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Il bambino con il pigiama a righe

Di

Editore: Rizzoli (BUR Extra)

4.1
(7198)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Galego , Chi tradizionale , Spagnolo , Olandese , Giapponese , Basco , Portoghese , Russo , Ceco

Isbn-10: 8817022535 | Isbn-13: 9788817022538 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Patrizia Rossi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Children , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.
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  • 4

    Me encantó la forma que ha tenido el autor de redactar el libro, a través de un niño de corta edad. Aunque en el libro, el niño confunde los nombres, los adultos sabemos perfectamente a que ...continua

    Me encantó la forma que ha tenido el autor de redactar el libro, a través de un niño de corta edad. Aunque en el libro, el niño confunde los nombres, los adultos sabemos perfectamente a que conflicto se refiere. Por lo demás, es un libro corto, fácil de leer y que consigue conmover a cualquiera que lo lee.

    ha scritto il 

  • 0

    che libro meraviglioso! lo consiglio ai più grandi. credo sia una dei migliori libri che ho letto...la semplicità di qualcuno che non capisce e l'ignoranza di quelle terribili persone. commovente ...continua

    che libro meraviglioso! lo consiglio ai più grandi. credo sia una dei migliori libri che ho letto...la semplicità di qualcuno che non capisce e l'ignoranza di quelle terribili persone. commovente ma davvero bello

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un libro toccante.. Il punto di vista è quello di Bruno, bambino di 9 anni figlio di un soldato delle SS appena diventato comandante di Auschwitz. Bruno è un "ometto" che passa metà libro a ...continua

    Un libro toccante.. Il punto di vista è quello di Bruno, bambino di 9 anni figlio di un soldato delle SS appena diventato comandante di Auschwitz. Bruno è un "ometto" che passa metà libro a lamentarsi di quanto gli manchi Berlino, della sorella che considera un caso disperato, del tenente Kotler, di tutto ciò che gli sta attorno. Lamenti comprensibili ma che dopo un pò annoiano, forse per farti avvicinare un pò allo stato d'animo del protagonista. Ciò che spicca è la mancanza di un rapporto con i genitori, il padre è spesso assente ed è una figura temuta con la sua divisa decorata e inamidata, la madre impegnata a fare riposini dopo aver bevuto.. Annoiato a morte, Bruno decide di andare in esplorazione seguendo il reticolato che divide la sua casa dal campo di concentramento e conosce Shmuel, un bambino ebreo della sua età che diventerà il suo migliore amico. Nei loro incontri quotidiani trascorsi a chiacchierare si nota la differenza del percorso di vita, Bruno parla della sua casa a 5 piani che ha dovuto lasciare, mentre Shmuel racconta di aver vissuto con 11 persone nello stesso ambiente, vengono narrate le differenze nel viaggio fatto per arrivare ad Auschwitz. I racconti tristi del povero Shmuel non sembrano toccare Bruno, che appare davvero superficiale a confronto di quel bambino che ha già conosciuto atroci sofferenze in un'età in cui bisognerebbe solo correre e giocare. Il finale è orribile, mi ha sconvolto.. Non mi sarei mai aspettata un finale così, andando avanti nella lettura me ne ero immaginata diversi : 1) Bruno non torna a dire addio all'amico per via della pioggia 2) Bruno entra nel campo di concentramento ma non riesce a tornare per qualche motivo dall'altra parte del reticolato ed è costretto a vivere tra gli ebrei (senza morire) svelando la sua identità senza essere creduto dai soldati che lo abbandonano al suo destino 3) Un soldato vede Bruno sgattaiolare via dal campo, gli spara e lo uccide. E invece no. Il destino vuole che lui si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ti lascia davvero con l'amaro in bocca. A pensarci sembra il libro "L'amico ritrovato", un'amicizia negata ma poi difesa fino alla morte...... Bello, anche se orribile. Non vedo l'ora di vedere il film.

    ha scritto il 

  • 0

    una bella storia, ma alcune cose sono proprio surreali: un bambino che non sa chi siano gli ebrei? eddai! passi che non sappia cosa sia Aushwitz, ma gli ebrei? questa è una pecca un po' grossolana a ...continua

    una bella storia, ma alcune cose sono proprio surreali: un bambino che non sa chi siano gli ebrei? eddai! passi che non sappia cosa sia Aushwitz, ma gli ebrei? questa è una pecca un po' grossolana a mio avviso!

    ha scritto il 

  • 4

    文字淺白,具電影感的故事,即使猜到故事發展,但仍然深深打動人心。 納粹集中營故事,單用側寫已叫人痛心。 "Bruno's eyes opened wide and his mouth made ...continua

    文字淺白,具電影感的故事,即使猜到故事發展,但仍然深深打動人心。 納粹集中營故事,單用側寫已叫人痛心。 "Bruno's eyes opened wide and his mouth made the shape of an O." "Just because a man glances up at the sky at night does not make him an astronomer, you know."

    ha scritto il 

  • 0

    A mio parere questo libro è eccezionale nella sua semplicità: mostra l’orrore dell’olocausto dal punto di vista del figlio di un comandante delle SS, che, in quanto bambino, non vede malvagità ...continua

    A mio parere questo libro è eccezionale nella sua semplicità: mostra l’orrore dell’olocausto dal punto di vista del figlio di un comandante delle SS, che, in quanto bambino, non vede malvagità nelle azioni del padre e non comprende a pieno ciò che sta accadendo intorno a lui. A narrare la storia è Bruno, un bambino di 9 anni, che si trasferisce con la propria famiglia in un luogo particolare che lui chiama “auscit”. Dalla finestra della sua cameretta il bambino vede degli uomini, all’interno di un recinto, tutti vestiti allo stesso modo: con un pigiama a righe. Questi uomini incuriosiscono Bruno, ma gli viene proibito di avvicinarcisi. Durante una delle sue “esplorazioni” incontra Shmuel, un bambino che vive dall’altra parte della rete e che indossa il pigiama a righe, con il quale nascerà un’amicizia. Ho letto molte recensioni negative riguardanti questo libro, ma secondo me ogni scelta fatta dall’autore è azzeccata. Il libro è stato scritto per i bambini, per avvicinarli agli orrori della Seconda Guerra Mondiale e dell’olocausto. Auschwitz è il campo di concentramento più noto e in quanto tale perfetto per fare da scenario a questa storia. Provate a storpiare, come farebbe un bambino, il nome di qualsiasi altro campo di sterminio, l’impatto sui piccoli lettori non sarebbe lo stesso. Se poi vogliamo parlare del linguaggio mi pare ovvio che se a parlare è un bambino di nove anni il linguaggio sarà quello di un bambino di nove anni.

    Detto questo non me la sento di dare delle stelle a questo libro perché ritengo che l’argomento trattato sia talmente importante da non potersi riassumere con una valutazione così povera di personalità.

    ha scritto il 

  • 4

    El niño con el pijama de rayas

    Aspalditxo naukon i-bookean sartuta baina jakinda tristetxua zala, nagikeixia sartzen jaten irakurten hasteko. Halako baten hasi nitzen ta ez naz garbatu. El "pricipito"n idaztankera beretxua dauko ...continua

    Aspalditxo naukon i-bookean sartuta baina jakinda tristetxua zala, nagikeixia sartzen jaten irakurten hasteko. Halako baten hasi nitzen ta ez naz garbatu. El "pricipito"n idaztankera beretxua dauko baina oso ona da. Samurra kontetan, zuzena... Liburuen nacixen familixa bat kontzentraziño zelai batera faten da bertan honeik dielako zelaiko arduradun. Mutikuan bizipenak eta zelai hori ikusteko eta ulertzeko era agertzen da.Amaiera gogorra baina egokia. Zergatik ez?

    ha scritto il 

  • 0

    Appena finito di leggere. Forse non era il momento di leggerlo...andavo molto al rallentatore. Dal 10 capitolo è stato più scorrevole. L'unica cosa che mi ha colpito è stato la fine.

    ha scritto il 

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