Il bambino nella neve

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Cos'è la memoria? Cos'è il passato? Cosa resta delle vite e delle morti di chi abbiamo amato, di chi ci ha dato la vita? Riflessioni universali, che diventano lancinanti quando si applicano al passato di un ebreo polacco e comunista, cresciuto nel do ...Continua
Dani Mela
Ha scritto il 20/04/18
Credo di aver imparato molto dalla lettura di “Il bambino nella neve”. Wlodek Goldkorn comincia raccontando la storia della sua famiglia, ebrei comunisti espulsi dalla Polonia nel 1968 con una valigia e cinque dollari a testa, e finisce con una visit...Continua
Ila Chiara
Ha scritto il 27/02/18
Sul tema Shoah ho letto libri migliori, questo l'ho trovato disordinato nei contenuti e a volte faceva davvero fatica a scorrere... In più, delle volte mi è sembrato eccessivamente polemico. Avevo davvero alte aspettative per questo testo e sono rima...Continua
Greg
Ha scritto il 19/02/18
Fedeli ai fantasmi
Un libro di difficile catalogazione, questo di Goldkorn: si colloca fra il memoir familiare, il resoconto di viaggi ed esperienze personali, la ricostruzione storica. In ogni caso, ricchissimo di informazioni pressoché sconosciute o dimenticate sulle...Continua
Cris
Ha scritto il 27/06/17
Libro importante ma davvero troppo nichilista: tra una buona lezione di storia e l'attualizzazione possibile che non si possa fare nient'altro con Auschwitz? Forse perché sono una docente e vivo costantemente in mezzo a chi ha poca memoria ma credo c...Continua
Giusy
Ha scritto il 06/06/17
Partecipa al Premio Asti d'Appello 2017

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Sidner
Ha scritto il May 12, 2016, 19:23
"Mai più Auschwitz". Per me sono parole prive di senso e contenuto: Auschwitz c'è stata, la Shoah c'è stata, dire "mai più" o "non permettete che si ripeta" significa costruire una specie di pedagogia della Shoah, cercare di trarre una lezione dalla...Continua
Pag. 132
Sidner
Ha scritto il May 12, 2016, 19:21
La distanza è la madre della facoltà di discernimento, ma anche la chiave per poter trasformare l'empatia in azione politica.
Pag. 117
Sidner
Ha scritto il May 12, 2016, 19:19
Sono stato fortunato a crescere in una famiglia in cui il rancore, l'odio, l'idea della vendetta erano inconcepibili. Per questo il mio rapporto con la memoria, con l'indicibile, con l'inimmaginabile, è più sereno rispetto a quello di molti miei coet...Continua
Pag. 41
Sidner
Ha scritto il May 12, 2016, 19:15
Ci sono dei vuoti che nessuno sforzo di immaginazione può riempire. Eppure, quei vuoti vanno riempiti. Se no che ci facciamo in questo mondo, noi figli della Shoah?
Pag. 30

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