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Il calore del sangue

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca Adelphi; 576)

4.1
(1239)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8845923126 | Isbn-13: 9788845923128 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Berello

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ci sono romanzi brevi più densi di emozioni e di vicende di certi romanzoni da ottocento pagine e passa. Ed è esattamente il caso di "Il calore del sangue". Questa volta Irène Némirovsky punta il suo obiettivo non già sul milieu dell'alta borghesia ebraica in cui è cresciuta, né su quello dei ghetti dell'Europa orientale, bensì sul piccolo, angusto, gretto mondo della provincia francese. Il quadro è, in apparenza, di quieta, finanche un pò scialba agiatezza campagnola: la figlia di due ricchi proprietari terrieri sta per sposare l'erede di un'altra famiglia in tutto e per tutto simile, un bravo ragazzo, come si dice, innamorato e devoto. Eppure bastano poche note stridenti (che l'autrice è abilissima a insinuare fin dalle prime pagine) per farci intuire che dietro la compatta, liscia superficie di perfetta felicità agreste - in cui sembra che ogni sentimento si sia come pietrificato - si spalancano voragini insospettate: nessuno, insomma, è al riparo dalla passione, dalla violenza, persino dal delitto, quando è spinto e travolto dal "calore del sangue".
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  • 4

    Il colore della provincia

    Romanzo breve, anzi brevissimo. Ma non per questo meno intenso.
    Siamo nella provincia francese, tra famiglie di agricoltori agiati e benpensanti. La vita scorrerebbe noiosa e senza scosse se non fosse che le passioni e i sentimenti umani mal tollerano di essere rinchiusi in soffitta, come m ...continua

    Romanzo breve, anzi brevissimo. Ma non per questo meno intenso.
    Siamo nella provincia francese, tra famiglie di agricoltori agiati e benpensanti. La vita scorrerebbe noiosa e senza scosse se non fosse che le passioni e i sentimenti umani mal tollerano di essere rinchiusi in soffitta, come morale vorrebbe. È così tra ipocrisie, non detti e fitti boschi che di notte nascondono gli amanti, sotto l'apparente calma, bruciano amori, invidie e gelosie. La Nemirovski è maestra nel raccontare le meschinità umane, ma lo fa con una levità, una profondità priva di melodramma che è tutta francese. E non scivola scivola mai nel cinismo. Perchè l'anima dei suoi romanzi rimane profondamente femminile, anche quando, come in questo caso, l'io narrante è un uomo.

    ha scritto il 

  • 5

    <<Pensavo che mi avesse dimenticata, che non sarebbe tornato. Da giovani si è così impazienti! Ogni giorno che passa, ed è perso per l'amore, è uno strazio. Alla fine è tornato.>>

    Meraviglioso ! Irène Némirovsky è una delle più grandi scrittrici mai esistite. In questo romanzo è riuscita perfettamente a rendere l'intensità, l'ardore e la prepotenza della passione giovanile. Struggente.

    ha scritto il 

  • 5

    Che magnifica osservatrice! Che meravigliosi affreschi di vita, sapeva donare la Némirovsky.
    Oggi suo racconto, anche il più breve, ha il potere di evocare tutta una serie di sentimenti, emozioni e passioni.
    Non mi stanco mai di leggere i suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, molto; cupo, cupissimo. Gli avvenimenti accadono prevalentemente di sera, al tramonto o in piena notte nella stagione autunnale e invernale, nella regione boscosa del Morvan: tutto contribuisce a presagire l'evolversi di un qualcosa di tragico che deve accadere, nonostante l'apparente calo ...continua

    Bello, molto; cupo, cupissimo. Gli avvenimenti accadono prevalentemente di sera, al tramonto o in piena notte nella stagione autunnale e invernale, nella regione boscosa del Morvan: tutto contribuisce a presagire l'evolversi di un qualcosa di tragico che deve accadere, nonostante l'apparente calore dgli interni domestici che avvolgono e confortano calde e affettuose relazioni familiari. Lentamente, sotto la crosta di rapporti umani e familiari che sembrano improntati all'affetto, alla fedeltà, alla tenerezza e sotto l'incalzare degli eventi, emerge una realtà fatta di finzione, di accomodamento, di egoismo, di complicità, di omertà. L'omertà, la finzione, la rispettabilità si respirano palpabili nell'aria di questa provincia francese, già dalle prime pagine. E' un tribunale senza appello quello di Irene Nemirovsky, che indaga e condanna tutti i personaggi per ipocrisia, persino l'io narrante, il rustico e asociale Sylvestre, che ha spento anche lui il calore del sangue sotto una coltre di convenzioni familiari, il calore della passione giovanile irresponsabile, totalizzante, viva.

    ha scritto il 

  • 4

    Che salute per la mente questa scrittura !!! Il mio obbiettivo è di leggere tutti i libri di questa magnifica scrittrice che sa leggere così bene l'intimo e lo riporta in superfice. Bello e consigliato

    ha scritto il 

  • 4

    In un piacevole stile classico si snoda questo romanzo breve, ambientato nella provincia francese.
    A poco a poco, dietro le apparenze, cominciano ad emergere vicende e ricordi sopiti. E i personaggi non risultano essere ciò che sembrano perché "il calore del sangue" ha pervaso le loro vite ...continua

    In un piacevole stile classico si snoda questo romanzo breve, ambientato nella provincia francese.
    A poco a poco, dietro le apparenze, cominciano ad emergere vicende e ricordi sopiti. E i personaggi non risultano essere ciò che sembrano perché "il calore del sangue" ha pervaso le loro vite e ha dato loro un corso diverso da quello che essi stessi si sarebbero aspettato.

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro che leggo della Nemirovsky e mi ha tutt'altro che delusa. Come si evince dal titolo, il tema è quel "calore del sangue", altro non è che le passioni giovanili che offuscano la mente, riempiono il cuore di calore e che fanno compiere gesti forse sconsiderati. Fatto sta che questo ...continua

    E' il primo libro che leggo della Nemirovsky e mi ha tutt'altro che delusa. Come si evince dal titolo, il tema è quel "calore del sangue", altro non è che le passioni giovanili che offuscano la mente, riempiono il cuore di calore e che fanno compiere gesti forse sconsiderati. Fatto sta che questo breve racconto vuol dimostrarci che anche dietro le persone apparentemente più tranquilli si nasconde un segreto, o un passato con almeno un momento di passione. Inoltre, mi è piaciuto soprattutto lo stile dell'autrice, capace di penetrare nell'animo umano in maniera impeccabile, insomma: un piccolo gioiellino, forse concluso troppo in fretta e lasciando qualcosa in sospeso.

    Mia recensione completa: http://voglioituoiocchi.blogspot.it/2014/03/recensioni-il-calore-del-sangue-irene.html

    ha scritto il 

  • 3

    «I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati». (Ezechiele)

    Trama: ***
    Vita arcaica e lenta nelle campagne francesi di inizio novecento: matrimoni e lavoro tra campi, figli, terreni, mandrie e mulini che sembrano suggerire che la tranquillità sia la maggiore conquista.
    Ma non vi è la serenità, quando si è giovani, quando un offuscamento dei se ...continua

    Trama: ***
    Vita arcaica e lenta nelle campagne francesi di inizio novecento: matrimoni e lavoro tra campi, figli, terreni, mandrie e mulini che sembrano suggerire che la tranquillità sia la maggiore conquista.
    Ma non vi è la serenità, quando si è giovani, quando un offuscamento dei sensi, dato da quel sangue caldo che viene tenuto chetato forzatamente, porta a seguire pericolosamente le proprie passioni. Lentezza e immutabilità non riescono a sopire l’ardore, spesso distruttivo, della giovinezza, necessario per crearsi la propria saggezza.

    Stile: ***1/2
    Le parole usate, il ritmo, la musicalità e la scelta del vecchio narratore ormai disilluso, fanno restare attaccati al libro. Come pure una lieve inquietudine simile a quella che precede una tragedia, che ci sanno trasmettere scrittori quali Gaiman, Dahl.

    Mi ricorda Portugal di Cyril Pedrosa, almeno nella sua parte iniziale dove proprio vediamo un matrimonio della campagna francese e la stessa lentezza che dilata il tempo in un modo che è capace di cristallizzarlo, di dare impressione di immutabilità. In quell’opera però l’autore decide di scavare nelle proprie origini con orgoglio, qui i figli seppur tendendo alla felicità dei genitori vogliono anche affrancarsi dai troppi vincoli familiari, le giovani spose vogliono ardere di passione e il procedere è più drammatico e da thriller con indizi premonitori già dalle prime pagine ad incrinare una superficie apparentemente compatta. L’immutabilità stagnante che nasconde ipocrisia va sfaldandosi.
    A vent’anni qualcuno fa irruzione nelle nostre vite. Sì, uno sconosciuto, esuberante e
    alato, radioso, che ci accende il sangue, ci devasta la vita e se ne va, svanisce.

    Piacevolezza: ****
    Libro evocativo che lascia una lieve sensazione di disagio, non imprescindibile, probabilmente non rimarrà impresso nella memoria per la trama ma per l’atmosfera”slow” e la visività della descrizione che, benché non dettagliata, mi ha fatto spesso immaginare come in un film le scene descritte: il ballo di nozze con le silouhette dei ballerini, il mulino nella notte con il suo schiumoso fiume verde, il bar polveroso del paese, le ombre danzanti sul muro viste dallo spiraglio di una porta.….

    Consigliato: -
    Mi ha fatto piacere leggerlo ma non so se lo suggerirei a tutti, ognuno ha da farsene un proprio parere. Seconda opera della Nemirovsky che leggo ed ancora non riesco ad inquadrarla, mi piace ma con riserva.

    Quest'opera di Mmorgana è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

    ha scritto il 

  • 2

    Chissà che mi credevo! Invece l'incontro con questa tanto osannata scrittrice è stato deludente. Caratteri poco definiti, intrecci un po' banali, la solita dicotomia tra una vita che si realizza pienamente (propria, a mio vedere, dei privilegiati)e una vita terribilmente sprecata... molto frances ...continua

    Chissà che mi credevo! Invece l'incontro con questa tanto osannata scrittrice è stato deludente. Caratteri poco definiti, intrecci un po' banali, la solita dicotomia tra una vita che si realizza pienamente (propria, a mio vedere, dei privilegiati)e una vita terribilmente sprecata... molto francese... intendo... molto letteratura francese contemporanea!! e ho detto tutto...

    ha scritto il 

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