Il borgomastro di Furnes

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi, 290)

4.1
(474)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845910709 | Isbn-13: 9788845910708 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tea Turolla

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Furnes è un borgo fiammingo, dove si mescolano nobili dimore e primi segni diun'americanizzazione generale. Dominante, nel luogo, è la figura del borgomastro, che tutti chiamano Baas, ed è un vero boss autorevole, sicuro, inflessibile, temuto. Intorno a lui un tessuto di chiacchiere al circolo, delazionie corruzione. E una donna nascosta, in condizioni abiette. Ma, una sera cometante altre, anche nel borgomastro, in questo imperturbabile monolite, si apreuna crepa. Simenon ci mostra così, fino alle ultime conseguenze, che cosa siscopre appena di affonda un po' nella vita apparentemente più ordinata.Il romanzo, che Simenon dichiarò di avere scritto "in un vero e proprio statodi allucinazione" fu composto nel 1938 e pubblicato nel 1939.
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  • 3

    Non conosco Furnes. Non ne conosco il borgomastro, né gli abitanti.

    Con questa lapidaria “avvertenza” collocata all’inizio del romanzo più cupo e funereo che Simenon abbia scritto (o quanto meno che io abbia letto), il maestro di Liegi rimarca l’universalità della vic ...continua

    Con questa lapidaria “avvertenza” collocata all’inizio del romanzo più cupo e funereo che Simenon abbia scritto (o quanto meno che io abbia letto), il maestro di Liegi rimarca l’universalità della vicenda e dei temi che si dipanano in queste pagine.

    Questo benché, come sempre, l’atmosfera dei luoghi, delle brume fiamminghe, delle strade umide e sferzate dal vento, delle case austere e mal riscaldate, delle taverne fumose, costituisca un punto di forza del libro, e sia difficile immaginarne l’ambientazione in un altro contesto geografico.

    Definita così la scenografia, i personaggi si muovono in un quadro dominato in tutti i sensi dal carattere del protagonista che, leggendo i commenti, ho visto definire spregevole, commovente, egoista, superiore, perverso… ed in effetti il borgomastro Joris Terlinck è tutto questo ed anche altro, re e schiavo del suo mondo al quale è ineluttabilmente incatenato, anche quando le sirene cercano di attirarlo verso il mare e quando il suo regno è ridotto ad un ammasso di macerie morali e materiali.

    Non sembra possibile estrapolare una valutazione oggettiva del romanzo dal giudizio sull’oscuro protagonista che resta contraddittorio e inafferrabile nonostante l’obiettivo dell’autore sia costantamente puntato su di lui e non esista scena che non lo mostri in primo piano, mentre gli altri si avvicendano come pallide e fragili marionette.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Mi sono tuffato a corpo morto su Simenon e con un autore così prolifico, nonché rapidissimo nella scrittura, non è infrequente individuare subito, oltre a delle atmosfere preferite, anche una struttur ...continua

    Mi sono tuffato a corpo morto su Simenon e con un autore così prolifico, nonché rapidissimo nella scrittura, non è infrequente individuare subito, oltre a delle atmosfere preferite, anche una struttura ricorrente nelle sue storie; questo non è necessariamente un difetto: si dice che in fin dei conti ogni scrittore scriva e riscriva sempre lo stesso romanzo (Simenon stesso, in questo senso, si definiva più artigiano che artista perché più che perfezionare un romanzo che non lo convinceva del tutto preferiva ripromettersi di migliorarsi in quello dopo, perfezionando volta per volta la sua opera) e credo che anche il lettore vada evidentemente cercando nei suoi autori preferiti sempre quella narrazione che ama.
    Ecco, in questa prospettiva, secondo me il Borgomastro di Furnes è il romanzo che al momento mi pare meno riuscito fra i "duri" di Simenon: nel paradigma "dinamiche ripetitive - crisi - primissimi piani psicologici - resa" quella del Baas risulta una declinazione oltremodo imperscrutabile, e va bene, ma anche poco avvincente.
    La figura del personaggio sgradevole e ottuso è resa alla perfezione ma, nonostante la lunga e meticolosa descrizione dei suoi movimenti, non sono riuscito a provare empatia o anche solo tensione per la sua storia.
    Alla fine quelle di Simenon sono storie di perdenti, storie di routine spezzate, di crisi esistenziali che si sviluppano e si piegano su sé stesse. Anche quelli che sembrano uscirne a testa alta – l'uomo che guardava passare i treni, o Ben, il figlio dell'orologiaio di Everton – risolvono la propria crisi dentro il perimetro del loro piccolo mondo o, più semplicemente, del loro destino.
    Quella del borgomastro mi è parsa la storia più triste: un uomo potente e che ha tutto ma che è e rimane infelice e vuoto, senza nemmeno accorgersene, fino alla fine. In lui non c'è crisi, non c'è evoluzione. Avrei voluto vederlo crollare, cedere, espiare, cambiare. Invece niente.
    Questa volta l'estenuante, tortuoso percorso, non ha portato a nulla.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima lettura di Simenon

    Ho deciso di leggere questo libro di Simenon in vista di un viaggio nelle fiandre. Non avevo mai letto niente di questo autore ed ora che ho iniziato non vedo l'ora di prendere in mano un'altro suo li ...continua

    Ho deciso di leggere questo libro di Simenon in vista di un viaggio nelle fiandre. Non avevo mai letto niente di questo autore ed ora che ho iniziato non vedo l'ora di prendere in mano un'altro suo libro. Davvero notevole, scrito molto bene, letura scorrevole e mai banale.
    La storia è incentrata sulla vita del sindaco di un paesino delle fiandre e sul rapporto che quest'uomo ha con i suoi famigliari e i suoi concittadini. Mi fermo qui con la recensione per non togliere il gusto a chi vorrà leggerlo di scoprire da sè il finale.

    ha scritto il 

  • 5

    Provincia

    Lo squallido provincialismo di una borgata viene fuori attraverso la forte figura di questo Borgomastro che forse nella vita ha sbagliato tutto senza mai avere sbagliato nulla... Uno dei libri a pare ...continua

    Lo squallido provincialismo di una borgata viene fuori attraverso la forte figura di questo Borgomastro che forse nella vita ha sbagliato tutto senza mai avere sbagliato nulla... Uno dei libri a parer mio più riusciti di Simenon che insuffla ai suoi personaggi il giusto respiro vitale e fa respirare a noi lettori i paesaggi franco-belgi attraverso le magiche descrizioni a base di salsedine e umidità, vetri gocciolanti e appannati e numerose birre e liquorini...

    ha scritto il 

  • 3

    Delizioso Simenon!

    Il borgomastro di Furnes è un uomo che ha voluto fortemente raggiungere il ruolo di primo cittadino, anche a scapito di qualche scorrettezza.
    Il Baas Joris Terlinck è un uomo forte, temuto dai suoi ci ...continua

    Il borgomastro di Furnes è un uomo che ha voluto fortemente raggiungere il ruolo di primo cittadino, anche a scapito di qualche scorrettezza.
    Il Baas Joris Terlinck è un uomo forte, temuto dai suoi cittadini, da sua moglie, dalla sua cameriera e da chiunque lo circondi, ma anche chi crede di non poter mai essere in discussione può commettere un errore. Il suo è quello di non aver concesso un prestito ad un suo dipendente e questi si suicida. A questo punto, la sua integrità comincia a scricchiolare, tanto da fargli commettere degli errori e delle leggerezze che mai avrebbe pensato poter affrontare.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno spettacolo

    Simenon riesce a rimetterti al mondo (come lettore).
    La sua più grande capacità è di riuscire a scrivere anche di una quotidianità vetusta, distante dalla tua così minuziosamente da rendere godibile a ...continua

    Simenon riesce a rimetterti al mondo (come lettore).
    La sua più grande capacità è di riuscire a scrivere anche di una quotidianità vetusta, distante dalla tua così minuziosamente da rendere godibile anche lo sfilettamento di un pollo.
    Non ho letto tutta la sua opera, ma se non fosse per l'ultimissima parte, che mi ha lasciata un po' in dubbio, 5 stelle era il giusto voto.
    Non si ripete mai, ha sempre una storia ben congegnata e ricca di avvenimenti da proporre. In questa spicca il protagonista, il Borgomastro, uomo difficile e burbero che si muove in una Fiandra salmastra, battuta dai venti oceanici e dalla neve. Uomo però con un ideale che lo muove, che lo spinge all'eccesso negli scontri verbali. A corollario tanti personaggi, tutti ben descritti e con una parte in campo ben definita e pesante.
    Ottimo libro, adoro tuffarmi nelle atmosfere brumose e fumose di Simenon. E in questo ci godi proprio; rivedi le pareti di cuoio delle gilde di Anversa, senti lo scricchiolio delle scale di legno delle case tipiche di Bruges, i canali e le casette verdi.
    Un libro da assaporare.

    ha scritto il 

  • 4

    quadro fiammingo

    Interno fiammingo. Scuro, profondo e completo. Leggere questo romanzo è attraversare le sale di una mostra di pittori fiamminghi del XV-XVII sec. Una teoria di scene di vita intima e familiare, pubbli ...continua

    Interno fiammingo. Scuro, profondo e completo. Leggere questo romanzo è attraversare le sale di una mostra di pittori fiamminghi del XV-XVII sec. Una teoria di scene di vita intima e familiare, pubblica e sociale come poche volte ho letto anche in Simenon. L’autore torna alla sua terra natia che conosce così bene; descrivendola riesce a dare il meglio di sé. Persino i Maigret ambientati nelle Fiandre hanno qualcosa in più degli altri. I luoghi del cuore.
    Questo romanzo sembra essere la tardiva maturazione, quasi un romanzo di formazione fuori tempo, di un borghese del nord che vive di stereotipi, simboli sociali, convenzioni e ipocrisie. Un borghese potente, anche se nel suo piccolo ambiente di provincia, che soffre la solitudine del potere e la fatica dell’ascesa dal basso all’alto. Simenon ha il dono inestimabile della sintesi e in duecento pagine affresca una società e spennella personalità e personaggi. Terlinck, fulcro della narrazione, svela una complessità d’animo che cova rivoluzioni profonde cui si affaccia con gratitudine come a un’ancora di salvezza, di chi intravede possibilità infinite anche nell’età matura; possibilità che rifiuta restando fedele a se stesso. L’espediente narrativo è semplice, il momento di partenza dell’azione narrativa efficace

    la recensione continua http://parladellarussia.wordpress.com/2014/02/02/il-borgomastro-di-furnes/

    ha scritto il