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Il bambino della città ghiacciata

Di

Editore: Newton Compton

3.0
(125)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8854119830 | Isbn-13: 9788854119833 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Mattias Cocco , Martina Cocco , Kerstin Östgren

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Crime , Family, Sex & Relationships

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Descrizione del libro
Konrad Jonsson è un uomo a pezzi. Dopo che il suo più caro amico è stato ucciso non si è più ripreso dallo shock, e il lavoro al giornale è diventato un inferno dal quale vuole tenersi fuori. Ha ricominciato a bere, sta sperperando tutti i risparmi, la sua anima è vuota e fredda. Ha quasi toccato il fondo quando i suoi genitori adottivi vengono assassinati. Senza più legami, Konrad torna a Tomelilla, la piccola città del sud della Svezia dove aveva vissuto da ragazzo. Qui inizia a riflettere sulla propria vita e sul mistero che ha segnato la sua infanzia: la scomparsa di sua madre Agnes. Una donna sola, odiata e discriminata perché polacca. Da un giorno all'altro sparì senza lasciare traccia, e Konrad fu affidato a una famiglia di stretta osservanza religiosa, dove tutto ciò che era moderno era considerato tabù. E adesso è lui il principale sospettato per la morte dei genitori adottivi. Nel frattempo gli inquirenti concentrano le loro attenzioni anche su due giovani albanesi. Ma quale motivo potevano avere i due per uccidere la coppia di religiosi? Intanto nella città esplode la rabbia nei confronti del "diverso", il razzismo strisciante della popolazione va ad alimentare la violenza sotterranea che si annida nell'animo della città. Mentre la situazione precipita, Konrad trova degli indizi che lo riportano indietro nel tempo alla scomparsa di sua madre.


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  • 3

    Autore mai letto e nemmeno sentito. Ho comprato il libro perché mi ha colpito il titolo e la copertina. Un gialletto scritto bene, con stile sciolto e disinvolto. Non pesante, non scontato. Niente male per essere il suo primo romanzo. Romanzo d’esordio.

    ha scritto il 

  • 4

    La sorte ha voluto che dopo "Il profumo delle foglie di limone", leggessi totalmente a mia insaputa un altro libro che tratta anche di reduci nazisti.
    Ma, in questo caso, il giallo è veramente scritto bene. Nulla è lasciato al caso. Mi ha coinvolto. Adoro sempre più i giallisti nordici.

    ...continua

    La sorte ha voluto che dopo "Il profumo delle foglie di limone", leggessi totalmente a mia insaputa un altro libro che tratta anche di reduci nazisti.
    Ma, in questo caso, il giallo è veramente scritto bene. Nulla è lasciato al caso. Mi ha coinvolto. Adoro sempre più i giallisti nordici.

    ha scritto il 

  • 3

    Indecisa se dargli 2 o 3 stelle, perchè non mi ha entusiasmato più di tanto. A me 'sti gialli nordici mi deludano sempre di più. Forse son troppo esigente? Forse ho interroto la lettura di questo libro troppe volte e riprendre il filo è stato complicato? Non lo so', so' solo che non è un grande t ...continua

    Indecisa se dargli 2 o 3 stelle, perchè non mi ha entusiasmato più di tanto. A me 'sti gialli nordici mi deludano sempre di più. Forse son troppo esigente? Forse ho interroto la lettura di questo libro troppe volte e riprendre il filo è stato complicato? Non lo so', so' solo che non è un grande thriller (alla Newton Compton non conosco altri termi???)

    ha scritto il 

  • 2

    Che pena

    Mamma mia che fatica. Ma così imparo la lezione: non basta essere scandinavo per scrivere un buon giallo. Qui non c'è nemmeno un'indagine. La storia si trascina per 350 pagine e si conclude in due paginette. Piattume totale. Mannaggia a me. Meno male che oggi inizio l'ultimo Indridason. Altra pas ...continua

    Mamma mia che fatica. Ma così imparo la lezione: non basta essere scandinavo per scrivere un buon giallo. Qui non c'è nemmeno un'indagine. La storia si trascina per 350 pagine e si conclude in due paginette. Piattume totale. Mannaggia a me. Meno male che oggi inizio l'ultimo Indridason. Altra pasta.

    ha scritto il 

  • 3

    non chiamatelo thriller!

    Ho impiegato circa un mese a leggerlo perchè è lento e farraginoso. Io ho una mia teoria : che in ogni libro, di qualsiasi genere, ci sia un elemento positivo, e, mal che vada, almeno descrive la vita quotidiana di un popolo, magari diverso e lontano. Così è anche per questo : ennesimo romanzo s ...continua

    Ho impiegato circa un mese a leggerlo perchè è lento e farraginoso. Io ho una mia teoria : che in ogni libro, di qualsiasi genere, ci sia un elemento positivo, e, mal che vada, almeno descrive la vita quotidiana di un popolo, magari diverso e lontano. Così è anche per questo : ennesimo romanzo svedese, scritto nemmeno troppo bene, che ci ribadisce che gli svedesi hanno grossi problemi con il razzismo. Per il resto è una ricerca della madre perduta, il protagonista per pagine e pagine ricorda la sua infanzia, non felice, e degli omicidi, a cui deve la catalogazione di thriller, non importa niente a nessuno.

    ha scritto il 

  • 3

    La cosa che mi ha colpito di più è che i personaggi, *tutti* i personaggi, macroscopicamente i principali ma perfino i secondari (anche Fatima, ma che dico, perfino la receptionist del commissariato di polizia) sembrano finti. Danno proprio l'idea di essere costruiti a tavolino, limati, inventati ...continua

    La cosa che mi ha colpito di più è che i personaggi, *tutti* i personaggi, macroscopicamente i principali ma perfino i secondari (anche Fatima, ma che dico, perfino la receptionist del commissariato di polizia) sembrano finti. Danno proprio l'idea di essere costruiti a tavolino, limati, inventati per la pagina: non ce n'è uno che sia vero e credibile in qualsiasi cosa faccia. E allo stesso modo (o in conseguenza di questo, chissà) anche la storia, pur non essendo di per sè particolarmente incredibile o inverosimile, si dipana in modo totalmente artefatto, fasullo.
    Ecco, tra tutti gli svedesi che affollano gli scaffali delle nostre librerie, probabilmente Olle ce lo potevamo risparmiare.

    ha scritto il 

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