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Il borgomastro di Furnes

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi, 290)

4.1
(431)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845910709 | Isbn-13: 9788845910708 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tea Turolla

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Furnes è un borgo fiammingo, dove si mescolano nobili dimore e primi segni diun'americanizzazione generale. Dominante, nel luogo, è la figura del borgomastro, che tutti chiamano Baas, ed è un vero boss autorevole, sicuro, inflessibile, temuto. Intorno a lui un tessuto di chiacchiere al circolo, delazionie corruzione. E una donna nascosta, in condizioni abiette. Ma, una sera cometante altre, anche nel borgomastro, in questo imperturbabile monolite, si apreuna crepa. Simenon ci mostra così, fino alle ultime conseguenze, che cosa siscopre appena di affonda un po' nella vita apparentemente più ordinata.Il romanzo, che Simenon dichiarò di avere scritto "in un vero e proprio statodi allucinazione" fu composto nel 1938 e pubblicato nel 1939.
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  • 5

    Provincia

    Lo squallido provincialismo di una borgata viene fuori attraverso la forte figura di questo Borgomastro che forse nella vita ha sbagliato tutto senza mai avere sbagliato nulla... Uno dei libri a parer mio più riusciti di Simenon che insuffla ai suoi personaggi il giusto respiro vitale e fa respi ...continua

    Lo squallido provincialismo di una borgata viene fuori attraverso la forte figura di questo Borgomastro che forse nella vita ha sbagliato tutto senza mai avere sbagliato nulla... Uno dei libri a parer mio più riusciti di Simenon che insuffla ai suoi personaggi il giusto respiro vitale e fa respirare a noi lettori i paesaggi franco-belgi attraverso le magiche descrizioni a base di salsedine e umidità, vetri gocciolanti e appannati e numerose birre e liquorini...

    ha scritto il 

  • 3

    Delizioso Simenon!

    Il borgomastro di Furnes è un uomo che ha voluto fortemente raggiungere il ruolo di primo cittadino, anche a scapito di qualche scorrettezza.
    Il Baas Joris Terlinck è un uomo forte, temuto dai suoi cittadini, da sua moglie, dalla sua cameriera e da chiunque lo circondi, ma anche chi crede di non ...continua

    Il borgomastro di Furnes è un uomo che ha voluto fortemente raggiungere il ruolo di primo cittadino, anche a scapito di qualche scorrettezza. Il Baas Joris Terlinck è un uomo forte, temuto dai suoi cittadini, da sua moglie, dalla sua cameriera e da chiunque lo circondi, ma anche chi crede di non poter mai essere in discussione può commettere un errore. Il suo è quello di non aver concesso un prestito ad un suo dipendente e questi si suicida. A questo punto, la sua integrità comincia a scricchiolare, tanto da fargli commettere degli errori e delle leggerezze che mai avrebbe pensato poter affrontare.

    ha scritto il 

  • 4

    Oggi pomeriggio ero seduto su una panchina e mi guardavo le mani. Pensavo alla telefonata del mio capo. Devo prepararmi a qualcosa di terribile mi ha detto. Ok, so che stiamo lavorando a qualcosa di molto importante, ma non pensavo che la cosa potesse rivoltarsi contro di me così in fretta e così ...continua

    Oggi pomeriggio ero seduto su una panchina e mi guardavo le mani. Pensavo alla telefonata del mio capo. Devo prepararmi a qualcosa di terribile mi ha detto. Ok, so che stiamo lavorando a qualcosa di molto importante, ma non pensavo che la cosa potesse rivoltarsi contro di me così in fretta e così male. Ne ho fatte di scelte avventate nella mia vita e ho sempre accettato le conseguenze, ma questa volta prima di accettare avevo ragionato. Quando sono in questo stato di agitazione mi guardo le mani per calmarmi. Non ho mani particolarmente belle ma guardarle mi fa venire in mente una storia che mi diverte e mi rilassa. La storia è la storia di un uomo di nome Jerry. Jerry è nato in Inghilterra, nel Devonshire e fino a 9 anni è stato un bambino come tanti. Madre gradevole, padre alto e magro, pianista in gioventù. Bambino abbastanza socievole, nella media. Capelli chiari, mossi, sguardo non troppo sveglio ma presente, qualche difficoltà con le ragazzine ma era l'età. Poi sono arrivate le mani. Mentre il bimbo era al supermercato con la madre un signore lo ferma e gli prende le mani. La madre sta per fare una scenata ma quello dice no, signora, non ha capito, suo figlio ha mani favolose, questo è il mio biglietto, mi chiami se è interessata a dare a questo giovanotto un lavoro. Così il bambino ha cominciato la sua carriera ed è cresciuto nella gloria delle sue mani. Per monitorare la crescita delle mani madre e padre hanno preso tutte le precauzioni, hanno consultato dottori, esperti, hanno dosato attività fisiche, esercizi di scioglimento, lezioni di chitarra e piano. Quasi ventenne Jerry aveva delle mani per cui lo fermavano per strada. Jerry era le mani di centinaia di riviste, pubblicità, cartelloni pubblicitari. Con tutti i soldi che gli sono piovuti addosso è arrivata anche una discreta influenza, Jerry trovava lavoro ad amici e conoscenti, andava in giro con persone famose e con i soldi e la fama sono arrivate le donne. Un uomo ricco, generoso e influente, e con mani bellissime. Il sogno di moltissime donne. Belle donne. E per un po' Jerry ha frequentato modelle, attrici, cantanti e presto è comparso in quasi tutte le riviste di gossip dell'Inghilterra. Per un po' lo hanno chiamato "The Hands king", nickname che sottolineava con le maiuscole la gerarchia tra mani e re, e in breve fu invitato dalla regina Elizabeth. Tutto era perfetto, ma Jerry sentiva che c'era qualcosa che non andava. Si guardava le mani e si domandava cosa sarebbe stato lui senza quelle due bellissime mani. Niente, sarebbe stato niente. Per tutti lui era solo quelle due mani. Era come se quelle mani non fossero le sue, non più almeno. Ma lui non era altro che quelle due mani! Non potevano averle, non più! Quel pensiero è diventato lentamente un'ossessione e un giorno, mentre era a lavoro per un servizio fotografico, di fronte a tutti i presenti ha preso il bollitore per il tè e ha detto, le mani sono mie ma io sono molto di più, e si è versato l'acqua bollente sulla mano sinistra. Tutti sono andati nel panico. Jerry urlava per il dolore e per l'immediato rimpianto, poi è svenuto e l'ambulanza è arrivata dopo circa mezz'ora. C'è voluto quasi un mese prima che la mano tornasse funzionale, ma la sua antica bellezza era persa. Aveva sempre la mano destra, ma presto il lavoro è diminuito, la fama anche, e così le donne. Ma ormai era abituato a un certo tenore di vita, a certe abitudini, a una continua sessualità. Per ovviare alla mancanza ha preso a masturbarsi. Ha perso il controllo e nel corso degli anni più il suo il suo status crollava più la sua mano si incalliva. Si è ritrovato così vicino ai settanta, con le rughe a coprire i suoi errori, solo e povero. Forse non è una storia così divertente, ma mi calma. Mi chiedo come saranno le mie mani a settanta anni. Mi sono alzato dalla panchina e sono tornato a casa. Ho passato il tempo ad ascoltare musica, vedere film e verso l'ora di cena mi sono ordinato una pizza, ho bevuto un paio di birre e più tardi mi sono fatto due pop corn. Verso mezzanotte mi sono messo a letto. Proprio quando mi stavo per addormentare mi è arrivato un messaggio. Ho preso il telefono, numero sconosciuto. Ho aperto il messaggio e ho letto: hai perso qualcosa di importante ultimamente? Mi è salita un'improvvisa agitazione. Ho immediatamente risposto, sì, ho perso una penna usb. Ho aspettato la risposta, ma non è arrivata per tutta la notte e io naturalmente non ho chiuso occhio. Non so che pensare. Devo dirlo al mio capo?, o forse me la devo vedere da solo?

    ha scritto il 

  • 4

    Uno spettacolo

    Simenon riesce a rimetterti al mondo (come lettore).
    La sua più grande capacità è di riuscire a scrivere anche di una quotidianità vetusta, distante dalla tua così minuziosamente da rendere godibile anche lo sfilettamento di un pollo.
    Non ho letto tutta la sua opera, ma se non fosse per l'ultimis ...continua

    Simenon riesce a rimetterti al mondo (come lettore). La sua più grande capacità è di riuscire a scrivere anche di una quotidianità vetusta, distante dalla tua così minuziosamente da rendere godibile anche lo sfilettamento di un pollo. Non ho letto tutta la sua opera, ma se non fosse per l'ultimissima parte, che mi ha lasciata un po' in dubbio, 5 stelle era il giusto voto. Non si ripete mai, ha sempre una storia ben congegnata e ricca di avvenimenti da proporre. In questa spicca il protagonista, il Borgomastro, uomo difficile e burbero che si muove in una Fiandra salmastra, battuta dai venti oceanici e dalla neve. Uomo però con un ideale che lo muove, che lo spinge all'eccesso negli scontri verbali. A corollario tanti personaggi, tutti ben descritti e con una parte in campo ben definita e pesante. Ottimo libro, adoro tuffarmi nelle atmosfere brumose e fumose di Simenon. E in questo ci godi proprio; rivedi le pareti di cuoio delle gilde di Anversa, senti lo scricchiolio delle scale di legno delle case tipiche di Bruges, i canali e le casette verdi. Un libro da assaporare.

    ha scritto il 

  • 4

    quadro fiammingo

    Interno fiammingo. Scuro, profondo e completo. Leggere questo romanzo è attraversare le sale di una mostra di pittori fiamminghi del XV-XVII sec. Una teoria di scene di vita intima e familiare, pubblica e sociale come poche volte ho letto anche in Simenon. L’autore torna alla sua terra natia che ...continua

    Interno fiammingo. Scuro, profondo e completo. Leggere questo romanzo è attraversare le sale di una mostra di pittori fiamminghi del XV-XVII sec. Una teoria di scene di vita intima e familiare, pubblica e sociale come poche volte ho letto anche in Simenon. L’autore torna alla sua terra natia che conosce così bene; descrivendola riesce a dare il meglio di sé. Persino i Maigret ambientati nelle Fiandre hanno qualcosa in più degli altri. I luoghi del cuore. Questo romanzo sembra essere la tardiva maturazione, quasi un romanzo di formazione fuori tempo, di un borghese del nord che vive di stereotipi, simboli sociali, convenzioni e ipocrisie. Un borghese potente, anche se nel suo piccolo ambiente di provincia, che soffre la solitudine del potere e la fatica dell’ascesa dal basso all’alto. Simenon ha il dono inestimabile della sintesi e in duecento pagine affresca una società e spennella personalità e personaggi. Terlinck, fulcro della narrazione, svela una complessità d’animo che cova rivoluzioni profonde cui si affaccia con gratitudine come a un’ancora di salvezza, di chi intravede possibilità infinite anche nell’età matura; possibilità che rifiuta restando fedele a se stesso. L’espediente narrativo è semplice, il momento di partenza dell’azione narrativa efficace

    la recensione continua http://parladellarussia.wordpress.com/2014/02/02/il-borgomastro-di-furnes/

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è il primo Simenon che leggo e per giunta non rientra fra i romanzi di Maigret. Che dire mi è piaciuta l'idea di fondo del libro, questo tentativo di un famoso e temuto borgomastro di una cittadina belga di poter cambiare vita, di piantare una moglie pia e pettegola, di piantare una città ...continua

    Questo è il primo Simenon che leggo e per giunta non rientra fra i romanzi di Maigret. Che dire mi è piaciuta l'idea di fondo del libro, questo tentativo di un famoso e temuto borgomastro di una cittadina belga di poter cambiare vita, di piantare una moglie pia e pettegola, di piantare una città che lo soffoca, ma l'incapacità di questo di andare fino in fondo. Quello che mi ha lasciato un po' perplesso è la struttura del romanzo, un po' piatta e priva di suspance. Simenon comunque dimostra con la sua scrittura di saper caratterizzare molto bene fatti e personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non una parola né un gesto un pensiero un istante di troppo; lo stretto necessario però equivale al troppo poco; in letteratura e fuori.

    Furnes è una cittadina abbastanza minuscola per dare ai suoi abitanti l'impressione che chi voglia esserne il borgomastro sia vittima di un ego magalomane e non di una patologica mancanza di immaginazione e quindi di conoscenza del vasto mondo oltre la piazza con il municipio, il baretto e la sed ...continua

    Furnes è una cittadina abbastanza minuscola per dare ai suoi abitanti l'impressione che chi voglia esserne il borgomastro sia vittima di un ego magalomane e non di una patologica mancanza di immaginazione e quindi di conoscenza del vasto mondo oltre la piazza con il municipio, il baretto e la sede del dopolavoro cattolico.

    Non escludo che a Simenon fosse fin troppo chiaro che - sotto questo punto di vista - dire Furnes è come dire Roma, Berlino, Washington, Manila, Toowoomba, Funabashi, Jamestown...

    ha scritto il 

  • 4

    Glaciale

    Il borgomastro è Joris Terlinck, personaggio che ho odiato, nella prima parte del romanzo, e compatito, nella seconda.
    Fin dalle prime pagine, quest'uomo mi ha ricordato "papà" Grandet, il crudele e avido padre di Eugénie, nel capolavoro di Balzac. Ma, mentre Grandet trovava nell'avarizia una tri ...continua

    Il borgomastro è Joris Terlinck, personaggio che ho odiato, nella prima parte del romanzo, e compatito, nella seconda. Fin dalle prime pagine, quest'uomo mi ha ricordato "papà" Grandet, il crudele e avido padre di Eugénie, nel capolavoro di Balzac. Ma, mentre Grandet trovava nell'avarizia una triste giustificazione al proprio comportamento, Joris Terlinck è spietato e basta. Il borgomastro è onnipotente, nella cittadina delle Fiandre; temuto e rispettato dirige con rigidità e inflessibilità il municipio, la propria ricca manifattura di tabacco e la tristissima e infelice famiglia senza mai un attimo di cedimento ai sentimenti e all'empatia. La moglie Thérésa, abbrutita e invecchiata prematuramente nel matrimonio arido, la figlia demente Emilia (segregata nella soffitta di casa e accudita con dedizione maniacale da Terlinck) e la serva Marie compongono il quadro domestico sottomesso e timoroso di Joris. La richiesta di un prestito, da parte di un giovane dipendente disperato e il rifiuto categorico di Terlinck, dettato non dalla grettezza, bensì dal suo bigotto codice morale, porteranno il giovane ad un gesto disperato. Nella seconda parte del romanzo, il borgomastro troverà una sua personale e distorta forma di espiazione, che lo condurrà alla caduta disonorevole. Simenon racconta, ancora una volta, le contorsioni della mente umana, i suoi vizi, le sue depravazioni e i suoi tormenti, sospendendo in continuazione il giudizio del lettore e trasmettendo crudezza e angoscia ad ogni pagina. Le donne, come sempre, sono le grandi protagoniste, anche solo con la forza di uno sguardo.

    ha scritto il