Il castello dei rifugiati

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Il capolavoro della stagione post-bellica di Céline: il romanzo in cui la materia autobriografica, gli orrori della guerra e la disperazione del perseguitato in fuga lungo le strade di un'Europa in fiamme, ritrovano gli accenti maledetti del ... Continua
Ha scritto il 14/05/12
Il teatro degl'Insensibili
...la Cancelleria del Grande Reich aveva trovato per i Francesi di Siegmaringen una certo modo di vivere, né del tutto fittizio, né del tutto reale, che senza impegnare l'avvenire, tuttavia teneva conto del passato... “mezza Quarantena-mezza ...Continua
Ha scritto il 18/08/10
Non paragonabile al capolavoro di Al termine della notte. Celine mi lascia sempre un po' freddino nonostante senta la sua grandezza. Non so perché. Forse si tratta del residuo di un pregiudizio nei confronti delle sue posizioni politiche?
Ha scritto il 29/08/07
Probabilmente non sono obiettivo nei confronti di Cèline perchè come scrittore mi piace troppo (non condivido invece le sue idee politiche, ma credo che un autore debba essere valutato per le sue capacità nell'arte che esercita e non per le sue ...Continua
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