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Il carezzevole

Di

Editore: Newton Compton (Grandi Tascabili Contemporanei, 145)

3.4
(235)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Paperback

Isbn-10: 885413550X | Isbn-13: 9788854135505 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Come thriller banale

    Ottima la parte "giornalistica". Racconta di come il nostro eroe giornalista è riuscito ad entrare nel giornale in pianta stabile, del lavoro del giornalista quando internet era ancora aldilà da venire e di tutte le beghe di redazione.
    La parte thriller in sé non è emozionante e il protagon ...continua

    Ottima la parte "giornalistica". Racconta di come il nostro eroe giornalista è riuscito ad entrare nel giornale in pianta stabile, del lavoro del giornalista quando internet era ancora aldilà da venire e di tutte le beghe di redazione.
    La parte thriller in sé non è emozionante e il protagonista scopre il colpevole troppo in fretta.
    Comunque consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Siamo all’alba degli anni Settanta: i fermenti politici agitano le piazze, mentre nei bassifondi esplodono le guerre criminali della malavita organizzata. Marco Corvino è un trasognato cronista alle prime armi, appena approdato alla redazione di un quotidiano locale. Tra un reportage e un attenta ...continua

    Siamo all’alba degli anni Settanta: i fermenti politici agitano le piazze, mentre nei bassifondi esplodono le guerre criminali della malavita organizzata. Marco Corvino è un trasognato cronista alle prime armi, appena approdato alla redazione di un quotidiano locale. Tra un reportage e un attentato, tra una rapina e un’intervista alla vittima di uno stupro, la violenza urbana in ogni sua forma diventa per Corvino il pane quotidiano. Ma qualcosa cambia quando sulla sua strada appare il “Carezzevole”, uno spietato assassino senza nome e senza volto, che trascina le sue vittime in un gioco psicologico perverso fatto di trappole e indizi, seguendo un rituale legato ai cinque elementi della tradizione cinese: acqua, terra, fuoco, legno, metallo…Scelto dal killer per dare voce ai suoi deliri, Marco cercherà di resistere alla seduzione del male, ma dovrà scavare a fondo nella sua coscienza e confrontarsi con la parte più oscura di sé prima di arrivare al confronto finale con l’assassino.

    ha scritto il 

  • 4

    Vita da nerista

    La vicenda narrata da Massimo Lugli in questo primo romanzo con protagonista Marco Corvino si svolge (presumibilmente) a Roma in un'epoca imprecisata a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso: un'epoca senza telefoni cellulari, ma con le immancabili cabine a gettone, se ...continua

    La vicenda narrata da Massimo Lugli in questo primo romanzo con protagonista Marco Corvino si svolge (presumibilmente) a Roma in un'epoca imprecisata a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso: un'epoca senza telefoni cellulari, ma con le immancabili cabine a gettone, senza computer e altre diavolerie elettroniche, senza una polizia scientifica stile C.S.I. e un giornalismo ben lontano da quello cui ci hanno abituato gli scribacchini odierni. Corvino, giornalista in prova, fa il suo tirocinio come nerista nella redazione di un giornale di sinistra, e si trova ad avere a che fare con i casi (anche umani) più disparati, in un avvicendarsi di situazioni e di esperienze che lo porteranno, infine, a confrontarsi con il Carezzevole, un assassino seriale dai risvolti diabolici. Lugli ne approfitta per raccontare il giornalismo di una volta e, anche se la presentazione dei personaggi dura un centinaio di pagine, riesce a non annoiare il lettore grazie alla convincente rappresentazione di un'epoca e di un mestiere perduti, senza nostalgie e sentimentalismi ma con sobria lucidità. E ci imapartisce anche alcune memorabili lezioni di giornalismo attraverso la vita da nerista di Corvino, dibattuto tra un lavoro per il quale non sempre si sente tagliato e una vicenda sentimentale che sconvolge il suo equilibrio interiore, nonostante il continuo cimento nelle arti marziali. Notevole la rappresentazione di tutti i trucchi più biechi dei cronisti di nera per riuscire a intrufolarsi tra i familiari delle vittime e ottonere uno scoop.
    Grazie al realismo di cui nutre il suo romanzo e allo stile immediato e spoglio di sfoggi di stile, Lugli riesce ad appassionare il lettore (persino alle arti marziali) dalla prima all'ultima pagina. E "Il carezzevole" è un romanzo talmente ben congegnato che neppure i brani di riempitivo mostrano la corda ma, anzi, contribuiscono a creare il tessuto della vicenda integrandosi perfettamente con il resto della trama.
    Un'opera imperdibile per gli amanti del genere, apprezzabile anche da chi non ama particolarmente gialli e thriller. Un ottimo esordio narrativo.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire, il libro è stupendo! Mi è piaciuto tantissimo. Marco Corvino fa tirocinio, è alle prime armi e si confronta con il vero mondo del lavoro. Subisce le angherie dei suoi colleghi ma questo non lo ferma, non gli impedisce di inseguire il suo obiettivo: vuole fare il giornalista. Segue numer ...continua

    Che dire, il libro è stupendo! Mi è piaciuto tantissimo. Marco Corvino fa tirocinio, è alle prime armi e si confronta con il vero mondo del lavoro. Subisce le angherie dei suoi colleghi ma questo non lo ferma, non gli impedisce di inseguire il suo obiettivo: vuole fare il giornalista. Segue numerosi casi e spesso deve imparare a sue spese i segreti del mestiere e le regole che vigono in redazione e tra colleghi. La sua vita viene seguita a 360 gradi, non viene lasciato nulla al caso e conosciamo praticamente quasi tutto di Marco. Una sera riceve una telefonata di un cerco Carezzevole che gli dice cose strane, inizialmente, tanto che lui pensa sia uno scherzo dei colleghi. Quando poi le telefonate diventano insistenti vengono illustrati dettagli sulle torture che infligge alle vittime, sul suo stile di vita e sul perchè lui fa cose così atroci. Marco inizia così a parlarne con i suoi colleghi ma tutti gli confermano che sarà un deficiente che non ha nulla da fare. Ma lui non demorde, ogni volta questo tizio da indizi sempre più precisi su quello che fa e Marco cercando di ingannarlo si ritrova così nel suo covo...

    ha scritto il 

  • 4

    L'inizio è un pò lento, libro strano.
    Ambientato in Italia, un giornalista coinvolto indirettamente in una serie di omicidi dall'assassino stesso, che inizia a giocare con lui.
    Molto bello il finale, su cui riflettere attentamente

    ha scritto il 

  • 4

    Massimo Lugli è in effetti un giornalista di cronaca nera e karateka, quindi conosce bene ql'ambiente che descrive in questo romanzo. E più che il giallo, appassiona la gavetta di un giovane aspirante giornalista, all'inizio degli anni '70, nella redazione romana di un noto quotidiano di area pro ...continua

    Massimo Lugli è in effetti un giornalista di cronaca nera e karateka, quindi conosce bene ql'ambiente che descrive in questo romanzo. E più che il giallo, appassiona la gavetta di un giovane aspirante giornalista, all'inizio degli anni '70, nella redazione romana di un noto quotidiano di area progressista (anche senza far nomi il riferimento è chiaro). Piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Qui sarebbe il caso di scrivere "non tutte le ciambelle riescono col buco": è esattamente questa la sensazione, che ho provato, al termine della lettura di questo romanzo, così caldamente consigliatomi da molti.
    Eppure questa storia torbida, di un folle serial killer, dal tenore zen ...continua

    Qui sarebbe il caso di scrivere "non tutte le ciambelle riescono col buco": è esattamente questa la sensazione, che ho provato, al termine della lettura di questo romanzo, così caldamente consigliatomi da molti.
    Eppure questa storia torbida, di un folle serial killer, dal tenore zen, e dell'apprendista giornalista, che ne diventa il "confidente" non decolla.
    Passa attraverso una serie di casi di cronaca, fini a se stessi, a mio parere stratagemmi per "allungare il brodo", per poi invece concludersi nelle poco più di venti pagine dell'ultimo capitolo. Indubbiamente l'epilogo sa di adrenalina, e anche io ho sperato fino all'ultimo in un inaspettato colpo di scena, che risollevasse il plot, da un clichè già ben noto.
    Mi rendo conto altresì, che non possono essere tutti un Carrisi o un Faletti, è vero; proprio per questo di Lugli voglio salvare lo stile asciutto ed efficace da rotativa, nonchè il tentativo di un thriller a tinte forti, come ultimamente la migliore letteratura italiana ci ha abituati, ma niente di più.
    Personalmente gli dò 3 stelline.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia inizialmente intrigante ti invita alla lettura, finalmente un thriller con qualche idea nuova ; poi come se l'autore si fosse stancato finisce tutto in modo banale e buonanotte a tutti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Partenza col botto e finale in calando

    Difficile considerarlo un thriller, anche perché il lato splatter - molto splatter, a dir la verità, benché annegato in tutto il contesto – alla fine risulta solo un pretesto per raccontare la vita e le disavventure del protagonista Marco Corvino, giovane apprendista scribacchino di nera in un qu ...continua

    Difficile considerarlo un thriller, anche perché il lato splatter - molto splatter, a dir la verità, benché annegato in tutto il contesto – alla fine risulta solo un pretesto per raccontare la vita e le disavventure del protagonista Marco Corvino, giovane apprendista scribacchino di nera in un quotidiano romano dei primi anni settanta e neo-cintura nera di karate. Lo stile è vivace, ironico e molto scorrevole, almeno nelle parti in prima persona, e l’ambientazione accurata. E anche il Carezzevole, il sadico serial killer, è ben caratterizzato e discretamente ansiogeno. Alcuni particolari, però, rendono totalmente inverosimile tutta la vicenda.
    Vorrei, per esempio, che l’autore mi spiegasse come ritiene possibile che in una qualsiasi città, per quanto grande, caotica e violenta, possano sparire tante persone, quasi tutte molto giovani, senza che sia fatto il minimo cenno e la minima indagine riguardo la loro scomparsa. Il serial killer continua a prelevare ragazzini di entrambi i sessi mentre si dedicano alle loro consuete attività e neanche un genitore che si stupisca o si rivolga alle forze dell’ordine per sapere che fine abbia fatto. L’unica volta che si parla della scomparsa di una ragazza, è solo per rimarcare l’ennesima figuraccia del cronista pasticcione.
    Non parlo del finale (perché neanche l’avviso di spoiler potrebbe assolvermi dal peccato imperdonabile di rivelare la conclusione di un giallo) se non per dire che mi è sembrato affrettato e discretamente improbabile.
    Troppe tre stelle? Tutto sommato si è rivelato una lettura piacevole e un così così si nega solo alle autentiche schifezze.

    ha scritto il