Il castello d'Otranto

Di

Editore: Sugar Editore

3.3
(2099)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000193443 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Valeri ; Prefazione: Sir Walter Scott

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Mistero & Gialli

Ti piace Il castello d'Otranto?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 2

    Un classico, meritevole di essere citato in tutte le storie della letteratura in quanto primo esempio di "romanzo gotico", ma che mi ha profondamente deluso. Sarà che il lettore di oggi è portato a co ...continua

    Un classico, meritevole di essere citato in tutte le storie della letteratura in quanto primo esempio di "romanzo gotico", ma che mi ha profondamente deluso. Sarà che il lettore di oggi è portato a confrontarlo impietosamente con i grandissimi del genere (Poe, Mary Shelley, Stoker), sarà che certi espedienti narrativi (botole, passaggi segreti, agnizioni e rivelazioni clamorose a ripetizione) suonano irrimediabilmente datati così come certi dialoghi dal sapore di romanzi cavallereschi ("Ed egli si maledisse mille volte..."), il risultato è comunque una lettura che non colpisce, che non lascia il segno.

    ha scritto il 

  • 2

    Il linguaggio, la trama e i personaggi risultano essere un po' troppo antiquati per un lettore di oggi, però sicuramente all'autore va il merito di aver dato vita ad un nuovo genere.

    ha scritto il 

  • 3

    Paragonabile ad una favola

    È stato inserito nella categoria dei romanzi, ma si potrebbe considerare più una favola con tanto di morale difficile da non capire.
    Parte de dal presupposto che fosse un romanzo, sono rimasta un po d ...continua

    È stato inserito nella categoria dei romanzi, ma si potrebbe considerare più una favola con tanto di morale difficile da non capire.
    Parte de dal presupposto che fosse un romanzo, sono rimasta un po delusa dalla trama.
    Tutto il libro si incentra su una profezia che si sta avverando, il principe al trono del castello di Otranto viene considerato un usurpatore, grandi disgrazie si consumano nel suo regno e meglio ancora nella sua famiglia in tre soli giorni, tanto da dea farlo dai suoi propositi.
    Avido di potere cercherà di cambiare il processo del destino, causando solo più sciagure al quanto irreparabili, solo con una perdita importante riuscirà a riacquistare il senno.
    Bella la morale dello scritto, mette in evidenza l'importanza che si dovrebbe dare alla vita, ma oltre questo non sono riuscita ad apprezzarlo a pieno...

    ha scritto il 

  • 3

    C'era una volta...

    Nasce da qui il romanzo gotico, con le sue caratteristiche di ambientazione oscura, personaggi ambigui. Certo, riletto ora fa sorridere vista la deriva che ne è seguita. Però gli elementi ci sono tutt ...continua

    Nasce da qui il romanzo gotico, con le sue caratteristiche di ambientazione oscura, personaggi ambigui. Certo, riletto ora fa sorridere vista la deriva che ne è seguita. Però gli elementi ci sono tutti, ed è un libro che si legge con piacere, ancorchè la scrittura sia decisamente "antica".

    ha scritto il 

  • 4

    Letto in maniera veloce sembra una soap opera da castello, con TRESCHE E SPADONI ed elementi surreali, con i personaggi che annunciano la loro intenzione di svenire portandosi la mano sulla fronte. Su ...continua

    Letto in maniera veloce sembra una soap opera da castello, con TRESCHE E SPADONI ed elementi surreali, con i personaggi che annunciano la loro intenzione di svenire portandosi la mano sulla fronte. Su un livello un po' più profondo, si riconoscono i tasselli di partenza per un sacco di quella roba che piace a me. Ai miei occhi più divertente che creepy, ma dà lo spunto per andare a scoprire le origini del romanzo gotico.

    ha scritto il 

  • 2

    Romanzo d'altri tempi...

    ...in tutti i sensi! Ho trovato questo libro un po' pesante a causa del linguaggio dell'epoca in cui è stato scritto. Anche la trama, sicuramente innovativa ed in grado di incutere paura nel 1764, è r ...continua

    ...in tutti i sensi! Ho trovato questo libro un po' pesante a causa del linguaggio dell'epoca in cui è stato scritto. Anche la trama, sicuramente innovativa ed in grado di incutere paura nel 1764, è risulta ai miei occhi antica e poco coinvolgente. Secondo me adatto soprattutto a chi gradisce respirare a pieni polmoni l'atmosfera dell'epoca.

    ha scritto il 

  • 5

    ‘I gave rein to my imagination; vision and passions heated me. I did it in spite of rules, critics, and philosophers.’

    In verità v’è poco ch’io possa dire, né altro che bene.
    —Ovvietà: precursore d’un nuovo genere (e di molti da esso discesi). Ma anche opera importante in sé e in relazione alla propria epoca, come c’i ...continua

    In verità v’è poco ch’io possa dire, né altro che bene.
    —Ovvietà: precursore d’un nuovo genere (e di molti da esso discesi). Ma anche opera importante in sé e in relazione alla propria epoca, come c’informa l’introduzione, sempre utile supporto del pensiero.
    Otranto ha due caratteristiche, tra le tante, che mi hanno colpito soprattutto: la costruzione teatrale, nell’organizzazione (cinque capitoli per cinque atti…), nello stile, nel ritmo; e la presenza del soprannaturale: realmente operante, – non mitigato, come Clara Reeve; né spiegato, come sarà proprio di Radcliffe, e dei suoi epigoni: e contestato già da Scott.
    —Un capolavoro, piccolo in pagine (rispetto a molti altri romanzi gotici, e no), ma grande in relazione al suo significato nella storia del gusto e della letteratura – ch’è sempre un piacere leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    "Oimè!" le rispose l'incognito: "che far poss'io per assistervi? Mi esibisco di morire in vostra difesa, ma non son pratico nè di questo luogo, nè del palazzo, ed ho anch'io bisogno..."

    Sinceramente? Ho riso di gusto. Credo che Jane Austen e Northanger Abbey mi abbiano definitivamente rovinato tutti libri di questo tipo, prima ancora che ne leggessi uno!

    ha scritto il 

  • 4

    3,75

    Per il lettore contemporaneo, niente che non fosse già sentito (castelli, fantasmi,profezie, tiranni, eredi legittimi che spuntano sul finale) ma, per quanto semplice come trama (ripeto, vista nell'ot ...continua

    Per il lettore contemporaneo, niente che non fosse già sentito (castelli, fantasmi,profezie, tiranni, eredi legittimi che spuntano sul finale) ma, per quanto semplice come trama (ripeto, vista nell'ottica contemporanea), a me il libro è davvero piaciuto!Ad essere sincera mi ha anche sorpresa qualcosa del finale, che mi aspettavo andasse diversamente. Non so come sia l'originale, ma la traduzione in un italiano arcaico a me non ha dato fastidio, anzi è un elemento caratteristico che mi è piaciuto.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per