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Il Vicario di Wakefield

By Oliver Goldsmith

(14)

| Hardcover

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Book Description

17 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    il prete scrittore

    L’uomo retto, il buon cristiano, colui che porge l’altra guancia e nella fiducia nel signore ripone le speranze di attraversare le traversie della vita, colui che semina il bene, raccoglie il bene, in vita come nell’aldilà. E mai, ma poi mai fidarsi ...(continue)

    L’uomo retto, il buon cristiano, colui che porge l’altra guancia e nella fiducia nel signore ripone le speranze di attraversare le traversie della vita, colui che semina il bene, raccoglie il bene, in vita come nell’aldilà. E mai, ma poi mai fidarsi delle apparenze, l’abito non fa il monaco, e sotto un vestito elegante può nascondersi una belva, come un re può presentarsi abbigliato da straccione. Questo è quello che palesemente vuole trasmettere la vicenda, una vicenda che fila liscia, tipica fluidità narrativa degli scrittori britannici dell’epoca, qualche colpo di scena, qualche disgrazia, un po’ di commozione,e un finale che pacifica tutto, che forse nella sua assurda banalità, da solo vale tutto il romanzo; non si chiude il romanzo sospirando, ma sicuramente non ci si pente di averci perso una settimana leggendolo.

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    Marcelloloschi said on Feb 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inizialmente l'ho trovato spassoso, poi sul finale prolisso e pedante come il protagonista; utile a capire il substrato letterario su cui si è basata Jane Austen per allontanarsene di gran lunga!

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    Romyangel said on Jan 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    The Trials Of Job

    This is widely regarded as a timeless classic but when I started it, it seemed a bit tame. It tells of the rather small life of a homely and endlessly virtuous vicar. Nothing much seems to happen because people who were not working class did not do m ...(continue)

    This is widely regarded as a timeless classic but when I started it, it seemed a bit tame. It tells of the rather small life of a homely and endlessly virtuous vicar. Nothing much seems to happen because people who were not working class did not do much of anything, it seems. Life mainly consisted of visiting, walking, eating, listening to music, and gossip.

    A third of the way into the book, however, it seemed to pick up. I think it was partly because I had adjusted to the pace of the narrative. I noticed that Goldsmith was obviously a very bright man when I read the quality of his musings (through his characters) on every aspect of society, from politics to personal ethics, and religion. The Vicar Of Wakefield can be seen as a philosophical text on the nature of ethics, virtue, and honour. It is very edifying without being overly didactic. It can also be seen as a modern version of the Book Of Job from the Old Testament. The trials and tribulations heaped upon the old vicar are quite astounding, and they increase throughout the book.

    The story keeps increasing pace until the very end, which contains a climactic denouement as satisfying as any found in Dickens. This is the sort of book one might possibly read more than once, especially as one grows older and naturally more contemplative. I do not see young readers enjoying this: they are too young and have not lived enough to appreciate the wit and poignancy of Goldsmith. This is a book for a more mature and world-wise person, someone who has experienced enough of life to understand the importance of Goldsmith's topics. So, in summary, I found it brilliant but only for people who enjoy reading philosophy and ethics. There is a superb little twist in the tale but I fear the action-hungry reader will never be able to reach the end.

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    Ramnagel said on Dec 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finito di rileggere il 25 giugno 2013

    Questa rilettura dopo tanti anni ha giovato sia a me che al Vicario :-)

    Certo, bisogna fare sin dall'inizio un piccolo sforzo di contestualizzazione e storicizzazione, ma poi il romanzo di Goldsmith ripaga c ...(continue)

    Finito di rileggere il 25 giugno 2013

    Questa rilettura dopo tanti anni ha giovato sia a me che al Vicario :-)

    Certo, bisogna fare sin dall'inizio un piccolo sforzo di contestualizzazione e storicizzazione, ma poi il romanzo di Goldsmith ripaga con momenti di pura delizia.

    Romanzo ironico e divertente, a tratti anche avventuroso e picaresco, in cui sono presenti tutti i tipici "topoi" del romanzo del Settecento inglese, moraleggiante ma in misura più che accettabile, alcune pagine esilaranti; romanzo in cui la fiera della vanità è descritta e stigmatizzata con severità bonaria (niente a che vedere con le fustigazioni sarcastiche di Thackeray), rovesci di fortuna e colpi di scena che sono tali solo per i personaggi del romanzo ma non per il lettore (a cui l'autore ha riservato un posto in prima fila e che è dunque messo in grado di capire dove andranno a parare le situazioni molto prima dei protagonisti), un finale che a guardar bene è molto meno scontato di quanto possa apparire a prima vista.

    Goethe ne era entusiasta (ma tra gli estimatori del "Vicario" troviamo anche George Eliot, Dickens e il nostro Manzoni), e leggendo il libro si comprende bene il perché.

    ==========================
    Letto secoli fa (la copia cartacea che posseggo è in realtà quella della deliziosa Biblioteca Romantica Mondadori diretta da Borghese, con copertina telata verde) e della prima lettura avevo un ricordo buono ma molto sfocato. Lo sto rileggendo adesso in eBook

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    Gabrilu said on Jun 24, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    però lo vorrei, un Charles piccolo piccolo da tenere sulla scrivania. mette di buonumore.

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    Bianca Rita Cataldi said on Mar 31, 2013 | Add your feedback

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