Il barone rampante

Di

Editore: Einaudi

4.1
(13928)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Galego , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: A000225029 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il romanzo scritto nel 1957 è il secondo capitolo della trilogia araldica I nostri antenati, insieme a Il visconte dimezzato (1952) e Il cavaliere inesistente (1959).
    E’ ambientato in un paesino immag ...continua

    Il romanzo scritto nel 1957 è il secondo capitolo della trilogia araldica I nostri antenati, insieme a Il visconte dimezzato (1952) e Il cavaliere inesistente (1959).
    E’ ambientato in un paesino immaginario della riviera ligure, Ombrosa, dove Biagio, fratello minore del protagonista, narra la storia di un giovane barone, Cosimo Piovasco di Rondò, primogenito di una famiglia nobile decaduta. Il racconto prende spunto dalla vicenda di un futile litigio tra il giovane e suo padre, dopo il quale Cosimo salirà sugli alberi del giardino di casa per non scenderne mai più.
    Con questa incredibile e affascinante "metafora" della fuga fra gli alberi, Calvino intende svelare come il venir meno alle regole e l'osservare il mondo dall'alto, sebbene comporti rinunce dolorose, voglia dire soprattutto affermare la propria vera personalità, senza lasciarsi condizionare dal mondo nel viaggio della propria vita.
    Il protagonista vivrà in un rapporto verticale con il mondo ma la sua natura e i suoi bisogni rimarranno genuinamente umani e ancorati verso il basso, cambierà semplicemente il suo punto di osservazione, perché ai suoi occhi sarà permesso di vedere orizzonti preclusi agli altri.

    Il racconto è scritto in terza persona, sebbene il narratore sia interno. Nel romanzo Biagio afferma di raccontare ciò che il fratello, da anziano, gli ha narrato. I suoi racconti però non sono del tutto veri e contengono diversi elementi fiabeschi aggiunti da Cosimo, il quale amava raccontare le sue avventure alla gente, sempre aggiungendo nuovi particolari di sua inventiva. Infatti Biagio, durante tutta la narrazione, fa diversi interventi per spiegare queste fantasie e discordanze.

    Dopo il litigio, la vita di Cosimo si svolgerà sempre sugli alberi, prima nel giardino di famiglia e dopo nei boschi del circondario. La vita di Cosimo sarà piena di eventi, a partire dai ladri di frutta fino alle giornate trascorse a caccia o immerso nella lettura e non mancheranno fatti amorosi. La sua fama si diffonderà con rapidità: all'inizio come un fenomeno da baraccone tanto da creare nella sua famiglia vergogna, in seguito acquisterà valore per le grandi capacità, di organizzazione e sociali, che saprà dimostrare. Al termine della sua esistenza, Cosimo, ormai malato, verrà aiutato dall'intera comunità di Ombrosa che gli si stringerà intorno in un affettuoso abbraccio di solidarietà. Un giorno sorprendendo tutti si arrampica sulla cima di un albero altissimo e, approfittando di una mongolfiera di passaggio, vi si aggrappa; così, senza tradire il suo intento di non rimettere più piede sulla terra, scompare nel cielo, senza che nessuno lo veda morire.

    Cosimo Piovasco di Rondò, il protagonista della storia, la cui reazione alla lite inziale con il genitore è esagerata, è testardo e irremovibile nelle sue decisioni e ha il coraggio di ribellarsi inizialmente ai suoi genitori e in seguito al mondo intero. Le sue virtù più forti sono la costanza e l'orgoglio. Un suo pregio è la capacità e la semplicità con cui riesce a aggregare le persone, a volte diverse tra loro, ma tutte con un unico scopo in comune. Cosimo tuttavia rimane un personaggio semplice, altruista, ottimista e simpatico ai suoi amici.
    Viola, il cui vero nome sarebbe Violante è la figlia dei Marchesi d'Ondariva, vicini della famiglia di Cosimo; ha un carattere variabile: si comporta come una bambina in alcune occasioni e da persona matura, in altre. Sarà l'unico vero amore di Cosimo, fin dal primo giorno che la vedrà.
    Biagio, il fratello minore di Cosimo, ha quattro anni meno di lui. È l'unico compagno di giochi di Cosimo; ha un carattere debole, tranquillo e sottomesso, è inoltre altruista e molto attaccato al fratello. Nel romanzo tuttavia ha sempre una posizione neutrale o irrilevante.
    Arminio Piovasco di Rondò, il padre di Cosimo, barone d'Ombrosa, è un uomo distinto e schizzinoso. È preoccupato della successione del suo titolo e tiene molto alla sua immagine. Si vergogna oltre modo per gli atteggiamenti bizzarri e incivili del figlio e teme soprattutto per le conseguenze dinastiche che il fatto provocherà.
    Generalessa Corradina, la madre di Cosimo, ha vissuto l'infanzia al seguito del padre che se la portava dietro quando andava in battaglia. È autoritaria e usa modi a volte bruschi, ma è premurosa e si prende cura, a distanza, del figlio, con amore materno.

    Un libro senza età capace di sprigionare la sua forza a ogni rilettura; l'uso che Calvino è riuscito a fare dell'italiano ha dello straordinario: è elegante, forbito, classico e innovativo insieme, e nonostante ciò è anche fresco, potente, evocativo come un quadro astratto. Con Calvino si ha sempre la certezza di cominciare un capolavoro e la certezza di compiere un bel viaggio, che nelle sue ultime pagine ha addirittura il potere di far commuovere il lettore.

    Una storia profonda e commovente che fa riflettere sul senso delle scelte e sull'importanza di credere in qualcosa che va aldilà del senso comune.

    ha scritto il 

  • 4

    Oh Cosimo...

    Io le storie fantastiche ho cominciato ad amarle quando lei, signor Italo, ha inventato il baroncino di Rondò.
    La cura degli aggettivi, l'italiano corretto, la scorrevolezza delle parole che sembrano ...continua

    Io le storie fantastiche ho cominciato ad amarle quando lei, signor Italo, ha inventato il baroncino di Rondò.
    La cura degli aggettivi, l'italiano corretto, la scorrevolezza delle parole che sembrano foglie che dondolano sugli imponenti alberi, il baroncino e la marchesina...
    Oh Italo, cosa volevi dirci con Cosimo che salta e vola sugli alberi?
    Dovremmo prendere la vita con leggerezza e cambiare prospettiva?
    E Viola, dannata e scontrosa Viola, vuoi ricordarci che l'Amore a volte è tiranno e ci vuole coraggiosi?
    Capaci di scendere e poggiare i piedi per terra invece di stare sempre con la testa per aria?
    Miei cari lettori, rispondete voi alle domande?

    ha scritto il 

  • 4

    Obbligo

    Tappa obbligata del percorso di crescita di tutti, è il secondo libro della trilogia araldica di Italo Calvino. Ammetto di essere di parte, Calvino è uno dei miei autori preferiti, ma in fondo è quest ...continua

    Tappa obbligata del percorso di crescita di tutti, è il secondo libro della trilogia araldica di Italo Calvino. Ammetto di essere di parte, Calvino è uno dei miei autori preferiti, ma in fondo è questa la forza dell' autore. Entrare nella vita del lettore, nonostante possa essere considerato da alcuni anacronistico. In questo libro con la sua semplicità riesce a trasmetterti i dubbi, emozioni e pensieri del protagonista. Partendo da ciò che può sembrare un capriccio, arriva a descrivere la ricerca di se stesso da parte di Cosimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Secondo libro della trilogia araldica di Italo Calvino. Un ragazzo dodicenne sale sugli alberi e vi rimane per tutta la vita. Ciò che sembrava il solito moto di ribellione ad un’imposizione genitorial ...continua

    Secondo libro della trilogia araldica di Italo Calvino. Un ragazzo dodicenne sale sugli alberi e vi rimane per tutta la vita. Ciò che sembrava il solito moto di ribellione ad un’imposizione genitoriale si rivela, in realtà, l’espressione di una soggettività che nemmeno lo stesso protagonista credeva di possedere. Cosimo Piovasco di Rondò vive una vita ordinaria, nella sua straordinarietà: aiuta le persone, vive amori, legge e scrive, va in crisi, si schiera con la rivoluzione francese… Senza volerlo e senza che nessuno glielo riconosca mai apertamente, diventa un esempio e cattura la stima involontaria degli abitanti di Ombrosa. Calvino affascina con la sua fantasia, i suoi contenuti ed il suo modo di esporre. E’ un libro per chiunque e che chiunque dovrebbe leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    La ribellione più alta

    Cosimo Piovasco Barone di Rondò passerà la vita a saltare da un'avventura all'altra come i suoi piedi fanno tra i rami del bosco che circonda le terre di famiglia. Una selva di personaggi adorabili e ...continua

    Cosimo Piovasco Barone di Rondò passerà la vita a saltare da un'avventura all'altra come i suoi piedi fanno tra i rami del bosco che circonda le terre di famiglia. Una selva di personaggi adorabili e affascinati circondano e accompagnano le peripezie del giovane nobile. Un libro che ho scoperto tardi ma che amerò per sempre. Alcune scene restano impresse nella mente del lettore che una volta poggiato il libro avanza per i boschi a testa alta, alla ricerca di un giovane con un cappello di pel di gatto, per continuare a sognare.

    ha scritto il 

  • 5

    “Solo essendo così spietatamente se stesso come fu fino alla morte, poteva dare qualcosa a tutti gli uomini.”

    Nella citazione del titolo, contenuta quasi alla fine del romanzo, c’è in massima parte l’essenza del comportamento del barone Cosimo Piovasco di Rondò e la sua ragione fondamentale dell’avere scelto, ...continua

    Nella citazione del titolo, contenuta quasi alla fine del romanzo, c’è in massima parte l’essenza del comportamento del barone Cosimo Piovasco di Rondò e la sua ragione fondamentale dell’avere scelto, fino alla fine, non l’isolamento dagli altri, ma una logica di comportamento che gli permetterà, dall’alto dei suoi alberi, di osservare meglio quello che succede sulla terra conformandosi nel frattempo ad un suo bisogno interiore di darsi una regola e mantenerla con coerenza.
    Indubbiamente il Calvino migliore letto finora, anche se forse troppo lungo in certi passaggi, più che altro verso la fine, tali da far calare un po’ l’attenzione.
    La dimensione fiabesca miscelata con altre forme letterarie che contraddistinguono il ciclo degli antenati, di cui “Il barone rampante” è il secondo romanzo, è presente anche qui, caratteristica del periodo in cui Calvino scrisse questa trilogia.
    Cosimo con la sua scelta portata avanti fino alla fine, incrollabilmente, nonostante le eterne sirene che più volte lo avrebbero voluto far scendere, trova la sua dimensione non nell’isolamento come potrebbe far pensare il suo distacco dal terreno, cosa tra l’altro smentita anche dalla sua stessa vita, ma nel bisogno di staccarsi dagli altri per meglio capire e interagire con loro obbedendo a quella che è una sua necessità quasi spirituale, necessità a cui Calvino darà corpo, nel percorso della trilogia culminante con “Il cavaliere inesistente”, con la costruzione finale di un uomo nuovo e completo, pienamente consapevole del suo ruolo nella storia e nella società futura. Rivelatrice in tal senso potrebbe essere la morte presunta di Cosimo, nel modo in cui è stata concepita da Calvino, che sembra assurgere ad un possibile preludio per la venuta di nuovi e più illuminati uomini.
    Perlomeno, questo io ho creduto di vedere alla fine della lettura della trilogia degli antenati, con i vari personaggi che l’hanno popolata, dal Visconte a Cosimo ad Agilulfo, può darsi che non fosse proprio questo che Calvino intendesse, anche perché è abbastanza difficile interpretare quello che ha scritto in maniera univoca, a me comunque piace pensare che questi tre strambi personaggi siano legati tra loro da un unico filo conduttore che potrebbe essere l’esplorazione dei vari volti della dimensione umana con l’obiettivo finale, se possibile, di migliorarla…

    ha scritto il 

  • 0

    Che bello leggere Calvino, questo piccolo grande racconto mi ha davvero incantata, Cosimo sale sull'albero per non scendere mai più. Un gesto di ribellione il suo, senza pentimento mantiene una sua co ...continua

    Che bello leggere Calvino, questo piccolo grande racconto mi ha davvero incantata, Cosimo sale sull'albero per non scendere mai più. Un gesto di ribellione il suo, senza pentimento mantiene una sua coerenza.
    Ha preso le distanze, guarda tutto da sopra..una metafora potentissima.
    La sua vita è comunque piena di avventure, passando da un ramo all'altro trova una dimensione sconfinata, trova l'amore, trova la sua forza.
    Calvino ha una scrittura elegante e comprensibile, nella sua storia fantastica ci sono profondi insegnamenti. In questa sua opera raggiunge la perfetta sintesi tra la leggerezza (nelle immagini) e l'intensità (delle emozioni e dei messaggi che filtrano attraverso il testo).
    Per me questo è il capolavoro di Calvino: un testo intenso, che lascia moltissimo al lettore, senza essere inutilmente pretenzioso nella forma.

    ha scritto il 

  • 4

    Profondo in superficie

    In questa sua opera Calvino raggiunge la perfetta sintesi tra la leggerezza (nelle immagini) e l'intensità (delle emozioni e dei messaggi che filtrano attraverso il testo).
    Per me questo è il capolavo ...continua

    In questa sua opera Calvino raggiunge la perfetta sintesi tra la leggerezza (nelle immagini) e l'intensità (delle emozioni e dei messaggi che filtrano attraverso il testo).
    Per me questo è il capolavoro di Calvino, insieme con "le Città invisibili": un testo intenso, che lascia moltissimo al lettore, senza essere inutilmente pretenzioso nella forma.

    ha scritto il 

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