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Il cammino di Santiago

Di

Editore: Feltrinelli (Traveller)

3.1
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Altri

Isbn-10: 8871082109 | Isbn-13: 9788871082103 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanni Pesce

Genere: Non-fiction , Travel

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Descrizione del libro
Protagoniste di questo viaggio sono una madre e una figlia, cittadine di New York. Per la madre il cammino è un'alternativa al lettino dello psicanalista,un'occasione di confronto con la figlia in piena esplosione adolescenziale. La figlia la segue imbronciata, senza lamentarsi ma senza nemmeno crederci granché, già tutta protesa verso l'inizio del nuovo anno scolastico. Un diario di viaggio sorprendentemente vero e onesto, che racconta oltre i luoghi e i paesaggi, le atmosfere e l'esperienza più intima del pellegrino, i momenti di poesia e quelli di stanchezza, il continuo rimuginare sul passato e gli immancabili buoni propositi per il futuro.
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  • 3

    Pensavo che fosse una relazione completa di un pellegrinaggio a Santiago, ma, pur non essendo il libro una delusione totale, non è nemmeno quello che mi aspettavo (forse un titolo come diario personal ...continua

    Pensavo che fosse una relazione completa di un pellegrinaggio a Santiago, ma, pur non essendo il libro una delusione totale, non è nemmeno quello che mi aspettavo (forse un titolo come diario personale di tre tentativi di pellegrinaggio a Santiago sarebbe stato più onesto).
    Il libro comincia con la descrizione di 4-5 giorni di viaggio a piedi con la figlia dell'autrice prima che si arrendano (sono rimasta un po' così, va bene non insistere, ma potevano passeggiare a casa loro); a seguire ricordi di un viaggio in treno e a piedi in una cittadina tappa del cammino, in inverno, quando l'autrice è in Spagna, da sola incinta di sette mesi, per alcune ricerche su un romanzo che sta scrivendo; infine il pellegrinaggio vero e proprio di una settimana o meno, l'autrice da sola, qualche anno prima del viaggio con la figlia (la parte più interessante, ma non troppo).

    ha scritto il 

  • 4

    Non il solito diario. Inizia con l'autrice (giornalista e scrittrice americana di New York) che insieme alla figlia dodicenne parte da S.J.P.d.P. per il cammino francese. Ma poi passa a raccontare le ...continua

    Non il solito diario. Inizia con l'autrice (giornalista e scrittrice americana di New York) che insieme alla figlia dodicenne parte da S.J.P.d.P. per il cammino francese. Ma poi passa a raccontare le sue due esperienze precedenti sul cammino.

    Più che una descrizione del cammino c'è una lettura del lavoro intimo che il cammino ti fa. Di ciò che il cammino dona al tuo intimo, alla tua persona.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro non narra tutto ciò che potrebbe accadere durante il famoso "Camino". E' un diario di viaggio parziale, maggiormente incentrato sulle impressioni e le (brutte) esperienze dell'autrice.

    Me ...continua

    Questo libro non narra tutto ciò che potrebbe accadere durante il famoso "Camino". E' un diario di viaggio parziale, maggiormente incentrato sulle impressioni e le (brutte) esperienze dell'autrice.

    Meglio altri manuali per documentarsi in merito al cammino

    ha scritto il 

  • 1

    E quindi?

    Se sono ancora affascinata dal Cammino di Santiago non è certo merito di questo libro, una sorta di diario di viaggio poco interessante e certamente non utile.

    ha scritto il 

  • 0

    Il cammino percorso dalla giornalista e scrittrice americana, da sola o assieme alla figlia dodicenne, è una prova di resistenza e ricerca interiore, di consapevolezza che l'orgoglio è un pessimo pecc ...continua

    Il cammino percorso dalla giornalista e scrittrice americana, da sola o assieme alla figlia dodicenne, è una prova di resistenza e ricerca interiore, di consapevolezza che l'orgoglio è un pessimo peccato e che a volte le cose succedano senza una ragiona apparente. Ostinata e solitaria, la Harrison ci regala i suoi pensieri di camminatrice, cattolica sui generis e ripudiata dalla sua Chiesa perché ha sposato un quacchero. L'arrivo a Santiago, nonostante i dolori e i patimenti, è liberatorio.

    ha scritto il 

  • 3

    Scrivere diari sul cammino di Santiago sembra essere diventata una moda. Interessante il rapporto tra madre e figlia e il diverso modo di affrontare il Camino, ma decisamente poco utile per chi vuole ...continua

    Scrivere diari sul cammino di Santiago sembra essere diventata una moda. Interessante il rapporto tra madre e figlia e il diverso modo di affrontare il Camino, ma decisamente poco utile per chi vuole documentarsi.

    ha scritto il 

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    E' il diario di una donna, che percorre il cammino di Santiago de Compostela, fatto in diverse circostanze: con la figlia dodicenne e poi, andando indietro nel negli anni, da sola. La scrittura è sem ...continua

    E' il diario di una donna, che percorre il cammino di Santiago de Compostela, fatto in diverse circostanze: con la figlia dodicenne e poi, andando indietro nel negli anni, da sola. La scrittura è semplice, quasi ti accompagna, nella fatica e nell'essenzialità di un'esperienza così forte. Si apprezza l'intensità delle pagine ove la protagonista riflette su ciò che scaturisce da un percorso non facile, ma tenacemente vissuto. Da riprendere in mano, quando si è nel dubbio se tornare o meno "sui propri passi". Magnifico, nella sua semplicità

    ha scritto il 

  • 4

    Il cammino di Santiago è un persorso che pellegrini e turisti percorrono da secoli. Ognuno parte con il suo bagaglio di aspettative e speranze, per poi irrimediabilmente giungere a Santiago svuotati d ...continua

    Il cammino di Santiago è un persorso che pellegrini e turisti percorrono da secoli. Ognuno parte con il suo bagaglio di aspettative e speranze, per poi irrimediabilmente giungere a Santiago svuotati di tutto. Non si tratta di vuoto dato dalla spossatezza fisica o da quella mentale, bensì di nuovo spazio creato liberandosi poco a poco di ciò che si comincia a vedere come superfluo e non strettamente necessario per essere felici.
    La Harrison ha percorso questo cammino per ben tre volte, nel libro sono narrate tutte, ma partendo dall'ultima, quella che la donna intraprende con la figlia dodicenne. L'una costantemente preoccupata del peso degli zaini, l'altra che non riesce a separarsi dalle sue riviste patinate per teen-agers.
    Non è la storia banale di due persone vicine che iniziano a "scoprirsi" grazie a questo viaggio, ma la narrazione di un traguardo tagliato anche senza arrivare alla meta...scoprendo la dolcezza della resa che non dev'essere necessariamente vista come sconfitta, ma come presa di coscienza dei propri limiti o del fatto che non sia indispensabile giungere alla fine di un progetto per ottenere ciò che si cercava. Anzi in genere è proprio il percorso a farcelo raggiungere.

    ha scritto il