Il bambino con il pigiama a righe

Di

Editore: Rizzoli (BUR Extra)

4.1
(7439)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Galego , Chi tradizionale , Spagnolo , Olandese , Giapponese , Basco , Portoghese , Russo , Ceco

Isbn-10: 8817022535 | Isbn-13: 9788817022538 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Patrizia Rossi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Il bambino con il pigiama a righe?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.
Ordina per
  • 3

    Lo sguardo di un bambino sugli orrori del passato.

    L’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò, durante la riunione tenutasi il primo novembre 2005, il 27 gennaio “Giornata internazionale della Memoria” per commemorare tutti coloro che, per colp ...continua

    L’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò, durante la riunione tenutasi il primo novembre 2005, il 27 gennaio “Giornata internazionale della Memoria” per commemorare tutti coloro che, per colpa del regime totalitario e repressivo instauratosi nella Germania nazionalsocialista a partire dal 1933, morirono a causa della...
    http://forestadicarta.altervista.org/il-bambino-con-il-pigiama-a-righe-john-boyne/

    ha scritto il 

  • 4

    Una piccola freccia nel cuore

    "Se comincerai a leggere questo libro,farai un viaggio.
    Un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno(ma questo non è un libro per bambini di nove anni).E presto o tardi arriverai con lui ...continua

    "Se comincerai a leggere questo libro,farai un viaggio.
    Un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno(ma questo non è un libro per bambini di nove anni).E presto o tardi arriverai con lui in un luogo circondato da un recinto.Di luoghi così al mondo ne esistono molti,ma speriamo che tu non ne conosca mai uno.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa volta sono approdata al libro dopo aver visto innumerevoli volte il film e volendo scoprire se esistevano delle differenze con esso. In realtà per chi ha visto o conosce il film esso segue pari ...continua

    Questa volta sono approdata al libro dopo aver visto innumerevoli volte il film e volendo scoprire se esistevano delle differenze con esso. In realtà per chi ha visto o conosce il film esso segue pari pari le tracce date dal libro.
    Questi narra la storia durante la seconda guerra mondiale della famiglia di Bruno e le vicende sono narrate dal suo punto di vista, attraverso gli occhi di un bambino di 9 anni che non capisce cosa gli accade attorno, che non riesce a capire perchè la sua vita deve cambiare e che non comprende che differenze ci sono tra lui e le persone che vede vivere al di la di una recinzione. La curiosità lo spingerà ad avventurarsi nel mondo che ormai lo circonda, inizierà un rapporto di amicizia candido e pulito (tipico dei bambini) con Shmuel un bambino ebreo che vive in un campo di concentramento e non saprà che la sua voglia di giocare, aiutare, esplorare, la sua curiosità sarà la causa della sua triste fine. Una storia toccante che non può lasciare indifferenti, una storia che fa comprendere come gli occhi di un bambino non potevano cogliere le differenze di razza tanto decantante dal popolo tedesco. Un bambino che una volta lasciati i suoi vestiti può essere tranquillamente non riconosciuto ed essere condotto a morte.
    Una lettura che fa riflette consigliata a tutti per avere un nuovo punto di vista della guerra.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo libro viene affrontato quest'argomento così importante in un modo così semplice che ti cattura. Essendo raccontato dal punto di vista di un bambino ovviamente la visione è diversa ma è davve ...continua

    In questo libro viene affrontato quest'argomento così importante in un modo così semplice che ti cattura. Essendo raccontato dal punto di vista di un bambino ovviamente la visione è diversa ma è davvero ben scritto secondo me. Il finale è straziante ma è giusto che sia così.

    ha scritto il 

  • 2

    Considerato l'argomento, che mi sta molto a cuore, non avrei potuto dire che non mi è piaciuto, ma appunto per il rispetto che porto al tema in questione ritengo che la vicenda storica sia stata molto ...continua

    Considerato l'argomento, che mi sta molto a cuore, non avrei potuto dire che non mi è piaciuto, ma appunto per il rispetto che porto al tema in questione ritengo che la vicenda storica sia stata molto trascurata e sottovalutata.
    Certo la storia è vista con gli occhi di un bambino di 9 anni che ignora cosa stia accadendo veramente, anche perché fa parte di una famiglia e una parte di mondo che tende a minimizzare il dramma che si sta consumando oltre il filo spinato, quindi non si può pretendere che lui lo capisca e lo condanni.
    Il finale mi ha lasciato a bocca aperta, piacevolmente stupita per la drammaticità che questa vicenda si meritava.

    ha scritto il 

  • 3

    Per apprezzare questo libro, occorre leggerlo con gli occhi di un ragazzino che non abbia ancora approfondito le tematiche relative al nazismo. Per tipo di scrittura, è chiaramente rivolto ad un targe ...continua

    Per apprezzare questo libro, occorre leggerlo con gli occhi di un ragazzino che non abbia ancora approfondito le tematiche relative al nazismo. Per tipo di scrittura, è chiaramente rivolto ad un target under 15; a tratti sembra di immergersi in una specie di favola o di racconto fanciullesco, stile 'Peter Pan'. Certo, soprattutto alla fine i toni si riveleranno piuttosto duri, ma d'altronde è assai difficile - se non impossibile - approcciarsi in altra maniera ad un tema così drammatico come il nazismo e l'olocausto, pur descrivendolo attraverso gli occhi di un bambino, con tutta l'ingenuità che ne consegue.

    ha scritto il 

  • 5

    Commovente

    Questo libro mi è piaciuto molto, ha un finale non scontato che lascia dentro un’angoscia non annunciata e non prevista ma che ci aiuta a non dimenticare il segno che questi fatti hanno lasciato all’u ...continua

    Questo libro mi è piaciuto molto, ha un finale non scontato che lascia dentro un’angoscia non annunciata e non prevista ma che ci aiuta a non dimenticare il segno che questi fatti hanno lasciato all’umanità. Ci fa capire che tutti hanno dei sogni da piccoli e che inizialmente siamo tutti uguali, ma a causa dei pregiudizi verso le religioni, il colore della pelle e le altre nazionalità, spingono l’uomo a disprezzare gli altri, e come in questo caso, persino ad uccidere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ma non è un libro per bambini

    Posso dirmi felice che mi abbiano obbligata a leggerlo al liceo. John Boyne racconta l'olocausto dal punto di vista di un bambino, ma non è un libro per bambini: troppi dettagli da cogliere, troppe sp ...continua

    Posso dirmi felice che mi abbiano obbligata a leggerlo al liceo. John Boyne racconta l'olocausto dal punto di vista di un bambino, ma non è un libro per bambini: troppi dettagli da cogliere, troppe spiegazioni lasciate alla conoscenza del lettore.
    Finale straziante, com'è giusto che sia.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per