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Il caso Saint-Fiacre

Di

Editore: Adelphi (gli Adelphi, 101)

3.8
(567)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8845912396 | Isbn-13: 9788845912399 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Giorgio Pinotti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Ma che roba è mai questa? Come ha fatto Simenon a diventare uno dei grandi maestri del giallo? Se tutta la sua produzione è di questo livello, il dubbio è più che legittimo. Uno stile di ...continua

    Ma che roba è mai questa? Come ha fatto Simenon a diventare uno dei grandi maestri del giallo? Se tutta la sua produzione è di questo livello, il dubbio è più che legittimo. Uno stile di scrittura più che fastidioso (scrivesse ora, diremmo che è un bimbominkia, con tutte quelle frasi lasciate in sospeso con i tre puntini, i periodi brevissimi, l'andare a capo ogni tre frasi che fa quasi venire il mal di testa), personaggi pochissimo caratterizzati e un protagonista, antipatico (ma non troppo antipatico da essere interessante) che si aggira semi-inutile nella storia un po' a caso, fino al pessimo finale. Meno male è corto.

    ha scritto il 

  • 0

    Un inizio splendido. Il racconto del ritorno di Magreit al paese natale è molto inteso. La suspance nella narrazione del delitto altissima e la soluzione narrativa ottima. Ma, a mio parere, il buono ...continua

    Un inizio splendido. Il racconto del ritorno di Magreit al paese natale è molto inteso. La suspance nella narrazione del delitto altissima e la soluzione narrativa ottima. Ma, a mio parere, il buono si ferma qui. Lo sviluppo del racconto è come da attese per un Magreit, molto deludente invece il finale, troppo teatrale e, per certi aspetti poco credibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Strana vicenda, quella de Il caso Saint-Fiacre.

    Maigret torna nel suo paese natale, spinto da una lettera che gli preannuncia un delitto che, senza che lui possa impedirlo, avviene ...continua

    Strana vicenda, quella de Il caso Saint-Fiacre.

    Maigret torna nel suo paese natale, spinto da una lettera che gli preannuncia un delitto che, senza che lui possa impedirlo, avviene puntualmente...

    (continua qua: http://cheremone.wordpress.com/2014/07/16/il-vento-portava-a-folate-lodore-dei-crisantemi/ )

    ha scritto il 

  • 3

    No, sono inibito per 24 ore, mi ha detto Parigi, l'amico che si è costruito la ragazza, Sylvie. Non ho capito scusa, perché non puoi giocare? Perché sono morto, mi dice lui, e io lo guardo ...continua

    No, sono inibito per 24 ore, mi ha detto Parigi, l'amico che si è costruito la ragazza, Sylvie. Non ho capito scusa, perché non puoi giocare? Perché sono morto, mi dice lui, e io lo guardo scioccato http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/91515533345 ma non preoccuparti, mi fa lui, devo solo aspettare 24 ore. Ma è il gioco che si ferma per 24 ore? No, mi dice lui, non è il gioco, è Sylvie. Sylvie pensa che in questo modo quando gioco mi concentro di più e non perdo tempo in mèrde. Ma nel gioco se muori che succede? Niente, dice lui, ricominci dall'ultimo punto di salvataggio. E non la puoi fregare a Sylvie? No, dice lui, è connessa alle console e ai computer, sa cosa succede in ogni momento. Wow suona come una fregatura. Sì, l'altro giorno pensa mi ero preparato per una sessione di gioco, ero deciso a farmi due tre ore in santa pace, avevo preparato tutto, birre, pop corn, biscotti, mi ero girato un paio di canne, era tutto perfetto, comincio a giocare e dopo 3 minuti muoio e Sylvie ha spento il gioco ed è partito questo, mi dice lui, e davanti alla web cam mette il palmo della mano. Io vedo un piccolo quadrante. Che cosa è? È il conto alla rovescia delle 24 ore, mi dice lui, vedi -18h 47m 32s. E avevo tutta quella roba preparata... Beh la prossima volta ti concentrerai di più sul gioco forse. Forse, ma per adesso un cazzo, che vita fratè!

    ha scritto il 

  • 4

    Diffidate dell'aristocrazia di provincia

    Un'irrilevante informativa di un comando di provincia porta nientemeno che il Commissario Maigret della Polizia Criminale di Parigi fino a un paesello sperduto, dove forse si compirà un crimine. Il ...continua

    Un'irrilevante informativa di un comando di provincia porta nientemeno che il Commissario Maigret della Polizia Criminale di Parigi fino a un paesello sperduto, dove forse si compirà un crimine. Il motivo è semplice: il paesello è quello dove Maigret è nato e cresciuto, figlio dell'amministratore dei beni dei Conti di Saint-Fiacre. Lui ha studiato, si è arruolato ed è finito nella capitale. Il paesello, bene\maledetta eternità provinciale, invece è rimasto identico e provoca al duro Maigret più di un brivido, memorie di famiglia, il sangue che torna a farsi sentire, l'inevitabile delusione di assistere alla decadenza dei simboli dell'infanzia. In effetti i Saint-Fiacre, gli onnipotenti Saint-Fiacre del bambino Maigret, nel frattempo sono parecchio decaduti e della decadenza non si fanno mancare niente. La contessa vedova è attorniata da segretari troppo giovani, il giovane conte dissipa (con la mia più completa approvazione, per quel che vale) il patrimonio a Parigi, finanziando con la stessa liberalità imprese cinematografiche e signorine dai capelli rossi.

    Detto che il giallo è poca cosa, Simenon fa invece bene il suo vero mestiere, dipingere personaggi in pochi tratti, scavarne la psicologia, mettendo luoghi e persone al posto giusto, al posto loro. La scena finale, al giallista integralista, sembrerà un mero "spiegone" con tutti i sospettati chiusi in una stanza (ma che stanza). Invece in quella stanza, dove si consuma l'ultima vera cena da signori dei Saint-Fiacre, annaffiata dagli ultimi Bordeaux di una cantina ormai vuota, Simenon condensa un precipitato di umanità al quale ho attinto con grande piacere e che, opportunamente diluito nel brodo di tanti romanzi e romanzoni (in termini di peso), darebbe da campare alle legioni di scrittori da minimo 500 pagine al colpo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Maigret si sentiva in presenza di una forza contro la quale non c'era nulla da tentare. Certi individui, a un dato momento della loro esistenza, vivono un'ora piena, superba, un'ora durante la quale ...continua

    "Maigret si sentiva in presenza di una forza contro la quale non c'era nulla da tentare. Certi individui, a un dato momento della loro esistenza, vivono un'ora piena, superba, un'ora durante la quale vengono a trovarsi in certo qual modo al di sopra del resto dell'umanità e di stessi."

    ha scritto il 

  • 5

    "Vi informo che nella chiesa di Saint-Fiacre, durante la prima messa del giorno dei Morti, sarà commesso un delitto." ... e dopo aver letto questo biglietto, Maigret ritorna a Saint-Fiacre, perchè ...continua

    "Vi informo che nella chiesa di Saint-Fiacre, durante la prima messa del giorno dei Morti, sarà commesso un delitto." ... e dopo aver letto questo biglietto, Maigret ritorna a Saint-Fiacre, perchè è nato lì, ed è dove suo padre ha fatto l'intendente del castello per trent'anni. ... fanno sempre uno strano effetto i ritorni, il passato, la nostalgia, i ricordi, le persone di un tempo... "Mai nella sua carriera Maigret si era sentito così a disagio. E senza dubbio per la prima volta aveva la netta sensazione di essere inadeguato alla situazione." Un commissario quasi spettatore questa volta, ma il caso è particolare, ci sono i ricordi della sua infanzia, di suo padre, della vita al castello, quel castello che gli crea ancora quel senso di inadeguatezza nonostante gli anni trascorsi. ... Maigret per me è sempre più... "reale".

    ha scritto il 

  • 5

    Riletto dopo quasi 20 anni, per "colpa" di una mini lettura collettiva fra amici e mi sono ritrovata fra le mani un vero gioiello noir un po' decadente e triste, dove il grigio si mischia con le ...continua

    Riletto dopo quasi 20 anni, per "colpa" di una mini lettura collettiva fra amici e mi sono ritrovata fra le mani un vero gioiello noir un po' decadente e triste, dove il grigio si mischia con le passioni sopite e le paure. Maigret torna nel suo paese natio, nei luoghi della sua infanzia, per investigare su un delitto annunciato, ma rimane un comprimario un po' nostalgico che nessuno riconosce, diventa uno spettatore serioso dello svolgersi della vicenda.

    Simenon ci regala una vera perla.

    ha scritto il