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Il cardillo addolorato

Di

Editore: Adelphi

3.7
(431)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 415 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845912760 | Isbn-13: 9788845912764 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Insolito e faticoso

    Mi sono accostata a questo libro in seguito all'innamoramento per la Ortese dovuto alla lettura de "Il mare non bagna Napoli" e l'ho fatto mediante la lettura dell'ebook e l'ascoldo del podcast di Radio Tre "Ad alta voce". Di fatto il podcast purtroppo non è completo per cui la parte finale l'ho ...continua

    Mi sono accostata a questo libro in seguito all'innamoramento per la Ortese dovuto alla lettura de "Il mare non bagna Napoli" e l'ho fatto mediante la lettura dell'ebook e l'ascoldo del podcast di Radio Tre "Ad alta voce". Di fatto il podcast purtroppo non è completo per cui la parte finale l'ho letta solamente, ma poco importa.
    All'inizio è un romanzo che affatica per la sua prosa estremamente ricca, contorta e antica, ma una volta fattaci l'abitudine si entra nel meccanismo e sembra di leggere un libro del '700, epoca in cui effettivamente la storia si svolge.
    Da principio il racconto appare leggero, soave, frivolo, poi, pian piano ad un inizio piuttosto gaio segue un adombramento sempre maggiore, la commedia si muta in giallo, per finire in un surreale drammatico; dopo i primissimi capitoli si finisce per venire coinvolti, le descrizioni che parevano mero esercizio stilistico si fanno più interessanti, ci rendono partecipi, ci scuotono e ci emozionano. Purtroppo però, arrivata alla fine, non sono rimasta entusiasta al cento per cento del libro, questo giocare dell'autrice con la verità finisce per diventare esasperante e porta il lettore quasi a pensare che la Ortese stessa si sia persa, si sia infilata in un vicolo cieco dal quale non sa più come uscire. Da un certo punto in poi ho continuato a leggere quasi per inerzia, come se questa lettura fosse solo musica da ascoltare per il puro piacere del suono nel cervello delle parole messe in fila. De "Il cardillo addolorato" ho apprezzato la forma ma per il contenuto ho provato quasi avversione, troppo lontano dal raziocinio, troppo magico.
    Quella storia che ad un certo punto pensi di poter comprendere cambia continuamente, più persone la raccontano e più si vengono a sapere cose che coincidono solo in parte, è una vicenda estremamente complicata che non ha soluzione.
    Continua sul mio blog: http://lemieletturecommentate.blogspot.it/2014/12/il-cardillo-addolorato-di-anna-maria.html

    ha scritto il 

  • 3

    non finito, abbandonato a poco dalla fine

    mi piace molto la scrittura della Ortese, purtroppo non riesco seguirla fino alla fine, mi era già successo con un suo romanzo breve o racconto...
    questa volta complice l'ingrediente della magia, la sparizione del filo conduttore ci può stare, magari sono io allergico a queste atmosfere sur ...continua

    mi piace molto la scrittura della Ortese, purtroppo non riesco seguirla fino alla fine, mi era già successo con un suo romanzo breve o racconto...
    questa volta complice l'ingrediente della magia, la sparizione del filo conduttore ci può stare, magari sono io allergico a queste atmosfere surreali.

    ha scritto il 

  • 5

    E' la prima volta che, dopo aver letto un libro, cerco in rete qualcuno che possa spiegarmelo! Questo perche' fino alla fine non credevo di aver capito bene chi o cosa fosse il Cardillo.
    Ho trovato degli appunti (apparentemente il Cardillo viene studiato a scuola adesso) ma alla fine, poco ...continua

    E' la prima volta che, dopo aver letto un libro, cerco in rete qualcuno che possa spiegarmelo! Questo perche' fino alla fine non credevo di aver capito bene chi o cosa fosse il Cardillo.
    Ho trovato degli appunti (apparentemente il Cardillo viene studiato a scuola adesso) ma alla fine, poco importa: il libro e' stilisticamente talmente bello, pieno di storie che si spiegano e si contraddicono l'una con l'altra che questo gia' basta. Mi ha ricordato moltissimo ETA Hoffman, dove la magia si mescola con la vita quotidiana, ma quasi tutta l'azione si svolge a Napoli, citta' magica gia' di per se'. Non un libro per tutti comunque (con tutti quegli incisi!) ma sicuramente un libro che vale la pena di leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    “Se un Cardillo dovesse chiedere di me, eh bien… fatelo pure passare”.

    Il Principe Neville, in vacanza a Napoli con due amici vivrà l’esperienza del destino. Conosce Elmina, ragazza tedesco-napoletana, figlia adottiva del guantaio don Mariano Civile. Donna Elmina si presenta da subito fredda ed enigmatica. Inizialmente i suoi modi poco raffinati di borghese arricchi ...continua

    Il Principe Neville, in vacanza a Napoli con due amici vivrà l’esperienza del destino. Conosce Elmina, ragazza tedesco-napoletana, figlia adottiva del guantaio don Mariano Civile. Donna Elmina si presenta da subito fredda ed enigmatica. Inizialmente i suoi modi poco raffinati di borghese arricchita suscitano repulsione al giovane nordico, che prende a chiamarla in cuor suo "Capra".
    Ma un mistero è nascosto nel cuore di donna Elmina e rivelerà il suo nome, anzi i suoi molteplici nomi, Hieronymus Käppchen, Geronte o Gerò, Lillot o Portapacchi, come molteplici sono le forme che assumeranno le creature che appartengono ad una dimensione onirica e per questo respinte dalla modernità e dal 700 illuminista (periodo in cui è ambientato il romanzo). Per questo il Cardillo sarà emarginato e respinto nella sfera della superstizione o della favola, come i folletti.
    Questo libro è un folletto, accadono fatti enigmatici durante tutta la narrazione, quando si arriva ad una spiegazione razionale si ripiomba improvvisamente nel mistero, perché emerge un nuovo elemento che rimette in discussione la spiegazione data.
    Il Cardillo affascina, incute terrore, provoca gioia e dolore. Sembra ammaliare e incantare le vite di tutti quelli che lo sentono, almeno, perché qualcuno, come l'allegro e superficiale Nodier (uno dei due amici del principe), non lo ha mai sentito.
    Il principe Neville, invece, sin dall'inizio avverte il fascino misterioso del Cardillo, lo attenderà e la sua attesa verrà ripagata. Il romanzo finisce proprio con l’arrivo del Cardillo a casa del principe.
    La scrittura della Ortese è incantevole, è ammaliatrice ed è bello leggere ,finalmente, la nostra lingua in maniera così raffinata e ricercata.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro piuttosto difficile, la cui lettura suscita sensazioni e sentimenti variegati. Alla fine, in me, è prevalso il fascino per la vicenda narrata e per il modo in cui è raccontata.

    ha scritto il 

  • 4

    Ortese è una furbacchiona. Mette insieme una storia e fantastica facendo di tutto perché il lettore segua e un po' si perda nelle mille piste e mille personaggi immaginifici da lei tracciati

    ha scritto il