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Il buio oltre la notte

Di

Editore: Piemme

3.9
(931)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 395 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Svedese , Thai

Isbn-10: 8838483302 | Isbn-13: 9788838483301 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Pinchera

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Harry Bosch è impegnato in un caso che ha sconvolto l'intera Los Angeles: unfamoso regista è accusato di aver assassinato una giovane attrice dopo averlaviolentata. Nel frattempo Terry McCaleb è costretto a interrompere il suosoggiorno sull'isola di Catalina, richiamato da una sua collega per un nuovocaso: un omicidio firmato, il cui unico indizio sembra essere la statua diplastica di un gufo trovata sul luogo del delitto. Seguendo il filo delle sueindagini, McCaleb arriva a collegare questo caso con l'assassinio dell'attricea cui lavora Bosch e capisce di avere a che fare con uno dei serial killer piùspietati degli ultimi decenni. Ma qualcosa gira storto e Bosch si trova, suomalgrado, a doversi difendere dal più atroce dei sospetti.
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  • 4

    Connelly ci prova con un legal thriller...

    ...e gli riesce in pieno. Stavolta i ruoli sono invertiti con un ex agente dell'FBI che indaga e con un Bosh, che sembra avere un ruolo marginale, impegnato in tribunale in un processo. Due parti del ...continua

    ...e gli riesce in pieno. Stavolta i ruoli sono invertiti con un ex agente dell'FBI che indaga e con un Bosh, che sembra avere un ruolo marginale, impegnato in tribunale in un processo. Due parti del romanzo che si intrecceranno tra di loro alla grande. Un esperimento di Connelly che funziona, non c'è che dire. Inoltre è un capitolo della saga di Bosh che si può leggere da solo, senza cioè aver letto tutti i romanzi precedenti. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "<Facciamo quello che dobbiamo fare> disse Bosch con calma. <Qualche volta si può scegliere e qualche volta non c'è scelta. Vedi che le cose succedono, sai che sono sbagliate, ma in un certo senso ...continua

    "<Facciamo quello che dobbiamo fare> disse Bosch con calma. <Qualche volta si può scegliere e qualche volta non c'è scelta. Vedi che le cose succedono, sai che sono sbagliate, ma in un certo senso sai anche che sono giuste.>"

    "A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Non puoi addentrarti nell'oscurità senza che essa ti invada"

    Terry Mc Caleb, ex agente dell'FBI si è ritirato dopo aver subito un trapianto di cuore, si è sposato e vive con la moglie il nipote di lei e la figlia su un'isola in tutta tranquillità. Viene però interpellato da una sua ex-collega perchè la aiuti a tracciare il profilo dell'assassino di un uomo, ben noto alle forze dell'ordine per i continui arresti per reati minori. Terry si addentra nel caso e trova la pista che stava cercando. Dettagli sulla scena del delitto lo spingono a pensare che colpevole dell'omicidio sia Bosh, un poliziotto della omicidi impegnato in un processo contro un regista famoso di HOllywood accusato di aver ucciso due ragazze.

    Un po lento in alcuni punti, ma.. Connelly è sempre Connelly! Voto: 8.5

    ha scritto il 

  • 3

    Per un po' ammetto di averci sperato. Come tutti sanno, non ho nessuna simpatia per Bosch , uno dei personaggi fissi di Michael Connelly, e questa volta il poliziotto in pensione McCaleb (già visto ...continua

    Per un po' ammetto di averci sperato. Come tutti sanno, non ho nessuna simpatia per Bosch , uno dei personaggi fissi di Michael Connelly, e questa volta il poliziotto in pensione McCaleb (già visto in Debito Di Sangue) sembra che possa incastrarlo per un omicidio. Purtroppo si capisce fin dalle prime battute che il colpevole non può essere lui, ma che è tutta un'orchestrazione per vederlo incastrato. Abbiamo quindi due personaggi ben costruiti e abbastanza forti strutturalmente che fanno a gara a levarsi l'un l'altro il ruolo di protagonista principale del libro. La trama è fitta e rocambolesca, ma mentre vai avanti sai anche quanto sia scontato il finale e l'unica cosa che ti manca è il tassello per scoprire come Connelly vuole arrivarci. Alla fine tutto torna sebbene con alcuni accorgimenti che minano la fluidità della lettura. Tutto sommato, però si va a vanti bene, specie nella seconda parte del romanzo, in cui ormai hai fatto l'occhio ai due personaggi che vedono congiungersi piano piano. Ormai aspettiamo la prossima volta per vedere Bosch morto o in prigione, in questa puntata è comunque meno odioso del solito.

    ha scritto il 

  • 3

    Bosch e altro - 24 feb 13

    Le trame di Connelly si infittiscono, facendo confluire diversi personaggi di precedenti romanzi, quasi si fosse ad un “procedural thriller” alla Ed McBain. Purtroppo, questo infittimento è ...continua

    Le trame di Connelly si infittiscono, facendo confluire diversi personaggi di precedenti romanzi, quasi si fosse ad un “procedural thriller” alla Ed McBain. Purtroppo, questo infittimento è andato a scapito della fluidità, almeno nella prima parte dello scritto. Là dove vediamo confluire Terry McCaleb ed Harry Bosch sulla scena, ognuno occupato con un qualche mistero da risolvere, ma che (però ci vorrà metà romanzo per arrivarci) confluiranno in un unico problema la cui soluzione seppur semplice come filo logico, è complicata, e di molto, dal complesso evolversi delle vicende. Terry era comparso tre anni prima in “Debito di sangue”, mentre per Harry siamo al “settimo sigil-lo”. I testi sacri riportano anche che si deve inserire anche Jack McEvoy, il giornalista comparso ne “Il poeta”, ma che qui ha una piccola parte (come tempo di presenza, non come possibile “peso” sulla vicenda). Harry lo conosciamo bene, ormai, è un paladino della giustizia, sempre dentro la legge, ma sempre con un occhio (o un piede) sul bordo, che non sempre i malvagi pagano per le loro colpe (ne abbiamo visto nei passati episodi). Qui è alle prese con un ricco magnate dell’industria cine-porno, accusato di un omicidio. Bosch è il principale teste dell’accusa nel pro-cesso in corso, e seguiamo appunto il dibattimento, con tutte le magagne che i film americani ci hanno insegnato sull’andamento dei processi americani (e che ci hanno fatto capire meglio gli an-damenti di processi tipo quello di O. J. Simpson). Questa è la vicenda di sfondo, su cui Connelly torna, di tanto in tanto, mentre seguiamo il filone principale del romanzo. Filone dedicato invece a Terry McCaleb, un ex-profiler costretto alla pensione dopo un intervento cardiaco. Ma è uno dalla capacità molto spiccate, tanto che (informalmente) gli viene richiesto di analizzare l’uccisione di un malavitoso di mezza tacca, trovato in una strana posizione mortuaria. Terry comincia la sua in-dagine “cartacea”, e si accorge che la scena del delitto sembra riprodurre un particolare di un quadro (ovviamente impiega pagine su pagine prima di arrivare a questa importante tappa). E di chi è il quadro? Guarda caso del grande pittore cinquecentesco fiammingo (immaginifico e terribi-le) Jeron von Aken, che però è meglio conosciuto con lo pseudonimo Hieronymus Bosch (!!). E poiché il morto era uscito senza condanne da un’accusa del nostro poliziotto Harry (accusa fonda-ta ma senza prove), il nostro malato comincia a fare tutta una serie di collegamenti tra il Bosch attuale ed il pittore. Arrivando a trovare idee di possibili coinvolgimenti dell’agente come angelo sterminatore. Questa è la parte più ostica, che noi (malgrado tutto) vogliamo bene ad Harry, e ci sentiamo a disagio nel suo possibile scivolamento verso la giustizia fai da te. Ma sia Terry che Harry sono dei campioni dell’analisi e dei collegamenti. Soprattutto quando l’indagine viene tolta a McCaleb dall’FBI (che non vede l’ora di incastrare il nostro poliziotto di punta, diverse volte già sull’orlo del baratro). A valle di un chiarimento tra i due, Harry si dedica anima e corpo al proces-so, dove una sua incriminazione farebbe saltare tutto il castello di prove messo in atto. E Terry ri-percorre tutta la trafila dei documenti, analizza, scruta, collega, ipotizza. E trova una chiave di let-tura, altrettanto valida, che spiega anch’essa tutti gli accadimenti. E che, soprattutto, vede ilo no-stro Harry non più angelo vendicatore, ma diavolo punito (o punibile). È una corsa contra il tempo e contro i potenti ed i potentati. Quale sarà il bandolo finale? Riuscirà Terry a provare l’innocenza di Bosch e salvare il processo? Oppure Bosch è realmente compromesso nella trama oscura (che tutte le morti sono riprese da particolari del “Trittico delle Delizie” del grande pittore)? Si legge, meglio la seconda parte della prima, dove la necessità di mettere tutto su binari traballanti fa tra-ballare anche il romanzo. Ci sono anche tanti sotto testi che tralascio (la vicenda famigliare di Terry, il divorzio di Harry, e via discorrendo), e soprattutto ci sono le immagini di Los Angeles, di Catalina, del molo, delle isolette. Insomma di tutto un po’. Un’indagine interessante, anche se l’idea di partenza era un po’ scontata. Discreto, via, non molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Intendiamoci, Connelly non è un genio della scrittura, tutt'altro. Perfino nel così deprecabile genere letterario del thriller, c'è chi è molto meglio di lui come scrittore. Tuttavia devo dire ...continua

    Intendiamoci, Connelly non è un genio della scrittura, tutt'altro. Perfino nel così deprecabile genere letterario del thriller, c'è chi è molto meglio di lui come scrittore. Tuttavia devo dire che ho un debole per il thriller ed ho un debole per il LAPD, quindi bisogna ammettere che Connelly, con questa 'saga' di Hieronymus Bosch, ha avuto e ha tutt'ora la caparbietà e la 'forza' di portare avanti la carriera di un detective della Omicidi, a volte realisticamente, a volte meno, ma gli sforzi di tratteggiare l'ambiente politico di Los Angeles e l'atmosfera generale del Parker Center, sede centrale del LAPD, ci sono tutti, e sono gli sforzi di un giornalista che, come già detto, a volte appare realmente informato e credibile, altre soltanto (un giornalista) esagerato. Volendo si può anche spezzare qualche lancia in favore del Connelly narratore, visto che in linea di massima riesce ad evitare i clichè più detestabili del genere, e laddove io ritenga "Il silenzio degli innocenti" di Harris il momento più alto del thriller moderno, direi che il lavoro di Connelly si posiziona a metà tra quest'ultimo e tutta la feccia thriller di serie B che popola gli scatoloni dei supermercati. Perciò in ogni caso mi sembra un po' inutile commentare le trame libro per libro o perfino il suo stile narrativo nel dettaglio, visto che in realtà mi sto godendo 'il viaggio', e a parte il caro Joseph Wambaugh (che invece si posiziona appena un gradino sotto ad Harris), non c'è nessuno che mi parli del LAPD in maniera così continuativa.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto vari libri di Connelly, non ci vado certo matta, come ho già detto in un' altra recensione, letto uno letti tutti, lo leggo solo quando ho voglia di qualcosa di poco impegnativo. Comunque, ...continua

    Ho letto vari libri di Connelly, non ci vado certo matta, come ho già detto in un' altra recensione, letto uno letti tutti, lo leggo solo quando ho voglia di qualcosa di poco impegnativo. Comunque, tra tutti, questo di sicuro è il meno riuscito. Cominciamo dai protagonisti, Harry Bosch e Terry Mc Caleb li avevo già conosciuti ne Il poeta e Debito di sangue e, bè, erano personaggi di tutto rispetto. In questo libro invece sono come fiacchi, noiosi. Terry Mac Caleb diventato tutt'a un tratto il filosofo della situazione, con quei discorsi su dio negli occhi della bambina eccetera. Bosh, boh..in pratica se non ci fosse stato sarebbe stato uguale.. L'unico personaggio che mi è piaciuto è Jaye Winston, e compare solo una volta ogni tre capitoli. Per quanto riguarda invece la trama, l'idea base è carina, i riferimenti alle opere di Bosch danno un tocco in più alla storia (tra l'altro alcuni quadri sono da vedere). Insomma, come idea non era male, peccato che sia sviluppata in modo orrendo... Sembra quasi che Connelly abbia voluto mettere questa cosa di Bosch sospettato giusto per far allungare la storia di qualche capitolo in più. Il finale è velocissimo e sensa senso, come a dire "Ok un po' di trama l'ho messa, ora prendiamo un colpevole a caso e finiamo sto cavolo di libro!" Bah... Per non parlare dei capitoli sul processo che non danno assolutamente nulla di più alla trama. Do tre stelline invece che due solo perchè alcune parti, anche se poche, mi son piaciute.

    ha scritto il 

  • 4

    Harry Bosh è una garanzia

    Bosch guardò attraverso lo spioncino quadrato e vide che l'uomo era solo. Estrasse la pistola dalla fondina e, come da procedura, la porse all'agente di guardia. La porta d'acciaio non era chiusa a ...continua

    Bosch guardò attraverso lo spioncino quadrato e vide che l'uomo era solo. Estrasse la pistola dalla fondina e, come da procedura, la porse all'agente di guardia. La porta d'acciaio non era chiusa a chiave. Immediatamente un odore di sudore e vomito gli colpì le narici. «Da quanto è qui?» «Più o meno tre ore» rispose l'agente. Bosch entrò nella cella e fissò la figura bocconi sul pavimento. «Bene, puoi chiudere adesso.» «Mi chiami quando ha finito.» La porta si chiuse di colpo, con un fastidioso rumore metallico. L'uomo sul pavimento gemette, muovendosi appena. Bosch avanzò e si sedette sulla panca più vicina a lui. Estrasse il registratore dalla tasca della giacca e l'appoggiò sulla panca. Lanciò un'occhiata allo spioncino e vide la faccia dell'agente che si allontanava. Tastò con la punta della scarpa il fianco dell'uomo, che gemette di nuovo. «Svegliati, stronzo.» L'uomo girò la testa lentamente, poi la sollevò. Aveva i capelli spruzzati di pittura, mentre la camicia e il collo erano sporchi di vomito rappreso. Aprì gli occhi, ma li richiuse subito, accecato dalla luce violenta della cella. «Ancora tu» sussurrò con voce roca. Bosch annuì. «Già. Io.» Un sorriso attraversò la barba di tre giorni dell'ubriaco. Bosch vide che gli mancava un dente; l'ultima volta c'era. Appoggiò la mano sul registratore, ma non lo accese. «Alzati, è ora di fare due chiacchiere.» «Scordatelo. Non ho nessuna intenzione di...» «Sei fuori tempo massimo. Ti conviene parlare.» «Fottiti.» Bosch guardò verso la porta. Non c'era nessuno. Si rivolse di nuovo all'uomo sul pavimento. «Devi dire la verità. Adesso più che mai. Non posso aiutarti se non dici la verità.» «Cos'è, ti sei fatto prete? Vuoi che mi confessi?» «E tu vuoi confessarti?» L'uomo sul pavimento non rispose. Dopo qualche momento Bosch pensò che si fosse riaddormentato e di nuovo spinse la punta della scarpa contro i suoi reni. L'uomo si mosse agitando scompostamente braccia e gambe. «Vaffanculo! Non voglio te! Voglio un avvocato!» In silenzio Bosch rimise il registratore in tasca, poi si chinò in avanti, appoggiò i gomiti sulle ginocchia e intrecciò le mani. Quindi guardò l'ubriaco e scosse lentamente la testa. «Allora temo di non poterti aiutare.» Si alzò e cercò l'agente di guardia attraverso lo spioncino. L'uomo rimase sul pavimento.

    ha scritto il 

  • 4

    Harry Bosch come personaggio e non come protagonista; quest'ultimo ruolo tocca a Terry McCaleb, ex poliziotto già presente in altri Connelly che però non ho letto. Se mi si perdona la tautologia, ...continua

    Harry Bosch come personaggio e non come protagonista; quest'ultimo ruolo tocca a Terry McCaleb, ex poliziotto già presente in altri Connelly che però non ho letto. Se mi si perdona la tautologia, Terry non è Harry, non ci si avvicina proprio con la sua bontà e conversione religiosa -dove vede Dio negli occhi della figlia neonata.

    Harry qui è a quello che sembra un punto di svolta, precipitato in un abisso per cui per catturare i criminali li lascia eseguire i loro piani delittuosi... Ma dalla conclusione pare che nel prossimo episodio ci siano per lui speranze di redenzione, ma che non si esageri... Il suo fascino è quello del bel tenebroso, un altro Terry decisamente non è richiesto.

    Altra nota di interesse oltre al nostro eroe è la citazione delle opere d'arte del pittore suo omonimo: non le conoscevo e ho colto lo stimolo, che ha arricchito la lettura. Accostare i quadri al libro completa il romanzo.

    ha scritto il