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Il castello interiore

By Jean Stafford

(75)

| Paperback | 9788817050869

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Book Description

Uomini e donne segnati da ferite, fisiche e mentali, con cui imparare a convivere, ragazze in cerca della propria emancipazione, individui combattuti fra desiderio di appartenenza e bisogno di autonomia. Scritte con uno stile cristallino, le storie d Continue

Uomini e donne segnati da ferite, fisiche e mentali, con cui imparare a convivere, ragazze in cerca della propria emancipazione, individui combattuti fra desiderio di appartenenza e bisogno di autonomia. Scritte con uno stile cristallino, le storie di Jean Stafford si concentrano sui minuti dettagli della solitudine, sulle imprevedibili dinamiche che plasmano i rapporti interpersonali. In filigrana, dentro ciascuno dei suoi personaggi, c'è l'autrice, donna dotata di una sensibilità fuori dal comune, accresciuta ed esasperata da un destino tragico. Sposata a lungo con il poeta Robert Lowell, brillante ma mentalmente instabile, la Stafford uscì infatti distrutta nel corpo e nello spirito da quel rapporto, che le costò tra l'altro il coinvolgimento in un grave incidente automobilistico, le cui conseguenze sono ben descritte nel vivido e spietato racconto che dà il nome a questa raccolta. Premiata con il Pulitzer e finora inedita in Italia, la sua opera è, nel panorama letterario statunitense, una punta di eccellenza che sta alla pari di autori come John Cheever, Flannery O'Connor ed Eudora Welty.

14 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Scrittrice americana, vinbcitrice del premio Pulitzer proprio per i suoi racconti. Una vita segnata da ferite sentimentali e fisiche, una vita piena di tristezza e ciò si riversa su questi racconti, alcuni dei quali fortemente autobiografici.
    Una pro ...(continue)

    Scrittrice americana, vinbcitrice del premio Pulitzer proprio per i suoi racconti. Una vita segnata da ferite sentimentali e fisiche, una vita piena di tristezza e ciò si riversa su questi racconti, alcuni dei quali fortemente autobiografici.
    Una prosa ricca, mai banale, profonda e tagliente. L'autrice ci mostra l'abisso delle vite di ognuno con eleganza e acume.
    Una scrittrice poco conosciuta ma che merita davvero. Il racconto più bello ed anche quello più agghiacciante è Il castello interiore (che da il titolo alla raccolta), esso racconta con una precisione chirurgica ciò che l'autrice ha subito durante un gravissimo incidente stradale. Notevole davvero!

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    Irene Elle said on May 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Splendida questa raccolta di racconti di Jean Stafford, scrittrice americana del secolo scorso e premio pulitzer proprio grazie alle sue storie brevi. Come per la Munro, protagoniste dei racconti della Stafford sono le donne, in un misto fra biografi ...(continue)

    Splendida questa raccolta di racconti di Jean Stafford, scrittrice americana del secolo scorso e premio pulitzer proprio grazie alle sue storie brevi. Come per la Munro, protagoniste dei racconti della Stafford sono le donne, in un misto fra biografia e finzione, e a sorreggere le dettagliatissime vicende delle protagoniste troviamo sofferenza, solitudine, malinconia, fino a mondi interiori costruiti per fuggire da una realtà fin troppo dura. La Stafford è una signora scrittrice, difficilmente nei racconti brevi si riesce a raggiungere questi livelli: non abbandonatela quindi agli scaffali polverosi di qualche libreria.

    http://www.gndeveloper.wordpress.com

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    Gabriele said on Oct 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Adesso lei era una parola astratta, un teorema di geometria, adesso era un aquilone in volo, una trottola che girava, un prisma che lampeggiava, un caleidoscopio rotante"

    Onde lente, disegni ampi di un indice che scava nella polvere stratificata su di un tavolo: questo il ritmo dei racconti di Jean Stafford. Racconti che insegnano che bisogna avere orecchie buone per cogliere gli impercettibili sussurri di altri cuori ...(continue)

    Onde lente, disegni ampi di un indice che scava nella polvere stratificata su di un tavolo: questo il ritmo dei racconti di Jean Stafford. Racconti che insegnano che bisogna avere orecchie buone per cogliere gli impercettibili sussurri di altri cuori; che bisogna essere pronti ad accettare la realtà anche nei suoi aspetti più degradanti (distogli gli occhi, Rose, da quella sciarpa gialla) se si vuole davvero incontrare qualcuno a metà strada. Pochi cauti, svogliati passi appena fuori la soglia del proprio eremo non rappresentano un vero sforzo in questo senso; non si può tentare così, distrattamente, di muovere verso un altro essere umano, verso una solitudine in fondo simile alla propria, altrettanto acida ed ustionante: il viaggio è impervio ed irto di difficoltà; troppo forte è il vento freddo che respinge gli uomini dentro le mura dei loro piccoli, decadenti castelli interiori.
    Fantasia ed immaginazione sono i mattoni che costituiscono i muri dell'illusione; i ricordi ed una disperata nostalgia d'infanzia sono la malta che tiene insieme tutto. Quando il dolore è solo dolore (ed è tanto intenso che nessuna immagine riesce a descriverlo in modo adeguato), riecheggiante infinitamente negli spazi vuoti del castello, il rischio è quello di vivere rapporti umani che sono in realtà lotte incessanti tra chi vuole trascinare in basso e chi si rifiuta di essere trascinato.

    Non che il percorso inverso sia più facile: arrivare a bastare a se stessi è, se possibile, ancora più difficile. L'equilibrio, una volta raggiunto, deve essere fortificato, rifiutando la tentazione di vivere gli oggetti come surrogati di rapporti impossibili o non voluti.

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    alice said on Aug 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    … difficile dire di queste storie al femminile se non che la distanza spazio-temporale della loro ambientazione viene sistematicamente superata dall’universalità dei sentimenti e delle sensazioni che queste pagine trasmettono. La solitudine, la fuga ...(continue)

    … difficile dire di queste storie al femminile se non che la distanza spazio-temporale della loro ambientazione viene sistematicamente superata dall’universalità dei sentimenti e delle sensazioni che queste pagine trasmettono. La solitudine, la fuga da un quotidiano soffocante, il rancore o la vivida illusione che una vita migliore sia possibile , il senso o il desiderio di appartenenza ed il suo disgregarsi sono immagini assolute descritte con pochi colpi di rasoio, una scelta di dettagli e particolari che cattura l’attenzione … che ti obbliga ad assistere e a partecipare … sorprende la capacità di descrivere con poche fulminee parole la deriva di un sentimento o la lucida consapevolezza della propria condizione … la sensazione è quella di viaggiare più o meno lentamente attraverso le pagine del libro senza grossi sussulti e poi d’ improvviso incontrare questi singhiozzi , queste macchie che rendono il senso di quanto letto completamente diverso … bello

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    StrongUrgeToFly said on May 17, 2013 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    Belli e urticanti

    Sofferenza a fiumi in questi racconti che risultano tanto belli quanto urticanti.
    Scritti con uno stile ricercato ed elegante, al limite della perfezione, in cui le parole luccicano in costruzioni sintattiche elaborate e acuminate come diamanti, risu ...(continue)

    Sofferenza a fiumi in questi racconti che risultano tanto belli quanto urticanti.
    Scritti con uno stile ricercato ed elegante, al limite della perfezione, in cui le parole luccicano in costruzioni sintattiche elaborate e acuminate come diamanti, risultano però corrosivi per il dolore che custodiscono e trasmettono.
    Storie di donne rancorose, biliose, sole, sofferenti. Donne che si rifugiano in fantasie elaborate e proiettate e riproiettate nella mente fino a renderle un perfetto surrogato della realtà, livida e soffocante, triste e frustrante. Calate in un contesto di falsità e inganni sociali e familiari.

    I due racconti più belli sono ampiamente autobiografici: Il castello interiore e Un’invasione di poeti. Bellissimi.
    Il castello interiore mi ha colpito in modo particolare per l’originalità e la tagliente forza descrittiva del dolore fisico. Lancinante. Sperimentato dall’autrice stessa in seguito ad un incidente stradale in cui aveva riportato ferite gravissime alla testa e al volto.

    Lo stile e la forma meriterebbero cinque stelle, ma l’abrasione che mi hanno provocato, cioè il dolore, l’acredine, il rancore dell’autrice stessa che si percepiscono in ogni parola, è di un genere che limita l’ammirazione anziché amplificarla, come spesso mi è accaduto con altri autori in cui il dolore è palesemente esposto (ad esempio, Bernhard – Coetzee …).

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    Gloria Albonetti said on Apr 24, 2013 | 4 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Questi racconti sono straordinari...

    Prendo la raccolta dei racconti dalla biblioteca, leggo senza sentirmene attratta il primo racconto, non ne sono entusiasta; salto al quarto, "Una storia campestre"; la scrittura mi afferra il colletto come un paio di mani che spuntano improvvisament ...(continue)

    Prendo la raccolta dei racconti dalla biblioteca, leggo senza sentirmene attratta il primo racconto, non ne sono entusiasta; salto al quarto, "Una storia campestre"; la scrittura mi afferra il colletto come un paio di mani che spuntano improvvisamente da un cancello a cui ti sei aggrappato per spiare una casa di proprietà di sconosciuti.
    Il racconto migliore di questa raccolta: "Cuori sanguinanti".
    Questa scrittura non ti lascia in pace neppure per un secondo, ha un ritmo perfetto! La protagonista ha una sensibilità sottilissima, con terminazioni nervose rarefatte, morbose, consapevoli.
    È lei, la scrittrice, lei "vedeva" così il mondo.
    Ma nonostante questo non mi precipita nella sua malinconia, anzi, mi elettrizza la sua determinazione di raccontarmi come vede le cose, le persone, le convenzioni sociali. A modo suo.

    Comunque, mi sembra che il traduttore abbia molta parte nella squisitezza di questa scrittura.

    Voglio sapere tutto di questa scrittrice americana tradotta solo dal 2011 in Italia, morta nel 1979, che vinse il Premio Pulitzer nel 1970.

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    Patrizia Caffiero said on Mar 18, 2013 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (75)
    • 5 stars
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    • 2 stars
  • Paperback 189 Pages
  • ISBN-10: 8817050865
  • ISBN-13: 9788817050869
  • Publisher: Rizzoli (BUR Narrativa)
  • Publish date: 2011-10-01
  • Also available as: eBook
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