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Il Vangelo secondo Gesù Cristo

Di

Editore: Einaudi (Tascabili. Letteratura, 1041)

4.4
(4281)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 410 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese , Tedesco , Catalano , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8806161636 | Isbn-13: 9788806161637 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Rita Desti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
A differenza dei vangeli che conosciamo, quello di Saramago svela sentimenti e intimità del personaggio, in una dimensione umana e a noi vicina. Gesù nasce da donna e dunque reca in sé debolezza, amore, sensualità. Gesù è un bambino scapestrato, un fanciullo della sua età, e un adolescente insicuro come tutti gli altri. Tuttavia, egli è anche creatura divina, generata da Dio, e in quanto tale subisce tutto il mistero e lo sconcerto di una lontananza incolmabile. Gesù vaga, vive nel deserto, apprende l'arte dei pastori, abbandona la famiglia e impara dal "Nemico di Dio" a crescere conoscendo il significato del dolore, della rinuncia, della sofferenza.
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    Avvicinarsi alla letteratura richiede capacità e sacrificio: quelli di spogliarsi di ogni apriorismo, di entrare in una dimensione di osmotica permeabilità. Interagire con il testo in un dialogo dove l'attenzione critica sia rivolta tanto ai concetti in esso contenuti quanto alle proprie convizio ...continua

    Avvicinarsi alla letteratura richiede capacità e sacrificio: quelli di spogliarsi di ogni apriorismo, di entrare in una dimensione di osmotica permeabilità. Interagire con il testo in un dialogo dove l'attenzione critica sia rivolta tanto ai concetti in esso contenuti quanto alle proprie convizioni.
    Letteratura, naturalmente, e non prosa di consumo, effimera per sua natura. Perchè un'opera letteraria è viva, non conoscerà mai la morte, si trasmetterà nel corso delle generazioni, fino al compimento della propria missione.
    "Il vangelo" di Saramago, sin dalle primissime righe, delineate da uno stile che è stato genialmente definito colata magmatica (Joyce non me ne volere ma il Portoghese ti ha surclassato), è espressione dell'Arte, quel medium che, quantomeno, consente di porre in discussione i propri (pre)giudizi.
    E qui ne vengono stuzzicati tanti, per l'argomento e ciò che pare il portato conclusivo.
    Sembra, infatti, che l'Autore voglia sardonicamente demistificare i cardini della teologia.
    In realtà si va oltre.
    A parte la considerazione che la scrittura romanzesca è, per sua natura, mendace - il che le permette di superare e trasformare la realtà creando il nuovo o dando voce all'oscuro - l'eresia contenuta in queste pagine è tutta profondamente umana poichè è il senso della nostra esistenza ad essere messo in dubbio.
    Gesù è un uomo, suo Padre una entità crudele, annoiata ed indifferente.
    Lui, come tutti, è costretto a sopravviere ed a combattere la miseria, il dolore, la mediocrità, nel corso di una esistenza che, priva di uno scopo finale - secondo la "ricostruzione" saramaghiana - appare insensata.
    Insomma lo scrittore sembra abilissimo nel decostruire ma inetto nel ri-costruire.
    Se ragioniamo in termini fideistici, e ci culliamo nel pensiero religioso.
    La capacità di Gesù di condurre una esistenza di sostanza, invece, dove coesistono rabbia, menzogna, desiderio, ribellione, ansie, paure, ci restituisce una figura assolutamente pura.
    Pur sottomessa allo schiacciante volere divino è libera ed eterna, nel perseguire quella natura che è caratteristica di sé e dei propri simili.
    In quest'ottica la morte sulla croce non è gesto d'amore e salvifico sacrificio ma testimonianza dell'immortalità delle idee del trucidato, con la sua straordinaria chiosa finale.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro discusso e discutibile certamente, ma non certamente per lo stile: la qualità della scrittura è senza dubbia l’aspetto più significativo. Le espressioni di Saramago non sono vuote, le sue parole sono pesanti, occorrono tempo e pazienza per leggere ed entrare in sintonia con le sue frasi. ...continua

    Libro discusso e discutibile certamente, ma non certamente per lo stile: la qualità della scrittura è senza dubbia l’aspetto più significativo. Le espressioni di Saramago non sono vuote, le sue parole sono pesanti, occorrono tempo e pazienza per leggere ed entrare in sintonia con le sue frasi. Belle le descrizioni degli antichi paesaggi, della società di un tempo, direi anche storicamente attendibile, così superstiziosa e severa. Il punto di vista non è esterno, ma è quello interno della comunità in cui nacque e visse Gesù. E’ chiaro che in tal modo molti episodi narrati dalla tradizione vengono rivisti e rivisitati. Il Gesù di Saramago è perfettamente umano, con le sue debolezze, i suoi sentimenti, le sue passioni: uomo in mezzo agli uomini. Nulla mi sento di obiettare su questa scelta, nulla di strano! Ma la visione atea di Saramago che lo porta a negare il messaggio della religione cristiana, a negare la figura del Dio Padre del Nuovo Testamento, a vantaggio del Dio collerico e vendicatore dell’Antico, ad elencare tutti i misfatti della religione cristiana mi ha lasciata molto perplessa. Trovo molto discutibile dunque lo spirito che ha animato questa scrittura; molto più facile è dissacrare e distruggere ciò in cui non si crede, che si vede come avversario, piuttosto che cercare di capire magari anche in modo agnostico ciò che forse è al di sopra della nostra portata!

    ha scritto il 

  • 5

    All'inizio lo stile di Saramago lascia un po' perplessi. Ma poi ci si fa la mano ed acquista un suo fascino particolare.
    La storia, pur non allontanandosi troppo dai capisaldi dei vangeli canonici, rende umano e simpatico questo ebreo travolto da un destino che come tutti non può controllar ...continua

    All'inizio lo stile di Saramago lascia un po' perplessi. Ma poi ci si fa la mano ed acquista un suo fascino particolare.
    La storia, pur non allontanandosi troppo dai capisaldi dei vangeli canonici, rende umano e simpatico questo ebreo travolto da un destino che come tutti non può controllare, neppure essendo il Figlio di Dio. Dio che per altro viene ben raccontato. Il vero Dio della Bibbia. Fantastico il brano dell'incontro a tre sul lago di Tiberiade, immersi nella nebbia. Drammatico e tuttavia storico l'elenco delle conseguenze della fine di Gesù, che anche qui muore sulla croce.
    Un libro da non perdere!

    ha scritto il 

  • 0

    Anche questo, ennesimo, tentativo di leggere Saramago è miseramente fallito. Proprio non ce la faccio a seguire un autore che, a mio parere, riesce solo a sfoggiare una erudizione che nasconde la mancanza di contenuti.

    ha scritto il 

  • 3

    Si tratta di un libro di letteratura e come tale suscettibile di diverse interpretazioni anche considerando il tema religioso di cui tratta. Io però preferisco interpretarlo come una storia dell'Uomo o degli uomini, come parabola delle vicissitudini che noi uomini attraversiamo nel corso della no ...continua

    Si tratta di un libro di letteratura e come tale suscettibile di diverse interpretazioni anche considerando il tema religioso di cui tratta. Io però preferisco interpretarlo come una storia dell'Uomo o degli uomini, come parabola delle vicissitudini che noi uomini attraversiamo nel corso della nostra vita e che il soggetto religioso usato dall' autore sia l'occasione per raccontarci la condizione umana.
    Bel libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    “Magro, capelli lisci, la testa piegata verso la terra che dovrà inghiottirlo, due volte condannato, a morte e all’infermo, questo misero relitto può essere solo il Cattivo Ladrone, in fin dei conti un uomo rettissimo, cui è rimasto quel po’ di coscienza che gli impedisce di fingere di credere, a ...continua

    “Magro, capelli lisci, la testa piegata verso la terra che dovrà inghiottirlo, due volte condannato, a morte e all’infermo, questo misero relitto può essere solo il Cattivo Ladrone, in fin dei conti un uomo rettissimo, cui è rimasto quel po’ di coscienza che gli impedisce di fingere di credere, al riparo di leggi umane e divine, che un minuto di pentimento basti per riscattare una vita intera di malvagità o una sola ora di debolezza.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2014/12/29/il-vangelo-secondo-gesu-cristo-j-saramago/

    ha scritto il 

  • 4

    Impegnativo.

    Credo di non aver mai letto un libro più impegnativo di questo, eppure sono grata a Saramago, perchè nonostante sia stato un bel mattone da ''buttare giù'' , l'ho apprezzato infinitamente, come non ho fatto altro che ripetere a chi mi chiedeva cosa stessi leggendo, mentre appunto lo leggevo. L'ho ...continua

    Credo di non aver mai letto un libro più impegnativo di questo, eppure sono grata a Saramago, perchè nonostante sia stato un bel mattone da ''buttare giù'' , l'ho apprezzato infinitamente, come non ho fatto altro che ripetere a chi mi chiedeva cosa stessi leggendo, mentre appunto lo leggevo. L'ho amato anche se (almeno all'inizio) non riuscivo a leggere più di due tre pagine al giorno: troppi concetti, troppa verità, una verità che conoscevo, ma che è sempre difficile leggere scritta nero su bianco. Avrei voluto dare cinque stelle a questo splendido, umanissimo vangelo: peccato per il finale, che ho trovato un pochino affrettato, come se da un certo punto in poi gli eventi precipitassero e Gesù iniziasse letteralmente a correre verso il suo destino. Il mio personaggio preferito? Che domande, ovviamente Pastore, l'unico per cui sono riuscita a provare tanta tanta stima.

    ha scritto il 

  • 5

    "Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto"

    Umano, delicato, tenero e poi inquietante, raccapricciante quasi.
    Sarebbe stato facile criticare la Chiesa con irriverenza; Saramago preferisce far parlare i nomi. E il sangue.
    Degna di nota la maestria nel tratteggiare un Dio ridicolo eppure terribile; magistrale il dialogo sulla bar ...continua

    Umano, delicato, tenero e poi inquietante, raccapricciante quasi.
    Sarebbe stato facile criticare la Chiesa con irriverenza; Saramago preferisce far parlare i nomi. E il sangue.
    Degna di nota la maestria nel tratteggiare un Dio ridicolo eppure terribile; magistrale il dialogo sulla barca.
    Questo è uno di quei libri la cui fine ti lascia sperduta, quasi orfana, incapace di intraprendere qualsiasi altra attività. Ce ne sono pochi così. Leggetelo.

    ha scritto il 

  • 5

    "Tutti noi, dovunque ci troviamo e chiunque noi siamo, nella vita altro non facciamo se non cercare il luogo dove resteremo per l'eternità".

    Meraviglioso ritratto di un Gesù umano che si trova ad affrontare un compito ingrato e più forte di lui. Un Gesù in completo disaccordo con un Dio che non ha capito i suoi veri sentimenti e i suoi progetti. Stupenda la sua storia d'amore con la Maddalena e da manuale i suoi quaranta giorni su un ...continua

    Meraviglioso ritratto di un Gesù umano che si trova ad affrontare un compito ingrato e più forte di lui. Un Gesù in completo disaccordo con un Dio che non ha capito i suoi veri sentimenti e i suoi progetti. Stupenda la sua storia d'amore con la Maddalena e da manuale i suoi quaranta giorni su una barca con Dio, il Diavolo, e un non meglio identificato quarto incomodo(!). Capolavoro assoluto!!!!!!!!!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Un vangelo laico

    Non avevo mai letto nulla di Saramago(ammetto l'ignoranza) ma sono stata rapita da questo Vangelo.
    Da atea ho affrontato questa lettura che altro non è che la storia di un uomo e della sua fede.
    Lettura scorrevole e davvero illuminante.
    Lo consiglio a tutti.

    ha scritto il 

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