Il barone Bagge

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 135)

4.1
(124)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 89 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8845904954 | Isbn-13: 9788845904950 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emilio Castellani

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non c'è nulla che possa deludere un sentimento reale

    A lettura appena terminata, posso dire di essere stato piacevolmente colpito da questo onirico e spettrale racconto di Lernet-Holenia. Difficile parlarne senza svelarne troppi particolari: basti ricor ...continua

    A lettura appena terminata, posso dire di essere stato piacevolmente colpito da questo onirico e spettrale racconto di Lernet-Holenia. Difficile parlarne senza svelarne troppi particolari: basti ricordare che nel salone approntato dall'autore danzano - come spesso avviene in letteratura - Amore e Morte.

    Da segnalare ( per l'eterno adolescente che è in me ) il dialogo tra il barone del titolo e la sorprendente Charlotte riguardo ad amore, sentimenti e relazioni tra esseri umani. O, per meglio dire, il monologo della giovane donna. che ha appena dichiarato il suo amore per il barone:

    "Lei è ben strano," rispose "col suo cercar spiegazioni per un sentimento: come se un sentimento fosse motivabile allo stesso modo di qualsiasi decisione che si prende, per esempio quando si decide di alzarsi perché è ora di alzarsi, o di salire in vetture perché si vuol andare in un dato posto, o di comprare un oggetto perché ci piace. Ma i sentimenti non sono decisioni; nascono senza un perché. Le ho detto di conoscerla bene. [...] Ma sarebbe stato ugualmente presente ai miei pensieri anche se di lei non avessi saputo nulla. Nulla, se non che lei esisteva. Forse, se non fosse esistita, l'avrei perfino sognata. Dicono, in verità, che ci si sogni sempre soltanto di esseri che non esistono. Perciò, quando l'ho vista, avrei anche potuto sentirmi delusa. Ma non c'è nulla che possa deludere un sentimento reale; tanto più che un sentimento ha troppo a che fare con noi stessi e troppo poco con l'oggetto al quale si riferisce. Lei era, per me, semplicemente l'uomo di cui sognavo. Per caso - ammesso che si diano casi simili - lei lo è diventato, senza dubbio [...]. Ciascuno di noi ha a che fare solo con se stesso, nessuno può essere d'aiuto a un altro, e ogni singolo individuo, lo sento, è solo, molto solo, completamente solo anzi. Non siamo che occasioni l'uno per l'altro, e niente di più: occasioni di odio o occasioni d'amore. Ma l'amore e l'odio nascono in noi, divampano in noi e tornano a spegnersi unicamente in noi. Nessun vero filo corre tra un essere e l'altro. Tutto ciò che si può essere l'uno per l'altro non è che un pretesto, più bello o più brutto, per il proprio sentimento.[...]"

    E' la chiara esposizione del pensiero del barone Bagge, innamorato - sposato! - di un sentimento tutto racchiuso in lui, e incarnato temporaneamente dal fantasma/ideale di Charlotte.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    ... a meno che, se è un sogno la morte, anche la vita non sia che sogno; e che tra i sogni corrano ponti in un senso e nell'altro, tanto che sarebbe difficile dire realmente cosa sia morte e cosa sia ...continua

    ... a meno che, se è un sogno la morte, anche la vita non sia che sogno; e che tra i sogni corrano ponti in un senso e nell'altro, tanto che sarebbe difficile dire realmente cosa sia morte e cosa sia vita, e dove comincino e dove finiscano lo spazio e il tempo che le separano!

    Perché in verità, per quanto sia alieno dalle fantasticherie, in fondo al mio animo il sogno è tuttora realtà, e la realtà davvero nulla più d’un sogno.

    ha scritto il 

  • 5

    La vita? Questione di punti di vista.

    [@sisters: conoscendo la vostra spoilerofobia vi consiglio di saltare il primo paragrafo di questo commento. @tutti gli altri: leggetelo pure tranquillamente. Anzi potreste lasciare stare il mio comme ...continua

    [@sisters: conoscendo la vostra spoilerofobia vi consiglio di saltare il primo paragrafo di questo commento. @tutti gli altri: leggetelo pure tranquillamente. Anzi potreste lasciare stare il mio commento e leggere direttamente il libro, che è meglio! ;) ]

    Carpazi innevati, crateri spenti, città festanti, squadroni di dragoni austriaci e la battaglia di quest'ultimi contro i russi. Ecco! Se esiste un evento per cui si può parlare di un Prima e di un Dopo, per il barone Bagge, lo scontro tra questi eserciti rappresenta esattamente l'evento "spartiacque". Dopo questa battaglia il Barone non incontrerà più il nemico e invece finirà per trovare Charlotte e sposarla. E poi sul ponte di Hor...e qui mi fermo.

    Il tema principale del libro ricorda altre storie (Il deserto dei tartari ad esempio) ma tenendo conto che questo racconto è stato scritto nel 1936 probabilmente sono gli altri ad essersi ispirati a lui.
    Non so per quale strano meccanismo mentale mi sono ritrovato a pensare all' Addio di Balzac...forse per il diverso approccio alla materia...così minuziosa (e magnifica) la descrizione della battaglia della Baresina da parte dello scrittore francese così fulminea e "sbrigativa" la descrizione della battaglia da parte dello scrittore austriaco. Ma da quel preciso episodio, con l'uso di un linguaggio vivido e suggestivo Alexander ci permette di accompagnare il Barone nel suo strano viaggio e di provare le sue stesse sensazioni di incertezza, confusione e spaesamento.

    Realtà/sogno vita/morte e l'Amore in un libricino di una ottantina di pagina.
    Piccolo grande libro.

    "i sentimenti non sono decisioni; nascono senza un perchè. ... ciascuno di noi ha a che fare solo con se stesso, nessuno può essere d'aiuto a un altro, e ogni singolo individuo, è solo, molto solo, completamente solo anzi. Non siamo che occasioni l'uno per l'altro, e niente di più: occasioni d'odio o occasioni d'amore. Ma l'amore e l'odio nascono in noi e tornano a spegnersi unicamente in noi".

    ha scritto il 

  • 4

    Un affascinante racconto dove il margine tra realtà e irrealtà è percepito dal lettore solo attraverso la metafora del ponte di Hor quale punto di transito dalla realtà al sogno, dalla via alla morte. ...continua

    Un affascinante racconto dove il margine tra realtà e irrealtà è percepito dal lettore solo attraverso la metafora del ponte di Hor quale punto di transito dalla realtà al sogno, dalla via alla morte. Il Barone Bagge, il comandante pazzo Semler e la bellissima Charlotte sono personaggi indimenticabili in un mondo che si poteva ancora permettere riflessioni, come questa, che forse oggi suonerebbero solo ridicole e inattuali: "i sentimenti non sono decisioni; nascono senza un perchè. ... ciascuno di noi ha a che fare solo con se stesso, nessuno può essere d'aiuto a un altro, e ogni singolo individuo, è solo, molto solo, completamente solo anzi. Non siamo che occasioni l'uno per l'altro, e niente di più: occasioni d'odio o occasioni d'amore. Ma l'amore e l'odio nascono in noi e tornano a spegnersi unicamente in noi".

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido!

    Secondo me, invece, una piccola perla lo è. Mi ha completamente preso (Devo dire che dalle prime 20 pagine stavo restando un po'deluso per il ritmo lento e macchinoso, ma si riprende subito). Incarna ...continua

    Secondo me, invece, una piccola perla lo è. Mi ha completamente preso (Devo dire che dalle prime 20 pagine stavo restando un po'deluso per il ritmo lento e macchinoso, ma si riprende subito). Incarna quel genere di storia che avevo da sempre voluto leggere. Ho scoperto con questo piccolissimo romanzo un grandissimo autore.
    "Il sogno è tuttora realtà, e la realtà davvero nulla più di un sogno"

    ha scritto il 

  • 3

    Non è stata la piccola perla che mi aspettavo. D’altra parte mi hanno insegnato che le aspettative son pericolose. Quindi mi sono aspettata a mio rischio e pericolo. Se qualcun altro volesse aspettars ...continua

    Non è stata la piccola perla che mi aspettavo. D’altra parte mi hanno insegnato che le aspettative son pericolose. Quindi mi sono aspettata a mio rischio e pericolo. Se qualcun altro volesse aspettarsi, ecco allora suggerirei di aspettare altrove. Non che sia un brutto libro. Ma. Niente piccola perla. Ecco.

    ha scritto il 

  • 3

    Ma solo a me ha ricordato Borges in ogni riga?
    Va molto di moda in questo momento su aNobii e quindi me lo sono procurato (per la categoria SGaK=sempre grazie al Kindle), ma come tanti altri libri for ...continua

    Ma solo a me ha ricordato Borges in ogni riga?
    Va molto di moda in questo momento su aNobii e quindi me lo sono procurato (per la categoria SGaK=sempre grazie al Kindle), ma come tanti altri libri forse andava letto da giovani. Prima di leggere Borges, Il Deserto dei Tartari, La Cripta dei Cappuccini …. Perché l’effetto è stato questo, richiamarmi alla memoria tante altre letture. Dopodiché non so chi viene prima e chi viene dopo, chi si è ispirato e chi ha tratto ispirazione, magari son correnti di malinconia e depressione che innervano un’epoca.
    Si legge agilmente, ma il colpo di scena riserbato per il finale lo si intuisce all’istante, per cui arrivati allo svelamento non c’è alcun sobbalzo, alcuna rilettura.

    ha scritto il 

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