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Il caso Saint-Fiacre

Di

Editore: Adelphi (gli Adelphi, 101)

3.8
(590)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Polacco , Olandese

Isbn-10: 8845912396 | Isbn-13: 9788845912399 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Pinotti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Simenon è sempre un grande.

    Un giallo atipico, dove Maigret osserva distaccato un omicidio non omicidio, risolto da un possibile assassino. Qui si lavora sulla psicologia di un mondo che Maigret ha conosciuto da bambino.
    Però è ...continua

    Un giallo atipico, dove Maigret osserva distaccato un omicidio non omicidio, risolto da un possibile assassino. Qui si lavora sulla psicologia di un mondo che Maigret ha conosciuto da bambino.
    Però è stupefacente come Simenon riesca a costruire una storia fondata sul nulla, che appassiona il lettore.
    La lettura è piacevolissima e il tono narritivo superbo. Riesce a creare dal nulla una tensione che avvince il lettore.

    ha scritto il 

  • 5

    Letteralmente magistrale, scritto benissimo! Sublime l'ultima scena in cui viene svelato chi è l'assassino.... Simenon non delude mai, ma questo è per ora il più bel giallo con protagonista Maigret ch ...continua

    Letteralmente magistrale, scritto benissimo! Sublime l'ultima scena in cui viene svelato chi è l'assassino.... Simenon non delude mai, ma questo è per ora il più bel giallo con protagonista Maigret che abbia mail letto!

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro Simenon/Maigret di livello, forse tra i migliori. Non fosse altro per le dinamiche che Simenon utilizza nel caso specifico: Maigret diventa spettatore passivo degli eventi e dei ricordi d'inf ...continua

    Un altro Simenon/Maigret di livello, forse tra i migliori. Non fosse altro per le dinamiche che Simenon utilizza nel caso specifico: Maigret diventa spettatore passivo degli eventi e dei ricordi d'infanzia, degradati dalla meschinità umana. E il giallo torna prepotentemente nei magistrali capitoli finali in cui c'è tutto quello che serve allo scrittore: il castello simil-gotico, il fantasma della morta di sopra, i possibili colpevoli tutti riuniti in una stanza (Simenon utilizza spesso questo procedimento della reunion finale nei primi Maigret). Ma ecco che lo scrittore belga decide di utilizzare una sottigliezza che ne fa intuire le capacità non solo di introspezione psicologica e scrittura efficace e veloce: di tutti i personaggi vengono esaminati i possibili moventi, e sono tutti perfettamente credibili. Simenon avrebbe potuto concludere questo Caso Sain-Fiacre in decine di modi possibili e ci sta descrivendo COME. Poi ne sceglie uno, tanto per tornare sul tema della corruzione e della malinconia verso il passato (aristocratico) che non c'è più. Come si vede, a soffermarsi sulla semplice trama da giallo si perdono le sottigliezze di uno scrittore di grande maestria.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Ma che roba è mai questa? Come ha fatto Simenon a diventare uno dei grandi maestri del giallo? Se tutta la sua produzione è di questo livello, il dubbio è più che legittimo. Uno stile di scrittura più ...continua

    Ma che roba è mai questa? Come ha fatto Simenon a diventare uno dei grandi maestri del giallo? Se tutta la sua produzione è di questo livello, il dubbio è più che legittimo. Uno stile di scrittura più che fastidioso (scrivesse ora, diremmo che è un bimbominkia, con tutte quelle frasi lasciate in sospeso con i tre puntini, i periodi brevissimi, l'andare a capo ogni tre frasi che fa quasi venire il mal di testa), personaggi pochissimo caratterizzati e un protagonista, antipatico (ma non troppo antipatico da essere interessante) che si aggira semi-inutile nella storia un po' a caso, fino al pessimo finale. Meno male è corto.

    ha scritto il 

  • 0

    Un inizio splendido. Il racconto del ritorno di Magreit al paese natale è molto inteso. La suspance nella narrazione del delitto altissima e la soluzione narrativa ottima. Ma, a mio parere, il buono s ...continua

    Un inizio splendido. Il racconto del ritorno di Magreit al paese natale è molto inteso. La suspance nella narrazione del delitto altissima e la soluzione narrativa ottima. Ma, a mio parere, il buono si ferma qui. Lo sviluppo del racconto è come da attese per un Magreit, molto deludente invece il finale, troppo teatrale e, per certi aspetti poco credibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Strana vicenda, quella de Il caso Saint-Fiacre.

    Maigret torna nel suo paese natale, spinto da una lettera che gli preannuncia un delitto che, senza che lui possa impedirlo, avviene puntualmente...

    (co ...continua

    Strana vicenda, quella de Il caso Saint-Fiacre.

    Maigret torna nel suo paese natale, spinto da una lettera che gli preannuncia un delitto che, senza che lui possa impedirlo, avviene puntualmente...

    (continua qua: http://cheremone.wordpress.com/2014/07/16/il-vento-portava-a-folate-lodore-dei-crisantemi/ )

    ha scritto il 

  • 4

    Diffidate dell'aristocrazia di provincia

    Un'irrilevante informativa di un comando di provincia porta nientemeno che il Commissario Maigret della Polizia Criminale di Parigi fino a un paesello sperduto, dove forse si compirà un crimine.
    Il mo ...continua

    Un'irrilevante informativa di un comando di provincia porta nientemeno che il Commissario Maigret della Polizia Criminale di Parigi fino a un paesello sperduto, dove forse si compirà un crimine.
    Il motivo è semplice: il paesello è quello dove Maigret è nato e cresciuto, figlio dell'amministratore dei beni dei Conti di Saint-Fiacre.
    Lui ha studiato, si è arruolato ed è finito nella capitale.
    Il paesello, bene\maledetta eternità provinciale, invece è rimasto identico e provoca al duro Maigret più di un brivido, memorie di famiglia, il sangue che torna a farsi sentire, l'inevitabile delusione di assistere alla decadenza dei simboli dell'infanzia.
    In effetti i Saint-Fiacre, gli onnipotenti Saint-Fiacre del bambino Maigret, nel frattempo sono parecchio decaduti e della decadenza non si fanno mancare niente.
    La contessa vedova è attorniata da segretari troppo giovani, il giovane conte dissipa (con la mia più completa approvazione, per quel che vale) il patrimonio a Parigi, finanziando con la stessa liberalità imprese cinematografiche e signorine dai capelli rossi.

    Detto che il giallo è poca cosa, Simenon fa invece bene il suo vero mestiere, dipingere personaggi in pochi tratti, scavarne la psicologia, mettendo luoghi e persone al posto giusto, al posto loro.
    La scena finale, al giallista integralista, sembrerà un mero "spiegone" con tutti i sospettati chiusi in una stanza (ma che stanza).
    Invece in quella stanza, dove si consuma l'ultima vera cena da signori dei Saint-Fiacre, annaffiata dagli ultimi Bordeaux di una cantina ormai vuota, Simenon condensa un precipitato di umanità al quale ho attinto con grande piacere e che, opportunamente diluito nel brodo di tanti romanzi e romanzoni (in termini di peso), darebbe da campare alle legioni di scrittori da minimo 500 pagine al colpo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Maigret si sentiva in presenza di una forza contro la quale non c'era nulla da tentare. Certi individui, a un dato momento della loro esistenza, vivono un'ora piena, superba, un'ora durante la quale ...continua

    "Maigret si sentiva in presenza di una forza contro la quale non c'era nulla da tentare. Certi individui, a un dato momento della loro esistenza, vivono un'ora piena, superba, un'ora durante la quale vengono a trovarsi in certo qual modo al di sopra del resto dell'umanità e di stessi."

    ha scritto il