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Il bambino con i petali in tasca

Di

Editore: Piemme

3.6
(513)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 883848841X | Isbn-13: 9788838488412 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Social Science , Travel

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Descrizione del libro
Bombay, 1993. Chamdi ha dieci anni e vive alle porte della città, lontano dagli scontri tra induisti e musulmani che infiammano le strade, dalle moschee bruciate e dai negozi svaligiati. La sua non e una vera casa, è un orfanotrofio, perché i genitori lo hanno abbandonato quando era appena nato. Il suo mondo è fatto del colore acceso delle bouganvillee, delle canzoni, dei giochi e delle preghiere silenziose, perché arrivi qualcuno e lo porti via. Ma Chamdi ha un grande sogno, che Bombay si trasformi in un'altra città, la città senza tristezza: un luogo in cui i bambini possono giocare per le strade, perché le macchine e le bici non esistono, e in cui non ci sono figli senza genitori, perché chi abbandonerebbe mai il proprio bambino? Chamdi sa che quella degli orfani è una vita a metà, i loro occhi non splendono, hanno solo una luce presa in prestito; per questo sembrano tristi anche quando ridono. Così decide di andarsene, di partire alla ricerca del padre. Perdendosi nei vicoli sporchi e affollati, Chamdi fa amicizia con due bambini, Sumdi e Guddi, fratello e sorella, che per strada ci vivono fin dalla nascita. Decide di unirsi a loro, ma ben presto scopre che la vita dei ragazzi di strada non ha nulla a che fare con i giochi. Si deve elemosinare, rubare, picchiare se si vuole sopravvivere. Chamdi non crede di potercela fare, ma quando Guddi sarà in pericolo di vita, ferita gravemente da una bomba, scoprirà quanto sia fragile l'innocenza e forte l'amicizia.
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  • 4

    Il bambino con i petali in tasca - Anosh Irani

    Vorrei iniziare con la risposta dell’autore rilasciata durante un’intervista:

    Per questo la sua favola non ha un lieto fine?
    Non può esserci lieto fine, perché i bambini del romanzo non hanno possibilità di scegliere. Ma il fatto stesso che restino in vita è un segno di speranza. ...continua

    Vorrei iniziare con la risposta dell’autore rilasciata durante un’intervista:

    Per questo la sua favola non ha un lieto fine?
    Non può esserci lieto fine, perché i bambini del romanzo non hanno possibilità di scegliere. Ma il fatto stesso che restino in vita è un segno di speranza.

    Nella periferia di Bombay si muovono i tre bambini protagonisti di questa triste storia, Chandri fuggito dall’orfanotrofio, nel quale era stato dieci anni prima, parte alla ricerca del padre, incontra la piccola Gumdi e il fratello Sumdi cresciuti nella strada, sfruttati da un uomo al quale sono costretti a dare una parte delle elemosine che riescono a racimolare durante la giornata.

    Come dice l’autore questi, e molti altri bambini, non hanno scelta, difficilmente riusciranno ad uscire da una vita di miseria e la loro libertà sarà purtroppo un sogno irraggiungibile.

    Valutazione positiva.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia parte lenta ed inizialmente non coinvolge molto.Non mi è piaciuto lo stile di scrittura troppo frammentato.Frasi corte,ripetizioni di soggetti.Poi ad un certo punto la storia decolla e rapisce il lettore.Sostanzialmente,quindi un giudizio positivo,anche se qualche neo c'è.Sopratutto non ...continua

    La storia parte lenta ed inizialmente non coinvolge molto.Non mi è piaciuto lo stile di scrittura troppo frammentato.Frasi corte,ripetizioni di soggetti.Poi ad un certo punto la storia decolla e rapisce il lettore.Sostanzialmente,quindi un giudizio positivo,anche se qualche neo c'è.Sopratutto non ho capito perché la traduttrice lasci molti termini in lingua originale.Sono stato diverse volte in India e di alcuni conosco il significato,ma non di tutti e spesso questo preclude la completa comprensione del testo.E' vero che molti termini sono intraducibili in una sola parola,ma una nota esplicativa a fondo pagina non avrebbe guastato.Questo comunque non è un demerito dell'autore che ci dipinge una storia dura e triste,lasciando però intravedere un barlume di speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    Chamdi ha 10 anni e vive in un orfanotrofio alle porte di Bombay, lontaqno dagli scontri tra induisti e musulmani che infiammano le strade. Il suo mondo è fatto del colore acceso delle bouganville, dei giochi e delle preghiere silenziose perchè qualcuno arrivi e lo porti via. Chamdi ha un grande ...continua

    Chamdi ha 10 anni e vive in un orfanotrofio alle porte di Bombay, lontaqno dagli scontri tra induisti e musulmani che infiammano le strade. Il suo mondo è fatto del colore acceso delle bouganville, dei giochi e delle preghiere silenziose perchè qualcuno arrivi e lo porti via. Chamdi ha un grande sogno: vede Bombay trasformata in una città senza tristezza, dove i bambini giocano per le strade e non ci sono figli senza genitori. Perchè lui sa che quella degli orfani è una vita a metà, i loro occhi hanno solo una luce presa in prestito: per questo sembrano tristi anche quando ridono.
    E un giorno Chamdi decide di partire alla ricerca del padre, in tasca alcuni petali di bouganville. Perdendosi per i vicoli sporchi e affollati, fa amicizia con due bambini, Sumdi e la sorella Guddi, che per strada ci vivono fin dalla nascita. E in breve si trova a chiedere l'elemosina al servizio di un bandito senza pietà. Eppure Chamdi non vuole abbandonare i suoi sogni. E presto scoprirà quanto sia fragile l'innocenza, ma forte l'amicizia.

    Questo libro è parecchio triste, soprattutto da quando Chamdi lascia l'orfanotrofio. Infatti, da quel momento si ritroverà a fare i conti la dura realtà che sta al di fuori dell'orfanotrofio. Comunque consiglio la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Sapori e storie dall'India

    Amando molto il sub continente indiano, scrivo la mia recensione già influenzata dai sapori e gli odori che escono da questo libro. Una storia di amici a tra le strade di Bombay, storie di povertà e fame, di sfruttamento e amore, di soldi e macis. La storia di un orfanello che decide di ...continua

    Amando molto il sub continente indiano, scrivo la mia recensione già influenzata dai sapori e gli odori che escono da questo libro. Una storia di amici a tra le strade di Bombay, storie di povertà e fame, di sfruttamento e amore, di soldi e macis. La storia di un orfanello che decide di lasciare l'organo trofico per scoprire il mondo della strada. L'amicizia con una famiglia che vive per strada e che solo un furto impossibile e sbagliato può cambiare il corso di una vita già segnata... Ma lo scoppio di bomba cambierà il corso del libro..

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro mi è stato regalato da mio zio!Lui ha davvero buon gusto nella scelta dei libri!avendo viaggiato molto ne ha moltissimi..e tra tutti mi ha regalato questo! Un libro molto coinvolgente..
    Una storia un po' triste ma che purtroppo rispecchia la realtà di molti bambini che ...continua

    Questo libro mi è stato regalato da mio zio!Lui ha davvero buon gusto nella scelta dei libri!avendo viaggiato molto ne ha moltissimi..e tra tutti mi ha regalato questo! Un libro molto coinvolgente..
    Una storia un po' triste ma che purtroppo rispecchia la realtà di molti bambini che vivono in zone del mondo a dir poco terrificanti..dove son dalla tenera età vengono istruiti su come uccidere le persone..bambini dotati di vere armi..non come i bambini che vediamo noi che fanno la guerra con le armi giocattolo di plastica..quella è la loro realtà!..

    ha scritto il 

  • 4

    "Volerò sopra il mare come un uccello imbattibile e non mi fermerò mai."

    Un bambino che vive in un orfanotrofio desidera ardentemente ritrovare il padre che lo ha abbandonato alla nascita, inizia così per lui un'avventura per le strade di Bombay.
    Scoprirà una città dove la povertà re ...continua

    "Volerò sopra il mare come un uccello imbattibile e non mi fermerò mai."

    Un bambino che vive in un orfanotrofio desidera ardentemente ritrovare il padre che lo ha abbandonato alla nascita, inizia così per lui un'avventura per le strade di Bombay.
    Scoprirà una città dove la povertà regna sovrana, fatta di bimbi che vivono per le strade facendo l'elemosina, vite costellate di disgrazie e infelicità, lotte religiose tra indù e musulmani, dove a rimetterci sono sempre i più deboli, una realtà cruda, pesante, che a tratti mi è risultata difficile da accettare.
    "E' veramente possibile vivere così?", questa domanda mi ha danzato nella mente durante tutta la lettura del libro ed alla quale non ho trovato risposta, non sono riuscita a capire perchè ancor oggi esistano queste tristi realtà dove chi ne soffre maggiormente sono i bambini.
    Chamdi sopravvive grazie alla sua grande forza di volontà e perchè sogna un mondo migliore dove non esistano persone cattive e dove si può trovare cibo senza difficoltà. Dovrebbero leggerlo i ragazzi che vivono nelle nostre città, che hanno tutto e che non si accontentano mai!
    "Chamdi vorrebbe chiedergli di Bombay, del perchè non si vedono colori, canzoni, facce sorridenti, effusioni. Ma poi si dice che è in città da troppo poco tempo. Prima o poi si imbatterà di certo in qualcosa che assomiglia al luogo della sua fantasia."
    "Chamdi si chiede quante lingue esistano al mondo. Un giorno lui creerà la sua. E' un pensiero che gli mette allegria. Inventerà parole positive, che fanno solo bene e non feriscono mai anche se non è certo che sulla terra ci siano persone abbastanza forti da saper usare parole di bellezza. Creerà una lingua che non contempla il NO. Allora sì che le sue richieste di cibo sortiranno sempre l'effetto desiderato."

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di un bambino che scappa dall'orfanotrofio alla ricerca del padre che l'ha abbandonato. Ben presto scopre di essere prigioniero, non più dell'orfanotrofio rassicurante, ma di un'intera città, popolata da mendicanti, ladri, negozianti, poliziotti corrotti. Pagina dopo pagina, la sua innocen ...continua

    Storia di un bambino che scappa dall'orfanotrofio alla ricerca del padre che l'ha abbandonato. Ben presto scopre di essere prigioniero, non più dell'orfanotrofio rassicurante, ma di un'intera città, popolata da mendicanti, ladri, negozianti, poliziotti corrotti. Pagina dopo pagina, la sua innocenza viene intaccata e i suoi sogni arrivano a spegnersi, quando si trova coinvolto in qualcosa di terrificante...

    ha scritto il 

  • 4

    "Volerò sopra il mare come un uccello imbattibile e non mi fermerò mai."

    Un bambino che vive in un orfanatrofio desidera ardentemente ritrovare il padre che lo ha abbandonato alla nascita, inizia così per lui un'avventura per le strade di Bombay.
    Scoprirà una città dove la povertà regna sovrana, fatta di bimbi che vivono per le strade facendo l'elemosina, vite c ...continua

    Un bambino che vive in un orfanatrofio desidera ardentemente ritrovare il padre che lo ha abbandonato alla nascita, inizia così per lui un'avventura per le strade di Bombay.
    Scoprirà una città dove la povertà regna sovrana, fatta di bimbi che vivono per le strade facendo l'elemosina, vite costellate di disgrazie e infelicità, lotte religiose tra indu e musulmani, dove a rimetterci sono sempre i più deboli, una realtà cruda, pesante, che a tratti mi è risultata difficile da accettare.
    "E' veramente possibile vivere così?", questa domanda mi ha danzato nella mente durante tutta la lettura del libro ed alla quale non ho trovato risposta, non sono riuscita a capire perchè ancor oggi esistano queste tristi realtà dove chi ne soffre maggiormente sono i bambini.
    Chamdi sopravvive grazie alla sua grande forza di volontà e perchè sogna un mondo migliore dove non esistano persone cattive e dove si può trovare cibo senza difficoltà, dovrebbero leggerlo i ragazzi che vivono nelle nostre città che hanno tutto e che non si accontentano mai!
    "Chamdi vorrebbe chiedergli di Bombay, del perchè non vi vedono colori, canzoni, facce sorridenti, effusioni. Ma poi si dice che è in città da troppo poco tempo. Prima o poi si imbatterà di certo in qualcosa che assomiglia al luogo della sua fantasia."
    "Chamdi si chiede quante lingue esistano al mondo. Un giorno lui creerà la sua. E' un pensiero che gli mette allegria. Inventerà parole positive, che fanno solo bene e non feriscono mai anche se non è certo che sulla terra ci siano persone abbastanza forti da saper usare parole di bellezza. Creerà una lingua che non contempla il NO. Allora sì che le sue richieste di cibo sortiranno sempre l'effetto desiderato."

    ha scritto il 

  • 3

    Buon libro

    Letto quasi tutto d'un fiato.
    Scrittura da "best seller", veloce, realista, cruda.
    Chamdi è un "privilegiato".
    Dorme in un letto, sa leggere e scrivere e mangia la sua razione di riso giornaliera.
    E' stato abbandonato in un orfanotrofio a Bombay e ha un sogno, anzi due: Vo ...continua

    Letto quasi tutto d'un fiato.
    Scrittura da "best seller", veloce, realista, cruda.
    Chamdi è un "privilegiato".
    Dorme in un letto, sa leggere e scrivere e mangia la sua razione di riso giornaliera.
    E' stato abbandonato in un orfanotrofio a Bombay e ha un sogno, anzi due: Vorrebbe trasformare Bombay in una città senza tristezza e vorrebbe trovare suo padre.
    Decide quindi di fuggire ma si scontra subito con la maledetta quotidianità di una città dalle tante anime..
    Temi scottanti, alcuni passaggi belli e riflessivi.

    "Lo sai che cos'è l'ingiustizia?
    Io.. sì.
    Spiegamelo.
    Se una persona buona soffre, è sbagliato."

    Un libro che tutto sommato consiglio!
    Voto: 7

    ha scritto il 

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