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Il bacio della vedova

Di

Editore: Aìsara

4.0
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 886104056X | Isbn-13: 9788861040564 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Barbara Anzivino

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Maxence sta per baciare la Vedova, sta per essere ghigliottinato. A poche ore dall’esecuzione ripercorre nella mente gli avvenimenti che lo hanno condotto fino a quel punto. La sua condanna è già scritta, il suo destino corre inesorabilmente verso la fine, ma il racconto trascina il lettore in un complicato intreccio di vicende alla scoperta del vero motivo della sua condanna, fino alla rivelazione finale.
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  • 4

    “Il dado era tratto. Aveva perso”

    Maxence sta per ricevere “il bacio della Vedova”, cioè sta per essere ghigliottinato. Non conosciamo nulla di lui, se non la gamma dei sentimenti che prova durante il breve percorso che lo conduce verso la Vedova.
    Dopo il racconto della tragica fine di Maxence, la narrazione diventa rapida e crud ...continua

    Maxence sta per ricevere “il bacio della Vedova”, cioè sta per essere ghigliottinato. Non conosciamo nulla di lui, se non la gamma dei sentimenti che prova durante il breve percorso che lo conduce verso la Vedova. Dopo il racconto della tragica fine di Maxence, la narrazione diventa rapida e cruda, trascinandoci dentro l'azione e la psicologia dei protagonisti, sviluppando gli avvenimenti e le ragioni che hanno condotto Maxence a meritarsi la condanna a morte, e per farlo ci porta nei bassifondi di una Parigi notturna e piovosa, tra bistrot, poliziotti duri, ragazze all'apparenza ingenue, e ci racconta una storia di squallore, grettezza e miseria. Ma protagonista di questa storia è anche l'ineluttabilità del proprio destino. Forse è per questo motivo che il romanzo incomincia rivelandoci l’epilogo della vicenda: questo toglie suspense al racconto, ma lascia intatta la curiosità di scoprire perché Maxence fa quella fine. Così, pagina dopo pagina, in un crescendo di partecipazione, ci troviamo a sperare che Maxence non riconosca quella persona che vede passare, oppure che non imbocchi proprio quella via ma la successiva, che non entri proprio in quel bar... E proseguendo nella lettura ci scopriamo a combattere tra la coscienza di quello che è già accaduto e la speranza che, a dispetto di tutto, non smette di sperare. Davvero una bella scoperta André Héléna, un autore che consiglio e di cui approfondirò la conoscenza.

    Maxence era rimasto seduto sul letto, a testa bassa. Non riusciva ancora a stabilire una frontiera tra il sogno e la realtà. Era stato strappato troppo velocemente a quel sogno ottimista. Perciò non voleva crederci. Non era possibile, andiamo, non gli avrebbero tagliato la testa! C’era ancora speranza, si poteva ancora fare qualcosa! Un miracolo, Dio mio, un miracolo! Potevano succedere cose straordinarie, una guerra, una rivoluzione, la prigione presa d’assalto, un rimorso del Presidente, un ammutinamento dei detenuti! Ma non questo, Signore, non questo; voleva vivere! Ma più sperava in un cataclisma che lo salvasse, più si rendeva conto che non c’era nulla da fare. Il dado era tratto. Aveva perso.

    Dopo tanta angoscia per il povero Maxence dovevo tornare a respirare, e l’ho fatto con una delle più belle canzoni francesi di sempre.

    http://youtu.be/fd_nopTFuZA

    ha scritto il 

  • 4

    Decisamente non lo metterei fra i miei romanzi preferiti di Héléna, comunque è sempre un noir più che dignitoso e dal ritmo pressante come è abitudine dell'autore francese. Baciare la vedova, nel gergo della mala, significa mettere il collo sulla ghigliottina e la parte più suggestiva del libro è ...continua

    Decisamente non lo metterei fra i miei romanzi preferiti di Héléna, comunque è sempre un noir più che dignitoso e dal ritmo pressante come è abitudine dell'autore francese. Baciare la vedova, nel gergo della mala, significa mettere il collo sulla ghigliottina e la parte più suggestiva del libro è proprio la descrizione iniziale dei preliminari dell'esecuzione: il libro comincia dall'epilogo (della vicenda: l'esecuzione di Maxence, il protagonista) che è in realtà il prologo del romanzo (la storia di come Maxence finisce per incontrare la "vedova"). Il fato ineluttabile, una serie di circostanze imprevedibili, una catena di azioni e reazioni, come sempre in Héléna, spinge i personaggi verso il compimento del loro destino: e tutti i passi del povero Maxence, uno dopo l'altro, lo conducono senza via di scampo al bacio della vedova.

    ha scritto il 

  • 4

    "Per un attimo aveva creduto che il passato non insegue un individuo, che non lo segna per sempre e che la vita è qualcosa che si può ricominciare, non è una partita di baccarà. Se uno volta la carta sbagliata, lo fa davvero, e per sempre."
    Altro romanzo molto intenso di André Héléna, scrittore n ...continua

    "Per un attimo aveva creduto che il passato non insegue un individuo, che non lo segna per sempre e che la vita è qualcosa che si può ricominciare, non è una partita di baccarà. Se uno volta la carta sbagliata, lo fa davvero, e per sempre." Altro romanzo molto intenso di André Héléna, scrittore noir dalle molteplici sfaccettature, che ci propone, senza filtri e senza pietà, l'uccisione di un uomo, proprio al principio del romanzo. (..) http://contornidinoir.blogspot.it/2012/04/andre-helena-il-bacio-della-vedova.html

    ha scritto il 

  • 5

    L'affascinante figura femminile della copertina, il titolo intrigante che mescola un po'le carte per disorientare meglio il lettore... Siamo a Parigi, il protagonista di questa storia, Maxence, sta per baciare la Vedova, sta per essere ghigliottinato. Così inizia questo romanzo di Héléna, con un' ...continua

    L'affascinante figura femminile della copertina, il titolo intrigante che mescola un po'le carte per disorientare meglio il lettore... Siamo a Parigi, il protagonista di questa storia, Maxence, sta per baciare la Vedova, sta per essere ghigliottinato. Così inizia questo romanzo di Héléna, con un'esecuzione imminente e i ricordi che affollano la mente del condannato. Tutta colpa della sorte avversa, e delle donne, quelle trappole umane che servono solo a mettere gli uomini nei guai. Sì, perché anche quando si fa di tutto per loro, queste alla fine ti mollano. E allora il bacio dell'amata si rivela tanto letale quanto quello della Ghigliottina... che inevitabilmente porterà Maxence a perdere la testa. Anche in questo romanzo, le ambientazioni parigine sono a dir poco meravigliose, quasi si trattasse di un quadro impressionista...

    ha scritto il 

  • 4

    Questo giallo del grande André Héléna mi è piaciuto fin dall’inizio, mi sono sentita “dentro” il dolore di Maxence che stava per essere ghigliottinato. Ma perché Maxence avrebbe dovuto baciare la vedova? La trama si snoda in un racconto di buon ritmo e non si trova alcun indizio del perché quest’ ...continua

    Questo giallo del grande André Héléna mi è piaciuto fin dall’inizio, mi sono sentita “dentro” il dolore di Maxence che stava per essere ghigliottinato. Ma perché Maxence avrebbe dovuto baciare la vedova? La trama si snoda in un racconto di buon ritmo e non si trova alcun indizio del perché quest’uomo debba essere giustiziato. L’ambientazione del romanzo è un piacere leggerla, grazie all’ottima descrizione di Héléna, ti sembra di percorrere le vie di una Parigi grigia e piovosa ma non per questo meno affascinante. Sicuramente sono accattivanti le figure di Bruno il siciliano I siciliani, lo sanno tutti, non sono persone come le altre. Hanno una concezione tutta loro del bene e del male. Più sono civili, più sanno diventare selvaggi… Mario Chilone il droghiere…le ragazze eccessivamente truccate, tutto fa parte di un quadro dove le pennellate dei colori a tratti hanno delle tonalità forti altri invece si attenuano. Seguire il filo narrativo è abbastanza semplice anzi piacevole. Dicono che quest’autore sia lo Scerbanenco francese..su questa affermazione non saprei che dire ma di sicuro posso condividere il fatto che sono entrambi dei Grandi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il boia si tolse i guanti e li buttò via. Non li usava mai due volte; il suo sembrava un gesto alla Ponzio Pilato.

    Fece qualche passo in avanti e si trovò davanti a degli enormi teli rossi come il tappeto che portava alla sua cella. Monsieur de Paris li scostò e Maxence vide, a due metri da lui, i bracci sanguinari della ghigliottina eretti nella notte. Lanciò un grido e fece un passo indietro. Il cappella ...continua

    Fece qualche passo in avanti e si trovò davanti a degli enormi teli rossi come il tappeto che portava alla sua cella. Monsieur de Paris li scostò e Maxence vide, a due metri da lui, i bracci sanguinari della ghigliottina eretti nella notte. Lanciò un grido e fece un passo indietro. Il cappellano alzò il crocifisso. Gli aiutanti spinsero Maxence con forza. Lui si trovò in piedi davanti a un'asse che gli arrivava alla gola. Questa volta urlò di terrore. Uno degli aiutanti lo prese per le spalle e lo spinse, mentre l'altro lo prendeva per i piedi e lo ribaltava. In quel momento la mannaia si azionò e cadde con un rumore sordo.

    A chi gli avesse detto che di li a breve avrebbe baciato la Vedova, Maxence probabilmente avrebbe rivolto uno sguardo incredulo e magari gli avrebbe riso in faccia. Baciare la Vedova..... ovvero andare alla ghigliottina. E' con un tragico epilogo che inizia questo bel noir di André Héléna; Maxence che sogna Anna-Martina, la donna che ama, Maxence che viene svegliato di soprasssalto dalla guardia carceraria, Maxence che beve fino a stordirsi, la testa di Maxence che rotola, gli occhi che sbattono per l'ultima volta, la bocca aperta e il corpo che si dibatte come la coda di una lucertola staccata di netto. Nelle 160 pagine successive a questo sconvolgente inzio, Héléna nel suo stile inconfondibile, elegante e duro nello stesso tempo, spiega chi è Maxence e ripercorre le sue ultime ore di vita scrivendo un romanzo sulle circostanze e la casualità, sul destino beffardo che si prende gioco delle vittime predestinate, mostrandogli un pezzetto di Paradiso per scaraventarle poi nell'Infermo più nero, sulla speranza di cambiare vita, di mettere un punto, di voltare pagina. Per un attimo aveva creduto che il passato non insegue un individuo, che non lo segna per sempre e che la vita è qualcosa che si può ricominciare. Che coglione! La vita non la si può mai ricominciare, non è una partita di baccarà. Se uno volta la carta sbagliata, lo fa davvero e per sempre. I giochi sono fatti. Ed è proprio a causa del suo passato che Anna Martina lo lascia, se lui fosse stato diverso, se il passato non lo avesse segnato in maniera indelebile, le cose sarebbero andate diversamente e magari non si sarebbe trovato a passeggiare da solo a Pigalle, non avrebbe incontrato il suo amico Robert il Lionese e probabilmente non sarebbe mai andato al ristorante di Le Halles e non avrebbe mai assistito all'esecuzione del suo amico. Se Robert il Lionese, dal canto suo, non fosse evaso dal carcere, non fosse andato a casa di Mario Chilone, negoziante italiano, padre della sua ex amante, e non gli avesse rubato la borsa piena di soldi, sicuramente Chilone non avrebbe contattato Bruno il siciliano chiedendogli di intervenire per tenere lontano Robert da sua figlia e perchè no, rientrare in possesso dei soldi che gli aveva rubato. Ed eccolo lì l'intrigo, ed ecco lì Maxence che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, quando un buco in fronte fa secco Robert davanti ai suoi occhi. Il vero colpo di genio è nel finale, nero come l'abisso, che lascia l'amaro in bocca. Perchè se da una parte è vero che sappiamo sin dall'inizio come andrà a finire, dall'altra, durante tutto il romanzo, non si intuisce minimamente il motivo percui Maxence verrà giustiziato. Una Parigi sferzata da un pioggia gelida che sembra entrare nelle ossa del lettore, fa da sfondo a questo bel noir, e ancora una volta mi ritrovo ad osannare lo stile di questo autore, la disinvoltura con cui affonda la lama e la capacità che ha di incantare il lettore con la sua semplicità. E ancora una volta grazie a Aisara per avermelo fatto conoscere.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Bacio della vedova - Di André Héléna
    http://thrillerpages.blogspot.com/2011/05/il-bacio-dell…
    Altra chicca, amici di thriller!! Mi piacciono molto questi libri di poche pagine ma di buon contenuto e buon ritmo. Questa volta Héléna, l'autore ci racconta la storia di Maxence, Un ragazzo che si ...continua

    Il Bacio della vedova - Di André Héléna http://thrillerpages.blogspot.com/2011/05/il-bacio-dell… Altra chicca, amici di thriller!! Mi piacciono molto questi libri di poche pagine ma di buon contenuto e buon ritmo. Questa volta Héléna, l'autore ci racconta la storia di Maxence, Un ragazzo che si trova decisamente nel posto sbagliato al momento sbagliato e nelle poche ore descritte dal libro, la sua vita si incrocia con altre lasciando il lettore sempre col punto di domanda..... Il libro inizia dalla fine, dando subito il titolo: "Il bacio della vedova" che altro non è che un sinonimo per dire ghigliottina, che sta per calare sulla testa del povero Maxence. "Il boia si avvicinò, afferrò la lastra per l'estremità e la fece precipitare giù. L'enorme massa della lama cadde con tutto il suo peso, sfiorando la lunetta della ghigliottina. Emile rabbrividì, forse era il freddo o l'inizio di un raffreddore. Ma non gli piaceva quel rumore, quel rumore sordo di testa tagliata che fa la mannaia mentre scende" Mario Chilone, un uomo Italo-Francese, è il padrone di una drogheria a Parigi, sposato, due figlie, né povero né ricco, insomma una persona normale, quella sera viene derubato in casa propria davanti agli occhi spaventati della famiglia di tutti i suoi risparmi da Robert , l'ex fidanzato di sua figlia che inoltre vuole rapinare . Chilone non è un'uomo coraggioso, anzi, a me è parso un po' viscido, vigliacco, tant'è che per riuscire a recuperare il suo denaro si rivolge a Bruno il Siciliano, un mafioso proprietario di un bistrot che usa da copertura per i suoi affari sporchi, nel quartiere Parigino di Pigalle. Nel frattempo Robert, evaso dal carcere da poche ore, incontra Maxence e gli spiega i suoi piani. Ma ancora non sa che lo scagnozzo di Bruno, Hector, il killer con gli occhi di ghiaccio, è già alle sue costole per fargli la pelle e recuperare il denaro della borsa...... Da qui c'è un susseguirsi di vicende e intrecci che porta tutti i personaggi nel baratro più totale! Un libro che parla di vecchie storie, di una vecchia Parigi piovosa e fredda, come sempre tratteggiando i personaggi in maniera perfetta, personaggi che decisamente riescono a prendere vita tramite la penna di Héléna, facendo provare al lettore le stesse emozioni dei protagonisti. Non cercate in questo libro scene da CSI o criminali onnipotenti, ne rimarrete delusi, ma per chi ama il noir classico e le belle atmosfere bé, non può non leggerlo!

    ha scritto il