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Il buio oltre la siepe

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 459)

4.4
(9868)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 292 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Francese , Portoghese , Olandese , Svedese , Catalano , Coreano , Polacco , Indonesiano

Isbn-10: 880780459X | Isbn-13: 9788807804595 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Amalia D'Agostino Schanzer

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , CD audio , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
In una cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l'innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con bravura eccezionale.
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  • 5

    Ho finalmente letto questo libro, che mi mancava (imperdonabile...). E' davvero molto bello, direi perfetto. La storia, i personaggi, l'angolazione del racconto: tutto esattamente come dovrebbe. Un li ...continua

    Ho finalmente letto questo libro, che mi mancava (imperdonabile...). E' davvero molto bello, direi perfetto. La storia, i personaggi, l'angolazione del racconto: tutto esattamente come dovrebbe. Un libro sicuramente indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Una auténtica delicia y música celestial para la mente. Está claro que sabiendo el tema principal de la historia se sabe que va a atrapar por la ternura que desprenden los personajes, la dureza y el a ...continua

    Una auténtica delicia y música celestial para la mente. Está claro que sabiendo el tema principal de la historia se sabe que va a atrapar por la ternura que desprenden los personajes, la dureza y el amor al prójimo ante todo. Hay mil opiniones sobre este libro pero antes de hacerse la propia es recomendable leérselo.

    ha scritto il 

  • 4

    A must-read

    To Kill a Mockingbird is certainly a basic novel of the American literature. Harper Lee’s choice to narrate the story from the point of view of a child, the little girl Scout, even if the events are r ...continua

    To Kill a Mockingbird is certainly a basic novel of the American literature. Harper Lee’s choice to narrate the story from the point of view of a child, the little girl Scout, even if the events are reminded years later when she is already an adult, gives this story its fresh and innocent character. I loved the person of Scout’s father, Atticus, an example of a loving and honest man who educates his children with great dignity. Written with great skill and lot of humor, the author takes the reader into the society of a small Southern town in America in the 1930’s and describes the racial tensions and prejudices.
    This book is one of the novels that are still on the reading list for high school and colleges and hasn’t lost anything of its interest for the young but also adult readers of the 21st century.

    ha scritto il 

  • 4

    Oltre ad essere considerato giustamente un inno antirazzista, è prima di tutto un libro bellissimo. I personaggi, tutti, rimangono scolpiti nella memoria, la vicenda emerge con tutta la sua drammatici ...continua

    Oltre ad essere considerato giustamente un inno antirazzista, è prima di tutto un libro bellissimo. I personaggi, tutti, rimangono scolpiti nella memoria, la vicenda emerge con tutta la sua drammaticità attraverso il racconto di una ragazzina. E poi viene ricostruito con assoluta maestria il contesto tipico della provincia americana, priva del politicamente corretto e priva di smancerie. Romanzo nudo e crudo, ma che sa essere lieve e coraggioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura (in inglese)

    Penso di aver apprezzato maggiormente questo libro ora che anni e anni fa quando lo lessi per la prima volta. Un libro che rimarrà' sempre attuale e due bambini che e' difficile dimenticare

    ha scritto il 

  • 5

    Oltre ad essere un manifesto dell'antirazzismo, oltre a delineare personaggi indimenticabili, come l'integerrimo coraggioso avvocato Atticus Finch e il misterioso vicino di casa Boo Radley, il pregio ...continua

    Oltre ad essere un manifesto dell'antirazzismo, oltre a delineare personaggi indimenticabili, come l'integerrimo coraggioso avvocato Atticus Finch e il misterioso vicino di casa Boo Radley, il pregio di questo romanzo è l'unicità della prospettiva narrante: quella di Scout, figlia di Atticus, la ragazzina narratrice,che all'epoca dei fatti ha solo nove anni, ma anche di suo fratello più grande Jem e del loro amico Dill.
    Viene così disegnato un piccolo mondo sperduto nel cuore dell'America segregazionista, fatto di rapporti distorti al punto da diventare feroci, ma visti e osservati dallo sguardo implacabile dell'infanzia, il cui senso di giustizia prevale sempre sulle storture del mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro molto interessante che racconta come il razzismo, visto attraverso gli occhi dei bambini, sia qualcosa di innaturale e privo di umanità. L'ultima stella non riesco a concederla perchè in alcu ...continua

    Un libro molto interessante che racconta come il razzismo, visto attraverso gli occhi dei bambini, sia qualcosa di innaturale e privo di umanità. L'ultima stella non riesco a concederla perchè in alcuni punti l'ho trovato un po' lento. Ma è senza dubbio un libro che consiglierei di leggere.

    ha scritto il 

  • 0

    “Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. E’ raro vincere, in questi casi, ma qualche volta si vince”.

    Gli manca forse qualche grado di profondità per poterlo considerare un capolavoro assoluto. Ma è comunque un libro perfetto, degno di esser letto, e riletto. Pubblicato nel 1960, all’alba di un’epoca ...continua

    Gli manca forse qualche grado di profondità per poterlo considerare un capolavoro assoluto. Ma è comunque un libro perfetto, degno di esser letto, e riletto. Pubblicato nel 1960, all’alba di un’epoca di grandi cambiamenti e di grandi speranze, è quasi il manifesto di un’altra America, tanto spesso sognata e, in quegli anni decisivi, così vicina alla realtà da rendere bruciante ancor oggi il ricordo. Resta la sensazione persistente che il corso della Storia sia stato deviato con inaudita violenza, che il fiume del Tempo sia stato sottratto all’alveo che gli era predestinato ed ora raccolga le sue acque in uno stagno putrido, in un gorgo maleodorante di materia in lenta decomposizione, come se continuassimo a girare attorno ad un centro di puro terrore su cui non riusciamo a fissare lo sguardo. In quel preciso momento la democrazia è stata denudata e selvaggiamente violentata – con i complotti mai chiariti, con gli assassinii politici, con un tenace occultamento della verità – fino a farne, con sprezzante cinismo, la sgualdrina di interessi particolari, costantemente celati all’opinione pubblica. Da qui ha origine l’odierno scenario distopico, da innocenza definitivamente perduta, in cui la politica non esercita più fascino alcuno ed è ritratta come una pratica barbara e violenta, non diversamente da come poteva essere nelle corti medievali o nell’Impero romano.
    “Maycomb era una vecchia città, e quando la conobbi io era una città vecchia e stanca”, così dice la voce narrante. Ed è subito chiaro, fin dalle prime pagine, che questa piccola e apparentemente immobile cittadina nel Sud dell’Alabama è protagonista vera di questo romanzo, che nelle scuole americane penso venga studiato e commentato come da noi I Promessi Sposi. D’altra parte, questo è anche un libro sui mali dell’immensa provincia americana, dove ciò che resta celato da un silenzio partecipe conta spesso più di ciò che viene detto. In quel di Maycomb, le chiacchiere e i pettegolezzi tendono a soffocare la realtà sotto una coltre pesante quanto l’afa di quelle terre e così diventa facile, agli adulti e ai bambini, immaginare mostri dove non si ha il coraggio di guardare. Così i “negri” diventano una massa indistinta di esseri cui non è possibile attribuire una condizione di piena umanità e, per questo, indegni di ricevere dai bianchi la fiducia e l’attenzione che si possono rivolgere alle persone normali e, sempre per questo, posti, idealmente e fisicamente, ai margini della società. Così Boo Radley, l’altro “diverso” del romanzo, può essere deformato dall’immaginazione di Jem, che “fece una descrizione abbastanza sensata di Boo: a giudicare dalle sue orme doveva esser alto circa un metro e novantacinque; mangiava scoiattoli crudi e tutti i gatti che riusciva ad acchiappare, ed era per questo che aveva le mani macchiate di sangue. Aveva una cicatrice lunga e irregolare che gli traversava tutta la faccia; i denti che gli eran rimasti erano gialli e rotti, gli occhi li aveva molto sporgenti e sbavava continuamente”. Così l’unico modo per sfuggire ai pregiudizi e vivere una vita libera diventa, come nel caso di Dolphus Raymond “padre di mulatti”, quello di fingersi un ubriacone e “dar loro una buona ragione per criticarmi”, giustificando in questo modo un comportamento immorale, dato che “gli altri non potrebbero mai capire che vivo come vivo sol perché così mi piace”, in un mondo in cui “gli uomini riducono la vita dei propri simili a un inferno, specie quella dei negri, senza nemmeno riflettere un istante che sono uomini come noi!”.
    Un libro sul peso dei pregiudizi e, in particolare, di quello che maggiormente ha segnato la storia degli Stati Uniti: il pregiudizio razziale. Un romanzo di formazione, i cui protagonisti sono bambini che si stanno affacciando alla vita adulta. Un libro perfetto, affiancato da una trasposizione cinematografica (1962) altrettanto perfetta.

    ha scritto il 

  • 3

    L'infanzia ideale nel mondo reale

    Siamo nella calda Maycomb, cittadina immaginaria dell'Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, a metà degli anni '30. La voce narrante è quella di Scout, all'anagrafe Jean Louise Finch, che da adu ...continua

    Siamo nella calda Maycomb, cittadina immaginaria dell'Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, a metà degli anni '30. La voce narrante è quella di Scout, all'anagrafe Jean Louise Finch, che da adulta ripercorre la propria infanzia concentrandosi sul periodo che l'ha segnata (verrebbe da scrivere l'ha formata), quando suo padre, l'avvocato Atticus Finch, decise di difendere il negro Tom Robinson - ingiustamente accusato di stupro e altrettanto ingiustamente condannato - andando contro il tacito codice della società del tempo (in tribunale un nero non aveva mai vinto su un bianco).
    Se il razzismo resta il fulcro del romanzo (fa capolino anche il Ku Klux Klan debitamente messo in fuga dalla loquacità di Scout), anche altri temi importanti escono dalle pagine del libro: la religione, quella che chiude e non libera l'uomo, [...] Ci sono degli uomini... che si preoccupano tanto dell'altro mondo da non imparare mai a vivere in questo. Guarda quella casa e vedrai i risultati.; la miseria umana, ancor prima che materiale, esemplificata da Bob Ewell; e poi, o forse soprattutto, c'è l'infanzia di Scout e di suo fratello maggiore, Jem, fase talvolta trascurata, ma essenziale per la costituzione delle persone che saremo.
    Seppure la lettura non sia sempre scorrevole né di alto livello, è impossibile non trovare adorabile la piccola Scout che guarda alla vita con occhi pieni di stupore e privi di pregiudizi. Come pure è impossibile non desiderare di avere accanto almeno uno dei suoi punti di riferimento: Atticus, Jem e Miss Maudie.
    In definitiva, più che un bel libro, un libro formativo.

    ha scritto il 

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