modo di scrivere, anche qui ripetutamente macchinoso e cerebrale, senza regole e fuori pista, a chi sembra diretto? Ad una élite, appunto. Ed è un peccato, perché la profondità e la purezza di certi suoi pensieri, la genialità dell’inventiva narrativa (in Italia, di simile, mi viene in mente solo Calvino), la delicatezza e la forza di certi personaggi rimarranno sempre privilegio di pochi. Non sono una fautrice della scrittura elementare, anzi, ma tra questa e l’impraticabile c’è una giusta e armoniosa via di mezzo.
    Inoltre, ho trovato il contenitore non adatto al contenuto, e non per la sacralità dell’argomento, semmai per la sua estrema umanità. La fusione tra narrazione e dialoghi, la mancanza di spazio e di respiro tra una parola e l’altra, l’incertezza su soggetti e complementi, non mettono nella giusta luce i pensieri, soprattutto quelli di Gesù, e la loro evoluzione. Chi dice cosa? Chi parla con chi? Chi va dove? Una scrittura labirintica e una parola dentro l’altra narrano l’evoluzione della consapevolezza di essere figlio di Dio e della lacerazione che ne deriva come fossero un bisbiglio di sottofondo e non un urlo nato dalla profondità delle viscere, perché la scrittura annebbia e chi legge confonde i soggetti, non trova predicati (quando ci sono), stravolgendo le intenzioni e il senso del periodo. Insomma, perdendosi il meglio o capendolo dopo, senza effetto sorpresa.
    Per il resto: Maria è imbarazzante, tanto è prostrata e succube; Giuseppe è autoritario e se la tira quel tanto che basta da esser(mi) odioso, Gesù fa la sua figura, nonostante ci voglia il traduttore per capire ciò che pensa, Maria di Magdala è dolce e rassegnata, Marta incredula e invidiosa, Lazzaro di buon cuore ma sfigato, Dio un mostro di ambizione e di vanità e il Diavolo la sua spalla. Insomma, un bel pentolone di roba, dal sapore aspro e di non facilissima digestione.

    ha scritto il 

  • 4

    Ecco come unire tradizione e innovazione con un tocco di genio. Ma, a mio parere, ecco anche come fare luce su contemporaneità specifiche, ponendole a confronto con uno status "vecchio" di 2000 anni e ...continua

    Ecco come unire tradizione e innovazione con un tocco di genio. Ma, a mio parere, ecco anche come fare luce su contemporaneità specifiche, ponendole a confronto con uno status "vecchio" di 2000 anni e allo stesso tempo molto attuale.
    La condizione della donna, in primis, come il comportamento di onniscienza della casta sacerdotale dovrebbero farci riflettere come anche oggi questi temi possano essere analizzati e studiati, per capire come non sia possibile che ciò che poteva essere la "normalità" al tempo dei Romani possa ancora sussistere e valere.
    La donna potrà aver acquisito qualche libertà in più (?), i sacerdoti odierni potrebbero avere una maggiore apertura mentale (?????) rispetto a ciò che viene descritto, ma non credo che si possa parlare di vere e proprie vittorie, in un mondo in cui ancora le discriminazioni partono proprio da quel ceto (perché così si può definire) che dovrebbe essere prodigo di amore verso il prossimo, generosità verso il "diverso" e aiuto verso tutti, mentre le donne ancora troppo spesso devono affiancare, o meglio seguire, il maschio alfa, senza possibilità di intervento o libertà.
    Bisogna riflettere come la vita di ogni ESSERE UMANO debba contare, senza che altri, presunti migliori solo perché portano anelli e preziosi che dovrebbero donare secondo ciò che predicano, possano permettersi di intervenire sparando sentenze.

    Quod scripsi, scripsi.

    ha scritto il 

  • 5

    Capovolgimenti.

    Uno splendido Saramago ci racconta della vita di Cristo vista e vissuta da lui.
    Attraverso gli occhi del re dei giudei, figlio del Signore, assistiamo -tra episodi biblici e scene di vita quotidiana- ...continua

    Uno splendido Saramago ci racconta della vita di Cristo vista e vissuta da lui.
    Attraverso gli occhi del re dei giudei, figlio del Signore, assistiamo -tra episodi biblici e scene di vita quotidiana- allo spettacolo del suo rapporto conflittuale con il Padre, arrivando quasi a mettere in discussione l'autorità divina.
    Ma se l'autorità paterna nonché divina di Dio viene messa in discussione, allora chi è davvero Dio, e cosa ha fatto per essere tanto criticato dal figlio?

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un padre (Giuseppe) che vive col tormento di non aver salvato i bambini nella strage degli innocenti, una madre (Maria) che fatica a credere di avere un figlio divino, un diavolo (senza n ...continua

    Ingredienti: un padre (Giuseppe) che vive col tormento di non aver salvato i bambini nella strage degli innocenti, una madre (Maria) che fatica a credere di avere un figlio divino, un diavolo (senza nome) dall'aspetto di pastore che inizia il loro figlio ai misteri della vita, una prostituta (Maria di Magdala) che inizia lo stesso figlio ai segreti del sesso.
    Consigliato: a chi vuol porsi domande non scritte nei vangeli canonici, a chi non si accontenta delle risposte offerte dal catechismo.

    ha scritto il 

  • 5

    Umano troppo umano e ancor sempre Dio, non lo smentisce no, non ci riesce (se mai ci provasse davvero: lo voleva, non lo voleva, è presunzione da notorietà? Non so). Lui, l'Altro e l'Anti-Dio: basta q ...continua

    Umano troppo umano e ancor sempre Dio, non lo smentisce no, non ci riesce (se mai ci provasse davvero: lo voleva, non lo voleva, è presunzione da notorietà? Non so). Lui, l'Altro e l'Anti-Dio: basta quel discorso sui flutti, nell'imperscrutabile nebbia - reale, metaforica, spirituale - a far dire a Saramago tutto quello che c'è, e dovrebbe bastare, a chiunque cammini, da poco o da sempre, sulla Sua via. Scandaloso. Sublime. Sanguinante. Un crucifige (di Dio? Di sé? Di noi? - Che ciascuno scelga).

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo che mi aspettava da tempo e che forse avrei dovuto leggere prima. Saramago rivisita in maniera lucida e razionale i Vangeli, < spoiler> e così facendo ci racconta l'umanità di Gesù e la ter ...continua

    Un romanzo che mi aspettava da tempo e che forse avrei dovuto leggere prima. Saramago rivisita in maniera lucida e razionale i Vangeli, < spoiler> e così facendo ci racconta l'umanità di Gesù e la terribile e crudele violenza di Dio che, come tutti gli dèi, usa gli uomini per i propri fini, in questo caso per soddisfare il bisogno di "un gregge" più popoloso < /spoiler>. Probabilmente sentirmi in sintonia con Saramago mi risulta semplice, dal momento che ho idee simili alle sue per quanto riguarda la fede e la Chiesa, ma il romanzo mi ha spinto ancora oltre nelle mie riflessioni, mi ha mostrato un punto di vista ancora più profondo, un'angolazione simile eppure diversa.

    ha scritto il 

  • 5

    E' difficile scrivere di questo libro, si potrebbe dire che la sua caratteristica principale è una leggerezza pesante, o una pesantezza leggera.
    La vita della famiglia di Gesù scritta e vissuta come u ...continua

    E' difficile scrivere di questo libro, si potrebbe dire che la sua caratteristica principale è una leggerezza pesante, o una pesantezza leggera.
    La vita della famiglia di Gesù scritta e vissuta come uomini in balia di un dio incomprensibile.
    E' un libro che divide, che ha diviso, bollato come blasfemo della Chiesa alla pubblicazione e di fatto lo è, se si legge con lo sguardo dell'inquisitore.
    E' sicuramente eversivo e diverso, il diavolo e dio, così umani, e gli uomini e le donne, così umane, inclusa Maria e Gesù stesso.
    Duro e crudo come sa essere Saramago, in parte nascosto nel suo affabulare.
    La figura di Giuseppe, logorato dalla colpa, la cui morte è un punto di lirica e di dolore profondo, la colpa che Gesù riceve in quanto figlio, i conflitti con la madre, la guida del pastore, il finale ribaltato.
    Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'autore lo conosco: ho letto Cecità e Saggio sulla Lucidità, non è quinei stato un grosso problema riapprocciarmi allo stile che ormai conosco. Ammetto che per un credente si tratta di un libro scomo ...continua

    L'autore lo conosco: ho letto Cecità e Saggio sulla Lucidità, non è quinei stato un grosso problema riapprocciarmi allo stile che ormai conosco. Ammetto che per un credente si tratta di un libro scomodo da leggere e spesso irrirante: un Dio che non si interessa in maniera particolare degli uomini, se non per "avere un'assemblea più grande", un Dio che al primo incontro con il figlio risulta quasi scocciato di sentimenti e dei dubbi di quest'ultimo. Gesù che non è più figlio di Dio, ma è uomo e si lascia guidare dallo scorrere delle cose, nel finale è forse emblema della fatalità del Destino? Ci sta forse divendo che è tutto già scritto? Particolarmente emblematica l'esclamazione finale "Uomini, perdonate mio padre, perché non sa quello che fa".
    Uno schiaffo in pieno viso a qualunque credente, questo è certo. Ho vissuto come veri plot twist la morte di Giuseppe in croce, la non resurrezione di Lazzaro e ovviamente la questione di Giuda.

    ha scritto il 

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