Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il capitalismo ha i secoli contati

By Giorgio Ruffolo

(67)

| Others | 9788806188276

Like Il capitalismo ha i secoli contati?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Una civiltà che pretende di abolire il limite è perduta, perché non riconosce i suoi confini ecologici e sociali né le possibilità del suo sviluppo culturale. Le profezie sulla fine del capitalismo sono state così tante da avergli portato fortuna, ma niente giustifica l'idea che esso rappresenti un Continue

Una civiltà che pretende di abolire il limite è perduta, perché non riconosce i suoi confini ecologici e sociali né le possibilità del suo sviluppo culturale. Le profezie sulla fine del capitalismo sono state così tante da avergli portato fortuna, ma niente giustifica l'idea che esso rappresenti un assetto definitivo. La storia scorre, implacabile. I suoi tempi sono contati. Su questo sfondo Ruffolo ci narra nel suo stile sempre godibile l'avvincente percorso storico del capitalismo occidentale. Dalle prove d'orchestra dell'antichità fino al suo pieno dispiegarsi nel Cinquecento e alle successive egemonie nazionali. E soprattutto le incognite di questo nostro nuovo secolo, le sfide, i rischi, le risposte possibili che si muovono sul filo della progressiva mercatizzazione dell'economia, fino alla globalizzazione dello spazio e alla finanziarizzazione del tempo. Uno scenario complicato dall'affanno del controllo politico, che potrebbe riservarci prospettive drammatiche ma anche, tra le sue sorprese, quella di un "capitalismo ben temperato".

Critics

  • Il capitalismo ha i secoli contati

    La presentazione e le recensioni di Il capitalismo ha i secoli contati , saggio di Giorgio Ruffolo edito da Einaudi. Le profezie sulla fine del capitalismo sono state così tante da avergli portato fortuna, ma niente giustifica l'idea che esso rappres ... (read full critics)

    Qlibri published on Sat, 27 Nov 2010

2 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person find this helpful

    Dopo “quando l’Italia era una superpotenza”, entra nella mia libreria un altro libro del noto economista ex-ministro. Questo nasce come una trattazione sul concetto di capitalismo nella storia, prendendolo alla lontana - Egitto e Mesopotamia - fino ad arrivare ai giorni nostri.
    In effetti, inizialm ... (continue)

    Dopo “quando l’Italia era una superpotenza”, entra nella mia libreria un altro libro del noto economista ex-ministro. Questo nasce come una trattazione sul concetto di capitalismo nella storia, prendendolo alla lontana - Egitto e Mesopotamia - fino ad arrivare ai giorni nostri.
    In effetti, inizialmente appare come un saggio di storia dell’economia, scritto con linguaggio piano, comprensibile e a tratti anche divertente, intercalato con sottocapitoli riquadrati ad approfondimento di specifici argomenti o a sviluppo di vicende aneddotiche utili ad illustrare il panorama della storia economica di cui si sta parlando nei capitoli principali (...notizia interessante, una delle tante: lo sviluppo della cività occidentale è basato sullo schiavismo, che non è mica stato (re)inventato dai possidenti del sud degli Stati Uniti; anzi è stato alla base della fortuna delle repubbliche marinare italiane, e poi dell’Olanda e di altri “civilissimi” Paesi).

    Ma la storia del capitalismo si conclude a metà libro. Qui comincia una seconda parte, più ostica (di poco, si tratta pur sempre di un saggio divulgativo) ma assai più interessante, in cui viene esercitata una critica piuttosto serrata ed assai argomentata alle degenerazioni del capitalismo contemporaneo - finanziarizzazione, riduzione di tutto all’etica (o dis-etica) del gioco e della scommessa, allontanamento progressivo da responsabilità sociali, disastri ambientali - particolarmente interessante proprio per il fatto che viene da un autore che, a scanso di equivoci, afferma fin dall’inizio di non essere un komunista né una Cassandra “no global” terrorizzata dal nuovo ordine mondiale. Probabilmente proprio perché la sua critica viene dall’interno di un meccanismo che conosce bene, è particolarmente interessante e ficcante, soprattutto quando si sovrappone, con argomenti molto professionali, a pareri analoghi ma che vengono puntualmente tacciati di incompetenza, di superficialità, di “non capire come vanno le cose” (come il libro di Edoardo Nesi “Storia della mia gente”, mediocre letteratura ma appassionata denuncia). Si scopre, ad esempio, che le periodiche esplosioni di bolle speculative, con conseguente depauperamento generalizzato, non sono altro che un fisiologico riallineamento tra i valori reali dell’economia e quelli virtualizzati dalle speculazioni, piuttosto che deprecabili incidenti di percorso dovuti alla perversità di questo o quello speculatore; o che la formazione permanente che dovrebbe essere la risposta del singolo alla flessibilizzazione del mercato del lavoro - peraltro scaricando sul pubblico i costi della suddetta flessibilità - non è altro che un illusorio “mercato delle speranze” in quanto il lavoro è oggettivamente poco, svalutato e malpagato.

    In conclusione, un libro assolutamente da leggere, che si sia economisti o meno, per capire un po’ di più come sono andate le cose negli ultimi 5000 anni, come stanno andando e come rischiano di andare a finire. Tra l’altro, qui su Anobii periodicamente avvengono discussioni, soprattutto tra docenti di scuola superiore, se sia meglio far leggere ai ragazzi Moccia o Salinger, se sia più formativo “Se questo è un uomo” piuttosto che “Il diario di Anna Frank”. Penso che non sarebbe una cattiva idea, invece, mettere loro in mano anche libri come questo che, pur senza essere "letteratura", affrontano argomenti importanti che ci riguardano tutti, e lo fanno bene.

    Is this helpful?

    Svalbard said on Jan 26, 2012 | 1 feedback

  • 1 person find this helpful

    Proteus

    Dato per morto parecchie volte da marxologi vari, grazie al suo mimetismo proteiforme il capitalismo è invece più vivo che mai e oggi fa aggio persino sugli Stati, comandandoli a bacchetta.

    L'ultimo travestimento del capitale - quello che Luttwak, cui è ben noto, chiama "turbocapitalismo" - ha però ... (continue)

    Dato per morto parecchie volte da marxologi vari, grazie al suo mimetismo proteiforme il capitalismo è invece più vivo che mai e oggi fa aggio persino sugli Stati, comandandoli a bacchetta.

    L'ultimo travestimento del capitale - quello che Luttwak, cui è ben noto, chiama "turbocapitalismo" - ha però qualcosa di diabolicamente estremo e sembra volgere sempre più in fretta verso l'autofagia.

    Gran bel saggio, questo di Ruffolo. Consigliato.

    Is this helpful?

    Tore Obinu said on Dec 11, 2011 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (67)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Others 295 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8806188275
  • ISBN-13: 9788806188276
  • Publisher: Einaudi
  • Pub date: Jan 01, 2008
  • Also available as: Mass Market Paperback
Improve data of this book

Prices Change currency & sellers

ISBN Edition List Sale Seller
9788806188276 Others €16.00 €13.44 IBS.IT
Other editions
+ 2 copies tradable: →
Added to Shelf Added to Wish List

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.

The viewport has not loaded.