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Il banchetto dei corvi

Urania Le Grandi Saghe Fantasy 9

By George R.R. Martin

(403)

| Paperback

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Book Description

Spettrali campi di battaglia e tetre fortezze abbandonate, città tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari: la spaventosa guerra dei cinque re ha raggiunto una conclusione. La malefica Casata Lannister e i suoi sinistri alleati appaiono vincitor Continue

Spettrali campi di battaglia e tetre fortezze abbandonate, città tramutate in cimiteri e terre ridotte a ossari: la spaventosa guerra dei cinque re ha raggiunto una conclusione. La malefica Casata Lannister e i suoi sinistri alleati appaiono vincitori. Eppure, in questa infida “pace del re” che grava sui Sette regni, corvi in forma umana si raccolgono per un ennesimo festino di ceneri. Nuovi, temerari complotti vengono orditi e nuove, pericolose alleanze prendono forma. Guidati dal famigerato
re predatore Occhio-di-corvo, gli uomini di ferro si lanciano all’invasione del sudovest del reame. Dalle brume di una memoria lasciata troppo a lungo sepolta, un’antica, micidiale profezia potrebbe minacciare la stessa regina Cersei. E là, dove il banchetto dei corvi non ha fine, l’ora del destino sta per scoccare perfino per le prede più inattaccabili.
L’edizione integrale e completa del quarto romanzo della grandiosa saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

44 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Fino ad ora il libro meno bello ed appassionante della saga.
    I pov di Brienne sono stati una tortura, ho avuto anche la tentazione di saltarli tanta era la noia.
    L'introduzione di nuovi personaggi, forse troppi, disorienta. Mettiamoci che i Greyjoy ...(continue)

    Fino ad ora il libro meno bello ed appassionante della saga.
    I pov di Brienne sono stati una tortura, ho avuto anche la tentazione di saltarli tanta era la noia.
    L'introduzione di nuovi personaggi, forse troppi, disorienta. Mettiamoci che i Greyjoy non sono quella che si definisce gente simpatica!

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    Charlotte said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Cersei *_*

    ho letteralmente adorato il punto di vista di Cersei introdotto il questo quarto volume, i pochissimi capitoli dedicati ad Arya...e basta. Per il resto la noia totale. In rete ho trovato un elenco che incrocia i capitoli del 4° e 5° volume rendendo l ...(continue)

    ho letteralmente adorato il punto di vista di Cersei introdotto il questo quarto volume, i pochissimi capitoli dedicati ad Arya...e basta. Per il resto la noia totale. In rete ho trovato un elenco che incrocia i capitoli del 4° e 5° volume rendendo la narrazione più completa. Vediamo come va'.

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    Sheidam89 said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il talento di George R.R. Martin è così mostruoso da farmi sentire del tutto inadatta a esternare qualsiasi commento, tranne che è uno dei più grandi scrittori in vita del mondo, indipendentemente che si tratti di fantasy.

    Ma a parte questo... anch ...(continue)

    Il talento di George R.R. Martin è così mostruoso da farmi sentire del tutto inadatta a esternare qualsiasi commento, tranne che è uno dei più grandi scrittori in vita del mondo, indipendentemente che si tratti di fantasy.

    Ma a parte questo... anch'io voglio andare nella città di Braavos! Ci provo: Valar Morghulis...

    ^_^

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    Bluefly said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un fantasy dove si dice cazzo e figa (4)

    Libro quarto.

    Copincollo:

    Lasciatemelo dire, a un certo punto ho avuto il dubbio che non fosse così necessario, dal punto di vista della funzione-che-i-romanzi-svolgono-nel-mondo dico, scrivere una versione Brutta Sporca & Cattiva dei classici fan ...(continue)

    Libro quarto.

    Copincollo:

    Lasciatemelo dire, a un certo punto ho avuto il dubbio che non fosse così necessario, dal punto di vista della funzione-che-i-romanzi-svolgono-nel-mondo dico, scrivere una versione Brutta Sporca & Cattiva dei classici fantasy.

    (A parte che esiste Howard, che sapeva dire tutto con più stile e in meno tempo, anche se peccava in una certa esaltazione dell'eroe omone-forzuto-strafuttente. Sempre secondo me, eh!)

    Quello che voglio dire è che, leggendo questo fiume di parole e nomi propri e case e popoli e gente e città, ho avuto come l'impressione che Martin stesse facendo un'opera di certosina distruzione, di svuotamento del mito, e di certi ideali, di riduzione a mero gioco di potere tra pochi della politica e delle ideologie, con il solo ausilio di una "spietata verosimiglianza" (per dirla alla Ellroy), e della predilezione per "Cripples, Bastards, and Broken Things".

    Non che ciò non me lo renda automaticamente simpatico. Martin si va ad aggiungere a quella schiera di "veristi del romanzo di genere" già popolata dai vari Evangelisti, Ellroy, Gibson, Lansdale, eccetera, che adoro.

    Quello che mi è capitato leggendo, annoiato spesso dalla inutile verbosità dei paragrafi e paragrafi di descrizioni cretosine (e va bene, ci stà), dei pensieri dei personaggi in terza persona (e proprio no, non lo sopporto), di rievocazione continua di fatti precedentemente accaduti inserite nelle (inevitabili) descrizioni e negli (evitabili) pensieri di cui sopra (cosa che poteva tranquillamente prendersi la briga di fare in capitoli a parte, flashback magari, che ne sò, ma non così, cheppalle)...

    Dicevo, quello che mi è capitato, è che mi sembrava che tutto quel casino fosse messo in piedi solo per quell'opera di distruzione di valori e idee che secondo la vulgata comune fanno parte dell'immaginatio fantasy come il prosciutto crudo si accompagna sempre al melone, e che invece fa figo fare vedere che stavolta no - chetticredi! - non è affatto così.

    Capisco la necessità di farlo per quanto riguarda determinati periodi storici. Per quanto riguarda la storia vera, dico. E capisco pure - che vi credete? - che sia importante farlo per quanto riguarda l'immaginario colettivo. E quindi anche il fantasy. E quindi anche cavalieri e magia e antiche tradizioni e il concetto di bene & male e quello di onore pure.

    Solo che sorge il dubbio che non fossero necessari quattro romanzi (nove in italia) e altri tre a venire e questa spropositata quantità di trame e sottotrame. Che alla fine quello che vuole dire Martin (il bene e il male non esiste, è tutta una questione di potere, quelli belli e amati non sempre sono i buoni e quelli brutti e disprezzati eccetera...) si poteva dire, appunto, in due parole.

    Anche se a un certo punto, sembra, ma dico sembra, che la noia e la prevedibilità di qualcosa che a un certo punto inizi a chiederti che senso abbia leggere (o scrivere), venga quasi fregata da un twist narrativo che coinvolge una (scontata) profezia, il ghiaccio e il fuoco del titolo, e i misteri ancora insoluti della saga (quello che c'è oltre la barriera, quello che c'è al di là del mare, Melisandre). Ma è solo un pucurillo di fiducia che ci sentiamo di concedere al bravo Martin, niente di più.

    Resta da apprezare la complessità dello scenario, curato nei minimi dettagli (che per uno che scrive fantasy è una cosa buona, condizione necessaria ma non sufficiente), certi momenti veramente veramente ma veramente forti emotivamente, in cui sa come gestire e come tradire ritmi aspettative e sentimentalismi del lettore più sgamato.

    E poi l'affetto per certi personaggi (il nano, il mastino), un bel modo per trattare le varie religioni inventate (animista, politeista, monoteista e ehm... lovecraftiana?), la magia parente dell'horror (i morti viventi, i white walkers, la sacerdotessa di R'hllor), e la curiosità per come va a finire.

    In definitiva:
    Scrive mediocre. Racconta bene. Parla assai.
    Reinventa un genere adeguandolo al ventunesimo secolo, e non è poco.
    E' uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare.

    (Complimenti se sei arrivato fino a qui, hai vinto la saga completa in PDF)

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    Vincenzinism said on Jun 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho faticato molto a finirlo, le prime 500 pagine sono di una noia mortale causa introduzione di nuovi personaggi e la mancanza di quelli piu' amati. In piu' alcuni passaggi mi sono sembrati anche inutili, buoni per allungare il brodo.
    Le ultime pagin ...(continue)

    Ho faticato molto a finirlo, le prime 500 pagine sono di una noia mortale causa introduzione di nuovi personaggi e la mancanza di quelli piu' amati. In piu' alcuni passaggi mi sono sembrati anche inutili, buoni per allungare il brodo.
    Le ultime pagine hanno un'accellerazione improssivisa e tutto il vento seminato diventa, finalmente, tempesta.
    Ma è troppo poco.

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    Costabile said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

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    Meno convincente degli altri

    Il quarto libro della serie di Martin è forse il meno convincente fino ad ora, si vede che la trama inizia ad allungarsi, con alcuni momenti assolutamente trascurabili. Inoltre la mancanza del Folletto e di altri personaggi chiave, per far posto a pe ...(continue)

    Il quarto libro della serie di Martin è forse il meno convincente fino ad ora, si vede che la trama inizia ad allungarsi, con alcuni momenti assolutamente trascurabili. Inoltre la mancanza del Folletto e di altri personaggi chiave, per far posto a personaggi secondari, rende la trama meno coinvolgente. Ma stiamo comunque parlando di piccolezze. La saga rimane sempre un capolavoro che merita come sempre le 5 stelle.

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    Adri said on May 21, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (403)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 882 Pages
  • ISBN-10: A000031799
  • Publisher: A. Mondadori (Urania)
  • Publish date: 2010-07-01
  • Also available as: eBook
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