Il canto di Penelope

Il mito del ritorno di Odisseo

Di

Editore: Rizzoli (Miti)

3.8
(249)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8817007919 | Isbn-13: 9788817007917 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Crepax

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Dall'Ade, dove può finalmente dire la verità senza temere la vendetta degli dèi, Penelope, moglie di Ulisse, racconta la sua storia. Figlia di una ninfa e del re di Sparta, da bambina rischia di essere affogata dal padre, turbato da una profezia. Sposa di Ulisse, subisce le angherie dei suoceri, vede scoppiare la guerra di Troia a causa della sciocca cugina Elena, e dopo anni di solitudine deve respingere l'assalto dei Proci. Al ritorno di Ulisse assiste angosciata alla vendetta che colpisce le ancelle infedeli e perciò impiccate; e la morte di quelle fanciulle che le erano amiche la perseguita anche nell'Ade. Il romanzo riscrive il mito greco attingendo a versioni diverse da quelle confluite nell'Odissea, secondo un punto di vista femminile.
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  • 3

    Penelope può finalmente...

    ...dare la sua versione, ora è nell'Ada e non teme più la vendetta degli Dei che, nel frattempo, si sono addormentati. Ci racconta di Elena, sua cugina, di Ulisse il suo astuto marito, di Itaca, dei l ...continua

    ...dare la sua versione, ora è nell'Ada e non teme più la vendetta degli Dei che, nel frattempo, si sono addormentati. Ci racconta di Elena, sua cugina, di Ulisse il suo astuto marito, di Itaca, dei lunghi anni di attesa e, soprattutto, della sorte terribile delle dodici ancelle. Non le traditrici che ci ha raccontato Omero, ma le sue orecchie tra i Proci. Scelte ed educate da Penelope, in quanto donne e schiave sono alla mercé dei Proci, sarà proprio lei a chiedergli di sopportare e di ascoltare, per poi riferire tutto a lei. Al ritorno di Ulisse non riuscirà a salvarle e ne sopporterà per l'eternità il rimorso.

    E' una Penelope diversa quella che traccia la Atwood, consapevole del suo ruolo e dei limiti che la sua condizione di donna le impone, usa la sua intelligenza per sopravvivere, sa anche di essere fortunata, rispetto alle donne anonime e schiave che la circondano.

    ha scritto il 

  • 5

    L'Odissea da un diverso punto di vista.

    “The Penelopiad” è un romanzo pubblicato nel 2005 dalla scrittrice canadese Margaret Atwood, celebre per le sue poesie e per il suo impegno nella lotta contro la discriminazione del genere femminile n ...continua

    “The Penelopiad” è un romanzo pubblicato nel 2005 dalla scrittrice canadese Margaret Atwood, celebre per le sue poesie e per il suo impegno nella lotta contro la discriminazione del genere femminile nella società contemporanea. Il suo interesse nei confronti della donna e delle difficoltà che ella è costretta a far fronte a causa di una mentalità ancora parzialmente...
    http://forestadicarta.altervista.org/il-canto-di-penelope-margaret-atwood/

    ha scritto il 

  • 2

    “L’immortalità e la mortalità si mescolano male: tra fuoco e fango, vince sempre il fuoco”.

    “Ora che sono morta so tutto.” Sono le parole di Penelope, moglie di Odisseo, personificazione della fedeltà coniugale.
    Si differenzia abbastanza da quella decantata da Omero, la Penelope della Atwood ...continua

    “Ora che sono morta so tutto.” Sono le parole di Penelope, moglie di Odisseo, personificazione della fedeltà coniugale.
    Si differenzia abbastanza da quella decantata da Omero, la Penelope della Atwood è nata a Sparta, figlia del re Icario e di una ninfa del mare, cugina di sangue di Elena verso la quale prova una non tanto velata invidia per il suo aspetto esteriore e per il successo che ha con gli uomini.
    Con la madre non ha praticamente nessun rapporto e il padre tenta di ucciderla da neonata perché teme l’avverarsi di una terribile profezia.
    A quindici anni va in sposa a Odisseo, principe dell’isola di Itaca che è riuscito a “conquistarla” durante una gara indetta dal padre della ragazza(tra l’altro anche barando).
    Vive i primi anni di matrimonio in modo abbastanza sereno, allietati dal crescente affetto per il marito Odisseo e allietati dalla nascita del piccolo Telemaco.
    La sua vita viene rovinata dall’odiata(e odiosa) cugina Elena che decide di cornificare il marito Menelao con il bellissimo Paride, figlio del re di Troia Priamo.
    Menelao, giustamente incazzato come una iena, dichiara guerra a Troia e chiama a rapporto tutti i grandi re greci, compreso Odisseo.
    Trascorrono vent’anni. Di Odisseo non si hanno più notizie e il suo palazzo è stato preso d’assalto dai Proci, giovani arroganti che tentano di concupire l’ormai matura Penelope per avere le sue ricchezze.
    La donna però è dura ad arrendersi, difende strenuamente il suo palazzo e la sua virtù grazie a un inganno: un sudario che ricama il giorno e che disfà, con l’aiuto delle sue ancelle, di notte.
    Premessa: Margaret Atwood scrive divinamente. Però c’è qualcosa in questo libro che non mi convince.
    Penelope dall’Ade ci racconta la sua versione dei fatti, ci narra la sua vita a Sparta, con una madre assente, un padre che la vede come un pericolo e una cugina, Elena, che praticamente non fa altro che zoccoleggiare qua e là da mattina a sera, facendo stragi su stragi di uomini.
    L’arrivo di Odisseo rappresenta per lei una via di fuga da un ambiente e una famiglia che non ama, ma anche la permanenza a Itaca non è delle migliori, la suocera Anticlea non la può soffrire, la balia del marito, Euriclea, nutre nei suoi confronti una sorta di gelosia e suo marito Odisseo, anche se buono e premuroso nei suoi confronti, sembra non provare che un semplice affetto per lei.
    Anche se lontana la cugina Elena sembra voler ancora una volta prevalere su di lei, costringe il marito ad abbandonarla insieme al figlioletto per combattere contro i Troiani, ad affrontare un lunghissimo viaggio che lo terrà lontano per ben venti anni.
    L’idea di reinterpretare il mito di Odisseo mi è piaciuta, quella di dare voce alla moglie Penelope anche, ma mi sarebbe piaciuto ancora di più un maggiore approfondimento della storia, tutto mi è sembrato troppo sbrigativo e superficiale(in primis il rapporto tra la giovane Penelope e Odisseo, al quale la scrittrice dedica pochissime pagine).
    L’impressione che mi ha dato la Penelope è quella di una donna un po’ insicura, emotiva, un po’ invidiosa e “rosicona” della bellezza della cugina, descritta come una femme fatale che la dà praticamente a mezzo mondo senza preoccuparsi delle conseguenze.
    Come ho scritto nulla da dire per quanto riguarda lo stile della Atwood, ma mi aspettavo qualcosa di più “appetitoso”.
    Comunque sia è una scrittrice che merita, le darò sicuramente un’altra chance.

    “L'acqua non oppone resistenza. L'acqua scorre. Quando immergi una mano nell'acqua senti solo una carezza. L'acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L'acqua è paziente. L'acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per una metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l'acqua."

    ha scritto il 

  • 4

    Conoscevo già Margaret Atwood per aver letto, circa un anno fa, "Il racconto dell'ancella" che mi era stato consigliato in quanto appartenente al filone della letteratura distopica. Devo dire che lo s ...continua

    Conoscevo già Margaret Atwood per aver letto, circa un anno fa, "Il racconto dell'ancella" che mi era stato consigliato in quanto appartenente al filone della letteratura distopica. Devo dire che lo stile di questa scrittrice non mi era dispiaciuto, anche se ho trovato alcuni passaggi del libro un po' pesanti, motivo per cui non rientra tra i miei libri preferiti né fra quelli che consiglio vivamente. Tutto sommato però quando ho visto che "Il canto di Penelope" ricorreva nelle varie liste e classifiche che guardo ogni tanto, più che per farmi un'idea sui libri da leggere nel futuro prossimo, per farmi del male allungando inesorabilmente la lista dei miei "to read" su Goodreads, mi sono decisa ad iniziarlo... Ma sto divagando. Si tratta dell'ennesima rivisitazione dello stranoto mito del ritorno di Odisseo, ma da un punto di vista totalmente nuovo, ossia quello di Penelope, la quale racconta anche i retroscena del loro primo incontro e dei primi anni di matrimonio. Oltre alla moglie di Odisseo, la Atwood dà voce anche alle famose 12 ancelle che poi furono impiccate per aver giaciuto con i Proci, riabilitandole parzialmente. Devo dire che mi è piaciuta specialmente la prima parte, che riguarda l'adolescenza della protagonista e il rapporto con sua cugina Elena (descritta in modo fastidioso, un po' troppo capricciosa e femme fatale). Il libro è piuttosto breve (non arriva a 250 pagine) e scritto in modo molto scorrevole.
    In sintesi? Voto: 7/10

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    ha scritto il 

  • 2

    Ho apprezzato molto alcuni punti per quanto riguarda il contenuto, in particolare la diversa lettura del mito su ciò che concerne le dodici ancelle e l'opinione che Penelope stessa dà della sua fama d ...continua

    Ho apprezzato molto alcuni punti per quanto riguarda il contenuto, in particolare la diversa lettura del mito su ciò che concerne le dodici ancelle e l'opinione che Penelope stessa dà della sua fama di donna virtuosa. Lo stile di scrittura però non mi ha convinto molto, mi è sembrato sin troppo sbrigativo e mi ha lasciato un certo distacco dagli eventi, tutto il contrario di un ulteriore coinvolgimento emotivo che sarebbe stato lecito aspettarsi nell'approfondimento e il nuovo punto di vista di una storia già conosciuta e amata. Il modo in cui è dipinta la figura di Elena oltretutto mi ha dato un pò fastidio, femme fatale davvero troppo caricaturale...mi ha fatto venire voglia di rileggere La Torcia di Marion Zimmer Bradley, dove aveva tutt'altro spessore.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro molto carino. Di "visioni" alternative dei miti ne avevo già letto uno, La torcia della Zimmer-Bradley, che però non aveva neanche la metà del tono coinvolgente che ha questo. Qui Penelope, m ...continua

    Un libro molto carino. Di "visioni" alternative dei miti ne avevo già letto uno, La torcia della Zimmer-Bradley, che però non aveva neanche la metà del tono coinvolgente che ha questo. Qui Penelope, moglie di Odisseo, racconta la sua vita e nonostante i due mi affascinassero molto (nella mia mente una coppia che si era "scelta" ma ovviamente la ricostruzione storica vuole i suoi realismi), non avrei mai pensato che si potesse trovare la vita di lei così interessante e soprattutto in cui ci si possa riconoscere così tanto. La Atwood chiaramente mette a segno un ritratto di una società patriarcale in modo velato ma non così tanto. Come ne Il racconto dell'ancella (che un giorno avrò lo stomaco di finire) evidenzia il conflitto cui si porta le donne a vivere: con le altre donne, con la società, con l'altro sesso. Penelope ne esce molto più forte di quanto la sua cosiddetta propensione a sciogliersi in lacrime voglia far mostrare, tanto che dal racconto che ne fa esse sembrano quasi fuori personaggio.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Ora che sono morta so tutto. Avrei voluto che fosse così, ma come molti dei miei desideri neanche questo si è avverato.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/c/il-canto-di-penelope-margar ...continua

    Ora che sono morta so tutto. Avrei voluto che fosse così, ma come molti dei miei desideri neanche questo si è avverato.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/c/il-canto-di-penelope-margaret-atwood/

    ha scritto il 

  • 4

    "Il canto di Penelope" di Margaret Atwood

    Lettura davvero coinvolgente! ^^ Merito principalmente della bravura di Margaret Atwood, che, attraverso uno stile spesso ironico e uno sguardo decisamente di parte (femminile) e insieme provocatorio ...continua

    Lettura davvero coinvolgente! ^^ Merito principalmente della bravura di Margaret Atwood, che, attraverso uno stile spesso ironico e uno sguardo decisamente di parte (femminile) e insieme provocatorio, compie un'analisi e un approfondimento della figura di Penelope, partendo da due fonti classiche:
    - Odissea di Omero
    - I miti greci di Robert Graves

    La struttura di questo romanzo breve prevede l'alternarsi di parti in forma di monologo, la cui voce recitante è Penelope, e di Cori (mutuati da quelli tipici della tragedia greca), parti che rappresentano la voce collettiva delle dodici ancelle impiccate da Telemaco al ritorno del padre Odisseo a Itaca.
    Il motore della narrazione consiste nel tentativo di far luce su questo episodio tragico e di capire quali fatti abbiano condotto a quell'omicidio, e anche valutare quanta parte di responsabilità abbia (o meno) Penelope stessa.
    Tutto ciò si rivela anche come il pretesto per indagare la figura della donna, andando ben oltre quello che ci è stato raccontato attraverso il mito.

    Dall'Introduzione della Atwood:
    "Ho scelto che le voci narranti fossero quelle di Penelope e delle dodici ancelle impiccate. Le ancelle formano un Coro, scandito e cantato, incentrato su due domande che s'impongono dopo un'attenta lettura dell'Odissea: che cosa ha portato all'impiccagione delle ancelle e che cosa c'era davvero nella mente di Penelope? La storia, così come viene raccontata nell'Odissea, non è del tutto logica: ci sono troppe incongruenze. Sono sempre stata tormentata dal pensiero di quelle ancelle impiccate e, nel Canto di Penelope, anche Penelope lo è."

    [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/11/libro-il-canto-di-penelope-di-margaret.html

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre più convinta che questa è una scrittrice fantastica...

    Che dire? Prendi una figura, che potrebbe apparire noiosa e piatta, come quella della fedele Penelope che fu famosa solo per la sua costanza e pazienza di fronte alla tela, e creane un personaggio sfa ...continua

    Che dire? Prendi una figura, che potrebbe apparire noiosa e piatta, come quella della fedele Penelope che fu famosa solo per la sua costanza e pazienza di fronte alla tela, e creane un personaggio sfaccettato, che esprime oltre al suo dolore, la sua forza d'animo, il suo spirito.
    Merita.

    ha scritto il 

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