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Il caporale Lituma sulle Ande

By Mario Vargas Llosa

(60)

| Others | 9788817670371

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Book Description

In un desolato cantiere minerario situato in una zona remota delle Andeperuviane, il caporale Lituma indaga sulla scomparsa di tre manovali: laresponsabilità sembra sia del movimento rivoluzionario Sendero Luminoso.Tuttavia il caporale non si Continue

In un desolato cantiere minerario situato in una zona remota delle Andeperuviane, il caporale Lituma indaga sulla scomparsa di tre manovali: laresponsabilità sembra sia del movimento rivoluzionario Sendero Luminoso.Tuttavia il caporale non si ferma ai primi indizi e alle conclusioni piùovvie. Giorno dopo giorno, con caparbia pazienza, si immerge nella vitaquotidiana degli sperduti villaggi e scopre un mondo inesplorato di credenzeantiche e di riti ancestrali, radicati profondamente e sempre vivi nel cuoredegli indigeni. Ed è in questo mondo che il caporale raggiunge infine, dopouna serie di colpi di scena, la sconvolgente verità che avrebbe preferitoignorare.

31 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Montagne e anime antiche e ostili,superba narrazione di piccole grandi vicende. Meglio di un corso di scrittura creativa.

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    blanc15 said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Intensa y emocionante novela con una narración no-lineal que le sirve a Llosa para criticar la superchería, la irracionalidad y la violencia. Una buena novela en su conjunto, recomendable.

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    Apatía said on May 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Otra espléndida novela del Nobel peruano.
    Bajo un ambiente bárbaro y hostil -las revueltas guerrilleras de Sendero Luminoso- Lituma y su adjunto Tomás, sobreviven y mantienen el tipo en un campamento minero de la sierra.
    La acción se intercala con re ...(continue)

    Otra espléndida novela del Nobel peruano.
    Bajo un ambiente bárbaro y hostil -las revueltas guerrilleras de Sendero Luminoso- Lituma y su adjunto Tomás, sobreviven y mantienen el tipo en un campamento minero de la sierra.
    La acción se intercala con relatos de los desaparecidos, y con la historia amorosa y personal del simpático adjunto.
    Una obra maestra de la que debían tomar nota otros autores que han querido tratar esta realidad amarga del Perú.

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    mancusso73 said on Jun 24, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    L'antico volto di pietra delle Ande

    Non un posto facile il Perù di metà novecento, colpito in modo durissimo dalla crisi economica e traversato da disagi sociali che sfociano nella guerriglia del gruppo rivoluzionario marxista Sendero Luminoso da una parte, e nelle altrettanto sanguino ...(continue)

    Non un posto facile il Perù di metà novecento, colpito in modo durissimo dalla crisi economica e traversato da disagi sociali che sfociano nella guerriglia del gruppo rivoluzionario marxista Sendero Luminoso da una parte, e nelle altrettanto sanguinose repressioni dall'altra. Ancor pù duro nelle Ande, dove alla totale mancanza di vita pubblica si sommano la miseria atavica e quella della recente crisi, che fa chiudere le imprese minerarie e le strade che le servono riducendo alla fame più nera i minatori indio che si aggirano per questi monti.

    Questo almeno quello che appare al caporale Lituma, soldato di mezza età ormai navigato che viene mandato insieme al suo aiutante Tomasito (giovane ed innamoratissimo di una donna irraggiungibile)tra gli sperduti villaggi della cordigliera ad indagare su alcune misteriose scomparse che hanno interessato il piccolo paese di Naccos, poco più di un agglomerato di baracche sorto intorno ad un cantiere stradale. Stretto tra lo spettacolo deprimente della dura vita dei minatori da una parte, e dalla minaccia della sanguinosa violenza senderista dall'altra, sulle prime al sottufficiale questa sembra una via di mezzo tra un ergastolo ed una condanna a morte. Ma man mano che il suo cocciuto spirito di giustizia lo porta avanti nell'indagine, scoprirà sempre nuove sorprese, sia sui tre scomparsi sia sullo spirito delle Ande, che pare ancora pulsare indomito e vitale tra i dirupi.

    Vargas Llosa ci offre con questo romanzo un ritratto del Perù andino, coi suoi rivolgimenti sociali, le sue speranze di riscatto stimolate dal vento comunista che soffia con forza in tutto il sud America; con l'attrito non solo economico ma anche e soprattutto culturale tra mondo occidentale e spirito indio, che umiliazione dopo umiliazione sembra emergere di continuo dai fianchi delle montagne. Queste sembrano vivere di vita propria, animate da demoni antichissimi che non tollerano di perdere la loro parte di venerazione in favore del dio cristiano o del dio denaro (che in questi luoghi assumono lo stesso volto).

    Così grande il sentimento religioso del continente latinoamericano! con i suoi spiriti, ma anche con i suoi canti e le sue danze nelle quali uomini e donne si perdono lasciandosi dominare per venerare i demoni della montagna e pagare loro il giusto tributo...una forza superiore a qualsiasi meschina umiliazione che non si lascia piegare dall' occidente liberale e che non si fida e non scende a patti con l'occidente comunista. Gli uomini dell'ovest pensano all'America solo in termini di sfruttamento da una parte e conversione dall'altra, ma con il loro bieco materialismo guardano a questo mondo senza capirlo, e puntualmente falliscono.

    Anche il caro vecchio Lituma che ne è il portavoce finchè ragiona alla maniera dei suoi superiori si aggira impotente e rabbioso sentendosi prigioniero delle Ande come se i monti fossero le mura di una cella; quando impara a vedere questo mondo non con volontà di dominio ma lasciandosi condurre da esso, comincerà a capirlo (pur continuando a non accettarlo: sarà molto felice di andarsene, quando sarà il momento) e sfruttando questa comprensione risolverà il mistero delle scomparse.
    Scomparse che, tuttavia, dopo questo magnifico e terribile incontro con la gente delle montagne perderanno di rilevanza.

    Emerge da quest'opera la tormentata complessità del pensiero politico di Vargas Llosa, che da un lato è disgustato dal materialismo e dalla violenza del mondo comunista (che non sa vedere se non inganno nel spiritualità andina) non puntando questa al benessere economico; dall'altro esprime la più dura condanna del mondo liberale, che con una violenza ancora peggiore vuole piegare questo antico rapporto con la terra a logiche di sfruttamento e di tornaconto economico di potenze per di più straniere. Si può parlare quindi di un Vargas Llosa conservatore, ma non secondo il significato che di questo si da in Occidente: il geniale premio Nobel non si fida infatti di rivoluzioni nate in base ad idee che non sono locali e che hanno solo insanguinato il mondo, ma neppure del liberalismo ad esse opposto, che riduce uomini e montagna a pura risorsa da sfruttare in nome di una crescita economica infinita (crescita economica: altra idea occidentale).

    La Montagna in cambio della libertà che offre, ha le sue leggi ed ha i suoi Spiriti per esigere il suo tributo. Chi ad essi non si piega e non accetta di pagar dazio a questa irrazionale ed inspiegabile forza, se ne deve andare.
    Vattene dunque, vecchio caporale Lituma. Per te uomo della costa tra questi dirupi non c'è posto. Io mi fermerò qui, per sentire nel petto e nel respiro quegli spiriti di cui ho sentito l'odore nella danza latina, e che Varguitas mi ha fatto vedere solo con gli occhi dell'occidentale. Me li potrà mostrare meglio colui che oltre scrittore è anche sacerdote del candomblè: Jorge Amado.

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    Gauss74 said on Dec 21, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    dopo il caso di Palomino Molero, Lituma e Carreno vengono trasferiti a Naccos, sperduta località Andina in cui la gente è presente solo per il lavoro in miniera. la vita sonnacchiosa viene sconvolta dalla sparizione di tre persone. l'autore inizia a ...(continue)

    dopo il caso di Palomino Molero, Lituma e Carreno vengono trasferiti a Naccos, sperduta località Andina in cui la gente è presente solo per il lavoro in miniera. la vita sonnacchiosa viene sconvolta dalla sparizione di tre persone. l'autore inizia a descriverci così la vita dei "Terrucos", in quella che è a tutti gli effetti una guerra civile, che viene portata avanti, come molte rivoluzioni, senza troppo badare a cosa hanno da dire le vittime. nel frattempo Tomasito racconta a Lituma l'amore della sua vita, l'amore per Mercedes, capace di stregarlo e obbligarlo ad una fuga per salvare entrambi dalla vendetta degli uomini dell'amante ucciso dal ragazzo. Vargas Llosa obbilga spesso a tenere alta la concentrazione, perchè inframezza la vicenda ai raccondi del ragazzo, spesso passando da un narratore all'altro, dal presente al passato, in maniera piuttosto burrascosa, quasi fosse un film. poi ci introduce anche a parte delle numerose leggende del sudamerica, che rendono quei posti così densi di magia. ma oltre a darne un interessante spaccato, le fa diventare protagoniste della vicenda. Lituma, che sembra sempre più perdersi nella confusione delle sue inconcludenti indagini, capisce che dietro quelle storie forse si nasconde qualcosa di più serio, e riporta il tutto a Dionisio e l sua compagna, un po' cantinieri, un po' gitani, e sarà seguendo i loro discorsi che scoprirà la tragica realtà del posto. sarà una frana devastante che distruggerà i macchinari a causare la fine delle attività (o se vogliamo, sarà l'intervento di uno dei spiriti della montagna). il tutto arriverà in contemporanea alla sua promozione e al ritorno insperato di Mercedes. eppure, nonostante alla fine il mistero venga svelato, Vargas Llosa, riesce a lasciare un senso di irrequietezza ed incertezza, quasi a voler dimostrare che tutto non è stato raccontato e che la realtà a volte è meglio che rimanga celata.

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    jeffrey.hammond said on Nov 1, 2012 | Add your feedback

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    (To be continued...)

    Lo sto ancora digerendo e rielaborando. Come un pranzo meraviglioso e impegnativo. Come l'africa.

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    Dani Torakiki said on Feb 20, 2012 | 4 feedbacks

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