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Il caporale Lituma sulle Ande

Di

Editore: Rizzoli

3.7
(250)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8817670375 | Isbn-13: 9788817670371 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Morino

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
In un desolato cantiere minerario situato in una zona remota delle Andeperuviane, il caporale Lituma indaga sulla scomparsa di tre manovali: laresponsabilità sembra sia del movimento rivoluzionario Sendero Luminoso.Tuttavia il caporale non si ferma ai primi indizi e alle conclusioni piùovvie. Giorno dopo giorno, con caparbia pazienza, si immerge nella vitaquotidiana degli sperduti villaggi e scopre un mondo inesplorato di credenzeantiche e di riti ancestrali, radicati profondamente e sempre vivi nel cuoredegli indigeni. Ed è in questo mondo che il caporale raggiunge infine, dopouna serie di colpi di scena, la sconvolgente verità che avrebbe preferitoignorare.
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  • 4

    Intensa y emocionante novela con una narración no-lineal que le sirve a Llosa para criticar la superchería, la irracionalidad y la violencia. Una buena novela en su conjunto, recomendable.

    ha scritto il 

  • 5

    Otra espléndida novela del Nobel peruano.
    Bajo un ambiente bárbaro y hostil -las revueltas guerrilleras de Sendero Luminoso- Lituma y su adjunto Tomás, sobreviven y mantienen el tipo en un campamento minero de la sierra.
    La acción se intercala con relatos de los desaparecidos, y con l ...continua

    Otra espléndida novela del Nobel peruano.
    Bajo un ambiente bárbaro y hostil -las revueltas guerrilleras de Sendero Luminoso- Lituma y su adjunto Tomás, sobreviven y mantienen el tipo en un campamento minero de la sierra.
    La acción se intercala con relatos de los desaparecidos, y con la historia amorosa y personal del simpático adjunto.
    Una obra maestra de la que debían tomar nota otros autores que han querido tratar esta realidad amarga del Perú.

    ha scritto il 

  • 4

    L'antico volto di pietra delle Ande

    Non un posto facile il Perù di metà novecento, colpito in modo durissimo dalla crisi economica e traversato da disagi sociali che sfociano nella guerriglia del gruppo rivoluzionario marxista Sendero Luminoso da una parte, e nelle altrettanto sanguinose repressioni dall'altra. Ancor pù duro nelle ...continua

    Non un posto facile il Perù di metà novecento, colpito in modo durissimo dalla crisi economica e traversato da disagi sociali che sfociano nella guerriglia del gruppo rivoluzionario marxista Sendero Luminoso da una parte, e nelle altrettanto sanguinose repressioni dall'altra. Ancor pù duro nelle Ande, dove alla totale mancanza di vita pubblica si sommano la miseria atavica e quella della recente crisi, che fa chiudere le imprese minerarie e le strade che le servono riducendo alla fame più nera i minatori indio che si aggirano per questi monti.

    Questo almeno quello che appare al caporale Lituma, soldato di mezza età ormai navigato che viene mandato insieme al suo aiutante Tomasito (giovane ed innamoratissimo di una donna irraggiungibile)tra gli sperduti villaggi della cordigliera ad indagare su alcune misteriose scomparse che hanno interessato il piccolo paese di Naccos, poco più di un agglomerato di baracche sorto intorno ad un cantiere stradale. Stretto tra lo spettacolo deprimente della dura vita dei minatori da una parte, e dalla minaccia della sanguinosa violenza senderista dall'altra, sulle prime al sottufficiale questa sembra una via di mezzo tra un ergastolo ed una condanna a morte. Ma man mano che il suo cocciuto spirito di giustizia lo porta avanti nell'indagine, scoprirà sempre nuove sorprese, sia sui tre scomparsi sia sullo spirito delle Ande, che pare ancora pulsare indomito e vitale tra i dirupi.

    Vargas Llosa ci offre con questo romanzo un ritratto del Perù andino, coi suoi rivolgimenti sociali, le sue speranze di riscatto stimolate dal vento comunista che soffia con forza in tutto il sud America; con l'attrito non solo economico ma anche e soprattutto culturale tra mondo occidentale e spirito indio, che umiliazione dopo umiliazione sembra emergere di continuo dai fianchi delle montagne. Queste sembrano vivere di vita propria, animate da demoni antichissimi che non tollerano di perdere la loro parte di venerazione in favore del dio cristiano o del dio denaro (che in questi luoghi assumono lo stesso volto).

    Così grande il sentimento religioso del continente latinoamericano! con i suoi spiriti, ma anche con i suoi canti e le sue danze nelle quali uomini e donne si perdono lasciandosi dominare per venerare i demoni della montagna e pagare loro il giusto tributo...una forza superiore a qualsiasi meschina umiliazione che non si lascia piegare dall' occidente liberale e che non si fida e non scende a patti con l'occidente comunista. Gli uomini dell'ovest pensano all'America solo in termini di sfruttamento da una parte e conversione dall'altra, ma con il loro bieco materialismo guardano a questo mondo senza capirlo, e puntualmente falliscono.

    Anche il caro vecchio Lituma che ne è il portavoce finchè ragiona alla maniera dei suoi superiori si aggira impotente e rabbioso sentendosi prigioniero delle Ande come se i monti fossero le mura di una cella; quando impara a vedere questo mondo non con volontà di dominio ma lasciandosi condurre da esso, comincerà a capirlo (pur continuando a non accettarlo: sarà molto felice di andarsene, quando sarà il momento) e sfruttando questa comprensione risolverà il mistero delle scomparse.
    Scomparse che, tuttavia, dopo questo magnifico e terribile incontro con la gente delle montagne perderanno di rilevanza.

    Emerge da quest'opera la tormentata complessità del pensiero politico di Vargas Llosa, che da un lato è disgustato dal materialismo e dalla violenza del mondo comunista (che non sa vedere se non inganno nel spiritualità andina) non puntando questa al benessere economico; dall'altro esprime la più dura condanna del mondo liberale, che con una violenza ancora peggiore vuole piegare questo antico rapporto con la terra a logiche di sfruttamento e di tornaconto economico di potenze per di più straniere. Si può parlare quindi di un Vargas Llosa conservatore, ma non secondo il significato che di questo si da in Occidente: il geniale premio Nobel non si fida infatti di rivoluzioni nate in base ad idee che non sono locali e che hanno solo insanguinato il mondo, ma neppure del liberalismo ad esse opposto, che riduce uomini e montagna a pura risorsa da sfruttare in nome di una crescita economica infinita (crescita economica: altra idea occidentale).

    La Montagna in cambio della libertà che offre, ha le sue leggi ed ha i suoi Spiriti per esigere il suo tributo. Chi ad essi non si piega e non accetta di pagar dazio a questa irrazionale ed inspiegabile forza, se ne deve andare.
    Vattene dunque, vecchio caporale Lituma. Per te uomo della costa tra questi dirupi non c'è posto. Io mi fermerò qui, per sentire nel petto e nel respiro quegli spiriti di cui ho sentito l'odore nella danza latina, e che Varguitas mi ha fatto vedere solo con gli occhi dell'occidentale. Me li potrà mostrare meglio colui che oltre scrittore è anche sacerdote del candomblè: Jorge Amado.

    ha scritto il 

  • 4

    dopo il caso di Palomino Molero, Lituma e Carreno vengono trasferiti a Naccos, sperduta località Andina in cui la gente è presente solo per il lavoro in miniera. la vita sonnacchiosa viene sconvolta dalla sparizione di tre persone. l'autore inizia a descriverci così la vita dei "Terrucos", in que ...continua

    dopo il caso di Palomino Molero, Lituma e Carreno vengono trasferiti a Naccos, sperduta località Andina in cui la gente è presente solo per il lavoro in miniera. la vita sonnacchiosa viene sconvolta dalla sparizione di tre persone. l'autore inizia a descriverci così la vita dei "Terrucos", in quella che è a tutti gli effetti una guerra civile, che viene portata avanti, come molte rivoluzioni, senza troppo badare a cosa hanno da dire le vittime. nel frattempo Tomasito racconta a Lituma l'amore della sua vita, l'amore per Mercedes, capace di stregarlo e obbligarlo ad una fuga per salvare entrambi dalla vendetta degli uomini dell'amante ucciso dal ragazzo. Vargas Llosa obbilga spesso a tenere alta la concentrazione, perchè inframezza la vicenda ai raccondi del ragazzo, spesso passando da un narratore all'altro, dal presente al passato, in maniera piuttosto burrascosa, quasi fosse un film. poi ci introduce anche a parte delle numerose leggende del sudamerica, che rendono quei posti così densi di magia. ma oltre a darne un interessante spaccato, le fa diventare protagoniste della vicenda. Lituma, che sembra sempre più perdersi nella confusione delle sue inconcludenti indagini, capisce che dietro quelle storie forse si nasconde qualcosa di più serio, e riporta il tutto a Dionisio e l sua compagna, un po' cantinieri, un po' gitani, e sarà seguendo i loro discorsi che scoprirà la tragica realtà del posto. sarà una frana devastante che distruggerà i macchinari a causare la fine delle attività (o se vogliamo, sarà l'intervento di uno dei spiriti della montagna). il tutto arriverà in contemporanea alla sua promozione e al ritorno insperato di Mercedes. eppure, nonostante alla fine il mistero venga svelato, Vargas Llosa, riesce a lasciare un senso di irrequietezza ed incertezza, quasi a voler dimostrare che tutto non è stato raccontato e che la realtà a volte è meglio che rimanga celata.

    ha scritto il 

  • 5

    Violencia y Corrupción en los Andes

    Una súper novela, encontré formidable los diálogos de los dos personajes principales como en general toda la narración incluyendo el sentido de humor. En esta novela se ventilan muchas cosas de la cultura serrana peruana, su mitología, sus creencias, sus mitos, los que determinan el comportamient ...continua

    Una súper novela, encontré formidable los diálogos de los dos personajes principales como en general toda la narración incluyendo el sentido de humor. En esta novela se ventilan muchas cosas de la cultura serrana peruana, su mitología, sus creencias, sus mitos, los que determinan el comportamiento humano, y a veces en forma muy violenta, es un libro lleno de "fábulas" , de historias de sus personajes. Al final pensamos que la violencia esta siempre latente en el ser humano y aparece cuando nos sentimos amenazados…simplemente una novela genial…!!!

    ha scritto il 

  • 4

    La tecnica consolidata di Llosa si esprime in questo romanzo al meglio. La macchina è ben oliata e non presenta sorprese. E tuttavia la brevità ha fatto molto bene a questo piccolo gioiello che a mio parere è una delle cose migliori dell'autore peruviano. Come al solito il racconto è montato seco ...continua

    La tecnica consolidata di Llosa si esprime in questo romanzo al meglio. La macchina è ben oliata e non presenta sorprese. E tuttavia la brevità ha fatto molto bene a questo piccolo gioiello che a mio parere è una delle cose migliori dell'autore peruviano. Come al solito il racconto è montato secondo uno schema cinematografico con alcune scene madre che richiamano i migliori thriller. Bella la sorpresa finale che in qualche modo aggiunge qualcosa ad un mistero che teoricamente non doveva riservare sorpresa alcuna. Notevoli i personaggi che ti rimangono impresso e di cui non riesci più a liberarti.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo lo splendido incontro con “Avventure della ragazza cattiva” che mi ha permesso di conoscere e rimanere ammaliato dalla scrittura di Vargas Llosa, ho “pescato” tra le altre sue opere, affascinato principalmente dall’esoticità e dalla mia poca conoscenza degli argomenti trattati, questo testo. ...continua

    Dopo lo splendido incontro con “Avventure della ragazza cattiva” che mi ha permesso di conoscere e rimanere ammaliato dalla scrittura di Vargas Llosa, ho “pescato” tra le altre sue opere, affascinato principalmente dall’esoticità e dalla mia poca conoscenza degli argomenti trattati, questo testo.

    “Il Caporale Lituma sulle Ande” non ha fatto altro che rinverdire sensazioni già vissute con “Avventure della ragazza cattiva” ovvero una freschezza ed una completezza di scrittura che, senza ricorrere ad inutili complessità, veicolano argomenti e messaggi tanto forti quanto attuali ed umani. Il lettore, quindi, si muove agevolmente in un libro che scivola rapidissimo, avvincente fin dalla prima pagina, capace di regalare emozioni, che nutre continuamente la voglia di conoscere il “dopo” e, soprattutto, che mantiene elevati livelli di scrittura e di contenuti in un formato “comodo” e fruibile sia per i cercatori di testi che, sempre e comunque, arricchiscano, sia che per chi cerchi solamente del puro svago.

    Il tutto partecipando al tentativo di spiegare il perché del l’improvvisa, quanto misteriosa, scomparsa di tre operai, impegnati a districarsi tra ostili sierras peruviane sconvolte da feroci scontri rivoluzionari, catastrofi naturali, riti tribali che si tramandano dall’antichità, flashback temporali, amori passati trasformatisi in insanabili e dolorosissime ferite, speranze e solitudini, degenerazioni e paure, spiriti maligni e la continua ricerca di ricondurre il tutto ad una realtà, tanto necessaria quanto scomoda.

    Affrontare “Il Caporale Lituma…” è come assistere ad un crescendo caratterizzato da continui cambi di ritmo e direzione, dove episodi apparentemente secondari si alternano nel trascinare l’opera verso porti narrativi lontanissimi tra loro ma accomunati da una sempre convincente vitalità. Ho particolarmente apprezzato questa continua alternanza che, se da un lato riesce a distogliere l’attenzione dal progredire della vicenda principale, dall’altro amplia ancora di più la vivacità narrativa portando in primo piano, con l’avanzare nella lettura, vicende collaterali o contenuti che, inizialmente, potevano sembrare l’evitabile corollario di qualcosa di più importante.

    Molto bravo Vargas Llosa, capace di parlare, convincendomi pienamente, della sua terra, della storicità e dei conflitti sociali che l’hanno interessata, di credenze tribali millenarie, di umanità in lotta per la sopravvivenza, di battaglie idealistiche e soprattutto, anche questa volta, capace di lasciarmi la voglia, quasi una necessità, di mantenere vivo il contatto con le sue opere.

    ha scritto il 

  • 3

    bel libro, probabilmente ha sofferto dell'essere stato letto con poco tempo a disposizione, quindi in modo frammentato e un po' distratto. in realtà sarebbero tre stellette e mezzo.


    un romanzo di atmosfera, dove in realtà succede molto poco, e molti personaggi raccontano storie che si svol ...continua

    bel libro, probabilmente ha sofferto dell'essere stato letto con poco tempo a disposizione, quindi in modo frammentato e un po' distratto. in realtà sarebbero tre stellette e mezzo.

    un romanzo di atmosfera, dove in realtà succede molto poco, e molti personaggi raccontano storie che si svolgono altrove, o in un altro momento dal presente, mi ha affascinato molto. penso che l'autore abbia reso molto bene l'idea di come ci si potesse sentire sulle Ande in quel periodo, con lo spauracchio costante dei "terrucos" di Sendero Luminoso a rendere la vita, in una zona così remota e vuota di cose da fare e modi per occupare la mente, molto simile a un deserto dei tartari, con i senderisti che stanno sempre per arrivare e non arrivano mai, e questo crea una tensione di fondo. belle anche le parti dove si parla delle storie dei diversi personaggi, onirica e triste quella di Pedrito, avvincente quella dell'albino, mi hanno annoiato invece i racconti su Mercedes.

    mi è stato simpatico il personaggio del tenente Lituma, penso che cercherò gli altri romanzi con lui! e penso che leggerò altri romanzi di questo Vargas Llosa meno urbano, rende molto bene l'atmosfera rarefatta delle Ande, almeno per me che non ci sono mai stata e sarei curiosa di andarci.

    ha scritto il