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Il capitano è fuori a pranzo

Di

Editore: Feltrinelli (U.E. )

3.8
(1034)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 138 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807817071 | Isbn-13: 9788807817076 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Andrea Buzzi

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Un diario di vita che si snoda tra l'estate del 1991 e l'inverno del 1993,poco prima che Capitan Bukowski venga meno. Il tema è la morte, attesa senzarimorsi e con irriverenza perché la cosa terribile non è la morte, ma la vitache la gente non vive. Eppure c'è qualche rammarico: lasciare il mondo,lasciare la scrittura. Nei pensieri del suo diario di bordo, il Capitano ne haper tutti: filosofi, poeti giornalisti, fotografi, musicisti, poliziotti eHollywood intera. Salva la moglie che lo assiste, la musica di Mahler, ilcomputer, medium ermetico che accudisce il flusso dei pensieri, le corse dicavalli.
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  • 5

    La morte si avvicina e Bukowski lo sente. Sembra ormai stanco di vedere sempre le stesse facce inespressive di gente viva ma morta, e la mia domanda è quanto di questa gente vedeva dentro di se? Forse ...continua

    La morte si avvicina e Bukowski lo sente. Sembra ormai stanco di vedere sempre le stesse facce inespressive di gente viva ma morta, e la mia domanda è quanto di questa gente vedeva dentro di se? Forse la sua paura non era tanto la morte, ma di non poter continuare a scrivere anche dopo di essa. In questo libro si sente tutta la sua solitudine e il disprezzo di ciò che lo circonda. Non ho letto per il momento gran che di Bukowski, oltre questo libro solo una raccolta di poesie che non mi aveva entusiasmato più di tanto. Ora alla fine di questo libro ho solo voglia di continuare a leggere altro di lui, per conoscerlo meglio e capirmi meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Si è' liberi quando si conosce e si ha studiato.
    Hank è' stato un uomo libero perché era un uomo di grande cultura. Libero dal concetto di perfezione, libero dalla scatola della vita predefinita da u ...continua

    Si è' liberi quando si conosce e si ha studiato.
    Hank è' stato un uomo libero perché era un uomo di grande cultura. Libero dal concetto di perfezione, libero dalla scatola della vita predefinita da una morale fasulla.
    " fottiti amico. E non mi piace neanche Tolstoj" .

    ha scritto il 

  • 4

    Molto interessante

    Ho trovato questo libro decisamente più cupo rispetto agli altri suoi scritti, si sente appieno il peso degli anni e di una vita difficile.
    Bukowski riesce bene a rendere il senso di vuoto che si trov ...continua

    Ho trovato questo libro decisamente più cupo rispetto agli altri suoi scritti, si sente appieno il peso degli anni e di una vita difficile.
    Bukowski riesce bene a rendere il senso di vuoto che si trova davanti, la morte che si avvicina, il mondo che lo disgusta, la sua routine che lo mantiene ancora in piedi, il tutto però con una maturità che prima non aveva mai mostrato.

    Da leggere se si conosce l'autore e se si ha letto un minimo della sua bibliografia.

    ha scritto il 

  • 5

    Le ultime riflessioni di un grandissimo poeta.
    Girano per la sua quotidianità da settantenne, le sue manie la sua piccola famiglia.
    Una sorta di autobiografia di alcuni spezzoni legati agli ultimi ann ...continua

    Le ultime riflessioni di un grandissimo poeta.
    Girano per la sua quotidianità da settantenne, le sue manie la sua piccola famiglia.
    Una sorta di autobiografia di alcuni spezzoni legati agli ultimi anni della sua vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Da non perdere per gli amanti di Bukowski

    "Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore..."
    Ne parlo su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=dFnATLLVS8U&list=UU18Dszf4qj1GMMLQd8h0ZQw ...continua

    "Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore..."
    Ne parlo su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=dFnATLLVS8U&list=UU18Dszf4qj1GMMLQd8h0ZQw

    ha scritto il 

  • 3

    07-2014

    Torno a leggere Bukowski dopo quasi vent'anni. Certi autori andrebbero letti solo al momento opportuno.... Bukowski richiama i tempi dell'università, l'ozio, le cose da fare ancora tutte in divenire.. ...continua

    Torno a leggere Bukowski dopo quasi vent'anni. Certi autori andrebbero letti solo al momento opportuno.... Bukowski richiama i tempi dell'università, l'ozio, le cose da fare ancora tutte in divenire.... letto da adulto, specie in quest'ultima raccolta di racconti intimisti, prevale l'amarezza, la delusione, la stanchezza.
    Meglio il vecchio Hank di Storie di ordinaria follia, ma rigorosamente letto prima di avere 25 anni.

    ha scritto il 

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