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Il barone rampante

Di

Editore: Einaudi

4.1
(13180)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Galego , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: A000225029 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Cosmo di Rondò era il primogenito di una nobile famiglia ligure del 18° secolo, i cui membri erano tutti abbastanza bizzarri.


    Un giorno il suo spirito ribelle lo induce a lasciare gli agi della sua casa per trasferirsi a vivere sugli alberi.


    Il fratello minore ci racconta per filo e ...continua

    Cosmo di Rondò era il primogenito di una nobile famiglia ligure del 18° secolo, i cui membri erano tutti abbastanza bizzarri.

    Un giorno il suo spirito ribelle lo induce a lasciare gli agi della sua casa per trasferirsi a vivere sugli alberi.

    Il fratello minore ci racconta per filo e per segno la nuova vita di Cosmo fino al momento della sua morte: le sue difficoltà di adattamento, i problemi di spostamento da un albero all’altro senza mai toccare terra, i suoi studi, le sue letture e il suo amore per Viola.

    Senz’altro si tratta di un testo curioso in cui il protagonista non intende uniformarsi alla massa e va contro corrente senza più voltarsi indietro. Ciò non gli evita di provare gioie e dolori, come tutti gli altri, ma gli fa anche osservare ciò che lo circonda da un punto di vista diverso, pur rinunciando, per principio, non solo alle comodità, ma soprattutto all’amore.

    Gradevole la lettura, ma non mi ha conquistato più di tanto. Molto divertente in certi punti,un pochino ripetitivo in altri.

    ha scritto il 

  • 4

    E' una storia di ribellione che dura una vita, che ha molto da insegnare. Sebbene io abbia trovato molto stimolanti i contenuti, ogni tanto la lettura rallentava parecchio e risultava un po' pesante; ma ciò non grava sull'effetto travolgente della storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra fami ...continua

    Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell’ora. Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: – Ho detto che non voglio e non voglio! – e respinse il piatto di lumache. Mai s’era vista disubbidienza più grave.

    Un estratto dal libro:
    http://bookmorning.com/2014/09/24/il-barone-rampante-di-italo-calvino/

    ha scritto il 

  • 5

    La ribellione non si misura a metri

    La vera ribellione inizia a tavola per Cosimo Piovasco di Rondò, figlio del Barone di Livombrosa, un immaginario paese sito sul litorale ligure. Lottando in nome di una inattuale sensibilità animalista che gli impedisce di appoggiare il regime paterno, il ragazzo dodicenne si rifiuta di cibarsi d ...continua

    La vera ribellione inizia a tavola per Cosimo Piovasco di Rondò, figlio del Barone di Livombrosa, un immaginario paese sito sul litorale ligure. Lottando in nome di una inattuale sensibilità animalista che gli impedisce di appoggiare il regime paterno, il ragazzo dodicenne si rifiuta di cibarsi delle lumache cucinate dalla sorella, tentando di liberarle dalla tetra prigionia della “purga”. Destinato al castigo, decide di ammutinarsi al potere costituito ed andare a vivere sugli alberi della patria tenuta. Tutti credono che l’atto insurrezionale sia dettato da un impulso momentaneo, che la determinazione di Cosimo svanirà ben presto, ma così non è. Abbandonando ogni agio nobiliare, si abitua a vivere con poco sopra le fronde arboree su cui si muove agilmente, a mo’ di scoiattolo. Non scenderà mai più sul suolo terrestre, si vestirà della pelle degli animali cacciati e si ciberà della selvaggina. Dagli alberi amerà, sugli alberi intratterrà relazioni interpersonali con i personaggi più disparati, inciterà alla Rivoluzione, spingerà il popolo dei contadini – sempre osservati a distanza – a promuovere gli ideali della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. Soffrirà e imparerà ad andare avanti col cuore spezzato, si incurverà per aderire meglio agli spazi angusti in cui è costretto a muoversi, si unirà alla Massoneria, conoscerà i Gesuiti ed entrerà in rotta con il loro tanto discusso movimento, riuscirà anche ad avere un cane – immancabile miglior amico dell’uomo, anche quando quest’ultimo si trova nelle foreste – infine si ammalerà e scomparirà in aria. La terra, suolo concreto, fonte di vita e indispensabile approdo per ogni essere vivente, è ciò che non toccherà mai più.
    L’insurrezione di Cosimo, la secessione che prende corpo negli anni della Rivoluzione francese per finire con la restaurazione dell’Ancien Régime, è il simbolo della lotta dell’eroe solitario che non rifugge le necessità carnali (Cosimo vivrà con tutti i suoi bisogni, soltanto… un po’ più in su del normale!) ma che deve crearsi un segno distintivo, un messaggio da lanciare, per costruirsi un’identità che valga la pena far respirare.
    Cos’è l’Io, se lo si priva di quel distinguo che gli permetta di essere veramente Qualcuno? Per questo Cosimo non scenderà mai. La sua non è la caparbietà di imporsi una disciplina volontaria punitiva, né una semplice manifestazione di malessere. È il grido della Personalità, che chiede disperatamente il proprio Spazio, il proprio Luogo, la giusta Collocazione e Considerazione.

    ha scritto il 

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