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Il buio, il fuoco, il desiderio

Ode in morte della musica

Di

Editore: Giulio Einaudi

3.5
(46)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806196723 | Isbn-13: 9788806196721 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Musica

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Descrizione del libro
"La musica non va più ascoltata, va toccata, sporcata, ferita, abbracciata, abbandonata, assassinata. In ultimo, va liberata. Per poterla riascoltare."
Un'appassionata denuncia della scomparsa degli elementi fondamentali che hanno generato la grande musica popolare del Novecento. Un pamphlet intenso e provocatorio per chiunque non si rassegni al mondo dell'infinita ripetizione. Perché senza buio, fuoco e desiderio non c'è nemmeno la musica.


La musica è finita ogni volta che qualcuno l'ha uccisa, e ogni volta, per questo, è rinata. È finita quando John Cage fece eseguire il suo silenzio, e nello stesso periodo nacque il rock'n'roll. È finita quando è morto John Coltrane, e Jimi Hendrix incise il suo primo disco. Oggi nessuno più la sfida, niente più ne segnala la fine, e forse è per questo che la musica è davvero morta. O almeno sono morti i suoi elementi guida. Lo scenario in apparenza ottimista del mondo tecnologico e connesso non è che un simulacro: la musica impazza su computer e telefonini, domina i messaggi pubblicitari, inonda gli spazi del mondo contemporaneo, ma non è la "musica di oggi", il nostro tempo non ha ancora la sua colonna sonora. La musica non si è evoluta: è un organismo agonizzante. Che ne è della passione, del fuoco sacro che ne ha accompagnato l'evoluzione nella lunga storia discografica? Castaldo ne analizza spietatamente l'identità perduta. Segue, come in un'elegia, le tracce del fuoco, del buio e del desiderio, i tre elementi senza cui la musica non ha ragione di esistere. E apre, infine, una finestra sul futuro.
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  • 4

    La musica è protagonista di questo breve libro (saggio? pamphlet? ode?) del celebre giornalista e critico musicale Gino Castaldo. La tesi centrale, ampiamente condivisibile, è quella che vede la musica ormai definitivamente morta sotto i colpi della riproducibilità in luoghi e contesti che la ucc ...continua

    La musica è protagonista di questo breve libro (saggio? pamphlet? ode?) del celebre giornalista e critico musicale Gino Castaldo. La tesi centrale, ampiamente condivisibile, è quella che vede la musica ormai definitivamente morta sotto i colpi della riproducibilità in luoghi e contesti che la uccidono tutti i giorni per mano di un sistema che paradossalmente la assicura a tutti, e che anzi spesso la regala. Con qualche citazione in meno, con molti meno musicisti presi ad esempio (mettendo da parte i gusti i fans degli artisti non nominati snobberanno il libro) e risparmiando qualche collegamento con fatti e luoghi che non sempre riguardano l'argomento della discussione questo libro avrebbe avuto un peso assai maggiore.

    ha scritto il 

  • 5

    L'avevo letto un po' distrattamente, poi l'ho ripreso e mi sono accorto di come è bello questo breve elogio della/alla Musica... quella con la M maiuscola, la buona, immensa, grande musica... lo consiglio!

    ha scritto il 

  • 3

    Ipotesi nella crisi

    Quando si ama qualcosa e questo qualcosa non funziona più, si cerca di venirne a capo, di capire, di rilanciarlo. Il mondo della musica vive (da prima e peggio pure) la crisi mondiale in atto, e i suoi innamorati, quelli che sanno quanto invece può funzionare, provano a cercare una via d'uscita, ...continua

    Quando si ama qualcosa e questo qualcosa non funziona più, si cerca di venirne a capo, di capire, di rilanciarlo. Il mondo della musica vive (da prima e peggio pure) la crisi mondiale in atto, e i suoi innamorati, quelli che sanno quanto invece può funzionare, provano a cercare una via d'uscita, col cuore gonfio. Interessanti alcune attenzioni e riflessioni, ma -forse perché il problema a monte è enorme e siamo nel mezzo del caos ancora- più che come un saggio di un giornalista da cui aspettarsi risposte, va preso come un tuffo sentito per la musica, tramite letteratura. Vitale quanto carpiato.

    ha scritto il 

  • 3

    Non lo so...non mi ha convinta. Seguo il blog di Castaldo, ma scrivere un libro è una cosa diversa.
    L'inizio è buono...poi si perde...quando sono arrivata in fondo non mi ha lasciato niente. Peccato!

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon inizio

    Piccolo saggio, utile e poche volte saccente, per riflettere su una cosa che un po' pensiamo tutti quelli che hanno superato i 40: la musica da un po' di tempo non fa altro che riproporre cose già sentite in passato.
    L'autore è competente nello specifico, un po' meno dimostra di esserlo nell ...continua

    Piccolo saggio, utile e poche volte saccente, per riflettere su una cosa che un po' pensiamo tutti quelli che hanno superato i 40: la musica da un po' di tempo non fa altro che riproporre cose già sentite in passato.
    L'autore è competente nello specifico, un po' meno dimostra di esserlo nello sviluppo del tema che resta un po' "stitico".
    Le ultime tre sezioni del libro (il buio, il fuoco e il desiderio) sono invece un po' forzate come contenuto interpretativo ma offrono spunti di assoluto pregio per creare Playlist musicali con pezzi di assoluto valore.

    ha scritto il 

  • 3

    Ti voglio ricordare da giornalista...

    Gino Castaldo è un critico musicale. Uno dei migliori. Scrive sulla Repubblica.
    Ma qui fa lo scrittore ed è tutta un'altra cosa...
    La prima parte è un arrogante esercizio di conoscenza. Titoli e citazioni come se piovesse. Resistendo ho raggiunto la seconda parte che mi ha fatto tornar ...continua

    Gino Castaldo è un critico musicale. Uno dei migliori. Scrive sulla Repubblica.
    Ma qui fa lo scrittore ed è tutta un'altra cosa...
    La prima parte è un arrogante esercizio di conoscenza. Titoli e citazioni come se piovesse. Resistendo ho raggiunto la seconda parte che mi ha fatto tornare alla mente ciò che è veramente Castaldo.
    In generale, comunque, la musica ha bisogno di tutto tranne che di questo libro.

    ha scritto il