Il bambino di Noè

Di

Editore: BUR Rizzoli ( Scrittori contemporanei)

4.1
(944)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8817012424 | Isbn-13: 9788817012423 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alberto Bracci Testasecca

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
1942: nel Belgio occupato dai nazisti, il piccolo ebreo Joseph, sette anni,viene affidato dai genitori a un sacerdote cattolico, padre Pons, che in una sorta di collegio accoglie sotto falso nome molti ragazzi ebrei. Joseph è sedotto dai riti cristiani come la messa a cui assiste per non destare sospetti, ma padre Pons non vuole che abbandoni la fede degli antenati. E gli svela un segreto: nella cripta della chiesa ha allestito di nascosto una sinagoga in cui ha raccolto oggetti di culto, libri, dischi con canti e preghiere yiddish. Come Noè, padre Pons si è costruito un'arca con la quale salvare il futuro del mondo. Dall'autore di "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano", un tributo all'amicizia, alla solidarietà e al coraggio.
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  • 4

    IL BAMBINO DI NOE'

    “ Quanti figli ha Noè? Se volessimo
    Usare un paradosso, non si potrebbe
    definire il padre di tutta l’umanità?”

    Anche in questo libro Éric-Emmanuel Schmitt, grande drammaturgo, scrittore, saggista, ...continua

    “ Quanti figli ha Noè? Se volessimo
    Usare un paradosso, non si potrebbe
    definire il padre di tutta l’umanità?”

    Anche in questo libro Éric-Emmanuel Schmitt, grande drammaturgo, scrittore, saggista, regista, traduttore e sceneggiatore belga, ci fa comprendere come lo scopo della sua scrittura sia quello di eliminare le distanze tra gli esseri umani, creando tolleranza e cercando di sopprimere le paure per le cose sconosciute. Ci riesce usando una fantasia lieve e poetica, che usa parole semplici e delicate per addentrarsi nella storia del piccolo Joseph che, con la recrudescenza in Belgio della persecuzione nazista verso gli ebrei, viene affidato dai genitori ad una famiglia di nobili prima e a un prete cattolico dopo perché abbia salva la vita.
    Nella Villa Gialla, l’Orfanotrofio diretto da Padre Pons, dove convivono bambini cristiani e bambini ebrei grazie a documenti falsi, opera della “bruttissima fuori” ma “bellissima dentro” farmacista del paese Madame Marcelle, detta “Perdio” per le sue esclamazioni, Joseph, nonostante la tragicità del momento, potrà vivere un periodo magico e felice, quello che lo formerà come uomo negli anni a venire.
    Una storia di amicizia, di solidarietà, di capacità di perseguire il bene, quella tra Joseph e il prete cattolico Padre Pons, dichiarato “Giusto delle Nazioni” dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme per aver incarnato, nel periodo nazista, il meglio dell’umanità salvando tanti ebrei a costo di mettere in pericolo la propria vita. Come un novello Noè, Padre Pons è colui che accoglie, colui che preserva dalla scomparsa le cose che il mondo vuole distruggere, difendendo la diversità culturale sempre consapevole che la varietà di idee, di religioni, di popoli, di razze, sia una ricchezza incommensurabile che deve essere difesa a spada tratta dal pensiero unico dominante che avanza e schiaccia tutto ciò che da esso è differente.
    Un libro delicato ma profondo, che si chiude sull’immagine emblematica di Joseph, che ormai cinquantenne ha deciso di abbracciare la stessa filosofia del suo amato e indimenticato mentore quando, recatosi in Israele a trovare l’amico Rudy con il quale aveva condiviso la tragedia della guerra, raccoglie da terra una kippa e una kefiah, pronunciando quelle parole di pace e di auspicio di bene che purtroppo, ancora adesso stiamo aspettando.
    “…Essere dalla parte di Israele non vuol dire approvare tutto ciò che decide Israele. Con i palestinesi bisogna fare pace. Hanno gli stessi diritti che hai tu di vivere qui. E’ anche la loro terra. Ci vivevano da prima che fosse deciso di farvi sorgere Israele. La storia stessa della nostra persecuzione dovrebbe portarci a usare per loro le stesse parole che noi per primi abbiamo atteso per secoli”

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un bambino belga ricercato dai nazisti, un prete che lo accoglie e protegge, un piccolo ebreo attratto dal cristianesimo, un cristiano maturo che difende ogni minoranza in pericolo.
    Consi ...continua

    Ingredienti: un bambino belga ricercato dai nazisti, un prete che lo accoglie e protegge, un piccolo ebreo attratto dal cristianesimo, un cristiano maturo che difende ogni minoranza in pericolo.
    Consigliato: a chi vuol insegnare l’educazione alla tolleranza e alla diversità nella vita civile, a chi vuol imparare la differenza tra amore e rispetto nella vita religiosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Racconta anni terribili con una levità ed una delicatezza unici. Condivido appieno le considerazioni finali sulla questione israelo-palestinese del protagonista ormai adulto. Purtroppo collezioni come ...continua

    Racconta anni terribili con una levità ed una delicatezza unici. Condivido appieno le considerazioni finali sulla questione israelo-palestinese del protagonista ormai adulto. Purtroppo collezioni come quelle di padre Pons sembrano destinate ad estinguersi solo con l'estinzione del genere umano.

    ha scritto il 

  • 2

    un pò troppo...

    abituata alla genialità di questo scrittore, che in poche pagine riesce ad aprire un mondo, questo libro mi sembra un pò fuori dalla sua graffiante scrittura, un pò troppo buonista, un pò troppo melen ...continua

    abituata alla genialità di questo scrittore, che in poche pagine riesce ad aprire un mondo, questo libro mi sembra un pò fuori dalla sua graffiante scrittura, un pò troppo buonista, un pò troppo melenso, un pò troppo...insomma diverso dal suo solito. E poco reale mi sembra il linguaggio di questo bambino di sette anni. E' vero che racconta un periodo terribile e che la storia (sicuramente vera perchè di tali esempi ne conosciamo altri) non si presta al suo solito accattivante humor/ironia, però non mi ha convinta.

    ha scritto il 

  • 4

    Il rischio di un libro sul tragico sfondo dell’olocausto, in cui, tra un prete cattolico che nasconde bambini ebrei e un bambino ebreo affidato alle sue cure, nasce un tanto improbabile quanto intenso ...continua

    Il rischio di un libro sul tragico sfondo dell’olocausto, in cui, tra un prete cattolico che nasconde bambini ebrei e un bambino ebreo affidato alle sue cure, nasce un tanto improbabile quanto intenso rapporto di amicizia, è quello di risultare eccessivamente buonista, difettuccio al quale Eric-Emmanuel Schmitt non è nuovo.

    E chissenefrega.
    La storia del piccolo Joseph, del suo amico Rudy, e dei coraggiosi padre Pons e la farmacista Mademoiselle Marcelle soprannominata “Sacrebleu” è dolcissima, intensa, e commovente.
    Quindi ben venga il buonismo di Eric-Emmauel Schmitt, che anche stavolta mi ha regalato una lettura breve, ma piacevole e densissima di emozioni.

    Oltre che di sagge parole, in un particolare periodo storico in cui è bene ricordare ogni tanto che la diversità di fede religiosa non può e non deve essere motivo d’odio.

    “- La paix, Rudy, la paix, c’est ce que nous a appris à souhaitter le père Pons.
    - Ne sois pas naïf, Joseph. Le meilleur moyen d’arriver à la paix, c’est souvent la guerre.
    - Je ne suis pas d’accord. Plus tu accumuleras de haine entre les deux camps, moins la paix deviendra possible.”

    ha scritto il 

  • 5

    Una breve e toccante storia che ci racconta,all'interno di un brutto periodo come quello dell'olocausto, una meravigliosa vicenda di umanità,amicizia, altruismo all'ennesima potenza. Eccezionale la fi ...continua

    Una breve e toccante storia che ci racconta,all'interno di un brutto periodo come quello dell'olocausto, una meravigliosa vicenda di umanità,amicizia, altruismo all'ennesima potenza. Eccezionale la figura di padre Pons che insegna l'importanza e il valore delle proprie origini.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro davvero bello e commovente non solo per la storia che racconta ispirata a fatti realmente successi (il salvataggio di alcuni bambini ebrei da parte di un sacerdote belga), ma per la descrizio ...continua

    Un libro davvero bello e commovente non solo per la storia che racconta ispirata a fatti realmente successi (il salvataggio di alcuni bambini ebrei da parte di un sacerdote belga), ma per la descrizione dei personaggi. Straordinaria la farmacista così anticlericale da arrivare a nascondere l'amore per il suo prossimo ma il personaggio che giganteggia è Padre Pons. Quello che colpisce non è solo il coraggio di salvare degli innocenti dall'Olocausto, ma l'immenso rispetto degli esseri umani e della loro religione. Il sacerdote non solo colleziona oggetti degli ebrei per salvarne la memoria, ma rispetta i bambini impedendo addirittura conversioni al cattolicesimo per lasciare a loro una scelta che in quel contesto non sarebbe di certo spontanea.
    Gran bel libro scritto in maniera magistrale.

    ha scritto il 

  • 5

    Das Kind von Noah

    Il mioglior libro sull'olocausto che io abbia mai letto racconta le vicissitudini di alcuni ragazzi e delle persone che rischieranno la propria incolumità e vita per salvarli dall'olocausto. I ragazzi ...continua

    Il mioglior libro sull'olocausto che io abbia mai letto racconta le vicissitudini di alcuni ragazzi e delle persone che rischieranno la propria incolumità e vita per salvarli dall'olocausto. I ragazzi approderanno in un istituto gestito da un prete che di giorno insegnerà loro I rudimenti del cristianesimo inserendoli in una comunità di ragazzi non ebrei e tacendo le loro vere origini anche instaurando turni per la doccia in modo che I non circoncisi non notion questo particolare insospettendosi. Nottetempo farà in modo di insegnare la culötura ebraica ai ragazzi in modo che non perdano le proprie radici e salvino la propria cultura dall'olocausto che presumibilmente ha cancellato le loro famiglie di origine e gran parte del loro popolo mentre si trovano in questa scuola

    ha scritto il 

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