Il bambino che sognava la fine del mondo

Di

Editore: Bompiani (Narratori italiani)

3.1
(515)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 295 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845262413 | Isbn-13: 9788845262418 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
“Correte. Mio padre sta uccidendo mia madre”. La telefonata arriva alla stazione di polizia alle due del mattino. A farla è un bambino biondo con due grandi occhi blu che fissano il vuoto. Ma la mamma gli toglie la cornetta dalle mani: non è vero, non è accaduto niente, suo figlio urla nel sonno, si aggira nella città nel cuore delle notte, suo figlio è sonnambulo. È un bambino che, notte dopo notte, sogna la fine del mondo. Trent'anni più tardi, un terribile sospetto scuote una città del Nord Italia: i bambini di una scuola materna accusano gli adulti di azioni orribili. Ben presto, propagato da giornali e televisioni come una pestilenza del nuovo millennio, il contagio della paura si allarga all'intero Paese. Tutta l'Italia si sente minacciata dal Male. In molti cominciano a sussurrare il nome del Diavolo. È in atto una cospirazione diabolica o si sta scatenando una caccia alle streghe? Nella stessa città, un professore universitario disilluso, legato a una donna che ama ma dalla quel non vuole figli, viene sollecitato da un grande giornale a condurre un'inchiesta sul caso che spaventa l'Italia. Lui oppone resistenza.. Ben presto, però, risucchiato dal gorgo della cronaca nera, dovrà scoprire quanto sia sottile la linea che separa la vittima dal carnefice, l'accusato dall'accusatore. E i terrori notturni di quel bambino che sognava la fine del mondo riemergeranno implacabili, almeno fino all'alba di una speranza.Antonio Scurati, dopo “Una storia romantica”, torna con forza all'oggi, ai temi e alle atmosfere de “Il sopravvissuto”. Con un romanzo costruito sulla testimonianza diretta dell'autore/personaggio, dà vita a una feroce critica del mondo dei media, ma anche al racconto commosso e partecipe, di una società regredita ai terrori dell'infanzia. E, affrontando a viso aperto la crisi di tutte le nostre istituzioni, l'università, la chiesa, la famiglia, la politica, ingaggia un corpo a corpo con i nostri fantasmi. I fantasmi e le speranze di un'umanità la cui unica e grande passione sembra essere ormai la paura.
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    Illeggibile. Non conoscevo Scurati e adesso che lo conosco ne farei volentieri a meno. Una scrittura pesante, prolissa, autocompiaciuta e autoreferenziale. Vorrebbe essere aulico ma risulta solamente ...continua

    Illeggibile. Non conoscevo Scurati e adesso che lo conosco ne farei volentieri a meno. Una scrittura pesante, prolissa, autocompiaciuta e autoreferenziale. Vorrebbe essere aulico ma risulta solamente ampolloso e strenuante.
    Non so se finirò questo libro, mi riservo di abbandonarlo con ignominia.

    ha scritto il 

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    Nelle prime 70/80 pagine non riuscivo a capire dove volesse andare a parare l'autore, quale fosse lo scopo del libro. Poi le cose si sono fatte più chiare e, quantomeno, ho ritrovato un filo logico. N ...continua

    Nelle prime 70/80 pagine non riuscivo a capire dove volesse andare a parare l'autore, quale fosse lo scopo del libro. Poi le cose si sono fatte più chiare e, quantomeno, ho ritrovato un filo logico. Noiosissimo il ricordo ossessionante e ripetitivo del narratore-bambino, senza che poi avesse un valore determinante per il racconto. Nel finale una grossa pena per quei genitori che mettono in gioco i loro figli per esaltare sè stessi.

    ha scritto il 

  • 2

    Buona l'idea di fondo, sicuramente da spunti di riflessione sui vari modi di porsi di fronte ad un grosso problema (pedofilia) soprattutto quando questo ti sfiora.....la scrittura nn mi ha per niente ...continua

    Buona l'idea di fondo, sicuramente da spunti di riflessione sui vari modi di porsi di fronte ad un grosso problema (pedofilia) soprattutto quando questo ti sfiora.....la scrittura nn mi ha per niente entusiasmato anzi a tratti risulta persino noiosa

    ha scritto il 

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    la storia - psicosi collettiva intorno a casi di presunta pedofilia, in pratica la storia di Rignano Flaminio riambientata a Bergamo - sarebbe interessante. ma la scrittura è greve, stolida, presuntuo ...continua

    la storia - psicosi collettiva intorno a casi di presunta pedofilia, in pratica la storia di Rignano Flaminio riambientata a Bergamo - sarebbe interessante. ma la scrittura è greve, stolida, presuntuosa, sciatta, sgrammaticata ("l'accusa era di ... averli abusati sessualmente"), ignorante (la prima che mi viene in mente: Sirio è detta stella del mattino). sembra lo stile di uno che abbia deciso a tavolino di fare lo scrittore (o che se lo sia visto imporre), senza averne i talenti. non si capisce se gli editor Bompiani si siano fatti un sonno, o se (ipotesi terrificante) siano dovuti intervenire tanto da non riuscire a star dietro a tutto, e le nefandezze rimaste siano solo quelle sfuggite al loro vaglio...

    ha scritto il 

  • 2

    Un saggio travestito da romanzo

    C'è una buona idea di fondo, ossia la grandezza della Storia la piccolezza della cronaca. Ma Scurati risulta pedante. Non riesce ad abbandonare la sua veste accademica e cerca di forzare la n ...continua

    C'è una buona idea di fondo, ossia la grandezza della Storia <versus> la piccolezza della cronaca. Ma Scurati risulta pedante. Non riesce ad abbandonare la sua veste accademica e cerca di forzare la narrazione a suo piacimento per dare lezioni sociologiche. La sua tesi è che l'uomo contemporaneo sia alienato da un atteggiamento di "presentismo"(cioè vive senza dare peso a passato e futuro) che si declina in "cronachismo". Quindi ci presenta una contemporaneità dove l'esistenza è tale nella misura in cui tv e giornali danno notizia di piccoli eventi e dove anche la finzione diviene il reale. Insomma, se si fosse limitato a scrivere un saggio per me avrebbe anche funzionato ma che questo sia un romanzo proprio no!!!!

    ha scritto il 

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    Stasera ho finito questo libro che nonostante l'argomento interessante, mette in luce come i pettegolezzi e i circoli mediatici possano rovinare delle vite e un'intera città, diventa molto pesante sof ...continua

    Stasera ho finito questo libro che nonostante l'argomento interessante, mette in luce come i pettegolezzi e i circoli mediatici possano rovinare delle vite e un'intera città, diventa molto pesante soffermandosi su dettagli del tutto superflui e spesso si concentra morbosamente sull'ambito sessuale. E' una vera peste quella che si descrive nel bergamasco e fa capire come le accuse di pedofilia siano come una peste che tutti contagia, come basta lanciarle per farsi prendere da isterismi di massa, dove persino il protagonista è presente. Argomento quindi di un certo livello ma affrontato male per me.

    ha scritto il