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Il barone rampante

Di

Editore: Einaudi Scuola

4.1
(13106)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Galego , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8828605472 | Isbn-13: 9788828605478 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    E' una storia di ribellione che dura una vita, che ha molto da insegnare. Sebbene io abbia trovato molto stimolanti i contenuti, ogni tanto la lettura rallentava parecchio e risultava un po' pesante; ...continua

    E' una storia di ribellione che dura una vita, che ha molto da insegnare. Sebbene io abbia trovato molto stimolanti i contenuti, ogni tanto la lettura rallentava parecchio e risultava un po' pesante; ma ciò non grava sull'effetto travolgente della storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa ...continua

    Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell’ora. Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: – Ho detto che non voglio e non voglio! – e respinse il piatto di lumache. Mai s’era vista disubbidienza più grave.

    Un estratto dal libro: http://bookmorning.com/2014/09/24/il-barone-rampante-di-italo-calvino/

    ha scritto il 

  • 5

    La ribellione non si misura a metri

    La vera ribellione inizia a tavola per Cosimo Piovasco di Rondò, figlio del Barone di Livombrosa, un immaginario paese sito sul litorale ligure. Lottando in nome di una inattuale sensibilità ...continua

    La vera ribellione inizia a tavola per Cosimo Piovasco di Rondò, figlio del Barone di Livombrosa, un immaginario paese sito sul litorale ligure. Lottando in nome di una inattuale sensibilità animalista che gli impedisce di appoggiare il regime paterno, il ragazzo dodicenne si rifiuta di cibarsi delle lumache cucinate dalla sorella, tentando di liberarle dalla tetra prigionia della “purga”. Destinato al castigo, decide di ammutinarsi al potere costituito ed andare a vivere sugli alberi della patria tenuta. Tutti credono che l’atto insurrezionale sia dettato da un impulso momentaneo, che la determinazione di Cosimo svanirà ben presto, ma così non è. Abbandonando ogni agio nobiliare, si abitua a vivere con poco sopra le fronde arboree su cui si muove agilmente, a mo’ di scoiattolo. Non scenderà mai più sul suolo terrestre, si vestirà della pelle degli animali cacciati e si ciberà della selvaggina. Dagli alberi amerà, sugli alberi intratterrà relazioni interpersonali con i personaggi più disparati, inciterà alla Rivoluzione, spingerà il popolo dei contadini – sempre osservati a distanza – a promuovere gli ideali della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità. Soffrirà e imparerà ad andare avanti col cuore spezzato, si incurverà per aderire meglio agli spazi angusti in cui è costretto a muoversi, si unirà alla Massoneria, conoscerà i Gesuiti ed entrerà in rotta con il loro tanto discusso movimento, riuscirà anche ad avere un cane – immancabile miglior amico dell’uomo, anche quando quest’ultimo si trova nelle foreste – infine si ammalerà e scomparirà in aria. La terra, suolo concreto, fonte di vita e indispensabile approdo per ogni essere vivente, è ciò che non toccherà mai più. L’insurrezione di Cosimo, la secessione che prende corpo negli anni della Rivoluzione francese per finire con la restaurazione dell’Ancien Régime, è il simbolo della lotta dell’eroe solitario che non rifugge le necessità carnali (Cosimo vivrà con tutti i suoi bisogni, soltanto… un po’ più in su del normale!) ma che deve crearsi un segno distintivo, un messaggio da lanciare, per costruirsi un’identità che valga la pena far respirare. Cos’è l’Io, se lo si priva di quel distinguo che gli permetta di essere veramente Qualcuno? Per questo Cosimo non scenderà mai. La sua non è la caparbietà di imporsi una disciplina volontaria punitiva, né una semplice manifestazione di malessere. È il grido della Personalità, che chiede disperatamente il proprio Spazio, il proprio Luogo, la giusta Collocazione e Considerazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Cosimo, primogenito dodicenne di una nobile famiglia “decaduta” vive in un paese immaginario della Liguria. Il ragazzo non accetta di subire passivamente le regole dell’etichetta alle quali ...continua

    Cosimo, primogenito dodicenne di una nobile famiglia “decaduta” vive in un paese immaginario della Liguria. Il ragazzo non accetta di subire passivamente le regole dell’etichetta alle quali dovrebbe attenersi; un giorno libera insieme a suo fratello Biagio delle lumache che sua sorella Battista avrebbe dovuto cucinare, e viene messo in punizione per tre giorni; per dispetto la sorella cucina le stesse lumache, che Cosimo rifiuta di mangiare. Al richiamo dei parenti il ragazzo decide di scappare sull’elce del suo giardino e promette che non scenderà più. All’inizio tutti credono che il ragazzo stia scherzando, ma in realtà Cosimo ha veramente intenzione di restare lassù per sempre. Cosimo diventa Barone in seguito alla morte del padre e prende il controllo dei beni della famiglia. Diventato ventenne, ha altri rapporti ,anche sessuali, con diverse donne che corrispondono il suo amore. Successivamente giunge la morte della madre, alla quale starà vicino fino alla fine. Un giorno Ottimo Massimo (il bassotto di Viola ritrovato da Cosimo nel bosco i giorni successivi alla partenza dell’amica verso il collegio) scappa, ma torna seguito da un’amazzone a cavallo, Cosimo scopre essere Viola con la quale passerà giorni felici, caratterizzati da un amore reciproco che però si conclude perché Viola va in Inghilterra per paura della rivoluzione. Negli ultimi capitoli del romanzo, Italo Calvino, dedica molto tempo alla narrazione della rivoluzione Francese e di come Cosimo, riceve per fama, la visita di Napoleone. Successivamente all'incontro con Napoleone, Cosimo si ammala e viene assistito dall'intera comunità di Ombrosa: lo invitano a scendere dagli alberi, ma lui si rifiuta. In punto di morte sorprende tutti: dal lenzuolo che per lui è stato steso (legandolo tra gli alberi e consentendo così che non toccasse terra), balza in alto fino a raggiungere la corda di una mongolfiera dell'aeronautica che passava da li e scomparire nel cielo, senza tradire il suo intento di non rimettere più piede sulla terra.

    ha scritto il 

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