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Il castello in aria

Castle series, volume 2

Di

Editore: Kappa Edizioni

3.7
(639)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8874711069 | Isbn-13: 9788874711062 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Daniela Ventura

Disponibile anche come: Altri

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il Castello Errante è scomparso, e così il potente mago Howl. Intanto un giovane venditore di tappeti di nome Abdullah si rende conto che le sue fantasie iniziano ad avverarsi. C'entra qualcosa il misterioso tappeto di cui il giovane è appena entrato in possesso, e sul quale dorme ogni notte? Una movimentata avventura a cavallo fra due regni, fra castelli volanti, geni in bottiglia, angeli e creature stregate dall'identità multipla, in cui la coraggiosa Sophie dovrà trovare una risposta a mille enigmi, e ricostruire passo dopo passo il mistero legato alla scomparsa di Howl. Questo romanzo è il seguito de "Il Castello Errante di Howl", da cui il maestro del cinema d'animazione e premio Oscar Hayao Miyazaki ha tratto il film omonimo.
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  • 4

    Il dubbio iniziale sul cambio di protagonista ha presto lasciato spazio a una sana curiosità. Abdullah riesce a divenire interessante con i suoi modi di fare così ampollosi, e nel contempo risulta un ...continua

    Il dubbio iniziale sul cambio di protagonista ha presto lasciato spazio a una sana curiosità. Abdullah riesce a divenire interessante con i suoi modi di fare così ampollosi, e nel contempo risulta un ragazzo semplice e onesto.
    Il suo girovagare tra sogno e realtà ci porta a conoscerlo più a fondo, e questo ci permette di renderlo tridimensionale, più vero.
    La sua continua fuga-ricerca è divertente, non annoia mai, fa sorridere il più delle volte, e sorprende sempre.
    I personaggi non sono mai quelli che sembrano all'apparenza, cosa che richiama il primo libro, e si arriva all'esito della Cerca con un gran sorriso e un sospiro di sollievo.
    Tutto ovviamente finisce bene, ma non senza una risatina, perché non si tratta della classica storia d'amore, ma di una bellissima avventura, con personaggi davvero singolari.
    La Jones non sbaglia neppure in questo libro. Non mi sento di dare le cinque stelle solo perché avrei voluto un po' più Howl, alla fine. Tutto qui.

    ha scritto il 

  • 3

    6,5/10

    Il grosso problema di questo libro è che la Wynne Jones ha deciso di accantonare la sua solita ambientazione di ispirazione nordeuropea e di ambientare il tutto in un paese simil-mediorientale: in que ...continua

    Il grosso problema di questo libro è che la Wynne Jones ha deciso di accantonare la sua solita ambientazione di ispirazione nordeuropea e di ambientare il tutto in un paese simil-mediorientale: in questo ambito si muove però con molta meno disinvoltura del solito, senza riuscire a mettere a segno le trovate brillanti che in altri romanzi non mancano mai e molto spesso scivolando nel cliché. I personaggi femminili in particolare sono un punto per cui la Wynne Jones si è sempre distinta, ma qui (pur essendo meglio costruiti rispetto a quelli della favola di Aladino, a cui il romanzo si ispira) sono in genere una delusione: si va dalla principessa intelligente, astuta, ribelle e manco a dirlo superbellissima che alla fine dovrà comunque farsi salvare il fondoschiena dall'eroe, alla principessa/mente del gruppo che dopo essersi distinta intellettualmente e per carisma riceve il matrimonio come contentino, alle pretendenti grassone e assatanate di uomini usate come intermezzo comico. L'unica parte a livello della sua solita produzione è quella in cui ritroviamo le vecchie conoscenze.

    ha scritto il 

  • 3

    Un seguito che non non dovrebbe definirsi tale visto che i protagonisti Sophie e Howl spuntano molto dopo la metà del libro. Lo ammetto, mi ha deluso e non solo per la quasi assenza dei due personaggi ...continua

    Un seguito che non non dovrebbe definirsi tale visto che i protagonisti Sophie e Howl spuntano molto dopo la metà del libro. Lo ammetto, mi ha deluso e non solo per la quasi assenza dei due personaggi. Non mi ha preso più di tanto, tanto che ci ho messo parecchio a finirlo. Si salva giusto un pò sul finale, ma non lo consiglio particolarmente. Fermatevi al primo che è molto meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    It is a entertaining and easy-reading book. In my personal opinion, the characters are not that interesting than in the first book of the series.
    I found the story had certain similarities to Aladdin. ...continua

    It is a entertaining and easy-reading book. In my personal opinion, the characters are not that interesting than in the first book of the series.
    I found the story had certain similarities to Aladdin. Anyway, the end was quite unexpected to me, concerning the relation with the characters from Howl's Moving Castle.

    ha scritto il 

  • 4

    as-salām ‘alaykum!

    Le notti d'oriente fra le spezie e i bazar son calde lo sai, più calde che mai, ti potranno incantar...

    Un romanzo, questo, che più che fantasy definirei fiabesco, certamente più del primo. Anche qui ...continua

    Le notti d'oriente fra le spezie e i bazar son calde lo sai, più calde che mai, ti potranno incantar...

    Un romanzo, questo, che più che fantasy definirei fiabesco, certamente più del primo. Anche qui gli elementi della fiaba ci sono tutti e sono mescolati per bene, così da poter inserire all'interno della narrazione anche un po' di mistero.
    La storia richiama una delle animazioni più conosciute al mondo, eppure il romanzo della Jones è stato pubblicato ben due anni prima (1990) ed uscito in Italia solo nel 2006.

    Lettura lievemente inferiore rispetto al precedente, ma scorrevole e piacevole che ci immerge nel magico mondo dei sogni, dove non bisogna farsi ingannare dall'aspetto comune. Come per tante cose non è quello che si vede, ma quello che c'è dentro che conta.

    ha scritto il 

  • 2

    Come già ne "Il castello errante di Howl" c'è molta confusione, con un sacco di personaggi strani che non è che abbiano un ruolo chiaro e preciso, se non quello di pasticciare la storia.

    A me ha ricor ...continua

    Come già ne "Il castello errante di Howl" c'è molta confusione, con un sacco di personaggi strani che non è che abbiano un ruolo chiaro e preciso, se non quello di pasticciare la storia.

    A me ha ricordato un pò troppo il film Disney Alladin, con tanto di tappeto senziente e genio nella bottiglia, solo che il tappeto è sdrucito e il genio antipatico.

    Antipatico pure il protagonista, che parla a salamelecchi, sempre infiorettando tutto quello che dice di aggettivi qualificativi, e si innamora della Principessa perchè è bella (manco ci ha parlato), ma ovviamente prova orrore per le mogli che gli vorrebbero appioppare (e potrei anche capirlo, data la situazione) ma lo fa solo perchè sono grasse e brutte.

    Nemmeno la presenza di Sophie e Howl e del loro appena nato figlioletto migliora il romanzo.

    Almeno alla fine la trama trova la sua soluzione e tutte le storie hanno un compimeno.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo seguito de "Il castello errante di Howl"

    Anche in questo secondo capitolo della saga di Howl si ritrovano tutti gli elementi che fanno del primo libro un bellismo romanzo: ironia, piccoli misteri, e il rapporto / destino che lega tutti i per ...continua

    Anche in questo secondo capitolo della saga di Howl si ritrovano tutti gli elementi che fanno del primo libro un bellismo romanzo: ironia, piccoli misteri, e il rapporto / destino che lega tutti i personaggi.
    Se proprio gli si vuole cercare una pecca si potrebbe rilevare il ruolo "secondario" di Howl e Sophie.
    Spero vivamente che il terzo sia allo stesso livello di questi due capolavori!!!

    ha scritto il 

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