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Il burattinaio

By Francesco Barbi

(55)

| Hardcover | 9788866201038

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Book Description

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di GiloContinue

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato quattro anni prima in circostanze misteriose sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.

Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di reprimere ogni forma di eresia e stregoneria, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm. Ma Zaccaria ospita in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…

Molti altri personaggi saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; Orgo il gigante, in cammino dietro di loro; la strega strabica con la procace figlia adottiva e l’amica ex-prostituta, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria. Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio. Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.
Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Critics

  • Il burattinaio

    L'Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L'Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l'imminente catastrofe sia in qua ... (read full critics)

    librierecensioni published on Wed, 15 Feb 2012

  • Il burattinaio

    La presentazione e le recensioni di "Il burattinaio", opera di Francesco Barbi pubblicata da Dalai. Da "L’acchiapparatti" a "Il burattinaio", dagli emarginati ai folli. Sinistri, enigmatici, squilibrati personaggi incrociano le loro strade per dar vi ... (read full critics)

    Qlibri published on Tue, 1 Nov 2011

7 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    ATTENZIONE! ALTO LIVELLO DI SPOILER

    NO NO NO! Ma Francesco, che mi combini!! >_< Con tutti i personaggi che ci sono, proprio Zaccaria! Questo libro è una vera e propria strage, muore tanta di quella gente che a metà libro si perde già il conto. Ma va bene così, non è questo che mi ha sconvolta, anzi, sono i sipravvissuti che pro ... (continue)

    NO NO NO! Ma Francesco, che mi combini!! >_< Con tutti i personaggi che ci sono, proprio Zaccaria! Questo libro è una vera e propria strage, muore tanta di quella gente che a metà libro si perde già il conto. Ma va bene così, non è questo che mi ha sconvolta, anzi, sono i sipravvissuti che proprio non mi vanno giù. Inizierei con Guia, per carità, bellissimo personaggio, ma alla fine se ne poteva anche fare a meno, no? E Frida, personalmente non mi è mai stata troppo simpatica, troppo fru fru. Ma poi, Gamara! Ne vogliamo parlare? Guerriero imbattibile, assolutamente, ma non fa altro che cercare la morte per tutto il tempo, e dire che non gli interessa vivere e che non teme di morire. Perfetto! Allora perché lui vive e Zaccaria muore?? :°( Non piangevo così tanto dal sesto di Harry Potter. Proprio non c'era un'alternativa?
    In realtà io me lo sentivo già dalle prime pagine, ma speravo di rimanere piacevolmente sopresa. E non solo, in questo seguito Zaccaria, a parte i primi capitoli, mi è sembrato un pò passivo, lui sapeva a cosa andava incontro e ha passato tutto il tempo in remissiva accettazione del suo destino, mi sbaglio? Mi ha fatto proprio male. Ma perché devi sempre farmi piangere?
    Comunque, di nuovo grazie, per tutte le emozioni, per tutti i sospiri e anche per tutte le lacrime. Libri che ti toccano così in profondità se ne trovano pochi.

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    Samo 萨莫 said on Dec 12, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Finalmente, dopo tanti anni, un capolavoro fantasy!

    Finalmente un bellissimo fantasy "made in Italy", che non ha niente da invidiare a quelli d'Oltreoceano, ma che -anzi- può dare qualche lezione, in primis di stile!

    Questo libro è indubbiamente il migliore dei fantasy usciti negli ultimi anni, sopratutto in Italia!

    Eccelle principalmente (m ... (continue)

    Finalmente un bellissimo fantasy "made in Italy", che non ha niente da invidiare a quelli d'Oltreoceano, ma che -anzi- può dare qualche lezione, in primis di stile!

    Questo libro è indubbiamente il migliore dei fantasy usciti negli ultimi anni, sopratutto in Italia!

    Eccelle principalmente (ma non solo) in 3 aspetti fondamentali:
    1) L'unicità
    Sebbene "Il Burattinaio" sia, cronologicamente, il secondo e ultimo episodio delle vicende iniziate con "L'Acchiapparatti", il libro si può davvero leggere a se stante.
    L'autore, infatti, riesce -con un originale espediente- ad informare il lettore dei pregressi, e a rendere così le vicende narrate indipendenti dai fatti precorsi.

    2) Lo stile
    Accattivante, rapido, coinvolgente, brioso, l'autore ha effettuato un vero e proprio 'salto quantico' rispetto allo stile utilizzato nel suo primo romanzo.
    "Il Burattinaio" ti tiene incollato alla lettura grazie ad uno stile magistrale, che mi ha ricordato il migliore Grisham o -per fare un paragone italico- il migliore Ammaniti.

    3) L'ambientazione
    Corposa, coerente, originale per molti tratti, ben delineata nelle vicende, l'ambientazione del Regno di Olm e delle Terre di Confine risulta davvero affascinante ed intrigante.
    Un perfetto mixtum compositum di cruda brutalità, epica e realismo: nel panorama fantasy mondiale nessuno era mai riuscito a tratteggiare così sapientemente elementi di ambientazione tanto variegati quanto ricchi di fascino.

    In conclusione, uno dei pochi fantasy che dispiace finire di leggere.
    Consigliato a tutti i tipi di lettori, amanti del genere e non!

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    Galdor said on Jan 3, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Barbi si conferma come una della penne Fantasy più interessanti in Italia. Il Burattinaio è un mosaico di tessere che si incastrano a poco a poco e riesce nel non semplice compito di costruire attorno a un colpo di scena che in realtà non esiste (l'identità del burattinaio) una storia dagli sviluppi ... (continue)

    Barbi si conferma come una della penne Fantasy più interessanti in Italia. Il Burattinaio è un mosaico di tessere che si incastrano a poco a poco e riesce nel non semplice compito di costruire attorno a un colpo di scena che in realtà non esiste (l'identità del burattinaio) una storia dagli sviluppi spesso imprevedibili con personaggi efficaci e credibili. L'ho trovato inoltre due spanne sopra il precedente Acchiapparatti per stile e gestione narrativa. Unico neo, forse, la struttura stessa del romanzo (e della storia) impone una visione del mondo simile a un affresco, a tratti distaccata, dove i personaggi a volte sembrano muoversi a caso. Personalmente però non lo considero un difetto ma una caratteristica. Per lo stesso motivo trovo che per essere apprezzato davvero la lettura dell'Acchiapparatti sia imprescindibile, altrimenti certe cose possono apparire gratuite o messe lì un po' a caso.
    In conclusione, consigliato a tutti, sconsigliato solo a chi non ama le storie in cui il focus passa dai personaggi allo sviluppo.

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    Stefanoventa said on Dec 21, 2011 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    "Il destino non lo si può cambiare, ma lo si può ingannare"

    Dopo "L'Acchiapparatti" non vedevo l'ora di ritrovare la compagnia di Zaccaria, il gigante Orgo e gli altri. A muovere la storia erano infatti i personaggi, protagonisti grotteschi che catturavano l'attenzione tanto che non ci si accorgeva che la trama si sviluppava al tempo stesso, e in sottofondo, ... (continue)

    Dopo "L'Acchiapparatti" non vedevo l'ora di ritrovare la compagnia di Zaccaria, il gigante Orgo e gli altri. A muovere la storia erano infatti i personaggi, protagonisti grotteschi che catturavano l'attenzione tanto che non ci si accorgeva che la trama si sviluppava al tempo stesso, e in sottofondo, come conseguenza delle loro azioni. Ne "Il Burattinaio", invece, i personaggi che abbiamo imparato a conoscere sono al servizio della storia: si percepisce che tra un punto di vista e un altro si va svelando, tassello per tassello, una trama ben precisa. Dove vuole arrivare la storia? Se vi chiedete questo, siete stati ingannati anche voi. "Il destino non lo si può cambiare, ma lo si può ingannare", così, a muovere le sorti di ogni personaggio e a definire la storia è un unico e solo personaggio: il Burattinaio!

    Quattro anni dopo la scomparsa del Boia di Giloc, l'Arconte Ossor riceve una lettera dal Consigliere della Signoria di Giloc, Melzo, che evidenzia alcuni misteri sulla vicenda, in particolare riguardo al legame tra l'orrenda creatura e lo stregone che l'ha evocata, rappresentato da un cerchietto metallico capace di piegare il Necromortenorth (questo il vero nome del Boia) ai suoi ordini. Consultando l'Oracolo che ha previsto la caduta del Regno di Olm, l'Arconte Ossor si convince che l'imminente catastrofe ha a che fare con l'oscura vicenda riportata da Melzo, per cui invia a Giloc il suo fidato Indice a capo di una squadra di Guardiani dell'Equilibrio al fine di condurre alcune indagini e riesumare il cadavere della creatura per ritrovare il fantomatico oggetto.
    L'acchiapparatti ora stregone Zaccaria, intanto, si è stabilito nelle vicinanze di Ombroreggia con la strabica strega Guia, il mentecatto gigante Orgo, e gli orfani Steben e Frida scampati al massacro del Boia di Giloc nel primo libro. Zaccaria ha sempre parlato al plurale quando si riferiva a se stesso, ma ora è chiaro più che mai che in lui abitano, non due, ma ben tre diverse personalità, una di queste temuta dall'intera compagnia, che quando prende il sopravvento in Zaccaria lo lascia terribilmente dolorante e sfinito: Zaccaria lo chiama Gul. Gùlghezac è invece il nome che Zaccaria usa per definire se stesso quando è occupato dalle tre personalità in contemporanea: se "Zac" lo conosciamo e "Gul" lo impareremo a conoscere, colui che si nasconde in "Ghe" ci stupirà. Ma quale delle tre prenderà il sopravvento?

    Dal primo libro faranno una breve apparizione anche Tamarkus lo speziale e Osmano il proprietario del bordello, mentre seguiremo parallelamente, fino al loro incrociarsi, le vicende dell'ex-prostituta Teclisotta (Isotta per gli amici), il capitano della Guardia di Giloc, Fulciero, ma soprattutto lo sfigurato cacciatore di taglie Gamara, colui che più di tutti incarna la figura dell'eroe invincibile.
    Grandi ritorni ma anche grosse novità, con l'arrivo di personaggi come i figli di Fulciero, Tino e Nodo, lo squallido raccogli-orfani Medoro con gli orfani al seguito, e poi ancora menestrelli, girovaghi e nani, in un lungo viaggio che parte dalle Terre di Confine e va oltre, fino al Regno di Olm. La mappa che vediamo in prima pagina, subito dopo la copertina, si estende infatti fino all'ultima facciata del libro; ecco perché non trovavo il villaggio di Medara!

    La scrittura di Francesco Barbi era ottima, ora è eccellente, con una padronanza linguistica da far invidia, termini tecnici e descrizioni dosate al giusto in una lettura che non annoia mai, nemmeno se si tratta di 527 pagine. L'alternarsi dei POV non disturba, al contrario aggiunge intrigo e suspance (ad esempio, leggere che Gamara sta per lanciarsi all'attacco per poi passare al punto di vista di chi sta per subirlo), inoltre, siccome mi sono trovata a leggere il libro negli intervalli di tempo - purtroppo -, sono riuscita comunque a star dietro alla vicenda, segno che non si tratta solo di una buona memoria, ma piuttosto di una storia che sa farsi ricordare, complice, lo ripeto, la personalità ben definita dei personaggi, tanto che solo a leggere una parte del testo si capisce chi è che sta parlando.
    Il momento che più definisce un personaggio è proprio durante il dialogo: già avevamo il contorto esprimersi di Zaccaria, folle quanto saggio, e i proverbi di Orgo pronunciati quasi fossero un dialetto (risate garantite; continuo ad adorare il gigante), ora abbiamo l'Oracolo che si esprime in numeri, un nano balbuziente, una delle Guardie di Confine, Tibaldo, che dopo aver perso un dente perde anche la lettera "t" (adoro la cura nei dettagli!), ma soprattutto c'è lui, l'Indice, che sostituisce la "c" con la "z" e raddoppia la "s", insomma, che così parlando fa ridere, ma vedendo poi come si comporta ci viene automatico chiudere la mascella; in sintesi, un antagonista spietato che ha anche dei punti deboli (e non solo nella pronuncia).

    A proposito dell'indole spietata dell'Indice, anche stavolta troveremo delle scene crude e violente: nel primo romanzo si presentavano nel momento in cui entrava in scena il Boia di Giloc; in questo seguito vedremo come anche gli esseri umani siano capaci di atrocità (il che è anche peggio), siano essi l'Indice o i Guardiani dell'Equilibrio, sia pure con Gamara. Abbiamo violenza anche nella parte che riguarda il raccogli-orfani (soprattutto psicologica), o più sul finale quando si presenta la vicenda dei Malnati (il comportamento dei Servi della Luce ricorda vagamente la realtà ebrea). Il primo libro, inoltre, aveva visto la morte di diversi personaggi innocenti, perlopiù si trattava di personaggi secondari, qui invece vedremo la scomparsa di alcuni di quelli che si possono considerare di rilievo, cosa che mi ha colto di sorpresa ma che contribuisce a rendere una storia fantasy più realistica. Solo, è un peccato che non si spenda qualche parola in più sugli interessati.
    Che "Il Burattinaio" sia indirizzato a un pubblico adulto lo si evince anche dalla presenza di alcune scene erotiche, non tanto perché siano spinte, più che altro per via del comportamento provocatorio femminile. Mi riferisco a Frida, l'unica bellissima nella storia de "Il Burattinaio" (e nemmeno ne "L'Acchiapparatti" c'erano i belli) che essendo anche giovane vive appieno le passioni legate alla fisicità e la scoperta di nuove sensazioni; vedremo come la giudicheranno gli uomini, Guia, e persino Isotta (che lo faceva di mestiere), ma d'altra parte vedremo anche come cambierà in un epilogo da rimanere a bocca aperta.

    Ci sarebbe ancora altro da dire, a proposito del culto della Luce, dei suoi fanatici seguaci e degli "infedeli" (l'Equilibrio non può esistere solo nella Luce; si deve considerare anche l'Ombra!), a proposito degli effetti della Spinavera (una vera e propria droga che causa anche dipendenza), di quello spirito che entra nei corpi altrui ma che si contamina della loro coscienza e agisce anche tenendola in considerazione (fantastico, lo adoro!), di come la Somma Lucernaria ricordi la pratica della sedia elettrica (che tensione...) e a episodi geniali come il modo in cui a Gamara viene consegnata una certa chiave, ma mi limito, appunto, a queste brevi considerazioni tra parentesi perché preferisco soffermarmi sullo straordinario epilogo.
    A parte che non vedevo l'ora che quell'"essere" ritornasse, a un passo dalla resa dei conti me lo immaginavo che sarebbe finita così, vista la ricorrenza di parole come "sacrificio", "scelta", "vendetta", "consapevolezza" e "accettazione". Poi quel ciondolo che rappresenta la speranza, il giovane che scampa al pericolo e la frase che Guia rivolge a Steben, una delle migliori frasi che abbia mai letto.
    Ancora più emozionante è vedere cosa accade in seguito, in quelle che non sono nemmeno una ventina di righe: Steben ha scelto chi essere; parla come lui.
    In quelle poche righe è racchiuso un intero, nuovo romanzo, un ipotetico terzo libro che credo Barbi non ci regalerà, ma che la nostra mente può comunque elaborare.
    Allora sognerò ancora.

    Questa e altre recensioni su
    http://valentinabellettini.blogspot.com

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    Valentina Bellettini said on Feb 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Bravissimo Barbi, che con questa opera conferma appieno le buone potenzialità del fantasy italiano. Se volete personaggi incredibili e storie non scontate...leggetelo!

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    Kataru said on Feb 1, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Ecco un fantasy "tosto" per un pubblico adulto. Leggendo certe scene, mi veniva in mente Martin... Uno stile che cattura, anche chi come me, preferisce un fantasy più classico.
    E poi l'acchiapparatti, ora acchiappanuvole, resta il mio personaggio preferito...

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    Gio TdA said on Jan 21, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (55)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Hardcover 544 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8866201030
  • ISBN-13: 9788866201038
  • Publisher: Baldini Castoldi Dalai Editore
  • Pub date: Sep 27, 2011
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