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Il calore del sangue

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca Adelphi; 576)

4.1
(1268)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8845923126 | Isbn-13: 9788845923128 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Berello

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ci sono romanzi brevi più densi di emozioni e di vicende di certi romanzoni da ottocento pagine e passa. Ed è esattamente il caso di "Il calore del sangue". Questa volta Irène Némirovsky punta il suo obiettivo non già sul milieu dell'alta borghesia ebraica in cui è cresciuta, né su quello dei ghetti dell'Europa orientale, bensì sul piccolo, angusto, gretto mondo della provincia francese. Il quadro è, in apparenza, di quieta, finanche un pò scialba agiatezza campagnola: la figlia di due ricchi proprietari terrieri sta per sposare l'erede di un'altra famiglia in tutto e per tutto simile, un bravo ragazzo, come si dice, innamorato e devoto. Eppure bastano poche note stridenti (che l'autrice è abilissima a insinuare fin dalle prime pagine) per farci intuire che dietro la compatta, liscia superficie di perfetta felicità agreste - in cui sembra che ogni sentimento si sia come pietrificato - si spalancano voragini insospettate: nessuno, insomma, è al riparo dalla passione, dalla violenza, persino dal delitto, quando è spinto e travolto dal "calore del sangue".
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  • 3

    Il meglio e il peggio di Irène

    Questo romanzo breve è piacevole e attraente, oscuro e tenebroso, eppure anche ovvio e scontato, per quanto intrigante, e banalmente superficiale, benché abissale.
    La dialettica, quasi un topos della ...continua

    Questo romanzo breve è piacevole e attraente, oscuro e tenebroso, eppure anche ovvio e scontato, per quanto intrigante, e banalmente superficiale, benché abissale.
    La dialettica, quasi un topos della letteratura (e della vita reale) si sviluppa tra mariti onesti, retti, simpatici, solari, e per questo cornuti, da una parte, e ragazzacci maledetti-decadenti-arrabbiati-avventurosi-demoniaci-fauneschi (e quindi amanti sessualmente attraenti) dall'altra.
    Donne-matrone "oneste" , ma travolte di tanto in tanto dalla passione erotica, che abbandonano figlie alle sorelle racchie..
    Insomma un campionario di luoghi comuni non insolito.
    Ciò detto, scrittura socievolissima, fantastica rappresentazione della Francia di provincia, grandi capacità narrative..
    In conclusione tutto il meglio e il peggio di questa abile e sfortunata scrittrice

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo che può essere definito quasi un racconto lungo. Già dall'inizio, in cui in apparenza l'autrice presenta un contesto molto tranquillo e quieto, si percepisce che qualcosa di forte si cela d ...continua

    Un romanzo che può essere definito quasi un racconto lungo. Già dall'inizio, in cui in apparenza l'autrice presenta un contesto molto tranquillo e quieto, si percepisce che qualcosa di forte si cela dietro le storie d'amore dei protagonisti. In particolare, l'amore del narratore per la donna che ha amato da giovane e che, da una vita è coniugata con un altro, ci riporta a considerare l'importanza della passione, della ricerca dell'amore vero, di come spesso le nostre scelte non sono dettate da ciò che conta davvero per noi e che la vita, prima o poi, di questo ce ne renderà conto.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quando si ama una donna come io ho amato lei, si ha l'impressione di averla vista fin dal primo giorno alla distanza di un bacio"

    Pochi tratti, netti e decisi, delineano limiti e qualità, miserie e grandezze di un mondo contadino ormai scomparso.
    L'atmosfera del racconto, resa magistralmente, ti fa immergere completamente in que ...continua

    Pochi tratti, netti e decisi, delineano limiti e qualità, miserie e grandezze di un mondo contadino ormai scomparso.
    L'atmosfera del racconto, resa magistralmente, ti fa immergere completamente in quell'afa estiva, nelle brume invernali, nel calore del focolare, in quella tranquilla, granitica immobilità che chiamano felicità.
    Solo il narratore sembra che abbia rotto e agisca fuori dagli schemi di quell'economia perfetta.
    Osserva e si muove in questo ecosistema con la consapevolezza ed il cruccio della sua diversità.
    Assiste neutro agli avvenimenti, ne prende nota con distacco, fa le sue considerazioni e tira le somme, ma in modo asettico, non giudica, non interferisce; respira semplicemente quel mondo senza farne veramente parte, ma godendosi lo spettacolo.
    Il cugino 'Silvio' è un bel personaggio nella sua pacatezza e nella sua solitudine cercata, nella serena routine agreste fatta di piccoli, semplici piaceri.
    Attraverso i suoi occhi, comunque velati di tristezza, vedi ciò che materialmente vide la Nemirovsky appena prima del suo ultimo viaggio.
    Procedevo piacevolmente nella morbida lettura senza però esserne particolarmente colpita, fino alle ultime quaranta rivelatrici paginette:
    - Accade così con l'amore. Gli si fanno dei cenni di richiamo, gli si spiana la strada. E l'ondata, così diversa da come ce l'aspettavamo, amara e gelida, si abbatte sul nostro cuore. [...] La carne ci vuole poco a soddisfarla. È il cuore a essere insaziabile, il cuore che ha bisogno di amare, di disperarsi, di ardere di un fuoco qualunque... - eh già, 'un fuoco QUALUNQUE': grandissima Némirovsky!

    ha scritto il 

  • 4

    Il colore della provincia

    Romanzo breve, anzi brevissimo. Ma non per questo meno intenso.
    Siamo nella provincia francese, tra famiglie di agricoltori agiati e benpensanti. La vita scorrerebbe noiosa e senza scosse se non fosse ...continua

    Romanzo breve, anzi brevissimo. Ma non per questo meno intenso.
    Siamo nella provincia francese, tra famiglie di agricoltori agiati e benpensanti. La vita scorrerebbe noiosa e senza scosse se non fosse che le passioni e i sentimenti umani mal tollerano di essere rinchiusi in soffitta, come morale vorrebbe. È così tra ipocrisie, non detti e fitti boschi che di notte nascondono gli amanti, sotto l'apparente calma, bruciano amori, invidie e gelosie. La Nemirovski è maestra nel raccontare le meschinità umane, ma lo fa con una levità, una profondità priva di melodramma che è tutta francese. E non scivola scivola mai nel cinismo. Perchè l'anima dei suoi romanzi rimane profondamente femminile, anche quando, come in questo caso, l'io narrante è un uomo.

    ha scritto il 

  • 5

    <<Pensavo che mi avesse dimenticata, che non sarebbe tornato. Da giovani si è così impazienti! Ogni giorno che passa, ed è perso per l'amore, è uno strazio. Alla fine è tornato.>>

    Meraviglioso ! Irène Némirovsky è una delle più grandi scrittrici mai esistite. In questo romanzo è riuscita perfettamente a rendere l'intensità, l'ardore e la prepotenza della passione giovanile. Str ...continua

    Meraviglioso ! Irène Némirovsky è una delle più grandi scrittrici mai esistite. In questo romanzo è riuscita perfettamente a rendere l'intensità, l'ardore e la prepotenza della passione giovanile. Struggente.

    ha scritto il 

  • 5

    Che magnifica osservatrice! Che meravigliosi affreschi di vita, sapeva donare la Némirovsky.
    Oggi suo racconto, anche il più breve, ha il potere di evocare tutta una serie di sentimenti, emozioni e p ...continua

    Che magnifica osservatrice! Che meravigliosi affreschi di vita, sapeva donare la Némirovsky.
    Oggi suo racconto, anche il più breve, ha il potere di evocare tutta una serie di sentimenti, emozioni e passioni.
    Non mi stanco mai di leggere i suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, molto; cupo, cupissimo. Gli avvenimenti accadono prevalentemente di sera, al tramonto o in piena notte nella stagione autunnale e invernale, nella regione boscosa del Morvan: tutto contribuisce ...continua

    Bello, molto; cupo, cupissimo. Gli avvenimenti accadono prevalentemente di sera, al tramonto o in piena notte nella stagione autunnale e invernale, nella regione boscosa del Morvan: tutto contribuisce a presagire l'evolversi di un qualcosa di tragico che deve accadere, nonostante l'apparente calore dgli interni domestici che avvolgono e confortano calde e affettuose relazioni familiari. Lentamente, sotto la crosta di rapporti umani e familiari che sembrano improntati all'affetto, alla fedeltà, alla tenerezza e sotto l'incalzare degli eventi, emerge una realtà fatta di finzione, di accomodamento, di egoismo, di complicità, di omertà. L'omertà, la finzione, la rispettabilità si respirano palpabili nell'aria di questa provincia francese, già dalle prime pagine. E' un tribunale senza appello quello di Irene Nemirovsky, che indaga e condanna tutti i personaggi per ipocrisia, persino l'io narrante, il rustico e asociale Sylvestre, che ha spento anche lui il calore del sangue sotto una coltre di convenzioni familiari, il calore della passione giovanile irresponsabile, totalizzante, viva.

    ha scritto il 

  • 4

    Che salute per la mente questa scrittura !!! Il mio obbiettivo è di leggere tutti i libri di questa magnifica scrittrice che sa leggere così bene l'intimo e lo riporta in superfice. Bello e consigliat ...continua

    Che salute per la mente questa scrittura !!! Il mio obbiettivo è di leggere tutti i libri di questa magnifica scrittrice che sa leggere così bene l'intimo e lo riporta in superfice. Bello e consigliato

    ha scritto il 

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