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Il bastardo ovvero gli amori, i travagli e le lacrime di don Emanuel di Savoia

Di

Editore: Rizzoli

3.5
(14)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817106127 | Isbn-13: 9788817106122 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , History

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Descrizione del libro
socioantropologia storica del gay nascosto

il giorno che andai a trovare gina lagorio nella sua casa di milano un anno prima della sua morte, fu fortunato
una corrente di forte simpatia intercorse tra noi e la scritrice mi donò sul libro che ho tra i miei qua dentro delle importanti confidenze..la più essenziale per capire una delle anime dell'opera è quella che l'ha vista intuire con "ventre di madre"come mi disse l'omosessualità di manuel per
quella indole divinatoria che le madri appunto posseggono accompagnata da senso della compassione e per quella capacita' di amore universale che le rende streghe e principesse.
il protagonista ha la forza di un personaggio moderno e tormentato...
manuel ci entra sotto la pelle e ci istruisce sull'universalità del dolore legato alla ricerca della felicità identitaria

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  • 4

    Ego alius quam sum esse non possum - Erasmo da Rotterdam “Io non posso essere diverso da quello che sono”

    Non si sa molto di questo Savoia, illegittimo figlio di Carlo Emanuele I duca di Savoia. Ci sono poche tracce del suo passaggio nel Piemonte dei seicento .
    E’ la stessa autrice Gina Lagorio a commentare “I riferimenti storici sono veri. Il resto chissà”
    E quel chissà ci porta a ...continua

    Non si sa molto di questo Savoia, illegittimo figlio di Carlo Emanuele I duca di Savoia. Ci sono poche tracce del suo passaggio nel Piemonte dei seicento .
    E’ la stessa autrice Gina Lagorio a commentare “I riferimenti storici sono veri. Il resto chissà”
    E quel chissà ci porta a conoscere un personaggio “costretto” a vivere diversamente da quel se stesso che tenta continuamente di uscire allo scoperto ma che per il buon nome dei Savoia deve restare nascosto.
    Ovviamente non si sa se l’Emanuel descritto sia rispodente alla realtà.
    Questo Emanuel viene così bene tracciato dall’autrice che riesce a trasferire al lettore quell’angoscia che sarà forse l’unica vera e quotidiana compagna di una vita portata avanti per “dovere di casato” ma non per scelta.
    Una delle pagine per me più commoventi del libro è quella che racconta la visita al santuario della Madonna di Oropa :
    “Era incantato e impaurito. Cadde in ginocchio, la testa pesante sul petto, le mani strette convulsamente, le palpebre chiuse a nascondere gli occhi al resto del mondo; il segretario e gli altri del seguito erano fermi a distanza di rispetto. Pregava senza parole, invocava aiuto, non sapeva che cosa chiedere alla nera Madonna che lo sovrastava, piangeva ai suoi piedi come avrebbe pianto accanto alla poltrona di Louise se per miracolo avesse potuto parlarle ancora. Dio, come stava male! Come il suo cuore traboccava, per tutto e per nulla che si potesse dire, era l’intera sua vita che oscillava, sbandava, correva senza guida e non sapeva dove, era stanco di perdersi in mille piccole richieste concrete, incarichi denaro esenzioni, quando uno solo era il suo bisogno: essere qualcuno che c’è per qualcun altro, respirare e amare in libertà, guardarsi intorno e sapere che, andasse bene o andasse male, gli portasse piaceri e sofferenze, la giornata gli apparteneva come apparteneva agli altri, non doveva fare altro che viverla come meglio sapeva con i talenti che aveva avuto nascendo.
    Alzò gli occhi all’icona. Tra le ciglia strette lo sguardo della Madonna gli parve s’incrociasse con il suo. Vi si immerse senza paura, non aveva più nessun altro a cui affidarsi, la morsa che gli stringeva il cuore gli toglieva il respiro.”
    E’ invece palpabile il suo rammarico quando cerca di “ritagliarsi” poche ore per lui, il vero lui , ma è sempre troppo complicato :
    “Emanuel pensava a come tutto avrebbe potuto essere diverso se ……. C’era sempre un se che impediva a una pausa che poteva essere gioiosa di manifestarsi con leggerezza, sempre qualcosa veniva a rubare momenti di intimità che gli erano concessi “.
    L’arrivo della malattia gli fa sentire il bisogno di confessarsi e chiedere perdono a Dio :
    “Il gesuita abbassò la testa sul petto, la corona del rosario fra le dita e lo invitò : “Parla, io ti ascolto, non avere timore. La bontà divina ha braccia tanto più larghe di quella umana e nel suo abbraccio accoglierà anche te, anzi ti ha già accolto, poiché sei disposto a chiedere perdono. “ E’ una frase talmente bella che mi fa veramente sentire l’abbraccio di un Dio davvero padre .
    Non è un libro scritto di getto, ci sono voluti cinque anni per delineare con delicatezza e comprensione la storia degli amori, dei travagli e delle lacrime di don Emanuel di Savoia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    E' più che bello, non lo inserisco nella categoria "adorati" solo perchè non è uno di quelli che rileggo abitualmente.

    ha scritto il