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Il barone rampante

Di

Editore: Garzanti Libri

4.1
(13223)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 262 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Galego , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8811020859 | Isbn-13: 9788811020851 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il narratore ripercorre la lunga vicenda del fratello, Cosimo di Rondò, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo a Ombrosa, in Liguria. Cosimo, persfuggire ad una punizione inflittagli dai suoi educatori, decide di salire suun albero per non ridiscendere mai più. Cosimo si costruisce un mondo aereodove diversi personaggi della cultura e della politica (Napoleone compreso)lo vanno a trovare, testimoniandogli la loro ammirazione. Vive anche unatormentata storia d'amore con la volubile Viola. Cosimo muore vecchio, senzamai discendere in terra: ammalato, in punto di morte, si aggrappa allafune di una mongolfiera e scompare mentre attraversa, così appeso, il mare.
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  • 5

    Da ascoltare

    L'ho scaricato in mp3 dal podcast di radiotre (Il terzo anello-Ad alta voce). ora c'è solo in altro formato, ma si può comunque ascoltarlo. Consiglio a tutti l'ascolto di questa magnifica lettura di Manuela Mandracchia, che rende questo romanzo, se possibile, ancora più straordinario di quanto s ...continua

    L'ho scaricato in mp3 dal podcast di radiotre (Il terzo anello-Ad alta voce). ora c'è solo in altro formato, ma si può comunque ascoltarlo. Consiglio a tutti l'ascolto di questa magnifica lettura di Manuela Mandracchia, che rende questo romanzo, se possibile, ancora più straordinario di quanto sia.

    ha scritto il 

  • 4

    Malgrado la giovane età del suo protagonista, la ribellione di Cosimo di Rondò si rivela ben presto un’iniziativa da non prendere sotto gamba: il rifiuto degli stanchi riti della sua famiglia appartenente alla piccola nobiltà di provincia e la scelta di salire sugli alberi vengono affrontati assu ...continua

    Malgrado la giovane età del suo protagonista, la ribellione di Cosimo di Rondò si rivela ben presto un’iniziativa da non prendere sotto gamba: il rifiuto degli stanchi riti della sua famiglia appartenente alla piccola nobiltà di provincia e la scelta di salire sugli alberi vengono affrontati assumendone in pieno le conseguenze così che il dodicenne decide di non mettere più piede a terra, proposito che manterrà fino alla morte. A narrarne le peripezie è il fratello minore Biagio, che ne vive le avventure per interposta persona continuando a condurre una banale esistenza terricola: Cosimo dimostra come, a dispetto di una situazione non proprio comoda, si possa passare una vita fatta di passioni e interessi che però ha il pregio di essere libera dalle convenzioni (da quasi tutte, almeno). Ingegnandosi con piccoli accorgimenti, il protagonista del romanzo predispone la sua residenza arborea e lì si fa una cultura, ama ed è riamato, vive da protagonista – per quanto possibile – il suo tempo fatto di importanti ribaltamenti. Cosimo inizia ad andare per i rami nella seconda metà del Settecento e, quando arrivano gli eventi di fine secolo, è più che pronto perché si è imbevuto di idee illuministiche leggendo libri su libri: la sua ribellione sembra armonizzarsi con quella che si scatena contro immobilismi secolari tanto che la caduta delle illusioni contribuisce ad accelerarne la fine molto di più della sopravveniente vecchiaia. Di egual peso è invece la fuga dell’amore della sua vita, quella capricciosa Violante detta Viola che fa sempre prevalere il tornaconto personale anche a dispetto dei sentimenti: l’addio definitivo è un altro dei colpi dai quali Cosimo non si riprende più. Come si vede, sono molti gli spunti che l’autore inserisce fra le pagine di questo bel lavoro che risulta ancora freschissimo a sessant’anni dalla sua prima uscita, non ultimo quello di un certo parallelismo con ‘Le confessioni di un Italiano’ suggerito da Calvino stesso (il periodo storico, la presa di coscienza di Cosimo come quella di Carlo, Viola come una versione assai più antipatica della Pisana): ciò non toglie che si tratti anche e soprattutto di un brillante romanzo di avventura – ci sono anche i pirati - in cui il protagonista deve superare una serie di situazioni difficili. Nato dal più classico dei ‘cosa succederebbe se’, il libro segue Cosimo nelle battute di caccia che gli garantiscono più della sopravvivenza, nelle sue amicizie con gli umili siano essi contadini o i miseri carbonai che vivono nel bosco, nel suo trasfigurarsi per le menti altrui da realtà a leggenda: una serie di episodi che sono stati alla base della divertita lettura giovanile che ricordavo e che hanno dimostrato la loro capacità di intrattenere anche in età adulta. Una capacità in cui non è secondaria la limpida scrittura calviniana che sa risultare semplice pur essendo intessuta di molte immagini e accurate descrizioni che servono a ricostruire l’angolo di mondo in cui si svolge l’azione: un’insenatura ligure dalla fitta vegetazione che non si chiama Ombrosa mica per niente (al giorno d’oggi Cosimo avrebbe qualche problema in più a vivere e soprattutto a spostarsi sugli alberi) in fondo alla quale occhieggia pacifico il mare.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo l'esordio nella narrativa fantastica, segnato da Il visconte dimezzato, Calvino pubblica uno dei suoi romanzi più felici, Il Barone rampante (1957). Si tratta di un "romanzo di formazione", ambientato nel Settecento, che Calvino scrive tra il 1956 e il 1957, in seguito ad eventi drammatici c ...continua

    Dopo l'esordio nella narrativa fantastica, segnato da Il visconte dimezzato, Calvino pubblica uno dei suoi romanzi più felici, Il Barone rampante (1957). Si tratta di un "romanzo di formazione", ambientato nel Settecento, che Calvino scrive tra il 1956 e il 1957, in seguito ad eventi drammatici come il "rapporto segreto" di Krusciov, che denunciava i crimini di Stalin, e come la repressione della rivoluzione ungherese da parte delle truppe sovietiche. Nella favola del barone che si stacca da terra per vivere tra gli alberi, si riflette allegoricamente la decisione di Calvino e di molti altri intellettuali di uscire dal Partito Comunista.

    ha scritto il 

  • 4

    "Mentre il nostro, di mondo, s’appiattiva là in fondo, e noi avevamo figure sproporzionate e certo nulla capivamo di quel che lui lassù sapeva, lui che passava le notti ad ascoltare come il legno stipa delle sue cellule i giri che segnano gli anni nell’interno dei tronchi, e le muffe allargano la ...continua

    "Mentre il nostro, di mondo, s’appiattiva là in fondo, e noi avevamo figure sproporzionate e certo nulla capivamo di quel che lui lassù sapeva, lui che passava le notti ad ascoltare come il legno stipa delle sue cellule i giri che segnano gli anni nell’interno dei tronchi, e le muffe allargano la chiazza al vento tramontano, e in un brivido gli uccelli addormentati dentro il nido rincantucciano il capo là dove più morbida è la piuma dell’ala, e si sveglia il bruco, e si schiude l’uovo dell’averla."

    ha scritto il 

  • 5

    La scrittura, neanche a dirlo, è scorrevole e la vicenda interessante connubio per cui le pagine vengono girate velocemente e senza neanche accorgersene.
    Per me è stata una bellissima ed interessante scoperta questo libro perchè il modo in cui vengono descritte le scene è magico e molto fac ...continua

    La scrittura, neanche a dirlo, è scorrevole e la vicenda interessante connubio per cui le pagine vengono girate velocemente e senza neanche accorgersene.
    Per me è stata una bellissima ed interessante scoperta questo libro perchè il modo in cui vengono descritte le scene è magico e molto facile da immaginare, trovando un veloce feeling con i personaggi e le ambientazioni.
    Ti immerge in un mondo circondato dagli alberi e dagli animali, usando espressioni ed emozioni che ti fanno venir voglia di arrampicarti su un albero e mandare tutto a quel paese.
    Cosimo però non è un solitario, bensì una persona che vive a modo suo ma a contatto con la società senza nuocere o far male a nessuno, anzi apportando aiuto e suggerimenti utili alla società in cui vive.
    Credo che questo sia un punto fondamentale della storia in cui traspare il messaggio dell'autore che vuole far capire che nonostante le stranezze e le diversità di ogni persona, tutti abbiamo bisogno di comunicare o di essere accettati per quello che si è.
    Tutti possiamo o potremmo fare del bene e aiutarci nonostante ognuno sia un mondo a parte.
    La vita è fatta di connessioni e ponti con le persone che questi vivano sugli alberi o in case di ghiaccio, mattoni o fango.
    Insomma, un libro piacevole da leggere.
    Unico neo, per me, è stato l'inserimento di alcune frasi e dialoghi in francese o russo senza la dovuta traduzione che ho dovuto lasciare ad interpretazione.
    Ad ogni modo è una di quelle storie che non vorresti mai che finissero proprio perchè ciò che ricrea è un po l'essenza di ognuno di noi.
    La vita, gli alberi, la natura, l'amore, la solitudine e la morte.
    C'è un Cosimo in ognuno di noi e sarebbe bello avere tempo e luogo per poterlo scoprire.

    ha scritto il 

  • 5

    Nel piacevolissimo stile che contraddistingue Calvino si snoda il racconto di Cosimo che porta all'estremo un gesto di ribellione infantile. Il risultato è un libro divertente, un tantino paradossale e grottesco, che si legge con grande facilità.

    ha scritto il 

  • 2

    Cosmo di Rondò era il primogenito di una nobile famiglia ligure del 18° secolo, i cui membri erano tutti abbastanza bizzarri.


    Un giorno il suo spirito ribelle lo induce a lasciare gli agi della sua casa per trasferirsi a vivere sugli alberi.


    Il fratello minore ci racconta per filo e ...continua

    Cosmo di Rondò era il primogenito di una nobile famiglia ligure del 18° secolo, i cui membri erano tutti abbastanza bizzarri.

    Un giorno il suo spirito ribelle lo induce a lasciare gli agi della sua casa per trasferirsi a vivere sugli alberi.

    Il fratello minore ci racconta per filo e per segno la nuova vita di Cosmo fino al momento della sua morte: le sue difficoltà di adattamento, i problemi di spostamento da un albero all’altro senza mai toccare terra, i suoi studi, le sue letture e il suo amore per Viola.

    Senz’altro si tratta di un testo curioso in cui il protagonista non intende uniformarsi alla massa e va contro corrente senza più voltarsi indietro. Ciò non gli evita di provare gioie e dolori, come tutti gli altri, ma gli fa anche osservare ciò che lo circonda da un punto di vista diverso, pur rinunciando, per principio, non solo alle comodità, ma soprattutto all’amore.

    Gradevole la lettura, ma non mi ha conquistato più di tanto. Molto divertente in certi punti,un pochino ripetitivo in altri.

    ha scritto il 

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