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Il caos prossimo venturo

Il capitalismo contemporaneo e la crisi delle nazioni

Di

Editore: Neri Pozza

4.2
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 688 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854501611 | Isbn-13: 9788854501614 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Andrea Grechi , Andrea Spilla

Genere: History , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Sintesi innovativa di teoria politica ed economica, "Il caos prossimo venturo" mette in discussione molti dei preconcetti abituali sull'impatto della globalizzazione e getta una nuova luce sulle conseguenze mondiali del processo di industrializzazione. Prem Shankar Jha, uno dei massimi economisti indiani, racconta l'evoluzione del capitalismo secondo una scansione in quattro fasi, a partire dalla sua nascita nei comuni italiani fino all'attuale dimensione planetaria, evidenziando come alla fine di ogni periodo il capitalismo distrugga i propri "contenitori" per estendere lo scenario della proprie attività, dando vita a situazioni di instabilità e di violenza. Oggi il capitalismo globale considera limitante qualunque tipo di istituzione, dal welfare state agli stati nazionali, mentre le istituzioni non hanno ancora avviato un profondo processo di revisione dei propri ruoli e del proprio funzionamento. Quella che si prospetta è una lunga stagione di disordine sociale e disequilibrio economico, assieme a nuove e pericolose forme di unilateralismo e a uno scenario di guerra permanente popolato da eserciti, di soldati o terroristi, in costante attività.
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  • 5

    Ottimo libro, va premiata se non altro la volontà di cimentarsi in un'opera che tenta un affresco del nostro tempo (e della nostra società e della nostra economia) partendo da un'analisi ...continua

    Ottimo libro, va premiata se non altro la volontà di cimentarsi in un'opera che tenta un affresco del nostro tempo (e della nostra società e della nostra economia) partendo da un'analisi approfondita e di lungo periodo, in parte ripercorrendo il solco già tracciato, in ambito di storia sociale, da Eric Hobsbawm e riprendendone numerosi spunti per quanto riguarda la definizione del contesto globale. Molto interessante, tra le altre cose, la disamina (e la critica) delle varie teorie sulla fine della storia e lo scontro tra civiltà: si tirano in ballo Fukuyama, Huntington e diversi altri nomi importanti del dibattito generale scaturito dalla fine della guerra fredda. Non siamo però, e per fortuna, di fronte a un pamphlet: si tratta di analisi seria, documentata e sorretta da riflessioni accurate. Non è un caso, forse, che il primo significativo contributo che confuti - nel nuovo millennio - il complesso delle teorie post-storiche (e l'ideologia degli intellettuali che hanno aperto la strada alla dottrina neoliberale) provenga da uno studioso che scrive e analizza dalla periferia dell'impero.

    Unica pecca, insieme ad una traduzione non sempre felice, la scelta di un titolo a tutto vantaggio della sintesi giornalistica, quando invece ci troviamo di fronte a un poderoso esempio di sintesi storico-economica: "Il caos prossimo venturo" è forse più avvincente del "Crepuscolo dello Stato Nazione" (The Twilight of the Nation State), ma certamente meno appropriato e meno centrato col tema sviluppato.

    ha scritto il 

  • 2

    Lettura abbastanza scorrevole di un testo che unisce alla storia economica l'elaborazione di alcune idee (non originali) di sviluppo socio-politico del mondo globalizzato.

    ha scritto il 

  • 5

    Le quattro stelle mi sono costate un po' di riflessione e di fatica...
    Alla fine ho ritenuto che le merita in pieno, nonostante la pesante lettura (quasi 700 pagine) in diversi momenti mi abbia fatto ...continua

    Le quattro stelle mi sono costate un po' di riflessione e di fatica...
    Alla fine ho ritenuto che le merita in pieno, nonostante la pesante lettura (quasi 700 pagine) in diversi momenti mi abbia fatto pensare che il libro mancasse di alcui ingredienti fondamentali.
    Jha sta alla globalizzazione come Jeremy Rifkin sta alle varie novita' dell'economia o della societa' (per chi ricorda i testi di Rifkin sulla "Fine del lavoro" e sull'Economia all'idrogeno).
    Il che non necessariamente e' un fatto negativo, ma in qualche parte del voluminoso libro si ha l'impressione che - come Rifkin - l'autore abbia voluto cimentarsi in un'analisi senza averne davvero studiato e approfondito tutti gli aspetti piu' scientifici e rigorosi (poche fonti citate, se non quelle funzionali alla sua teoria, approccio notevolmente giornalistico e divulgativo, rappresentazione di alcune tesi come se fossero autoevidenti...).
    Ma alla fine il libro merita tutto il giudizio positivo che gli ho datto, per la forza e la rilevanza di almeno due pregi fondamentali: e' uno dei primi tentativi di calare una cronaca degli eventi recenti della storia internazionale in un quadro di analisi socioeconomica piu' ampia (che va dall'affermarsi del capitalismo nelle citta' stato italiane fino all'<<invasione dell'Iraq>> da parte degli Stati Uniti); ed e' uno dei pochi libri che rappresenta, da una prospettiva lontana e interessante - essendo l'autore indiano - una critica all'imperialismo degli Stati Uniti, scevra dalle ideologie e dai preconcetti che caratterizzano tanta propaganda antiamericana recente e che sono a mio parere altrettanto insopportabili di quelle dei neoconservatori americani.
    Preziosissime, soprattutto per il lettore italiano, le pagine sulla <<invasione della Serbia in Kosovo>>.
    Per chi e' interessato a questi temi e ha il coraggio di leggere un libro di quai 700 pagine, una lettura imperdibile.

    ha scritto il