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Il castello di Otranto

Illusioni & Fantasmi 10

Di

Editore: L'Unità / Theoria

3.3
(1977)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Linda Gaia

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Il capostipite del genere gotico

    Sicuramente importante per aver dato inizio al filone della letteratura europea definito "gotico" (aggettivo più comunemente noto nel caratterizzare il "romanzo del terrore") non ha però suscitato appieno il mio entusiasmo. La lettura di una tale opera ai giorni nostri risulta un po' banale e sco ...continua

    Sicuramente importante per aver dato inizio al filone della letteratura europea definito "gotico" (aggettivo più comunemente noto nel caratterizzare il "romanzo del terrore") non ha però suscitato appieno il mio entusiasmo. La lettura di una tale opera ai giorni nostri risulta un po' banale e scontata per diversi aspetti. Abituati come siamo (oggi che viviamo nell'era di internet e del digitale) a digerire abbastanza bene i traumi provocati da film, videogames e quant'altro, apparizioni di armature e membra gigantesche non sorprendono più nemmeno un bambino. Più che l'opera in sè è importante considerare il suo ruolo all'interno della storia della letteratura gotica, in quanto opera prima di tal genere. In questo senso Walpole è stato geniale e un precursore per i suoi tempi, dando l'avvio a un genere e a delle atmosfere che saranno ampiamente riprese nei decenni successivi e soprattutto nel XIX sec dall'estetica del Romanticismo. E' in questo che dobbiamo riconoscere i suoi meriti. Rimane comunque una lettura interessante per tutti gli appassionati del genere gotico, quantomeno per capire le sue origini e valutarne poi gli sviluppi.

    P.S. Se si legge la prefazione al romanzo a cura di Walter Scott datata 1811 è interessante notare come già a distanza di 50 anni dalla pubblicazione del Castello di Otranto (ossia un tempo storico brevissimo) il pensiero del grande romanziere scozzese non si discosti molto dalla sensibilità dei nostri contemporanei nel giudizio complessivo sull'opera.

    ha scritto il 

  • 1

    Ridicolo....

    Insieme a "Il monaco" e "Il Vampiro", uno dei romanzi che hanno contribuito a definire i canoni del gotico.


    Il problema principale è che l'autore ha scelto un tipo di prosa che ai nostri occhi non potrebbe apparire più desueta:addirittura, in molti passaggi, si arriva al comico involontari ...continua

    Insieme a "Il monaco" e "Il Vampiro", uno dei romanzi che hanno contribuito a definire i canoni del gotico.

    Il problema principale è che l'autore ha scelto un tipo di prosa che ai nostri occhi non potrebbe apparire più desueta:addirittura, in molti passaggi, si arriva al comico involontario.

    Il rispetto per i classici è d'obbligo, ma non mi è mai capitato di leggere un romanzo invecchiato male come questo....Nessuna delle situazioni proposte instilla nel lettore la benché minima paura, tutto è noioso e risaputo.

    Una delusione.

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante ebbe un grande successo all'epoca il libro non è un molto coinvolgente. E' il primo dei gotici per cui i suoi meriti sono quelli di aver creato un nuovo filone letterario, ma il meglio del suo genere lo si trova sicuramente in altri romanzi.</p><p>Quello che mi è rimasto è ...continua

    Nonostante ebbe un grande successo all'epoca il libro non è un molto coinvolgente. E' il primo dei gotici per cui i suoi meriti sono quelli di aver creato un nuovo filone letterario, ma il meglio del suo genere lo si trova sicuramente in altri romanzi.</p><p>Quello che mi è rimasto è la promessa di andare a visitare il reale castello di Otranto e ancor di più Strawberry Hill, la villa che la passione per il gotico di Walpole ha fatto trasformare in un piccolo castello medioevale.

    ha scritto il 

  • 4

    Conrado, el débil hijo de Manfredo el señor de Otranto, muere antes de contraer matrimonio con Isabella. Una antigua maldición que pesa sobre la familia hace su aparición y provoca que Conrado fallezca aplastado por un yelmo gigante caído del cielo. Ante la posibilidad de que desaparezca su esti ...continua

    Conrado, el débil hijo de Manfredo el señor de Otranto, muere antes de contraer matrimonio con Isabella. Una antigua maldición que pesa sobre la familia hace su aparición y provoca que Conrado fallezca aplastado por un yelmo gigante caído del cielo. Ante la posibilidad de que desaparezca su estirpe Manfredo, en un ataque casi de locura, decide divorciarse de su mujer Hipólita y casarse con Isabella, quien escapa y se esconde en un monasterio cercano. En su huida conocerá a Teodoro, quien hará lo posible para salvar a la muchacha mientras intenta salvar su propia vida.

    El castillo de Otranto es una novela de 1764 considerada como el texto que inaugura el terror gótico, de hecho si eres aficionado a este género literario encontrarás los elementos que luego se repiten en las historias que vinieron detrás: el castillo encantando, las maldiciones, los fantasmas y presencias, las criptas, las doncellas en peligro, los tiranos enloquecidos, etc, etc. El problema que tiene El castillo de Otranto es que no ha envejecido todo lo bien que debería y al lector actual le puede chirriar bastante la trama y cómo está contada, incluso con pasajes que pueden llevar a la mofa, pero no se merece ni mucho menos dejarla caer en el olvido. Cualquier lector amante del género tendría que acercarse a ella y disfrutarla con la mente abierta, incluso hacer de su lectura un homenaje a su autor, Horace Walpole, quien nos hizo un precioso regalo al abrirnos las puertas a este tipo de literatura.

    “-¡Oh, señor! -replicó un torrente de voces-. ¡El príncipe! ¡El príncipe! ¡El yelmo!¡El yelmo! Impresionado por estos lamentos y temiendo no sabía qué, avanzó apresuradamente. Mas ¡qué visión para los ojos de un padre! Contempló a su hijo despedazado y casi sepultado bajo un enorme yelmo, cien veces mayor que cualquiera hecho para un ser humano, y ensombrecido por una cantidad proporcional de plumas negras. El horror de aquel espectáculo, la ignorancia de los circunstantes sobre cómo había acaecido la desgracia y, ante todo, el tremendo fenómeno que tenía ante él, dejaron al príncipe sin habla. Su silencio se prolongó más de lo que cabría atribuir al dolor. Fijó sus ojos en lo que en vano hubiera querido que fuese una visión, y pareció menos afectado por su pérdida que sumido en la meditación a propósito del insólito objeto que la ocasionara. Tocó y examinó el yelmo fatal, pero ni siquiera los restos sangrientos y despedazados del joven príncipe consiguieron que Manfredo apartara los ojos del portento que tenía ante sí. Quienes sabían de su gran afecto por el joven Conrado, estaban tan sorprendidos por la insensibilidad de su príncipe como por el milagro del yelmo. Trasladaron el desfigurado cadáver al salón sin haber recibido orden alguna de Manfredo. Éste tampoco dedicó la menor atención a las damas que permanecían en la capilla, y no mencionó a su esposa ni a su hija, aquellas desdichadas princesas."

    Más reseñas y artículos sobre Literatura en http://tiempoletras.blogspot.com.es/

    ha scritto il 

  • 1

    Ha indubbiamente il merito di avere contribuito alla creazione del genere "romanzo gotico".
    Per carità non è solo ma è uno di quelli che ha contribuito molto. Come dice acutamente Anileve direi che uno dei modi in cui si può leggere oggi questo libro è considerarlo un romanzo tragicomico.
    Certe ...continua

    Ha indubbiamente il merito di avere contribuito alla creazione del genere "romanzo gotico". Per carità non è solo ma è uno di quelli che ha contribuito molto. Come dice acutamente Anileve direi che uno dei modi in cui si può leggere oggi questo libro è considerarlo un romanzo tragicomico. Certe vicende che dovrebbero alzare la temperatura e fare paura oggi fanno veramente ridere... * Al di là di tutto gli rimangono i meriti "storici". È risultato per me quasi illegibile in alcuni momenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere oggi Il Castello di Otranto, definito il capostipite della letteratura gotica, fa quasi sorridere perché la nostra sensibilità di accogliere il terrificante si è notevolmente addomesticata, però bisognerebbe leggerlo con gli occhi e la testa di un lettore del ‘700 dato che nel ‘700 fu scr ...continua

    Leggere oggi Il Castello di Otranto, definito il capostipite della letteratura gotica, fa quasi sorridere perché la nostra sensibilità di accogliere il terrificante si è notevolmente addomesticata, però bisognerebbe leggerlo con gli occhi e la testa di un lettore del ‘700 dato che nel ‘700 fu scritto e a quell’epoca fu una narrazione di rottura, di novità ed è strano pensare come, nel secolo dei lumi che giungevano a rischiarare le superstizioni e le false credenze, si sentisse l’esigenza di voltarsi al passato per scrivere una storia di incredulità, di prodigi, di fantasmi, di avi che prendono vita staccandosi dal dipinto che per secoli li ha tenuti imprigionati, di elmi e spade giganti.

    E’ un gotico molto poco tenebroso, molto soft direi, per ammissione dello stesso autore sono mescolati due registri il pauroso e il comico che si alternano in uno stile veloce che scandisce gli eventi, pochi e ripetuti. Vero è che siamo abissalmente lontani dalle tinte cupe di un Master di Ballantrae o dalla sepolcralità delle cripte di un qualsiasi castello di Dracula, con Manfredi Il Principe del castello di Otranto, con la sua servitù, impicciona e maldestra più che rabbrividire si sorride.

    ha scritto il 

  • 3

    Animata dalla voglia di immergermi in un'atmosfera gotica, ho letto "Il castello di Otranto" di Horace Walpole.
    Il genere non mi appartiene e non mi pare di aver letto libri simili, per ora, comunque non mi sono tirata indietro e l'ho preso in considerazione.
    Questo racconto lungo è considerato i ...continua

    Animata dalla voglia di immergermi in un'atmosfera gotica, ho letto "Il castello di Otranto" di Horace Walpole. Il genere non mi appartiene e non mi pare di aver letto libri simili, per ora, comunque non mi sono tirata indietro e l'ho preso in considerazione. Questo racconto lungo è considerato il primo romanzo gotico, scritto nel 1764 e sicuramente all'epoca era capace di impressionare i lettori, cosa che adesso non succede più. La scrittura è scorrevole, ma verso la fine l'ho trovata un po' pesante. La storia gira intorno ad intrighi, elementi soprannaturali, matrimoni combinati e storie d'amore ma comunque non mi ha catturata particolarmente. Insomma, niente di che.

    ha scritto il 

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