Il bordo vertiginoso delle cose

Di

Editore: Rizzoli

3.6
(1228)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817068586 | Isbn-13: 9788817068581 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Mentre sorseggia il cappuccino come ogni mattina, seduto in un bar nel centro di Firenze, Enrico Vallesi legge una notizia sul giornale: in un conflitto a fuoco con i carabinieri, è rimasto ucciso un rapinatore, da poco uscito di galera. Il nome della vittima riporta Enrico alla fine degli anni Settanta, al primo giorno di liceo, quando in una classe di quindicenni aveva fatto la sua comparsa Salvatore. più volte bocciato, turbolento, il compagno che gli aveva insegnato come difendersi dalla violenza della strada e superare a testa alta quel territorio straniero che è l'adolescenza. Ai ricordi di Enrico si alterna il racconto del suo ritorno nella città dalla quale era partito, quando non aveva ancora conosciuto gioie e delusioni del matrimonio e del suo mestiere di scrittore. Un ritorno a casa in cerca di risposte ai propri tormenti, per scoprire quello che tanti anni prima si era lasciato alle spalle, ma anche per capire cosa è diventata nel frattempo la sua vita.
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  • 3

    Un libro su un passato irrisolto raccontato in un presente sospeso, con uno sguardo ad un futuro tutto da definire.
    Continuo a pensare che Carofiglio non riesca a dare spessore ai suoi personaggi e ch ...continua

    Un libro su un passato irrisolto raccontato in un presente sospeso, con uno sguardo ad un futuro tutto da definire.
    Continuo a pensare che Carofiglio non riesca a dare spessore ai suoi personaggi e che in fondo della storia in sé gli interessi poco. I suoi mi sembrano libri un po' irrisolti, come il protagonista di questa storia, però accidente se sa scrivere bene!

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un viaggio da Firenze a Bari alla riscoperta delle proprie radici, il cammino di uno scrittore in crisi sui luoghi dell’adolescenza, l’incrocio tra i ricordi del passato e gli incontri de ...continua

    Ingredienti: un viaggio da Firenze a Bari alla riscoperta delle proprie radici, il cammino di uno scrittore in crisi sui luoghi dell’adolescenza, l’incrocio tra i ricordi del passato e gli incontri del presente, uno scontro tra amore ed amicizia dall'esito amaro.
    Consigliato: a chi cammina sul bordo di sentimenti effimeri o duraturi, a chi è preda di vertigini affacciandosi sul proprio passato.

    ha scritto il 

  • 3

    Chi ci sta vicino può realmente conoscerci,se noi non vogliamo? E tutti quelli che ci ruotano attorno sono interessati a conoscerci davvero? Queste e tante altre questioni profonde e mai scontate, pos ...continua

    Chi ci sta vicino può realmente conoscerci,se noi non vogliamo? E tutti quelli che ci ruotano attorno sono interessati a conoscerci davvero? Queste e tante altre questioni profonde e mai scontate, poste con tocchi leggeri. Come sempre.

    ha scritto il 

  • 2

    "Il bordo vertiginoso delle cose" di Gianrico Carofiglio. E' il primo libro che leggo di questo scrittore. Ho trovato la sua scrittura ipnotica. Mi teneva incollato a leggere e mi sentivo rilassato, m ...continua

    "Il bordo vertiginoso delle cose" di Gianrico Carofiglio. E' il primo libro che leggo di questo scrittore. Ho trovato la sua scrittura ipnotica. Mi teneva incollato a leggere e mi sentivo rilassato, ma non posso comunque affermare che questo romanzo mi sia davvero piaciuto del tutto. Devo forse ancora metabolizzarlo. Alcuni capitoli scorrevano con piacere, altri piu' lentamente. Ne leggerò sicuramente un altro dei suoi, ma non subito. Giudizio sospeso

    ha scritto il 

  • 5

    Pensavo fosse un giallo....

    Pensavo fosse un giallo, mentre è una bella storia con la tecnica del flashback alternato al racconto attuale. Molto bello e toccante e, come tutti i romanzi di Carofiglio, scritto benissimo. Viene vo ...continua

    Pensavo fosse un giallo, mentre è una bella storia con la tecnica del flashback alternato al racconto attuale. Molto bello e toccante e, come tutti i romanzi di Carofiglio, scritto benissimo. Viene voglia di visitare Bari

    ha scritto il 

  • 1

    Ecco: fermatevi al titolo!

    E' bello ed evocativo: immaginate un romanzo che gli si attagli e sarà senz'altro meglio di quello che ha scritto Carofiglio. Per cui potete evitare di leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    L'opera si salva in virtù della sua seconda parte. All'inizio si macina incertezza e il lettore si muove a fatica, quasi sperduto tra i pensieri disomogenei del protagonista, disorientato dai suoi sal ...continua

    L'opera si salva in virtù della sua seconda parte. All'inizio si macina incertezza e il lettore si muove a fatica, quasi sperduto tra i pensieri disomogenei del protagonista, disorientato dai suoi saltelli temporali ed infastidito da un ritmo narrativo lento ed irregolare. Oltre metà libro, grazie-a-dio-, tutto cambia: l'organizzazione dei pensieri e dei ricordi si fa più sistematica, le figure si fanno più nitide, il fine ultimo comincia ad intravedersi, lo stile aderisce di più e diventa leggermente più coerente con il contenuto.
    Ma nel romanzo manca ciò che di Carofiglio è elemento distintivo: l'umorismo, la leggerezza, la fluidità. E' legittimo, certo, provare altre strade, ma la sua scrittura colloquiale ed informale non ce la fa a sostenere con disinvoltura il peso di quella malinconia e di quel dolore pungente che solo certi ricordi possono suscitare e che si snodano, invece, lungo tutta la narrazione non sempre ben incanalati e supportati da un contenitore forte. Anche Guerrieri ricorda, ma il suo umorismo e l'autoironia non ci permettono di soffermarci a lungo sul dolore e dunque la leggerezza dello stile narrativo è giusta e coerente; Enrico, invece, non è simpatico, è insofferente, patetico e la malinconia del passato lo incolla al presente, bloccandolo; ci voleva uno regime linguistico e stilistico diverso, per questo, e anche un maggiore approfondimento del suo'animo inquieto . Un contenuto fin troppo serio e un contenitore sottile e leggero: il contrasto si sente e dà fastidio.
    Ma va bene, va bene lo stesso.

    ha scritto il 

  • 2

    Storiella

    Scrittore in crisi alla ricerca dell'ispirazione e della voglia di vivere ripercorre il suo passato di adolescente all'ombra di un maestro e di un amore di cui sente irresistibilmente nostalgia. Per u ...continua

    Scrittore in crisi alla ricerca dell'ispirazione e della voglia di vivere ripercorre il suo passato di adolescente all'ombra di un maestro e di un amore di cui sente irresistibilmente nostalgia. Per un viaggio in treno se non c'è proprio nessuno con cui parlare.

    ha scritto il 

  • 3

    Enrico è uno scrittore esordiente: cioè, Enrico è uno scrittore esordiente da quasi dieci anni, uno di quegli scrittori di un unico, fulminante, ed ultimo libro. E poi più niente: la rincorsa affannos ...continua

    Enrico è uno scrittore esordiente: cioè, Enrico è uno scrittore esordiente da quasi dieci anni, uno di quegli scrittori di un unico, fulminante, ed ultimo libro. E poi più niente: la rincorsa affannosa all’idea per il secondo libro, quello della conferma; la rinuncia apparentemente serena e il rifugio nella defilata posizione di ghost writer, scrittore di libri altrui. In parallelo, una vita personale altrettanto bloccata in un galleggiamento senza meta: un amore lasciato finire senza opporre resistenza, una città elettiva (Firenze) che lo ha accolto senza diventare casa. Tutto vissuto in una placida accettazione: non fosse per quel dolore acuto e improvviso al gomito, quasi un imprevedibile sussulto di coscienza.
    Finché, un mattino come tanti, la lettura distratta di un giornale fa riemergere un nome dimenticato che spinge Enrico ad un viaggio a ritroso verso un passato lontano e verso la città natale, Bari. Comincia così un percorso di formazione (o ri-formazione o ri-parazione) in due direzioni opposte e parallele, contrassegnate dalla diversa titolatura dei capitoli che si alternano: in rigoroso ordine numerico quelli che narrano in maniera lineare il presente, quello dell’uomo adulto, scrittore in crisi, nel suo girovagare tra le strade di una Bari cambiata e al tempo stesso uguale a come la ricordava, tra epifanie attese (il fratello non più così inarrivabile e non più così estraneo, l’amica del cuore della gioventù, che ha attraversato il dolore rimanendo se stessa) e inaspettate (una barbona filosofa e un pescatore-professore che sa ascoltare). Con il nome del protagonista, Enrico, sono intitolati i capitoli che ricostruiscono per flash retrospettivi un anno di liceo del protagonista: l’anno in cui tutto è cambiato, quello in cui ha conosciuto la politica e la violenza, l’amore e la scrittura, quando Salvatore e Celeste hanno brevemente incrociato le loro esistenze con la sua.
    I due percorsi sono destinati a ricongiungersi proprio lì dove sembravano entrambi destinati ad interrompersi, ovvero “sull’orlo vertiginoso delle cose”, al di là del quale, per chi osa sporgersi, si rivela una possibilità di futuro.
    Romanzo gradevole, ben congegnato nella struttura narrativa che rende un po’ meno scontata l’eterna formula del Bildungsroman. Peccato che l’edizione supereconomica della BUR (o almeno la mia copia) contenga diversi errori di impaginazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Una piacevole lettura con un Autore che dimostra di conoscere perfettamente il ritmo narrativo e che riesce a trasmettere le sensazioni di un mondo che, legato all'età dell'adolescenza, si riversa nel ...continua

    Una piacevole lettura con un Autore che dimostra di conoscere perfettamente il ritmo narrativo e che riesce a trasmettere le sensazioni di un mondo che, legato all'età dell'adolescenza, si riversa nella quotidianità alla ricerca di un passato mai dimenticato, ma sempre nascosto. "A noi preme soltanto il bordo vertiginoso delle cose" è un verso di una poesia di Robert Browning e che guida il protagonista della vicenda alla ricerca di sè, in viaggio della speranza che ci restituisce una Bari poco nota e pienamente poetica. Un buon racconto per passare in piacevole compagnia di un libro il proprio fine settimana. Consigliato.

    ha scritto il 

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