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Il buio del postmoderno

Di

Editore: Aliberti

3.9
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 57 | Formato: Paperback

Isbn-10: 887424827X | Isbn-13: 9788874248278 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 2

    Qualche risposta non basta

    Bigino del pensiero di Bauman per mezzo delle sue risposte alle domande del pubblico in seguito ad un suo intervento. Il pregio è quello di invogliare a leggere gli altri libri dell'autore, il difetto quello di lasciare insoddisfatti. La parte più interessante è infatti l'introduzione, nella qual ...continua

    Bigino del pensiero di Bauman per mezzo delle sue risposte alle domande del pubblico in seguito ad un suo intervento. Il pregio è quello di invogliare a leggere gli altri libri dell'autore, il difetto quello di lasciare insoddisfatti. La parte più interessante è infatti l'introduzione, nella quale Carlo Bordoni fa un riassunto del pensiero di Bauman. Ma anche questo non basta.

    ha scritto il 

  • 5

    Poche parole per descrivere il postmoderno. Perfetto.

    Il libro è tanto piccolo quanto lucido nell'analizzare le paure che minacciano e segnano il difficile periodo storico in cui, a causa della globalizzazione, siamo costretti a vivere.


    Una sintesi del pensiero del Professor Zygmunt Bauman è possibile leggerla qui: http://ebrainer.net/bauman- ...continua

    Il libro è tanto piccolo quanto lucido nell'analizzare le paure che minacciano e segnano il difficile periodo storico in cui, a causa della globalizzazione, siamo costretti a vivere.

    Una sintesi del pensiero del Professor Zygmunt Bauman è possibile leggerla qui: http://ebrainer.net/bauman-la-crisi-ai-tempi-della-societa-liquida/

    ha scritto il 

  • 0

    Il presente testo è interessante non perché l’autore, intervistato, offra chissà quali nuove, ed innovative, interpretazioni, ma perché consente di illuminare ulteriori aspetti toccati dalla visione “postmoderna” della realtà.
    In modo particolare, Bauman considera il mondo attuale «multicen ...continua

    Il presente testo è interessante non perché l’autore, intervistato, offra chissà quali nuove, ed innovative, interpretazioni, ma perché consente di illuminare ulteriori aspetti toccati dalla visione “postmoderna” della realtà.
    In modo particolare, Bauman considera il mondo attuale «multicentrato» (p. 27), privo di un reale centro, e ciò fa sì che «non ci sentiamo casa» (p. 30), «siamo spaventati da ciò che sta accadendo» (p. 30). In tempi recenti, e il famigerato, quanto inflazionato, “11 settembre” ne è l’esempio più lampante, e, forse, anche più conosciuto, siamo sempre più disposti a “contrarre”, a “ridurre”, a “limitare” nello spazio e nel tempo i nostri diritti in nome di (presunta maggiore) sicurezza. A tal punto, infatti, il mondo attuale ci spaventa, ci rende vulnerabili, ci espone ai rischi, solo immaginari, non reali, che una realtà globale, decentrata, priva di chiari e stabili punti di riferimento sembra arrecarci. Non v’è più un pericolo “esterno”, contro il quale combattere (metus ostili, per chiamarlo come Sallustio) o contro il quale prendere adeguate contromisure, ma v’è un pericolo “interno”, tanto vivido nella sua natura fantasmatica da essere percepito, e conseguentemente anche vissuto, come reale, più reale del mondo al cui interno dimoriamo.

    Recensione completa su: http://alessandropizzo.blogspot.it/search?q=bauman

    ha scritto il 

  • 3

    I POVERI

    "In un mondo liquido chi può volare è in alto. Quelli che sono obbligati a stare, come si dice in latino, glebae ascripiti, legati alla terra, sono persone deprivate e povere. I poveri, quelli che ora sono chiamati sottoclasse, in un certo senso, quasi paradossalmente -e so che sto facendo una b ...continua

    "In un mondo liquido chi può volare è in alto. Quelli che sono obbligati a stare, come si dice in latino, glebae ascripiti, legati alla terra, sono persone deprivate e povere. I poveri, quelli che ora sono chiamati sottoclasse, in un certo senso, quasi paradossalmente -e so che sto facendo una battuta molto crudele- sono le sole persone sicure. Sono sicure nella loro miseria, sanno che non hanno nulla da perdere, hanno perduto tutto. Sanno di non avere molte prospettive, le possibilità di diventare ricchi sono minime. Sono sicuri."

    ha scritto il 

  • 4

    ecCitazioni

    Più stabilità abbiamo, più sogniamo il cambiamento, più cambiamento abbiamo, più sogniamo una certa stabilità. [p. 47]
    La morte di ogni esere umano porta via un mondo che non può più essere ricostruito. [Zygmunt Bauman cita Jacques Deridda; p. 56]
    Possiamo sognare - e stiamo sognando ...continua

    Più stabilità abbiamo, più sogniamo il cambiamento, più cambiamento abbiamo, più sogniamo una certa stabilità. [p. 47]
    La morte di ogni esere umano porta via un mondo che non può più essere ricostruito. [Zygmunt Bauman cita Jacques Deridda; p. 56]
    Possiamo sognare - e stiamo sognando - che l'unica uguaglianza sia quella dei diritti umani. E alla base dei diritti umani c'è il diritto a essere diversi, autentici: il diritto a essere fedeli a se stessi. [p. 57]

    ha scritto il