Il banchetto dei corvi

Urania Le Grandi Saghe Fantasy 9

Di

Editore: A. Mondadori (Urania)

3.8
(544)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 882 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000031799 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Altieri , Michela Benuzzi ; Cartografo: James Sinclair ; Illustrazione di copertina: Giacomo Callo , Giacomo Spazio Mojetta

Disponibile anche come: eBook , Rilegato in pelle

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Spettrali campi di battaglia e tetre fortezze abbandonate, città tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari: la spaventosa guerra dei cinque re ha raggiunto una conclusione. La malefica Casata Lannister e i suoi sinistri alleati appaiono vincitori. Eppure, in questa infida “pace del re” che grava sui Sette regni, corvi in forma umana si raccolgono per un ennesimo festino di ceneri. Nuovi, temerari complotti vengono orditi e nuove, pericolose alleanze prendono forma. Guidati dal famigerato
re predatore Occhio-di-corvo, gli uomini di ferro si lanciano all’invasione del sudovest del reame. Dalle brume di una memoria lasciata troppo a lungo sepolta, un’antica, micidiale profezia potrebbe minacciare la stessa regina Cersei. E là, dove il banchetto dei corvi non ha fine, l’ora del destino sta per scoccare perfino per le prede più inattaccabili.
L’edizione integrale e completa del quarto romanzo della grandiosa saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
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  • 2

    Tallone d'Achille martiniano

    Ahimè, come temevo, in questo quarto capitolo della, ormai celeberrima, saga fantasy, Martin ha perso parte delle fila della trama, temporeggiando per buona parte del romanzo con l’introduzione di per ...continua

    Ahimè, come temevo, in questo quarto capitolo della, ormai celeberrima, saga fantasy, Martin ha perso parte delle fila della trama, temporeggiando per buona parte del romanzo con l’introduzione di personaggi sconosciuti. Quest’ultimi sono sì interessanti, ma non indispensabili ai fini della vicenda, o almeno non ad un punto in cui alcuni personaggi chiave ci hanno abbandonato e altri vengono relegati in zone remote della saga, accennati di tanto in tanto, ma senza approfondire adeguatamente background, profili e ruoli.
    Lo stile resta comunque epico, cavalleresco e molto scorrevole, capace di intrigare e stuzzicare curiosità e interesse, specialmente con qualche colpo di scena che ci rimanda al genere fantasy in cui la vicenda è inscritta.
    Dunque per terminare e non tediarvi ulteriormente con troppe considerazioni personali che potrebbero condizionare la vostra lettura, riassumo affermando d’aver apprezzato il quarto capitolo in quanto stile, colpi di scena e gli sviluppi dell’ultima parte del romanzo; d’averlo trovato molto noioso per via di monotonia, personaggi e dialoghi creati ad hoc per aumentare la mole del libro.
    Libro mediocre, nettamente inferiore ai precedenti.

    ha scritto il 

  • 2

    Che barba, che noia...

    Finora il capitolo più brutto. Non accade quasi nulla, stavolta nemmeno nell'ultima parte. Vengono introdotti nuovi personaggi e nuove tematiche di cui avremmo fatto volentieri a meno. I protagonisti ...continua

    Finora il capitolo più brutto. Non accade quasi nulla, stavolta nemmeno nell'ultima parte. Vengono introdotti nuovi personaggi e nuove tematiche di cui avremmo fatto volentieri a meno. I protagonisti che più amavamo dei romanzi passati, o spariscono, o diventano noiosi (tipo Arya). Troppe vicende riguardanti Cersei, troppi intrighi da telenovelas, tant'è che si fatica a collegare tutte le casate. Ma soprattutto pochissima azione, suspance ed emozioni. Se proprio dobbiamo trovare qualcosa di positivo, questo riguarda i capitoli dedicati a Jamie e Brienne, per quanto sempre circondati da monotonia e noia. Ma ho letto un libro del "Re del fantasy" o cosa????? Mah! Mi sono impuntata per portare a termine tutta la saga...e sinceramente non vedo l'ora. Sembra proprio che l'autore non sappia come concludere questa storia. Che peccato!

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo!

    Questo capitolo è particolare, forse piú complesso dei precedenti. Come un giocatore di scacchi, con questo libro Martin sembra delinare nuove strategie.
    Parte dei personaggi scompare alla vista, il r ...continua

    Questo capitolo è particolare, forse piú complesso dei precedenti. Come un giocatore di scacchi, con questo libro Martin sembra delinare nuove strategie.
    Parte dei personaggi scompare alla vista, il raggio di azione si restringe e l'autore si concentra su chi rimane. Alcune parti sono in effetti un pochino pesantine, lo ammetto, soprattutto la parte su Brienne che sembra un po' decontestualizzata. Ho pensato per un momento che lei vagasse un po' a caso e la sua parte non avesse molto senso: fino alla fine. Come sempre Martin ci stupisce alla fine. Dalla metà del libro in poi le pedine si schierano e attendono.
    Dico solo cinque nomi che mi hanno fatto sussultare: Jamie e Cercei (perchè sempre superbi, personaggi stupefacenti e sfaccettati). Victarion forse di tutti i Greyjoy il personaggio migliore, Lady Stoneheart come una fenice ritorna per preparare la sua vendetta e la piccola Arya sempre sopra le righe.
    Ho apprezzato anche Sam che finalmente comincia a tirare fuori le palle, proprio nel punto dove finisce il libro. Un plauso va alla nostra Sansa "MaiUnaGioia" Stark che finalmente comincia anche lei a svegliarsi fuori, del resto con Ditocorto come maestro di inganni, non si può che imparare (era ora che la nostra sfigatella preferita cominciasse ad imparare a stare al mondo!! Son 4 libri che piagnucola!).

    La parte che ho apprezzato meno è stata Dorne, con quel palloso principe malandato (quanto mi manca la Vipera Rossa) e i Greyjoy tranne Victarion, ma so che tutto potrebbe cambiare per cui staremo a vedere...

    Piccola nota personale, la serie tv smette di seguire il libro da qui. Praticamente con questo libro i personaggi e i luoghi e moltissimi dettagli, anche non indifferenti, segnano la fine del parallelismo con la serie. Anche qui staremo a vedere come si evolverà la faccenda....

    ha scritto il 

  • 3

    La caduta degli dei

    Dei quattro libri letti finora questo è quello che mi è piaciuto di meno. Troppo concentrato su pochissimi personaggi, troppo incentrato sulla staticità degli eventi. Certo qualche guizzo di genio si ...continua

    Dei quattro libri letti finora questo è quello che mi è piaciuto di meno. Troppo concentrato su pochissimi personaggi, troppo incentrato sulla staticità degli eventi. Certo qualche guizzo di genio si è intravisto anche in queste pagine ma nulla rispetto agli altri .... la chiosa finale di Martin sulla scissione del "libro" in due libri mi lascia intendere che nel prossimo non si parli minimamente di Cersei, di Brienne, di Jaime o di chi per essi ... chissà ... per il momento la questione mi lascia piuttosto perplesso ...

    ha scritto il 

  • 3

    Due gradini sotto i precedenti

    Finora il meno entusiasmante. Martin, in questo capitolo, si fa estremamente verboso. Si dilunga per qualsiasi cosa e il ritmo ne risente. Aggiunge punti di vista spesso poco influenti e questo contri ...continua

    Finora il meno entusiasmante. Martin, in questo capitolo, si fa estremamente verboso. Si dilunga per qualsiasi cosa e il ritmo ne risente. Aggiunge punti di vista spesso poco influenti e questo contribuisce a rendere il libro per certi tratti snervanti. In piu', per centinaia di pagine sembra non succedere niente, al contrario di quanto avviene nei capitoli precedenti. Nella parte finale, però, le cose cominciano a succedere e la tensione sale nuovamente alle stelle. E non c'è niente da fare: Martin, per quanto non abbia il dono della sintesi, rimane un narratore e un costruttore di trame favoloso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Senza dubbio è il meno adrenalinico e il più atipico di tutti gli episodi letti finora e potrebbe procurare un certo fastidio perchè Martin fa "sparire" inspiegabilmente (e non ce lo spiega fino all'u ...continua

    Senza dubbio è il meno adrenalinico e il più atipico di tutti gli episodi letti finora e potrebbe procurare un certo fastidio perchè Martin fa "sparire" inspiegabilmente (e non ce lo spiega fino all'ultimissima pagina...) tutti i personaggi che abbiamo imparato a conoscere nei 3 volumoni precedenti e introduce personaggi e punti di vista completamente nuovi che a tratti mi hanno anche confusa....non bastava il casino dei 1000 mila personaggi e nomi pre esistenti, bisognava aggiungerne di nuovi.
    In pratica è un volume tutto incentrato su Approdo del Re e una grossa parte è dedicata alla nostra "amabile" regina Cersei quindi se vi sta antipatica, preparatevi, arrivati in fondo la odierete ancora di più! ma Martin non mancherà di togliervi una piccola grande soddisfazione sul finale, ho passato 10 minuti buoni con un sorriso sadico pensando "Tiè, befana!!!"
    Nessun mistero viene svelato....è tutto rimandato al prossimo volume quindi anche io sospendo il mio giudizio in attesa di leggere il prossimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel mezzo del cammin di questa saga

    «Sam, noi tremiamo in bilico su profezie semidimenticate, di meraviglie e terrori che nessun vivente può sperare di comprendere… O forse…»

    Credo che queste parole di maestro Aemon dicano bene lo smarr ...continua

    «Sam, noi tremiamo in bilico su profezie semidimenticate, di meraviglie e terrori che nessun vivente può sperare di comprendere… O forse…»

    Credo che queste parole di maestro Aemon dicano bene lo smarrimento del lettore dinnanzi all’ennesimo tomo di Martin. Un libro in cui il lettore riponeva le sue migliori speranze di risoluzione e in cui credeva di ritrovare personaggi che gli sono cari. Invece, la narrazione è affidata a pov non particolarmente popolari (Jaime, Brienne, Cersei, Sam, Arianne Martell, Sansa, Arya, gli Uomini di Ferro): pedine di second’ordine, si potrebbe dire, impegnati in quête che odorano di fallimento.
    Tuttavia, quel che Martin fa in questo libro è proprio creare un peculiare clima di meraviglia e terrore, evocando mondi ancora inesplorati, come Dorne e Braavos, e riempiendoli di colori, profumi e dettagli sensuali.
    Colpiscono l’approfondimento psicologico dei narratori e l’inarrestabile flusso di nomi, titoli e personaggi in scena. L’idea che mi sono fatta di Martin è quella di un ingombrante e sogghignante burattinaio, con mani davvero molto capienti, da cui pendono fili che a me sembrano infiniti, ma che per lui devono avere un numero finito. Un po’ come figurarsi che l’universo sia infinito, ma saperlo matematicamente finito. O non l’hanno ancora deciso?
    Per quanto riguarda Martin, mi auguro vivamente che la sua saga rientri nell’ordine degli oggetti finiti. In fretta. Giuro, sono vendicativa come Lady Stoneheart.

    ha scritto il 

  • 4

    Il dominio della regina...

    Sicuramente tra tutti quelli che ho letto fino ad ora, questo, è forse il meno avvincente. Vengono accantonati molti personaggi, come Jon Snow, Tyrion Lannister e Daenerys Targaryen, e incontriamo nuo ...continua

    Sicuramente tra tutti quelli che ho letto fino ad ora, questo, è forse il meno avvincente. Vengono accantonati molti personaggi, come Jon Snow, Tyrion Lannister e Daenerys Targaryen, e incontriamo nuovi protagonisti come ad esempio Arianne Martell la futura Principessa regnante di Dorne, Areo Hotah il capitano delle guardie di Doran Martell, e scopriamo che la cara Regina Cersei per quanto sia perfida, sia anche fragile allo stesso tempo, ed inoltre perseguitata da una profezia che tutt'ora la ossessiona e condiziona.
    In buona sostanza un romanzo di transizione,che poco aggiunge alla trama, ma dà vita a nuovi scenari per i prossimi libri. Ovviamente lo consiglio a tutti gli appassionati della saga!

    ha scritto il 

  • 4

    Con "Il Banchetto dei Corvi", quarto volume del Ciclo del Ghiaccio e del Fuoco di Martin, facciamo la conoscenza di qualche nuovo "punto di vista". In alcuni casi personaggi nuovi, in altri casi perso ...continua

    Con "Il Banchetto dei Corvi", quarto volume del Ciclo del Ghiaccio e del Fuoco di Martin, facciamo la conoscenza di qualche nuovo "punto di vista". In alcuni casi personaggi nuovi, in altri casi personaggi che avevamo già incontrato nel percorso fino a qui, ma che, divenendo narratori, si svelano a noi sotto nuovi aspetti. Martin ci ha abituato, spesso, a come vedendo il mondo di Westeros con occhi diversi, cambi anche la percezione di cosa è giusto e cosa è sbagliato, al punto da riuscire a rendere comprensibili, quando non completamente accettabili o giustificabili, anche atti e scelte che fino a poco prima ci apparivano mostruosi. Così come alcuni fatti, narrati da un punto di vista o dall'altro, appaiono completamente diversi, proprio perché differente è il giudizio che ne dà colui che racconta, che quindi, implicitamente, tende a mostrare una verità differente.
    Proprio in questa caratteristica, in questo totale relativismo della storia e dei personaggi, risiede una delle armi migliori dell'autore. Nulla è assoluto, poche sono le cose su cui tutti concordano.
    Ma questo filtrare ogni vicenda attraverso gli occhi di un personaggio diverso, con il suo carattere specifico, le sue idee, le sue convinzioni e credenze, nonché le sue ambizioni e sogni, fa sì che non solo tutto il libro (e di riflesso tutta la saga) acquisisca automaticamente un livello in più di interesse, rispetto a una narrazione prettamente lineare, ma dona un enorme spessore proprio ai protagonisti che popolano questo mondo.
    Un esempio lampante è stato, fin dal volume precedente, quello del personaggio di Jaime Lannister: trasformato da soggetto bidimensionale a protagonista a tutto tondo (non a caso ben presto divenuto uno dei preferiti dai lettori). Qualcosa di simile accade anche in questo "Il Banchetto dei Corvi", in cui a subire un approfondimento simile è la sorella gemella di Jaime: Cersei. Purtroppo per lei, però, vi è ben poco a cui aggrapparsi per farla risultare simpatica: nonostante i torti subiti, principalmente per il solo fatto di essere una donna in un mondo estremamente maschilista, non si riesce a parteggiare per lei. Le sue scelte estremamente egoiste, il suo atteggiamento sprezzante e di superiorità nei confronti di chiunque la circondi, la sua miopia delle conseguenze, ogni volta che prende una decisione, fanno sì che acquisisca certamente molto spessore, ma che divenga perfino più antipatica di prima.
    Ma perché concentrarsi tanto, in questa recensione, su Cersei?
    Principalmente perché è al suo punto di vista che viene demandata buona parte della narrazione di questo libro. Qualcosa di interessante accade a Dorne, Samwell vive le sue avventure, qualcuno ci lascia per sempre, Jaime sembra finalmente stia imparando a usare la testa, invece della spada per risolvere i problemi, Brienne si impegna in una ricerca forse infinita e senza speranza, Ditocorto prosegue con i suoi intrighi garantendosi gradualmente sempre più potere e molte, pessime, decisioni vengono prese dalle parti di Approdo del Re. Tanti piccoli colpi di scena punteggiano il libro e rendono la lettura sempre appassionante, ma in generale si ha l'impressione che questo sia un po' un volume di passaggio, in cui preparare il terreno per qualcosa che deve venire.
    Certamente anche la scelta di suddividere i personaggi tra questo e il successivo (La Danza dei Draghi), non ha certo aiutato. Molto, tra l'altro, si potrebbe dire sull'effettiva utilità di questa decisione. A detta di Martin, infatti, ha preferito inserire metà dei personaggi per raccontare tutta la storia di ognuno di loro, invece che metà storia di tutti. Peccato che, come sempre è accaduto fino a ora, non vi sia alcun inizio e alcuna fine (se non con la morte) per i personaggi, ma solo un continuo scorrere che, per comodità, viene ripreso e interrotto poco prima o poco dopo. In questo caso, inoltre, non vi è neanche un grosso evento come una battaglia o la morte di un protagonista, a poter fare da spartiacque.
    Probabilmente, dunque, se Martin avesse continuato come fatto fino a ora, portando avanti le vicende di tutti i personaggi (magari anche limitando un po' i pensieri ripetitivi e ridondanti di Cersei, per quanto utili a farne capire l'atteggiamento ossessivo), mescolando così quarto e quinto volume, ne sarebbe uscito un libro migliore. Anche così, però, è sicuramente una lettura consigliata a tutti gli appassionati della saga.

    ha scritto il 

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