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Il banchetto dei corvi

Urania Le Grandi Saghe Fantasy 9

Di

Editore: A. Mondadori (Urania)

3.8
(359)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 882 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000031799 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Altieri , Michela Benuzzi ; Cartografo: James Sinclair ; Illustrazione di copertina: Giacomo Callo , Giacomo Spazio Mojetta

Disponibile anche come: eBook , Rilegato in pelle

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Spettrali campi di battaglia e tetre fortezze abbandonate, città tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari: la spaventosa guerra dei cinque re ha raggiunto una conclusione. La malefica Casata Lannister e i suoi sinistri alleati appaiono vincitori. Eppure, in questa infida “pace del re” che grava sui Sette regni, corvi in forma umana si raccolgono per un ennesimo festino di ceneri. Nuovi, temerari complotti vengono orditi e nuove, pericolose alleanze prendono forma. Guidati dal famigerato
re predatore Occhio-di-corvo, gli uomini di ferro si lanciano all’invasione del sudovest del reame. Dalle brume di una memoria lasciata troppo a lungo sepolta, un’antica, micidiale profezia potrebbe minacciare la stessa regina Cersei. E là, dove il banchetto dei corvi non ha fine, l’ora del destino sta per scoccare perfino per le prede più inattaccabili.
L’edizione integrale e completa del quarto romanzo della grandiosa saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
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  • 0

    Quello che mi ha colpita nella saga è la concezione che i potenti hanno del popolo. Per ogni guerra di potere i villaggi vengono rasi al suolo, gli uomini uccisi e le donne stuprate. E' un libro fantasy, il potere in occidente domina ed umilia in altro modo ma il concetto di popolo come massa da ...continua

    Quello che mi ha colpita nella saga è la concezione che i potenti hanno del popolo. Per ogni guerra di potere i villaggi vengono rasi al suolo, gli uomini uccisi e le donne stuprate. E' un libro fantasy, il potere in occidente domina ed umilia in altro modo ma il concetto di popolo come massa da sottomettere a cui non viene riconosciuta nessuna dignità umana è sempre lo stesso. Sempre attuale.

    ha scritto il 

  • 5

    Controverso

    Come da titolo il libro più controverso della saga,eccellente ed intelligente a dei livelli che rasentano la follia editoriale. Libro "filler" per alcuni(che hanno capito ben poco del genio di Martin) che hanno dovuto aspettare 11 anni tra "a storm of swords" e "a dance with dragons",questo rimar ...continua

    Come da titolo il libro più controverso della saga,eccellente ed intelligente a dei livelli che rasentano la follia editoriale. Libro "filler" per alcuni(che hanno capito ben poco del genio di Martin) che hanno dovuto aspettare 11 anni tra "a storm of swords" e "a dance with dragons",questo rimarrà per me il simbolo della più pura narrativa dello scrittore,e il massimo esempio(insieme al primo),di come lui intende trattare la sua bellissima storia,consigliatissimo,purtroppo troppo sottovalutato.

    ha scritto il 

  • 4

    Zan zan zan...! Si incasina, muoiono genti, si innalzano nuove spade, la gente si incazza... e l'epopea di intrighi, tradimenti (che manco ai tempi di Xena!) continua come se non ci fosse un domani! E quando pensi che uno muoia, questo non muore e quello che pensavi stesse sul punto di vincere, s ...continua

    Zan zan zan...! Si incasina, muoiono genti, si innalzano nuove spade, la gente si incazza... e l'epopea di intrighi, tradimenti (che manco ai tempi di Xena!) continua come se non ci fosse un domani! E quando pensi che uno muoia, questo non muore e quello che pensavi stesse sul punto di vincere, s'incasina la vita! Insomma, alla fine ti prende pure e vuoi proprio sapere cosa viene dopo.

    ha scritto il 

  • 4

    Titolo in arrivo appena aNobii riprenderà a funzionare come si deve e scoprirò il modo di inserire le mie note a margine.

    Ho letto tante recensioni prima di iniziare la lettura di questo quarto capitolo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, e la maggior parte di esse mi hanno portata ad aspettarmi un libro pesante e noioso. Mai aspettative furono più errate. Di noioso ci ho trovato ben poco, e se la gente definis ...continua

    Ho letto tante recensioni prima di iniziare la lettura di questo quarto capitolo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, e la maggior parte di esse mi hanno portata ad aspettarmi un libro pesante e noioso. Mai aspettative furono più errate. Di noioso ci ho trovato ben poco, e se la gente definisce noioso un libro solo perché non pullula di colpi di scena e uccisioni ad ogni pagina, beh, peggio per loro.
    Questo è un libro di transizione, necessario sotto molti aspetti. Le battaglie più eclatanti sono state vinte, gli omicidi più efferati commessi; restano solo le carcasse della Guerra dei Cinque Re, su cui i corvi sono pronti ad avventarsi e banchettare. Seguiamo quindi una sorta di periodo di assestamento, in cui gli sconfitti si rintanano a leccarsi le ferite e a tramar vendetta, mentre i vittoriosi cercano di tirare le fila e di rimettere in sesto il Regno.
    Ho individuato tre fili conduttori principali che legano i protagonisti di questo capitolo della vicenda.
    Il primo è la religione, che accompagna diversi di loro; da Arya, che trova un nuovo Dio insieme ad una nuova terra e una nuova identità, passando per gli abitanti delle Isole di Ferro, che devono farsi guidare dal loro Dio Abissale per trovare il nuovo sovrano, e fino a Cersei, con l'ombra del Credo che le alita sul collo.

    E poi i viaggi. Tanti viaggi si susseguono in questo libro, viaggi che incrociano i destini degli inconsapevoli protagonisti senza che loro se ne accorgano. Brienne La Bella è in viaggio, alla ricerca della scomparsa Sansa Stark. E sembra essere l’unica, in tutti i Sette Regni, che la cerca per portarla in salvo e non per venderla alla regina. Troverà tante cose ad aspettarla nel suo viaggio: nuovi amici, vecchi nemici, i rimasugli della guerra ed anche, e soprattutto, il suo passato.
    Arya intanto continua il suo viaggio verso qualcosa che non sa neanche lei cos’è. Cerca un volto amico, in qualunque parte del mondo, qualcuno che conosca, che possa riconoscerla come Arya Stark, ma a quanto pare il suo peregrinare e la sua solitudine dovranno proseguire ancora a lungo. Anche Sam viaggia, allontanato dalla Barriera per il suo bene e per il bene di coloro che viaggiano con lui. E Jaime, diretto a Delta delle Acque, con il rischio di dover infrangere un altro dei suoi giuramenti che sembrano non avere più valore per nessuno. E infine gli Ironborn, prima in viaggio all’interno del loro stesso arcipelago, poi in viaggio verso la conquista dei Sette Regni, inseguendo l’eco di un corno carico di promesse.

    Ma infine, e soprattutto, questo è un libro di donne. In un mondo dove le donne sono destinate per tradizione ad essere solo mogli e madri col compito di procreare eredi rigorosamente maschi, in questo capitolo delle Cronache assistiamo alla lotta di diverse donne per la loro affermazione nel mondo.
    Arianne Martell, in quel di Dorne, cerca di far valere il suo diritto alla successione al potere. A Dorne le leggi di successione sono diverse: qui anche le donne sono eredi, se primogenite. Ma nonostante questo, Arianne si sente comunque minacciata dall’ombra del fratello lontano e frustrata dal governo del padre, sempre troppo prudente e silenzioso.
    Asha Greyjoy, come lei, cerca di far valere il suo diritto di successione, che però nelle Isole di Ferro non esiste. Da valorosa condottiera cercherà lo stesso di guadagnarselo.
    Brienne, intanto, la donna guerriera, cerca di portare a termine la sua missione smentendo stereotipi a destra e a manca, con la sua forza e il suo coraggio, superiori a quelli di molti uomini. I suoi capitoli sono stati tra i migliori, per me.
    Le due giovani Stark sono lontane, ma le loro vicende sono invece molto vicine, in quanto entrambe stanno cercando di costruirsi una nuova vita con la loro nuova identità.
    E infine, Cersei. Ah, la dolce, pazza Cersei. Dopo la morte del padre, l’uomo più temuto ed abile dei Sette Regni, la regina reggente Cersei Lannister si trova ora a dover amministrare il regno. Nessuno glielo chiede, in realtà, ma è lei a voler farsi carico di questo compito. Cersei è regina, e da tale vuole agire, cercando di dimostrare al mondo che lei è una Leonessa di Casterly Rock e non vale neanche un unghia meno del padre. Ma le paranoie, unite all’ombra di un’antica profezia che la tormenta, la porteranno a compiere diverse azioni sbagliate e, soprattutto, a circondarsi della gente sbagliata. E così, con il mantra “I miei nemici sono ovunque, e i miei amici sono inutili”, segnerà da sola la sua condanna al declino.

    Questo capitolo delle Cronache mi è piaciuto molto. È un libro tranquillo, certo, forse meno avvincente e trascinante dei capitoli precedenti, ma è comunque un ottimo libro. Gli avvenimenti non mancano, i colpi di scena neanche, anche se forse sono meno eclatanti. In ogni caso, lo stile di Martin è sempre eccelso, e cattura l’attenzione in ogni caso, rendendo la lettura scorrevole e piacevolissima, come sempre. Non ho trovato grandi momenti di noia che hanno rallentato la lettura, e i personaggi, come al solito, sono delineati alla perfezione.
    In ogni caso, si sente che la lettura non è completa. Martin ha diviso questo capitolo in due, preferendo “raccontare la storia di metà dei personaggi, piuttosto che raccontare metà storia di tutti i personaggi”, e la mancanza di chi non c’è un po’ si sente. In ogni caso, aspetto con ansia la lettura del prossimo volume.

    ha scritto il 

  • 4

    "A Feast for Crows" (o "Il dominio della regina"/"L'ombra della profezia" o "Il banchetto dei corvi" o "Il trono di spade 4", a seconda dell'edizione italiana che vi capiterà tra le mani) è sicuramente il più controverso tra i libri della saga. Giunto al quarto romanzo delle Cronache del Ghiaccio ...continua

    "A Feast for Crows" (o "Il dominio della regina"/"L'ombra della profezia" o "Il banchetto dei corvi" o "Il trono di spade 4", a seconda dell'edizione italiana che vi capiterà tra le mani) è sicuramente il più controverso tra i libri della saga. Giunto al quarto romanzo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, George Martin si accorge che la mole del materiale scritto e il numero delle story-lines avviate non bastano più per un romanzo solo. Giunge quindi alla decisione di distribuire le story-lines dei diversi personaggi tra il quarto e il quinto libro, costringendo i lettori ad attendere in tutto ben undici anni prima di scoprire cosa sia successo a Jon, Tyrion, Daenerys, Bran e Davos, decisione che quindi non risulta essere del tutto felice.

    Altra novità rispetto ai romanzi precedenti è l'introduzione dei punti di vista di diversi personaggi secondari di Dorne e delle Isole di Ferro, importanti per il prosieguo della trama, ma in sostanza non progettati, almeno all'inizio, per guadagnarsi l'affetto del lettore. Sebbene infatti Martin tracci con accuratezza l'indole e la personalità di ciascuno di questi personaggi, essi (complice anche la scarsità dei capitoli a loro dedicati) appaiono molto lontani dall'avere il carisma dei protagonisti della saga.

    Molto più interessanti i POV principali. Dopo tre libri come personaggio di supporto, stavolta la protagonista assoluta del romanzo è Cersei, di cui Martin ne esplora la psiche tormentata, le paure e il dolore di una donna che ha recentemente perso il figlio maggiore, senza però mai perdere la perfidia e la spregiudicatezza che l'hanno sempre caratterizzata.

    Molto spazio viene riservato anche all'evoluzione degli altri protagonisti, in primis Jaime, sempre più lontano dal villain del primo romanzo, ma anche Sam, ancora in lotta con le paure e la scarsa autostima che da sempre lo perseguitano. Merita un plauso la surreale story-line di Arya, meno tediosa delle interminabili peregrinazioni dei libri precedenti.

    Noiosissimi invece i capitoli dedicati a Brienne, spersa nelle Terre dei Fiumi, alla ricerca di Sansa. A quest'ultima vengono dedicati pochi capitoli, non particolarmente interessanti, di cui comunque si apprezza il cambiamento del personaggio, ormai privo dell'ingenuità e delle illusioni che lo caratterizzavano all'inizio della saga.

    Complessivamente "A Feast for Crows" è un romanzo che riesce a catturare l'attenzione del lettore grazie alla proverbiale accuratezza di Martin nella caratterizzazione e nella dinamicità dei personaggi, ma che risente dell'assenza di gran parte dei protagonisti più amati dai lettori, nonché di una trama che, a differenza dei volumi precedenti, si limita a proseguire senza sfociare in un vero e proprio climax finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Finito in fretta e furia per spedirlo a mia figlia che lo reclamava (anche questo è amore!). Concordo con i molti che hanno detto che l'inizio è ostico, per i molti personaggi nuovi e neanche tanto simpatici, mentre non si vede l'ora di riprendere il filo delle storie lasciate col precedente. Anc ...continua

    Finito in fretta e furia per spedirlo a mia figlia che lo reclamava (anche questo è amore!). Concordo con i molti che hanno detto che l'inizio è ostico, per i molti personaggi nuovi e neanche tanto simpatici, mentre non si vede l'ora di riprendere il filo delle storie lasciate col precedente. Anche la fine è strana, rimandando ad un prossimo in cui si parlerà di una parte dei personaggi che ad un certo punto sono stati mollati. Tutto quello che c'è in mezzo è perfetto, come sempre. Adesso mi butto sul prequel, attendendo la prossima serie tv.

    ha scritto il 

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