Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il burattinaio

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai Editore

4.3
(107)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 544 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8866201030 | Isbn-13: 9788866201038 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Science Fiction & Fantasy

Ti piace Il burattinaio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato quattro anni prima in circostanze misteriose sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.

Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di reprimere ogni forma di eresia e stregoneria, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm. Ma Zaccaria ospita in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…

Molti altri personaggi saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; Orgo il gigante, in cammino dietro di loro; la strega strabica con la procace figlia adottiva e l’amica ex-prostituta, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria. Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio. Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.
Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Ordina per
  • 1

    L'eccesso di ogni turpitudine..

    Una lettura sconvolgente e che provoca anche un notevole turbamento..Devo dire che c'è troppo di tutto....troppe morti, troppe torture, troppe descrizioni cruente che partono dall'inizio alla fine; lo stile è in certi capitoli eccessivamente verboso e complicato e le situazioni rocambolesche sono ...continua

    Una lettura sconvolgente e che provoca anche un notevole turbamento..Devo dire che c'è troppo di tutto....troppe morti, troppe torture, troppe descrizioni cruente che partono dall'inizio alla fine; lo stile è in certi capitoli eccessivamente verboso e complicato e le situazioni rocambolesche sono numerose e alla lunga possono stancare il lettore...difficilmente comprensibili i dialoghi tra i personaggi che popolano questa bolgia mefistofelica e solo verso la fine sono riuscita a capirci qualcosa...
    Ovviamente non mi sento di svelare l'arcano, il mistero di questa storia che poi rappresenta in sintesi il fascino occulto di questo libro. In certi momenti pare di essere capicollati in un pauroso girone dell'inferno dantesco, in altri di trovarsi in un campo di concentramento tedesco, per le atrocità che vi sono descritte.
    L'idea in sè poteva essere buona, ma secondo me è stata sviluppata male, privo di ogni logica e semplicità descrittiva che forse poteva essere un pregio, il libro si può definire un felice delirio cosmico dell'autore che forse non è stato in grado di sviluppare al meglio il suo progetto letterario.
    Trattandosi di un autore emergente, non si tratta di peccati gravi. Forse la prossima volta andrà meglio.
    Ne consiglio tuttavia la lettura a coloro che sono appassionati
    di uccisioni e morti cruente, sono sicura che vi si butteranno a capofitto.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 0

    Devo ammettere, ahimè, che il primo mi è piaciuto molto di più e che la lettura di questo secondo volume me la sono trascinata per un po' di tempo, ma non saprei puntare il dito contro qualcosa di preciso. La storia è originale, lo stile impeccabile e le atmosfere cupe e interessanti. Eppure non ...continua

    Devo ammettere, ahimè, che il primo mi è piaciuto molto di più e che la lettura di questo secondo volume me la sono trascinata per un po' di tempo, ma non saprei puntare il dito contro qualcosa di preciso. La storia è originale, lo stile impeccabile e le atmosfere cupe e interessanti. Eppure non è riuscito a risvegliare il mio interesse, forse perché non era il periodo adatto per questa lettura, o forse perché le mie aspettative erano alle stelle visto che con il primo è stato amore, non lo so, ma so che non mi ha entusiasmato. Però è un fatto di gusto personale, perché il libro è scritto in italiano (cosa non trascurabile e nemmeno così tanto scontata), è scorrevole e ha uno stile particolare, riconoscibile. La storia è originale e ben sviluppata e i personaggi sono ben caratterizzati e decisamente unici. Non ho di certo lamentele da fare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    3/4 stelline

    "Il destino non lo si può cambiare"
    "Ma lo si può ingannare."
    Devo dire che nonostante la storia sia bella "L'acchiapparatti"rimane il mio preferito.
    Quello che nn mi è piaciuto è la parte delle 3 donne,che dopo aver salvato la pelle scappano e incontrano i girovaghi,mi dispiace ...continua

    "Il destino non lo si può cambiare"
    "Ma lo si può ingannare."
    Devo dire che nonostante la storia sia bella "L'acchiapparatti"rimane il mio preferito.
    Quello che nn mi è piaciuto è la parte delle 3 donne,che dopo aver salvato la pelle scappano e incontrano i girovaghi,mi dispiace poi x come sia morta Isotta...
    Gul:questo personaggio mi trova un pò divisa,ha rovinato un paio di scene col suo intrufolarsi nei personaggi x cui mi aspettavo qualcosa in più.
    L'indice come personaggio negativo mi è piaciuto molto e la sua parlata lo rende originale!

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelline e mezzo

    "Il burattinaio" è il romanzo che fa seguito "All'Acchiapparatti", che io ho letto qualche anno fa; e, in effetti, lo ricordavo solo a grandi sprazzi, e forse questo mi ha penalizzato nella lettura del secondo volume, perché per tutto il tempo ho avuto la sensazione di essermi persa qualcosa.
    ...continua

    "Il burattinaio" è il romanzo che fa seguito "All'Acchiapparatti", che io ho letto qualche anno fa; e, in effetti, lo ricordavo solo a grandi sprazzi, e forse questo mi ha penalizzato nella lettura del secondo volume, perché per tutto il tempo ho avuto la sensazione di essermi persa qualcosa.
    La storia riprende dopo quattro anni da dove si era interrotta nel primo libro.
    Se qualcuno mi chiedesse: "Ti è piaciuto?" risponderei ni. Fino a 100 pagine dalla fine sarebbe stato un "no", ma poi si è un po' risollevato.
    Premetto che mi dispiace tanto dare un giudizio del genere; anche perché io e l'autore ci siamo incontrati diverse volte e lui è davvero una persona carina. Però, come già era stato per "L'Acchiapparatti", nemmeno "Il burattinaio" è riuscito a coinvolgermi.
    Non so proprio da che cosa dipenda; o meglio, ho delle ipotesi, ma riguardano tutte la mia sfera soggettiva. Diciamo che non sono entrata in empatia con nessun personaggio in particolare; tanto è vero che di molti che già erano presenti nell'Acchiapartatti non ricordavo nemmeno l'esistenza.
    Quindi per me il punto debole è stato il coinvolgimento.
    Per il resto però non è un brutto libro.
    Riconosco che è scritto molto bene; c'è un tentativo apprezzabile e anche ben riuscito di renderlo verosimile, i personaggi sono ottimamente caratterizzati e la trama, anche se abbastanza semplice e lineare, è buona.
    Se volete leggerlo, però, temo che ormai l'unico modo sia la catena di lettura su Anobii, perché purtroppo la Dalai è in crisi e i libri sono fuori catalogo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il destino non lo si può cambiare", disse lo stregone. "Ma lo si può ingannare."

    Quattro anni dopo la scomparsa del Mostro di Giloc, precipitato in un crepaccio in circostanze misteriose, l'Oracolo predice la caduta del regno di Olm. L'Arconte Ossor, l'unico che ancora gli crede, pensa che tale catastrofe sia proprio legata al mostro, perciò incarica un gruppo di inquisitori, ...continua

    Quattro anni dopo la scomparsa del Mostro di Giloc, precipitato in un crepaccio in circostanze misteriose, l'Oracolo predice la caduta del regno di Olm. L'Arconte Ossor, l'unico che ancora gli crede, pensa che tale catastrofe sia proprio legata al mostro, perciò incarica un gruppo di inquisitori, chiamati Guardiani dell'Equilibrio, di far luce sulla vicenda. Il loro capo, lo spietato Indice, non solo si occupa del mostro, ma segue le tracce dell'acchiapparatti Zaccaria, che sembra celare in sé un terribile segreto...

    Si ha sempre paura di affrontare il seguito di un romanzo particolarmente apprezzato, perché, spesso e volentieri, i sequel non sono mai all'altezza del primo volume.
    Ciò, fortunatamente, non vale per Il Burattinaio, seguito del romanzo d'esordio di Francesco Barbi, L'Acchiapparatti, con il quale l'autore aveva ottenuto un notevole successo di pubblico e critica.
    Il Burattinaio è un ottimo sequel. Intreccio notevole, complesso, coinvolgente e quasi mai scontato, ricco di suspance e azione; ambientazione curata; nuovi, sinistri e bizzarri personaggi i cui destini incontrano e si scontrano con i destini dei protagonisti che già il lettore aveva conosciuto nel prequel; stile scorrevole, fluido, senza essere semplicistico o superficiale; ritmo molto incalzante. Nonostante la generale tetraggine, le atmosfere cupe e minacciose, la storia rapisce.
    Un ottimo lavoro. Speriamo ce ne siano molti altri dello stesso livello.

    ha scritto il 

  • 4

    Un più che degno seguito de "L'acchiapparatti" che non necessariamente deve essere, nella lettura, preceduto da quello; un libro che si legge benissimo e che, con i suoi continui colpi di scena, con il racconto che si snoda senza dare tregua, con lo svolgersi di più storie che mano a mano si lega ...continua

    Un più che degno seguito de "L'acchiapparatti" che non necessariamente deve essere, nella lettura, preceduto da quello; un libro che si legge benissimo e che, con i suoi continui colpi di scena, con il racconto che si snoda senza dare tregua, con lo svolgersi di più storie che mano a mano si legano l'un l'altra, riesce a essere più che interessante e coinvolgente. Un eccellente e peculiare fantasy da leggere senz'altro; ne vale veramente la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Non smentisce Francesco Barbi nel secondo romanzo pubblicato. La suspense e l'avventura non abbandonano mai la narrazione che è al contempo arricchita da una sorta di cupa cruditè che colpisce il lettore anche in momenti inaspettati. Molte perdite ma altrettanti nuovi arrivati mantengono l'equili ...continua

    Non smentisce Francesco Barbi nel secondo romanzo pubblicato. La suspense e l'avventura non abbandonano mai la narrazione che è al contempo arricchita da una sorta di cupa cruditè che colpisce il lettore anche in momenti inaspettati. Molte perdite ma altrettanti nuovi arrivati mantengono l'equilibrio della storia che si ramifica in più storie e avventure per poi risfociare in un unico mare di eventi.

    ha scritto il 

  • 5

    Consigliato!

    Per questa ed altre recensioni, seguiti su redax.altervista.org

    Ambientato qualche anno dopo la fine de “l’acchiapparatti”, il burattinaio riprende la narrazione degli eventi che hanno portato alla scomparsa del mostro di Gilok, creatura terribile sempre in cerca di san ...continua

    Per questa ed altre recensioni, seguiti su redax.altervista.org

    Ambientato qualche anno dopo la fine de “l’acchiapparatti”, il burattinaio riprende la narrazione degli eventi che hanno portato alla scomparsa del mostro di Gilok, creatura terribile sempre in cerca di sangue, lascito di un passato oscuro e remoto.

    Ritroviamo tutti i personaggi a cui ci si era affezionati nel libro precedente, vecchi amici che ci vengono presentati in forma smaliante grazie ad una nuova maturità stilistica dello scrittore.

    Ritroviamo Zaccaria, lo strampalato acchiapparatti che fa della sua stranezza una affascinante ambiguità. Orgo, il gigante forzuto dalla mente semplice , e naturalmente Gamara, l’eroe cacciatore di taglie, spietato assassino e vendicatore dalla pelle dura. Assieme a loro nuovi amici, nuovi avversari e un burattinaio, le cui luci e ombre riempiono la trama di tensione e significato, dando al lettore motivi sempre nuovi per continuare a leggere.

    Barbi si conferma un ottimo scrittore e con questo libro definisce un proprio stile narrativo, tanto riconoscibile quanto personale: solo i migliori posseggono questa dote. Il meglio lo troviamo proprio nei suoi personaggi, ognuno con inflessioni linguistiche, sfumature e caratteri diversi e riconoscibili. La maggior parte dei dialoghi sono semplicemente riportati al lettore, senza spiegarne con preamboli le scene nè indicandone gli interlocutori: “show, don’t tell”. Pura narrazione, maestria e le giuste parole, uno studio della lingua accurato e una buona dose di ironia danno al lettore un senso di leggerezza e semplicità di lettura molto piacevole.

    Due i personaggi che più mi sono rimasti nel cuore. Zaccaria, apparentemente un folle, una mente confusa, ma nelle sue parole si annidano sempre più significati, più livelli di interpretazione, tanto che la sua è solo la maschera dell’oracolo. Orgo , che dice poche parole, forse tutte quelle che conosce, ma risulta delizioso il modo in cui le dice ed il tempismo delle sue battute.

    Seguito di un buon libro, un’ottima lettura. Se non avete letto il primo volume, di sicuro ve lo consiglio, ma non è necessario per godersi questo secondo volume.
    Assolutamente consigliato.

    In sintesi

    ha scritto il