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Il bambino indaco

Di

Editore: Einaudi

3.6
(341)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806210149 | Isbn-13: 9788806210144 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Children , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Forse non è così vero che l'istinto materno non sbaglia mai. A volte scegliamo di non dare peso a una piccola crepa, un'incrinatura impercettibile, che a poco a poco scalfisce, fino a squarciare. Così succede a Carlo, che all'improvviso si ritrova inerme «come chi è rimasto dalla parte sbagliata di un fiume dopo il crollo di un ponte». Perché Isabel, sua moglie, lotta contro i propri demoni nell'accanito inseguimento di una purezza assoluta. Che svuota, logora, annienta. Anche il loro bambino. Marco Franzoso ha scritto una storia attuale e sovversiva, che sfida molti luoghi comuni. Una storia dura raccontata in punta di penna, che non ti togli piú dalla testa.
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  • 4

    Bello e struggente questo piccolo libro che racconta una storia che colpisce duro, ti toglie il fiato e fa pensare.
    Nell’epoca delle “nuove “ tendenze alimentari, dove sempre più persone vivono il rap ...continua

    Bello e struggente questo piccolo libro che racconta una storia che colpisce duro, ti toglie il fiato e fa pensare.
    Nell’epoca delle “nuove “ tendenze alimentari, dove sempre più persone vivono il rapporto con il cibo come una religione fatta di riti e purificazioni, può succedere che qualcosa sfugga pericolosamente al controllo portando dalla normalità all’ossessione. Ed è questo che capita a Isabel, moglie e futura madre, che desiderosa di mettere al mondo un figlio speciale (indaco appunto) si attiene a tutta una serie di restrizioni alimentari che si traducono in breve in pericoli per la sua salute e per quella del bambino, che una volta nato non riuscirà a crescere adeguatamente perché privato di un giusto apporto calorico.
    “Mise da parte il libro, mi prese la mano e mi chiese di ascoltarla con la massima attenzione. Mi raccontò di asceti finlandesi che non toccavano cibo da anni e stavano benissimo, di guru pachistani che praticavano la levitazione del corpo come fosse la ginnastica più naturale del mondo. Parlò di fotosintesi e mi spiegò come le piante traessero dalla luce non solo l’energia per vivere ma anche il legno stesso di cui erano costituite. – La luce è materia - concluse soddisfatta come avesse dimostrato un complicato teorema matematico. Un teorema che riguardava anche lei. Soprattutto lei, perché da qualche settimana Isabel aveva smesso di ingerire cibi solidi. Si giustificava ripetendo che nel mondo tutto era contaminato, l’aria che respiravamo, l’acqua che bevevamo, e ovviamente il cibo che mangiamo. Ogni elemento che penetrava nel nostro corpo in un tempo oscuro come quello, di caduta vertiginosa verso il nulla occidentale, non faceva che inocularvi una dose letale di malattia che a breve ci avrebbe portati tutti alla morte. Fu così che scartando ogni giorno un nuovo cibo avvelenato, non le rimase più nulla di cui nutrirsi”
    Cosa può fare un marito, un padre per evitare una catastrofe annunciata?
    Il libro è si apre come un giallo, sulla scena del crimine e ripercorrere gli eventi che portano alla tragedia

    ha scritto il 

  • 4

    è una lama penetrante, un viaggio nell'animo fragile. Ogni pagina è un precipitare in un abisso non di fantascienza ma reale: una vita qualunque e un dolore latente. Amore estremo e dolore estremo...T ...continua

    è una lama penetrante, un viaggio nell'animo fragile. Ogni pagina è un precipitare in un abisso non di fantascienza ma reale: una vita qualunque e un dolore latente. Amore estremo e dolore estremo...Tutto inizia da un appuntamento al bui...un pò come le nostre scelte quotidiane...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Commovente, appassionante a tratti struggente. In questo libro si evince, in ogni sua parte, il potere di un amore (se così si può definire) malato, egoistico e borderline. Ma anche la forza e la tena ...continua

    Commovente, appassionante a tratti struggente. In questo libro si evince, in ogni sua parte, il potere di un amore (se così si può definire) malato, egoistico e borderline. Ma anche la forza e la tenacia di una donna matura che protegge il figlio e, nonostante tutto, salva la vita del nipote. Un amore incondizionato che supera ogni limite. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 2

    Poco incisivo

    Si legge in fretta, e lascia solo stupore per il poco spessore dei personaggi. Il padre buono ma debole, la madre perfida integralista, la nonna sceriffo che prende in mano la situazione e interviene ...continua

    Si legge in fretta, e lascia solo stupore per il poco spessore dei personaggi. Il padre buono ma debole, la madre perfida integralista, la nonna sceriffo che prende in mano la situazione e interviene là dove il padre non riesce a reagire.
    Dicono che il film sia molto bello: il regista deve aver fatto miracoli.
    Come sempre: due stelle uguale deludente.

    ha scritto il 

  • 0

    [..]se da una parte questa storia mi ha lasciato senza più alcuna attesa nei confronti della vita, dall'altra mi ha fatto comprendere che proprio questa assenza è il fine ultimo della vita.

    Non do stelline a questo libricino di Franzoso perché questa non è una storia da valutare, è una storia da assimilare per cercare di comprendere il comportamento di entrambi i protagonisti, madre e pa ...continua

    Non do stelline a questo libricino di Franzoso perché questa non è una storia da valutare, è una storia da assimilare per cercare di comprendere il comportamento di entrambi i protagonisti, madre e padre. Lascia un profondo sconcerto pensare a quell'amore materno, talmente distorto da portare il proprio bambino ad un passo dalla morte per fame, così come lascia sgomenti la passività del padre, incapace di reagire di fronte ad una situazione così drammatica. Riecheggia ancora nelle mie orecchie il pianto debole e quasi rassegnato del piccolo Pietro.
    Ottimo anche il film che ne hanno tratto.

    Tutto aveva una vibrazione per lei. Tutto aveva un senso, tutto aveva un ruolo nel percorso della redenzione e della purificazione, tutto stava per qualcos'altro e tendeva a qualcos'altro. Tutto doveva rientrare nel progetto di emancipazione dell'uomo dalla volgarità dell'esistente.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere questo libro si è rivelato faticoso, non perché sia difficile da comprendere, anzi la storia è molto scorrevole e io non ho avuto la forza di lasciarlo fino a quando non l'ho terminato. Fatico ...continua

    Leggere questo libro si è rivelato faticoso, non perché sia difficile da comprendere, anzi la storia è molto scorrevole e io non ho avuto la forza di lasciarlo fino a quando non l'ho terminato. Faticoso perché, mentre lo leggi non riesci a stare fermo e ti assale rabbia, angoscia, impotenza, sdegno e molte altre emozioni, tutte negative. Carlo e Isabel si conoscono, si innamorano, si sposano e scoprono di aspettare un bambino tutto alla velocità della luce. Per Carlo non è un problema bruciare le tappe, Isabel è la donna perfetta per lui e costruire una famiglia con lei è ciò che desidera. Isabel durante la gravidanza si impone un regime alimentare rigido, è convinta che ogni alimento sia contaminato e rappresenti un pericolo per lei e il bambino che porta in grembo. Già questo dovrebbe rappresentare un campanello d'allarme per Carlo, che invece non contesta la decisione della moglie. Quando il bambino nasce, le cose iniziano a complicarsi, anche lui viene sottoposto a questa specie di dieta ferrea e le conseguenze non sono positive nè per la salute del bambino nè per il rapporto tra moglie e marito che inizia a inclinarsi. Mi sono chiesta più volte durante la lettura cosa spinge una madre a comportarsi in questo modo, come non riesca a non accorgersi del male che sta infliggendo al suo bambino, come viva così scollegata dalla realtà che la circonda. Le intenzioni sono buone, il ragionamento di Isabel è prodotto dal movente di voler proteggere suo figlio. Possiamo però giustificare sempre tutto con il troppo amore? Non credo. Qui si tratta di una madre che mette in pericolo la vita del figlio, e di un padre che si accorge troppo tardi di ciò che accade e nel momento in cui deve agire, lo fa' con troppa cautela, prendendo tempo che non ha. Disturba leggere un libro come questo, dove ami la storia ma non puoi fare a meno di detestare i suoi protagonisti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Marco Franzoso

    Il bambino indaco è il romanzo del 2012 dal quale Saverio Costanzo ha tratto il (bel) film Hungry Hearts, uscito nel gennaio 2015. Il testo è breve, come una novella thriller, dove il thrilling è sopr ...continua

    Il bambino indaco è il romanzo del 2012 dal quale Saverio Costanzo ha tratto il (bel) film Hungry Hearts, uscito nel gennaio 2015. Il testo è breve, come una novella thriller, dove il thrilling è soprattutto psicologico. Ha i pregi necessari per fare dignitosamente parte di quel filone letterario: la compattezza delle idee e della scrittura, e un crescendo da incubo che ribalta la normalità dello scontato e del quotidiano; nello specifico, è il nido familiare a essere messo in discussione.

    Marco Franzoso pecca di una schematicità un po’ ingenua nella divisione dei ruoli, con i buoni da una parte (maschi, marito-padre e carabiniere buono) e le cattive dall’altra (femmine, madre sNatura e assistente sociale frustrata). Il personaggio di Isabel, giovane moglie e madre che improvvisamente palesa un disagio psichico pericoloso e incontrollabile, è caratterizzato attraverso l’ossessione per dottrine New Age e i disturbi dell’alimentazione, con un’ortoressia che si trasforma rapidamente in anoressia. Franzoso è bravo a non usare mai nessuna di queste parole, descrivendo però con puntiglio il fenomeno. Costruisce un ritratto di maternità disturbata interessante per le dinamiche che descrive: la donna da quando diventa madre è abbandonata a se stessa come se fosse infusa di un sapere magico, e ci si aspetta che sia l’unica responsabile della salute psicofisica propria e dei figli; nella storia di Franzoso è proprio Isabel ad affermare con convinzione granitica di sapere cosa è meglio per il suo bambino, e Carlo, marito e voce narrante, non riesce a controbattere a un argomento così universalmente condiviso, nemmeno di fronte all’evidente malnutrizione del suo pargolo.

    L’effetto di tensione disturbante del romanzo nasce proprio dalla contrapposizione tra Isabel e Carlo, dove Carlo, rappresentante di buon senso e razionalità, non è mai capace di trovare soluzioni efficaci. Franzoso sceglie di raccontare la vicenda in un lungo flashback, intervallato dalla cornice di una scena del delitto che è punto di partenza e di arrivo del romanzo, anticipando – forse troppo e forse inutilmente – gli esiti ovviamente tragici delle premesse narrate.

    Anche la contrapposizione suocera-nuora non è una scelta delle più originali, e l’epilogo ha parecchi vizi formali, a partire dall’improbabile leggerezza nella punizione dell’omicida. Franzoso qui cade ancora nel manicheismo che rovina parzialmente il romanzo, sottintendendo in modo non tanto velato che ai suoi personaggi non restavano altre opzioni al di fuori dell’uso della violenza.

    Il film Hungry Hearts è forse migliore, perché trova più sfumature nella psicologia di marito e moglie rendendo evidentissimo l’amore di Isabel per il figlio, e risolvendo quindi la vicenda con delle ambiguità che aprono interrogativi più interessanti (come ad esempio quale sia la reale pericolosità di Isabel per il bambino).

    ha scritto il 

  • 2

    tema: fate un breve riassunto di sta crocchia di luoghi comuni

    svolgimento: se incontri una che al primo appuntamento ordina un piatto di insalata E BASTA, scappa a gambe levate

    ha scritto il 

  • 4

    Quando ho sentito parlare per la prima volta di questo libro mi è venuta subito in mente una discussione su un forum tra mamme, in cui si affermava che il bambino indaco è un modo new age per definire ...continua

    Quando ho sentito parlare per la prima volta di questo libro mi è venuta subito in mente una discussione su un forum tra mamme, in cui si affermava che il bambino indaco è un modo new age per definire un bambino affetto da ADHD. In realtà il bel racconto di Franzoso descrive l'incubo di un'ossessione che non è poi così inverosimile. Il ritmo incalzante fa suscitare rabbia e nervosismo verso i protagonisti, forse perché, in fondo, persone come Isabel esistono, eccome, anche se per fortuna non sempre l'amore soffocante e distruttivo verso un figlio arriva a conseguenza così drammatiche.

    ha scritto il 

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