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Il castello

Di

Editore: Einaudi

4.2
(2596)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Portoghese , Svedese , Polacco , Turco , Catalano , Greco , Norvegese , Croato , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806162926 | Isbn-13: 9788806162924 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. Capriolo

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descrizione del libro
In una nuova edizione, il testo che insieme al "Processo", costituisce uno deipoli dell'intera opera di Franz Kafka, così allusiva e simbolica da continuarea prestarsi a contrastanti interpretazioni e giudizi, e che proprio da ciòtrae motivi di attualità e suggestione.
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  • 5

    Una favola inquietante sull’incomunicabilità, sull’isolamento e sulla meschinità dell’animo umano.
    Un perverso gioco del telefono in cui i messaggi si capovolgono strada facendo.
    Il colossale e labiri ...continua

    Una favola inquietante sull’incomunicabilità, sull’isolamento e sulla meschinità dell’animo umano.
    Un perverso gioco del telefono in cui i messaggi si capovolgono strada facendo.
    Il colossale e labirintico edificio della burocrazia, struttura deumanizzata che ricorda un mostruoso strumento di tortura.
    Sublime.

    ha scritto il 

  • 0

    Troppe volte sono stata tentata ad abbandonarne la lettura... Davvero troppo Kafkiano, cupo, assurdo, molto dettagliato. Apprezzo in ogni caso il tema attorno cui ruota il romanzo: l'assurdità dell'es ...continua

    Troppe volte sono stata tentata ad abbandonarne la lettura... Davvero troppo Kafkiano, cupo, assurdo, molto dettagliato. Apprezzo in ogni caso il tema attorno cui ruota il romanzo: l'assurdità dell'esistenza. Kafka ci presenta un mondo difficile; ritrae molto bene le frustrazioni di K., il protagonista, che non riesce ad inserirsi all'interno di una società "affaticata" da una burocrazia lenta e difficile.

    ha scritto il 

  • 4

    K., un uomo senza passato

    La dilatazione del tempo narrato e l'espansione simbolica di un potere che si alimenta, più che da se stesso, dai significati che gli attribuisce chi il potere non lo detiene, fanno da sfondo alla vic ...continua

    La dilatazione del tempo narrato e l'espansione simbolica di un potere che si alimenta, più che da se stesso, dai significati che gli attribuisce chi il potere non lo detiene, fanno da sfondo alla vicenda dell'agrimensore K.
    Costantemente alla ricerca di un contatto con il potere, incarnato dal Castello e dai suoi funzionari, K. vuole ottenere uno status sociale sempre più minacciato. Di lui non sappiamo altro che i suoi pensieri e le sue azioni dal momento del suo arrivo al villaggio. La più grande originalità di K. come personaggio è infatti l'assenza narrativa del suo passato che lo rende un universale simbolico del rapporto tra l'uomo e il potere. Rapporto alienante in cui si incarna, non come castigo inflitto dall'esterno, ma come scelta autolesionista, la perdita della libertà.

    ha scritto il 

  • 4

    M: Cosa stai leggendo?
    Io: Ho finito "Il castello" di Kafka...è allucinante, assurdo, incomprensibile!
    M: Kafkiano cioè.
    Io: Sì proprio così! Mi ha ricordato il cartone animato che vedevamo da piccole ...continua

    M: Cosa stai leggendo?
    Io: Ho finito "Il castello" di Kafka...è allucinante, assurdo, incomprensibile!
    M: Kafkiano cioè.
    Io: Sì proprio così! Mi ha ricordato il cartone animato che vedevamo da piccole, quello delle 12 fatiche di Asterix, in cui una prova consisteva nel farsi rilasciare il LASCIAPASSARE A38 nella "la casa che rende folli"!
    M: Davvero? Bello!
    Io: Sì bello, peccato che sia incompiuto, dopo 400 pagine si interrompe nel bel mezzo di un dialogo...ma perché Kafka non l'ha finito, così non è giusto!
    .........
    M: E se Kafka l'avesse lasciato incompiuto di proposito?
    .........
    Io: O_o....cosa??? ma...ma...perché non l'ho pensata IO questa cosa!!!

    ha scritto il 

  • 4

    El agrimensor

    Lo he noterminado. Bueno pero esperaba que me gustara mas. Yo la veo como una novela simbólica. La disputa del individuo contra la sociedad. Un hombre que no consigue integrarse, que no entiende nada, ...continua

    Lo he noterminado. Bueno pero esperaba que me gustara mas. Yo la veo como una novela simbólica. La disputa del individuo contra la sociedad. Un hombre que no consigue integrarse, que no entiende nada, que choca contra unas normas incomprensibles y absurdas. Los del castillo son los fuertes y poderosos, los que dictan las reglas, los que han creado la burocracia que es como un muro infranqueable, hecho a propósito para separar a los de arriba de los de abajo. Me hubiera gustado saber como acaba.

    ha scritto il 

  • 0

    K. guardò le carte con vago sospetto. Diede quindi una svolta alla conversazione, chissà che non gli riuscisse di arrivare alla verità muovendo da un'altra posizione e, come se non vi fossero stati de ...continua

    K. guardò le carte con vago sospetto. Diede quindi una svolta alla conversazione, chissà che non gli riuscisse di arrivare alla verità muovendo da un'altra posizione e, come se non vi fossero stati dei contrasti d'opinione, domandò tranquillamente: «Tanto è stato scritto questo pomeriggio? Tutte queste carte se ne occupano?»
    «Tutte,» disse Momus gentilmente, come se si fosse atteso la domanda, «è il mio lavoro. Se si ha la forza di guardare alle cose incessantemente, senza mai chiudere gli occhi in un certo senso, si vede molto, ma se si cede anche una sola volta e si chiudono gli occhi, ecco che già tutto si dissolve nell'oscurità.»

    ha scritto il 

  • 5

    不要把"城堡"當作"官僚體系"來解讀. "城堡"作為一個象徵, 既極抽象, 亦極具體, 其實代表著存在中最不得其門而入的一切一切. 這不是一個謎, 沒有謎底, 所以不必刻意去破解"城堡"是甚麼. 反而有三個視角值得考量, 1/ "K"的態度, 是妥協? 是激越? 是熱情投入, 還是冷漠處之? 2/ 那些長長對話中的修辭, 像極了HEGEL的辯證法的語言, 不斷轉折, 自我推翻... 但當然是文學 ...continua

    不要把"城堡"當作"官僚體系"來解讀. "城堡"作為一個象徵, 既極抽象, 亦極具體, 其實代表著存在中最不得其門而入的一切一切. 這不是一個謎, 沒有謎底, 所以不必刻意去破解"城堡"是甚麼. 反而有三個視角值得考量, 1/ "K"的態度, 是妥協? 是激越? 是熱情投入, 還是冷漠處之? 2/ 那些長長對話中的修辭, 像極了HEGEL的辯證法的語言, 不斷轉折, 自我推翻... 但當然是文學化的辯證法, 還充滿著IRONY和HUMOR. 3/ "愛欲"在這故事當中的重要性.

    ha scritto il 

  • 4

    猶如無盡迴圈夢魘般的日常,高聳冷漠的社會層級屹立,被囚禁在無謂的努力與重複的勞動之中。
    整篇故事就像在做完漫長噩夢的清晨般,頭痛,沉重,迷濛。仔細一看,原來還在夢中。
    認真一想,原來這就是日常。

    ha scritto il 

  • 4

    8/10

    Dopo la mia tragica esperienza con 'La metamorfosi' letto in lingua originale ( grazie mille prof di tedesco) avevo ben poche aspettative su Kafka; pensavo non facesse per me. Invece questo romanzo mi ...continua

    Dopo la mia tragica esperienza con 'La metamorfosi' letto in lingua originale ( grazie mille prof di tedesco) avevo ben poche aspettative su Kafka; pensavo non facesse per me. Invece questo romanzo mi é piaciuto molto e mi è finalmente chiaro il concetto di ' Kafkiano' perché non ci sarebbe modo migliore per esprimerlo.
    Libro un po' onirico, veloce, astratto ma a tratti incredibile te pratico. Un' esperienza difficile da vivere con altri scrittori. Purtroppo è rimasto incompiuto e perciò non riesce ad arrivare al livello di altri capolavori che ho letto, ma sono veramente contenta di aver dato un' altra possibilità a Kafka!
    Lo consiglio solo a chi se la sente sul momento perché essendo molto dispersivo, specialmente all' inizio, è difficile da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Lasciate ogni speranza voi ch'entrate

    Il clima inquietante di una vecchia rapsodia ungherese, aleggia su questo romanzo e lo pervade. In un luogo sospeso nel tempo, dalla somiglianza medievale, Il Castello costruito da Kafka non è altro c ...continua

    Il clima inquietante di una vecchia rapsodia ungherese, aleggia su questo romanzo e lo pervade. In un luogo sospeso nel tempo, dalla somiglianza medievale, Il Castello costruito da Kafka non è altro che un guazzabuglio di casupole chiaramente stagliato nell'aria. Un maniero intorno a cui ruota un mondo rurale popolato da contadini, frequentatori di locande presso cui K. chiede un letto per la notte. Il protagonista, in qualità di agrimensore, è convocato da un conte sconosciuto per un piano di lavoro ma, giunto sul posto, una schiera di personaggi ostili e diffidenti gli impedisce di essere ricevuto. Inizia per K. una vita impossibile fatta di logiche senza speranza, di scene ridicole e ostacoli assurdi. Dal ruolo per il quale è stato nominato finisce per lavorare come bidello presso una scuola nelle cui classi può svolgere la vita domestica a patto che traslochi ogni mattina prima che la lezione cominci. Tutto è regolato dal rilascio di permessi, dall'invio di messaggi e senza un tramite è impossibile anche trovare un giaciglio per dormire. Non c'è uno sprazzo di luce nell'oscurità, né una favorevole occasione grazie alla quale l'agrimensore disperato possa giungere davanti ai massimi vertici per chiedere chiarimenti. L'uomo creato da Kafka è una statuina di terracotta dall' esistenza fragile che va in frantumi un poco alla volta, un uomo il cui nome sembra sgretolarsi in tanti pezzi, le lettere che lo compongono si perdono fino a rimanere, come unica superstite, una sola consonante, la K. Nonostante tutto, il protagonista tenta di rimanere lucido nelle proprie riflessioni di fronte alle avversità, cerca di attribuire una valida risposta ai perché dell’irragionevolezza ma si arrende al suo moto segreto, lo contempla e ne esce ogni volta disfatto. Anche il sistema delle cose insensate sembra avere una sua logica interna. Presso il Castello vige una vena d’ incoerenza nella natura delle regole, perché ognuna di esse ha un proprio ordine e non è mai assoluta, appartiene al suo mondo e non per questo è meno valida. L'angoscia persecutoria dell'autore ritorna in questa burlesca parodia che interpreta e rappresenta l'uomo moderno oppresso da un'entità suprema e invisibile dalla quale non riesce a liberarsi. L'arrivo al villaggio è come varcare la soglia dell'inferno dantesco, in una città dolente, in un eterno dolore, tra la perduta gente. Un mondo per cui bisogna lasciare ogni speranza prima di entrare.

    ha scritto il 

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